Il Giustiziere degli Angeli
Resta in carcere Don Luciano Massaferro di cui potete leggere a questo LINK che racchiude quanto scritto su questo blog.
Liguria/ Abusi su 12enne, parroco di Alassio resta in carcere
14:05 – CRONACA- 09 FEB 2010
Verrà sottoposto a perizia psichiatrica - Genova, 9 feb. (Apcom) – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona Emilio Fois ha respinto la nuova richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato lo scorso 29 dicembre con l’accusa di violenza sessuale su una parrocchiana di 12 anni. A motivare la decisione, il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Una prima richiesta di scarcerazione, avanzata dagli avvocati della difesa Mauro Ronco e Alessandro Chirivì, era stata rigettata lo scorso 18 gennaio dal Tribunale del Riesame di Genova. Il prete, che verrà sottoposto a perizia psichiatrica per accertare eventuali turbe psichiche, è attualmente recluso nel carcere di villa Armea a Sanremo. Ieri, ricevendo i partecipanti al convegno del Pontificio Consiglio per la Famiglia sul tema dei diritti dell’infanzia, Papa Benedetto XVI ha condannato duramente i preti pedofili, i sacerdoti che si sono macchiati di abusi sessuali contro bambini e minori. “La Chiesa, lungo i secoli – ha affermato Benedetto XVI ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi – ha aggiunto il Pontefice – alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare”.
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Un piccolo aggiornamento al caso dei maltrattamenti all’asilo Cip & Ciop di Pistoia. Per ripercorrere la storia cliccate su questo LINK che vi riporta ai vari articoli su questo blog.
Hanno ammesso le loro responsabilità, ripercorrendo quanto già detto al gip per la convalida dell’arresto, Anna Laura Scuderi e Elena Pesce, la titolare dell’asilo Cip e Ciop e la sua collaboratrice arrestate il 2 dicembre scorso con l’accusa di maltrattamenti sui piccoli ospiti dell’asilo. Il sostituto procuratore di Genova Silvio Franz è andato nel carcere di Sollicciano a Firenze e le ha sentite per tutta la mattina. Pesce, assistita dall’avvocato Alberto Rocca, ha chiarito le sue reali responsabilità, riconoscendole, ma ha cercato anche di fare capire al magistrato genovese di non essere «un mostro», pur ammettendo gli errori. «È stato un contatto positivo – ha detto il difensore della Scuderi, l’avvocato Alessandro Mencarelli – tra pm e indagate che non si erano ancora mai visti. La mia assistita è consapevole di quello che ha fatto e molto provata». I due legali hanno chiesto al sostituto procuratore di potere visionare gli interi filmati registrati dagli investigatori. Secondo la difesa, infatti, si potrebbe ridimensionare la posizione delle due indagate. Il pm Franz si è reso disponibile a mostrare i video nei prossimi giorni. Fonte LeggoOnLine LINK ARTICOLO originale
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Stà facendo molto discutere questo caso in cui il gallerista Francesco Tadini è indagato perchè avrebbe chiesto ad un intermediario DUE BAMBINE.
Milano, indagato il gallerista dei vip:”Voleva fare sesso con le bambine”
Francesco Tadini, figlio del maestro Emilio, avrebbe chiesto a un intermediario “una bambina di tre anni e una di dieci”. L’inchiesta ha già portato a 11 arresti
di Paolo Berizzi
«È venuto da me un cliente importante e famoso. Mi ha chiesto di procurargli una bambina di 3 anni e una di 10». Così parlava una prostituta romena intercettata al telefono. Eppure, quando all’alba i poliziotti hanno bussato a casa con il mandato di perquisizione, lui, il cliente «importante», non ha battuto ciglio: pensava a uno scherzo. Ha capito che facevano sul serio, Francesco Tadini, solo quando gli hanno sequestrato computer, dischetti e altro materiale bene ordinato nel suo appartamento in centro pieno di opere d’arte, quadri del padre e di altri artisti.
Il motivo del blitz, però, non aveva niente a che vedere con la pittura. Piuttosto con una brutta storia che, per ora, lo vede indagato per l’articolo 600 bis (comma II e III), la legge che punisce il cliente di una prostituta minorenne. Lui è Francesco Tadini, 44 anni, gallerista tra i più noti in Italia, regista, autore teatrale e, soprattutto, figlio del “maestro” Emilio Tadini, scomparso otto anni fa. Gli stessi occhi di ghiaccio del padre, le stesse passioni: soprattutto per la scrittura e la poesia.
Il nome di Francesco Tadini balza all’orecchio degli agenti della squadra mobile tra novembre e dicembre del 2009. Incidentalmente. La polizia sta indagando su una rete di squillo gestita da due gruppi criminali: albanesi e romeni. Soliti metodi di sfruttamento delle ragazze. Quasi tutte connazionali. L’operazione, coordinata dal pm Antonio Sangermano, si concretizza una settimana fa con 11 arresti. Ma l’aspetto più inquietante dell’inchiesta, come documentano le intercettazioni agli atti, ha per protagonista proprio Tadini. Ascoltando le telefonate tra uno degli sfruttatori e una prostituta rumena, gli investigatori catturano una comunicazione fuori dall’ordinario.
«È venuto da me un cliente importantee famoso – dice la donna – Mi ha chiesto di procurargli una bambina di 3 anni, da toccare, e una di 10 per fare sesso». Il cliente è Tadini. A quel punto la prostituta e il protettore si adoperano per soddisfare la sua richiesta: e la ricerca produce un risultato. I poliziotti monitorano le telefonate tra la donna e Tadini. La prima, di fatto, assume il ruolo di intermediaria. Nel mese di dicembre il figlio del pittore apprende dal suo contatto che è pronta una ragazza di 14 anni, disposta anche a sottomettersi a perversioni sadiche. L’incontro sessuale si sarebbe consumato in un appartamento pochi giorni dopo.
Il 26 gennaio scattano le manette per i vertici dell’organizzazione che sfruttava le ragazze. E ora gli agenti piombano a casa di Tadini. Per il momento all’uomo viene contestato il fatto di avere avuto rapporti sessuali con prostitute minorenne. Ma il contenuto delle intercettazioni aggrava, almeno da un punto di vista morale, la sua posizione. Il pm Sangermano ha interrogato la prostituta romena al centro della vicenda. Nelle prossime ore sarà ascoltato anche Tadini. Molto conosciuto in città, organizzatore di vernissage molto ben frequentatie ospitati allo spazio Tadini – di cui è direttore artistico – in un’intervista ha raccontato: «Mio padre mi diceva sempre: se dai tutto all’arte, l’arte ti dà tutto».
(la repubblica 05 febbraio 2010) LINK ARTICOLO originale
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Riporto da notizie-virgilio
Usa/ Pedofilia: foto in rete a 10 anni da abusi, donna vuole danni - Amy, vinta causa in Connecticut, presenta centinaia di denunce.
New York, 8 feb. (Apcom) – L’incubo di “Amy” è finito più di dieci anni fa: lo zio che ha abusato di lei quando aveva otto o nove anni è in carcere. Ma le fotografie che ha scattato restano tra le più diffuse immagini pedopornografiche in circolazione su Internet. Amy, che ha vent’anni, vuole toglierle dalla circolazione ed ha presentato centinaia di denunce in decine di tribunali americani.
La sua e altre iniziative simili di altre vittime di pedofilia stanno mettendo alle corde il sistema giudiziario, alle prese con spinose questioni legali. La più controversa? Chi possiede materiale pedopornografico è in qualche misura responsabile dell’abuso commesso nei confronti dei bambini? E in che misura? Amy (ovviamente si tratta di un nome fittizio) nelle testimonianze che corredano le sue denunce dice di sì: “Ogni volta che qualcuno le guarda per appagare quel godimento malato, è come se fossimo vittime di un nuovo abuso”.
La prima sentenza è arrivata dal Connecticut dove un giudice federale ha ordinato a un uomo condannato per possesso di materiale pedopornografico di risarcire ad Amy 200 mila dollari. Da quel momento i casi e le richieste di risarcimento si sono moltiplicate. Amy ne ha presentate 350 e in ogni caso la somma richiesta è di 3,4 milioni di dollari.
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Della mattinata di ieri, della conferenza stampa indetta a sostegno di Manuela Antonelli e suo figlio, c’è da ringraziare innanzitutto del sorriso che Manuela ha riservato ad ognuno di quanti hanno partecipato con solidarietà al suo caso.
E un ringraziamento và anche a Liam Gabriele (che vuole essere chiamato Leone, non dimentichiamolo) per averci dato la possibilità di vedere e fotografare il bellissimo disegno che ha fatto recentemente per sua madre: un disegno pieno di colori e di amore per sua madre.
Detto questo penso sia doveroso ringraziare anche le mamme ed i papà che si sono presentati davanti alla Corte d’Appello Penale di Roma per quel senso di civile solidarietà umana che spesso manca a tanti. Bisogna pur ringraziare allo stesso modo le insegnanti di LEONE che sicuramente conoscono meglio di tanti la persona che questo bambino E’ e che vorrebbero rivedere nella loro scuola, tra insegnanti e compagni, al più presto. Infine un’altro ringraziamento và alle suore che conoscono ed amano LEONE e che hanno dimostrato un affetto non comune verso questo bambino.
Ma il bilancio di questa giornata, seppure nel positivo appoggio di tante persone comuni, al dramma di Leo e sua madre Manuela, appare negativo nelle parole di una mamma e del suo legale.
Dopo la scarcerazione di Manuela e la decisione dei giudici di affidare Leo ad uno zio misconosciuto appare ancora più incredibile il susseguirsi di decisioni ancora più assurde quanto deleterie per un bambino. Liam Gabriele McCarty non vede e non sente sua madre da giovedi 28 gennaio e non è ancora “deciso” quando potrà vederla: hanno “deciso” che potrà vederla solo durante incontri protetti (cioè con la compresenza di assistenti sociali) ancora da “calendizzare”. Liam Gabriele McCarty “deve cambiare scuola” e quindi non potrà più incontrare le sue maestre ed i suoi amici (che intanto sferruzzano con le loro mani, a turno, una sciarpa da regalargli). Liam Gabriele McCarty non “dovrà più” sottoporsi alla cura presso la psicologa dell’età evolutiva che lo segue da due anni e dei nonni materni di Liam Gabriele McCarty non se ne fa neanche menzione! E, come dichiara con voce rotta Manuela, questo bambino rischia un crollo emotivo che può portarlo (di nuovo) ad atti di autolesionismo.
Già, anche i bambini pensano che la morte e solo essa può liberarli da problemi e paure, pensano anche di fare del bene a chi li ama veramente cancellando insieme alla propria vita la radice del problema. Questa eventualità non dovrebbe neanche sfiorare il nostro pensiero ma la troviamo nelle parole di Manuela, la troviamo nel metterci nei panni di un bambino di otto anni che stà vivendo un inferno e che ora non è nel “paese delle meraviglie” come sarebbe giusto ma in una “città degli orrori” che si è svuotata di riferimenti ed affetti come in un “the day after”. Qui non c’è in gioco una lite tra adulti che vogliono separare le loro strade, qui non c’è un contenzioso per una multa per divieto di sosta, qui non c’è una perizia tecnica sul confine della proprietà: qui la posta E’ LA VITA DI UN BAMBINO, qui la parcella più alta la stà pagando lui e gli adulti che hanno dimenticato la loro stessa infanzia ne stanno legiferando l’importo.
E lui ha capito che il destino ha legato il suo nome di Liam Gabriele McCarty a tutto ciò che non vuole ed allora grida <io voglio chiamarmi LEONE, perchè è un “animale forte e coraggioso” e io voglio essere come lui>.
In questo è la chiave di lettura di questa PERSONA che urla e grida per avere il suo diritto alla VITA.
Il resto, per quelli che ne stanno decidendo il destino, DEVE ESSERE SOLO SILENZIO.
RENDETE QUESTO BIMBO LEONE A SUA MADRE
ED AI SUOI VERI AFFETTI
Il Giustiziere degli Angeli
AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: la conferenza stampa di domani si terrà a Roma in Via Varisco davanti alla Corte d’appello Penale (si trova alle spalle di Piazzale Clodio) sempre alle ore 10. Allegato un cartello che potrete liberamente scaricare e stamparvi per la vostra partecipazione a sostegno di Manuela e suo figlio. Grazie
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Pedofilia: nudo in auto con 4 bimbe, condannato pensionato - Successe a Brescia. La madre di due piccole, ’stanno ancora male’
03 febbraio, 11:42
(ANSA) – BRESCIA, 3 FEB – Condannato a 4 anni e 8 mesi il pensionato bresciano che in ottobre fu sorpreso nudo in auto con 4 bambine, a Carpenedolo (Brescia). L’auto venne notata dalla polizia, che poi arresto’ l’uomo dopo averlo sorpreso mentre si masturbava. Al termine del processo, la madre di due delle bambine ha dichiarato: ‘E’ una pena troppo bassa, le piccole stanno ancora male”, mentre il pensionato ha depositato in udienza una lettera in cui, tra l’altro, dice: ‘Ho sbagliato devo pagare’.
Liam Gabriele McCarty: conferenza stampa a Roma P.le Clodio domani 4.febbraio ore 10
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DOMANI ORE 10 CONFERENZA STAMPA A ROMA DAVANTI AL TRIBUNALE, IN PIAZZALE CLODIO.E’ INVITATO A PARTECIPARE CHIUNQUE ABBIA A CUORE IL FUTURO DI LIAM GABRIELE.LA CONFERENZA STAMPA E’ STATA INDETTA IN OCCASIONE DEL PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE DEI MINORI CHE IMPONE L’ISCRIZIONE DEL BAMBINO IN UN’ALTRA SCUOLA E IL DIVIETO DI QUALSIASI CONTATTO CON LA MADRE ANCHE TELEFONICO.
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Era il 7 agosto del 1990 ed in Via Poma, a Roma, Simonetta Cesaroni stava morendo con 29 atroci colpi di tagliacarte. Sono passati quasi vent’anni da questo assurdo omicidio ed ancora non si è arrivati ad un nome certo ed incontrovertibile dell’assassino.





















