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Luca Delfino presto uomo libero: i genitori di Antonella chiedono più giustizia.

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Antonella (MariaAntonietta) Multari fu uccisa l’8 agosto del 2007 a soli 32 anni con 40 coltellate da LUCA DELFINO. Un rapporto durato pochissimo poiché, dopo i primi momenti di calma e dolcezza, Antonella si accorse, tra botte ed insulti, di essere nelle mani di un essere senza alcun senso dell’amore, del rispetto, della libertà.

Antonella ha pagato con la vita! ha lasciato sull’asfalto di una strada di Sanremo ogni suo sogno, ogni futuro mischiato ad una pozza di sangue che è scivolato via portandole via la vita con la furia assurda e feroce di quel coltello che Delfino le ha conficcato nella carne.

Antonella lo aveva lasciato, lo aveva allontanato dalla sua casa ma non è riuscita a metterlo fuori definitivamente dalla sua vita. Minacce, pedinamenti, appostamenti sotto casa erano all’ordine del giorno ma, nonostante le denunce, non è stata protetta.

16 anni e otto mesi la pena per Luca Delfino (più 5 di ospedale psichiatrico!). Una pena esigua poichè riconosciuto “semi-infermo di mente” e sottoposto su richiesta al “rito abbreviato” che prevede dalla nostra Legge uno sconto di un terzo della pena. Nel frattempo un’assoluzione per “insufficienza di prove” per l’omicidio di un’altra ex: Luciana Biggi per il cui delitto quindi non c’è un colpevole.

Di tutto quello che ho raccolto in questi anni su questo omicida potete cliccare su questo link:  articoli su Luca Delfino.

Di questi giorni la notizia che Delfino potrebbe uscire dal carcere tra poco più di due anni e la famiglia della giovane Antonella viene intervistata in TV: 

Questo mostro fra due anni me lo devo vedere libero perché e’ un detenuto modello? Che i giudici si mettano una mano sulla coscienza. Quando sarà libero, avrò timore anche per la mia integrità fisica: Delfino mi ha minacciato, ha detto che me la farà pagare. Quando andavo dai carabinieri, dicendo che mia figlia era in pericolo, mi battevano la mano sulla spalla e mi dicevano: ‘Noi sappiamo fare il nostro lavoro’. Ecco come l’hanno saputo fare bene ” dichiara mamma Rosa

Anche il padre Rocco interviene: «La legge sullo stalking che valore ha quando la donna denuncia, ma le autorità intervengono dopo un anno. I giudici non arrivano mai in tempo quando devono salvare una donna». 

Come possiamo dare torto a questi genitori? Ognuno di noi si è reso conto in questa bruttissima storia con chi abbiamo a che fare! Io stessa avrei timore di trovarmi difronte ad un simile soggetto ed il timore dei genitori di Antonella è legittimo e reale. 

 

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Omicidio Federica Squarise: condannato El Gordo

Federica Squarise fù stuprata e uccisa in Spagna nel 2008. L’orribile omicidio della ragazza ventunenne italiana fù per mano di Victor Diaz Silva Santiago, detto El Gordo, che quella maledetta sera a Lloret de Mar ne decise la sorte. 

Leggi qui gli articoli

Ora è arrivata la sentenza per El Gordo: 17 anni e 9 mesi per aver stuprato e ucciso Federica. Una sentenza che lascia l’amaro in bocca alla famiglia della ragazza e tutti noi. Sono state riconosciute delle attenuanti e questa parola ci fà scattare un senso di rabbia che normalmente non avremmo! Come si può “attenuare” la morte di Federica? Come si può pensare che quella sera la fine orribile di Federica non è stata totalmente formata da attimi orribili di paura, dolore, soffocamento lento in attesa che la morte la portasse via…per sempre? Aveva 21 anni, era in vacanza, costruiva i suoi meravigliosi ricordi della gioventù guardando al futuro. Un futuro spezzato da un’inumano per il quale il diniego di Federica, la sua giovane vita, la sua lotta per sopravvivere non sono contati niente! Il mio dolore per questa ragazza accompagna nel pensiero la sua famiglia alla quale và tutto il mio affetto incondizionato.

Diciassette anni e nove mesi per aver stuprato e ucciso Federica. Fa discutere la sentenza con cui il tribunale spagnolo ha condannato Victor Diaz Silva Santiago, detto El Gordo, per la morte di Federica Squarise, la turista di 21 anni di San Giorgio delle Pertiche (Padova) uccisa nel 2008 a Lloret de Mar (Girona, Spagna). Un anno e sei mesi per il reato di abuso sessuale e 16 anni e tre mesi per omicidio. Sulla pena, che in Italia sta facendo scandalo, ha pesato l’attenuante della collaborazione. Dalla pena, poi, dovrà essere decurtato il tempo già trascorso in carcere dal barista uruguaiano che dovrà corrispondere un indennizzo di 80.000 euro ai genitori di Federica. Ben diverse erano state le richieste dell’accusa: 30 anni di carcere per i reati di violenza sessuale aggravata e omicidio e un risarcimento danni di 200mila euro. Per il governatore del Veneto, Luca Zaia, si tratta di una «sentenza scandalosa, anzi uno schifo». Federica arrivò in Costa Brava con un’amica il 28 giugno 2008. In un bar conobbe il Gordo. A partire da quel momento – secondo l’accusa – inizia l’incubo di Federica. Prima il Gordo la corteggia, le sta addosso, la fa bere. Poi la segue in un altro locale, cerca ancora un approccio sessuale, sempre pressante. Poi all’alba, quando Federica stava tornando in hotel, alticcia, l’aggressione finale. La condusse in una zona isolata dove la stuprò. La ragazza si oppose con tutte le sue forze, come hanno dimostrato i graffi e i brandelli di pelle del suo carnefice ritrovati sotto le unghie. Poi cercò di soffocarla fino a uno stato di incoscienza. Ma Federica respirava ancora così le infilo uno straccio in bocca perché morisse asfissiata. Infine nascose il cadavere prima di scappare per una breve fuga. 

I GENITORI. «I genitori della ragazza sono molto dispiaciuti, faremo ricorso». Gli avvocati dei familiari di Federica Squarise, Agnese Usai e Massimiliano Stiz del foro di Padova, commentano la sentenza: «Siamo stupiti che gli abbiano riconosciuto l’attenuante della collaborazione, ha confessato solo quando è stato preso». Usai e Stiz stanno procedendo alla richiesta di indennizzo allo stato spagnolo «e auspicano l’adozione di una legge italiana che possa favorire una normativa conforme a quella europea».

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Luca Delfino assolto! È l’ennesima prova che in Italia bisogna farsi giustizia con le proprie mani…

Il Giustiziere degli Angeli

Luca Delfino assolto dall’accusa dell’omicidio di Luciana Biggi. Luca Delfino fà scacco “MATTO”!!

Non ho niente da dire, come tutti sono disgustata!! Luciana Biggi non ha ancora avuto giustizia.

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GENOVA, NON UCCISE LA EX: ASSOLTO DELFINO. I PARENTI: “SIAMO DISGUSTATI”

GENOVA – E’ arrivata l’assoluzione, per Luca Delfino, l’uomo accusato per l’omicidio della sua ex fidanzata, Luciana Biggi, trovata morta in un vicolo del centro di Genova dopo essere stata massacrata a coltellate la notte del 28 aprile 2006. Delfino, per il quale il pm Enrico Zucca aveva chiesto 25 anni, è stato assolto dalla Corte d’Assise di Genova, che ha pronunciato la sentenza (letta dal presidente Anna Ivaldi) dopo circa 5 ore di camera di consiglio. Delfino è stato assolto «per non aver commesso il fatto» in base all’articolo 530, secondo comma, che corrisponde alla vecchia insufficienza di prove. Alla lettura della sentenza l’imputato, completamente rasato, è rimasto impassibile. Prima di far ritorno in carcere, dove deve scontare una pena a 16 anni e 8 mesi di reclusione per la morte di un’altra sua ex, Antonella Multari, l’uomo si è limitato a ringraziare il suo avvocato, Riccardo Lamonaca.

GENITORI: BISOGNA FARSI GIUSTIZIA DA SOLI «È l’ennesima prova che in Italia bisogna farsi giustizia con le proprie mani». Lo dice Rosa Tripodi, la mamma di Antonella Multari, uccisa nell’agosto del 2007, commentando l’assoluzione del killer di sua figlia per l’omicidio di un’altra ex, Luciana Biggi. «È uno schifo unico, non ho parole», aggiunge la donna con la voce rotta dal pianto. «Io e mio marito, Rocco, siamo disgustati. Adesso quel mostro starà dentro qualche anno e poi, giocando a fare il bravo ragazzo, uscirà per buona condotta e sarà di nuovo libero, dopo aver spezzato la vita di mia figlia e quella di un’altra donna».

LEGALE: SENTENZA BUONISSIMA Soddisfazione è stata espressa dal difensore di Luca Delfino, l’avvocato Riccardo Lamonaca. «Ci speravo – ha detto – credo che la Corte abbia dovuto utilizzare molto coraggio per fare una sentenza di questo genere. Fare il processo in Corte d’Assise per me è stata una scelta difficile, molto sofferta». Il penalista genovese ha aggiunto: «È un grosso risultato quello cui abbiamo assistito, al di là della soddisfazione personale. Credo sia una sentenza importante; una sentenza che si poggia solo sulla mancanza di prove». L’avvocato Lamonaca si è detto soddisfatto anche di come è stato gestito il processo. «È stato – ha detto – un processo fra gentleman, sia da parte del pm Enrico Zucca, che ho sempre stimato, sia della difesa. È stato un processo in cui si è cercato di arrivare alla verità». «Credo – ha concluso il legale – che sia una buonissima sentenza e spero che un giorno possa diventare definitiva».

AMICA VITTIMA: MERITAVA LA CONDANNA «Non volevo vendetta, ma non ho mai avuto dubbi su di lui. Credo si meritasse una condanna». È il commento, dopo la sentenza di assoluzione di Luca Delfino, di Federica P., un’amica delle sorelle Luciana e Bruna Biggi, che aveva anche deposto al processo come testimone. «Speravo proprio in una condanna» ha aggiunto non nascondendo la commozione. Un’altra amica delle gemelle ha detto: «Non credo più nella giustizia».

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Luca Delfino e l’omicidio di Luciana Biggi: la scena del delitto contaminata.

Il Giustiziere degli Angeli

Ha avuto inizio il nuovo processo contro Luca Delfino accusato di aver ucciso nei vicoli di Genova la povera Luciana Biggi. Luca Delfino è già in carcere condannato per l’uccisione di MariaAntonietta Multari, colpita da numerose coltellate in strada e davanti a diversi testimoni. Luciana Biggi, che come MariaAntonietta aveva frequentato Delfino, non ha ancora trovato pace consegnando il suo assassino alla giustizia. Una giustizia comunque iniqua visto che a Delfino sono stati inflitti SOLO 16 anni per l’omicidio della Multari! Questo processo vorrebbe far luce sulla morte di Luciana ma la scena del crimine fù fortemente contaminata da un andirivieni di personale medico, di polizia e di curiosi. Non solo. A quanto risulta da una testimonianza di uno spazzino, in quei momenti egli stesso raccolse diverse bottiglie rotte mettendole in uno scatolone e gettandole poi nei raccoglitori. Essendo stato accertato dall’autopsia che Luciana fù sgozzata con un vetro frastagliato è molto probabile che l’arma del delitto fù gettata nella spazzatura dall’ignaro operatore ecologico. In aula quindi sono sorti molti dubbi su Delfino in quanto non si hanno elementi oggettivi su cui basare la sua colpevolezza. E quindi in aula Luca Delfino si gira verso il crocifisso e, facendosi il segno della croce ed inviando un bacio, ringrazia Dio. Domani si terrà un’altra udienza! Posso aggiungere altro? Sì, posso aggiungere che io ringrazierò Dio nel momento in cui avrò la certezza che Delfino non percorrerà mai più nessuna strada del mondo!

(AGI) – Genova, 21 ott. – Durante l’udienza di oggi del processo a Luca Delfino in Corte d’assise, dei nove testimoni citati, otto sono stati interrogati dal pg Enrico Zucca. Continua a leggere


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Michele, Sabrina e Cosima: chi è la belva?

Il Giustiziere degli Angeli

Era il 26 agosto 2010. E’ già nel passato quel giorno, nel passato di una ragazzina, Sarah Scazzi, che non avrà più futuro. La sua vita ha cessato di essere tale in una manciata di minuti, tra il terrore ed il pianto, tra l’istinto di sopravvivere e la sopraffazione di mani che le hanno tolto il respiro, l’ultimo. Ha visto gli occhi di chi la uccideva? I suoi occhi hanno chiesto pietà? Dove sono cadute le sue lacrime di bambina? Nella polvere di una cantina o sulle mani della belva? Non oso chiedermi altro perché mi sento sopraffatta dallo stesso dolore, dalle stesse lacrime… Oggi in tanti, in TV e sui giornali, continuano a lamentare la messa in angolo di Sarah rispetto a quanto stà avvenendo sul lato pratico delle indagini. No, non è proprio così, dico io. Quanto è accaduto a questo angelo non è dimenticato e né si dimenticherà mai e penso che tutti si stà vivendo un lutto senza fine e senza pace che ci ritroverà spesso a rivedere il volto di LEI. Sarah lascia in tutti una traccia indelebile ma oggi si ha la necessità di sapere CHI l’ha uccisa e PERCHE’ affinchè la giustizia fermi per sempre le mani ignobili che hanno fermato per sempre il suo percorrere la vita.

ORA ABBIAMO BISOGNO DI SAPERE CHI E’ LA BELVA!



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Luca Delfino: da “faccia da pazzo” a “faccia d’angelo”….perchè??

Il Giustiziere degli Angeli

ARTICOLI DI ARCHIVIO SU Luca Delfino

Luca Delfino è e sarà uno di quelli che di spazi silenziosi su di se ne lascia sempre ben pochi. Ora, alle porte del processo che lo vede imputato dell’omicidio di Luciana Biggi, lui si taglia i capelli e si fà la barba per portare sulla scena del Tribunale di Genova un nuovo look da “bravo ragazzo”. Il 10 agosto del 2007 uccise MariaAntonietta Multari con diverse coltellate in mezzo alla strada e per questo, con la semi-infermità mentale, ha ottenuto 16 anni di pena. Ma la notte del 26-27 aprile dell’anno precedente veniva rinvenuto il cadavere di un’altra sua ex: Luciana Biggi. Aveva la gola squarciata ed era rimasta lì, in un vicolo genovese, a morire dissanguata nel silenzio della città. Questo è quanto dichiarò Sanfilippo (capo della squadra mobile di genova) il giorno che Delfino uccise Maria Antonietta: “Non uno, ma trecento indizi. Eravamo convinti che fosse stato lui”. Così Claudio Sanfilippo, il capo della squadra mobile di Genova, spiega chi è Luca Delfino e quanto quella di Maria Antonietta Multari, accoltellata ieri a Sanremo, possa dirsi una morte annunciata. Perché Sanfilippo, Delfino lo conosce da 16 mesi, da quando si è trovato a indagare sull’omicidio di Luciana Biggi, 36 anni, uccisa nella notte tra il 27 e il 28 aprile 2006 in un vicolo del capoluogo ligure. “Le nostre conclusioni erano chiare: Delfino era un soggetto pericoloso. Ne abbiamo chiesto la custodia cautelare, proprio perché per noi c’era il rischio che uccidesse ancora”. Ma il fermo non scattò. Per il procuratore capo di Genova, Francesco Lalla, non c’erano prove sufficienti per la custodia in carcere del principale indiziato.

Quindi Luca Delfino fù subito sospettato dell’omicidio di Luciana Biggi! Ma in quei mesi che susseguirono anche MariaAntonietta Multari lo denunciava perchè la picchiava, fino a mandarla in ospedale, perchè la minacciava con sms e telefonate… quello di MariaAntonietta era veramente un omicidio annunciato.

Ormai Luca Delfino ha già fatto il pazzo in Tribunale: ha urlato, inveito contro tutto e tutti dicendo che lei era viva e che la nascondevano a lui. Ormai Luca Delfino ha ottenuto la semi-infermità mentale e se la stà cavando con SOLI 16anni per aver ucciso! Ormai, forte dei primi sospetti su di lui per l’omicidio di Luciana che non lo portarono dietro le sbarre, può anche mostrarsi come un “bravo ragazzo dalla faccia d’angelo” che non si è sporcato le mani di quel sangue a Genova.

Io non ti voglio fuori dal carcere nè nella prima nè nella seconda versione “teatrale” perchè è certo che tu hai ucciso e che questo non ti dà più nessun permesso di essere tra le persone libere che abitano questa terra.

Luca Delfino: nuovo Look in vista del processo (IL GIORNALE)

Luca Delfino: le mani sporche di sangue… (PANORAMA)

Luca Delfino è di una pericolosità inumana (Il Secolo XIX)


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La madre uccide i suoi due figli di uno e tre anni: è sposata con un pedofilo!!

Il Giustiziere degli Angeli


Spagna, la madre assassina di Lloret de Mar è sposata con un pedofilo britannico

La donna che ieri ha confessato di aver ucciso i suoi due bambini nella cittadina spagnola di Lloret de Mar è la moglie di Martin Antony S., il 44enne ricercato da tre anni nel Regno Unito per pedofilia e catturato due settimane fa a Barcellona.

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