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Pedofilia – Abusi – Violenza –


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Rignano: abusi su bimbi, al via processo d’appello a Roma.

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(AGI) – Roma, 12 dic. – Con la relazione introduttiva del giudice ‘a latere’ ha preso il via davanti alla terza sezione penale della corte d’appello di Roma il processo sui presunti abusi sessuali compiuti su una ventina di bambini della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio nell’anno scolastico 2005-06. La procura di Tivoli e alcuni legali di parte civile, in rappresentanza dei genitori, si sono rivolti ai giudici d’appello per contestare l’assoluzione, con formula piena, della maestre Marina Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, del marito di quest’ultima Gianfranco Scancarello e della bidella Cristina Lunerti, scagionati il 28 maggio 2012 da accuse che andavano dalla violenza sessuale di gruppo ai maltrattamenti, dal sequestro di persona agli atti osceni con l’aggravante delle sevizie e della crudelta’. Il giudizio di secondo grado entrera’ nel vivo il 29 gennaio prossimo quando il collegio, presieduto da Ernesto Mineo, dovra’ sciogliere la riserva su alcune richieste istruttorie avanzate dalle parti.
Tra tutte, spiccano quelle di sentire in udienza il collegio di periti che, durante la fase delle indagini preliminari, ebbero i colloqui con i venti minori e l’allora consulente della procura che fece l’analisi tricologica sui bimbi individuando sui capelli di un paio di minori la presenza di tracce di benzodiazepine.

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Pedofilia: Don Ruggero Conti si sente male in aula dopo le testimonianze di chi lo accusa.

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi è iniziato, con l’ascolto di alcune testimonianze, il processo contro Don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali su minori. Il caso fà molto discutere sia per quanto riguarda “chi sapeva e taceva” sia per l’interessamento legale a favore delle vittime della Onlus La Caramella Buona. Proprio a seguito di questo caso la associazione ha ricevuto minacce molto pesanti con l’invio di una lettera contenente una pallottola diretta anche a al PM Scavo ad a Staderini (dei radicali) che si è costituito parte civile nel processo. Digitando su questo LINK troverete gli altri articolo sul caso.

Pedofilia, processo a don Ruggero: malore in aula dopo le testimonianze  –  Articolo

L’ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all’epoca tredicenne

ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.

Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.

L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.


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Pedofilia: Rignano Flaminio – il 30 ottobre inizia l’udienza preliminare.

Il Giustiziere degli Angeli

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Link Articolo Il-Tempo

–  PEDOFILIA – Caso Rignano: il 30 ottobre l’udienza

Le accuse, formulate dal pm Marco Mansi, riguardano le insegnanti Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio.

Si deciderà a partire dal 30 ottobre prossimo la sorte dei cinque presunti pedofili indagati per i presunti abusi sessuali commessi ai danni di almeno 21 bambini della scuola «Olga Rovere» di Rignano Flaminio. Il 30 ottobre comincerà nel tribunale di Tivoli, (Roma) l’udienza preliminare, che si profila lunga, nella quale il gup Pierluigi Balestrieri dovrà esaminare la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Marco Mansi nei confronti di tre ex maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, dell’autore tv Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio, e della bidella Cristina Lunerti. La procura aveva chiesto nei mesi scorsi l’ archiviazione, accolta dal gip, sia per un’altra maestra, la diciannovenne Assunta Pisani sia per il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva, definito «l’uomo nero» dei racconti dei bambini, poi uscito dall’indagine perchè palesemente estraneo alle accuse.

Il pm Mansi, aveva chiesto l’archiviazione anche per la bidella Lunerti, ma in accoglimento della opposizione di alcune parti civili, il gip aveva disposto invece per quest’ultima l’imputazione coatta. Pesanti i reati contestati ai cinque indagati che il gup dovrà valutare e decidere quindi se chiedere il processo: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza. In aula non compariranno i bambini, sentiti nell’incidente probatorio, che non saranno presenti neppure per l’eventuale processo.

L’inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. I cinque indagati furono arrestati il 24 aprile del 2007 con un blitz dei carabinieri. La vicenda destò molto scalpore e l’opinione pubblica si divise tra innocentisti e colpevolisti.

Il Tribunale del Riesame di Roma demolì l’inchiesta con un clamoroso dispositivo, il 10 maggio del 2007 – confermato dalla Corte di Cassazione – che scarcerò gli indagati definendo gli indizi deboli e sottolineò come le accuse fatte dai bambini ai presunti aguzzini e pedofili, erano state influenzate dalle «forti pressioni» dei genitori.

Poi cominciò, nell’estate del 2007, il lungo incidente probatorio nella procura di Tivoli, quando furono sentiti alla presenza di psicologi dal gip Elvira Tamburelli, decine di bambini, ma non tutti furono giudicati idonei a testimoniare.

Ora l’ultimo atto dell’indagine preliminare con l’esame delle accuse da parte del gip: l’udienza si svolgerà presumibilmente in autunno.«Siamo pronti ad affrontare questo percorso giudiziario – hanno detto gli avvocati Antonio Cardamone e Franco Merlino, difensori di alcune famiglie di bambini – che riteniamo necessario vista la ormai certa esistenza degli abusi sui bambini».


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Pedofilia: iniziato il processo a Pino La Monica, maestro teatrale accusato di abusi su undici allieve minorenni

Il Giustiziere degli Angeli

Leggo e riporto la notizia dell’inizio del processo a carico di Pino La Monica, maestro teatrale accusato di abusi sessuali su undici sue allieve. Sul caso troverete nel blog gli articoli che lo riguardano e trovate l’ultimo aggiornamento a questo LINK di archivio (non avevo volutamente messo l’articolo che trovavo, nel contenuto di quanto stà facendo ora fuori dal carcere, abbastanza “disturbante”. punto).

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Pedopornografia: sul portale di Libero c’erano filmati pedopornografici.

Il Giustiziere degli Angeli

Ieri sera ho seguito la trasmissione “Chi l’ha visto?” perchè oltre a parlare di Denise Pipitone e di come oggi potrebbe essere dopo 4 anni dalla sua scomparsa, ho sentito che si sarebbe parlato di pedopornografia su internet. Cosa ci è stato raccontato dalla Sciarelli è sconvolgente anche se ormai le notizie di arresti e perquisizioni a seguito di intercettazioni di scambi di filmati pedopornografici è all’ordine, quasi, del giorno.

E’ accaduto che la scorsa settimana, una signora, guardando i video immessi sul portale di Libero, nella sezione intrattenimento, si è trovata di fronte a filmati pedopornografici. Difronte alle sconvolgenti immagini la signora, non sapendo bene a chi rivolgersi, ha scritto una mail alla redazione del programma della Sciarelli dicendo quanto capitava e pregando che i video venissero rimossi. La redazione giustamente ha verificato ed i filmati erano lì, chiari, inequivocabili e, come dice la conduttrice, disgustosi. Allertata la Polizia Postale il  giorno seguente i video non c’erano più. Come è possibile che un portale così importante non si sia accorto di quanto stava accadendo?  Una responsabile di Wind-Libero.it, intervistata dalla redazione di Rai3, ha raccontato che gli utenti del portale sono circa 11.milioni al mese e che si è sicuramente trattato di un errore umano visto che ci sono persone che controllano costantemente i video immessi dagli utenti. Ed ha chiesto, con un certo evidente imbarazzo, scusa! Ma il fatto resta e per quanto se ne sà quello schifo potrebbe essere stato visto anche da minorenni visto è uno dei portali più visitati. L’utente che ha immesso i filmati era regolarmente registrato col nome di “babul2” e nella scheda c’era l’immagine grigia di chi non si vuole far riconoscere e dati discordanti che nominavano  – città: Roma provincia: Rovigo regione: Veneto. Sul lato sinistro invece i nomi degli ultimi sei visitatori che magari ignoravano cosa si celava dietro quel nick-name. Ma chi frequenta la community di Libero sà che in alto, dopo il “profilo” dell’utente si può visionare se ha un “blog” e se ha immesso dei “video”. E sicuramente nella scheda di questo soggetto la casella “video” era in evidenza. Mi riesce difficile pensare che solo la signora si sia accorta di quali filmati si trattava. Sicuramente la Polizia Postale seguirà la vicenda per rintracciare l’utente e le persone che lo hanno in qualche modo avvicinato nella community. Penso che questo ennesimo atto ignobile a danno di bambini sia stato fatto in modo volontario e cosciente per dirci che la rete ha ancora molte lacune da colmare se è così facile rendere visibile certe cose. In più direi anche che, quando pensiamo che una cosa è assurda da realizzare e che accada, è il momento in cui dobbiamo invece pensare che è proprio il contrario! Facciamo sempre più attenzione a, se dovessimo incappare in certi siti e video, la segnalazione và fatta alla polizia di stato: io una ne ho fatta a questo indirizzo  poltel.rm@poliziadistato.it .