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Pedofilia – Abusi – Violenza –


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Pedofilia: chiesti 14 anni di carcere per (don) Vito

Pedofilia, violentato per un decennio «Condannate don Vito a 14 anni»
È la richiesta della procura nei confronti di padre Vito Beatrice, 72 anni, in passato ospite anche del convento di Sant’Alessio all’Aventino. Nel 2010 la vittima, dopo aver subito abusi dai nove anni fino alla maggiore età, ha tentato di suicidarsi.La eventuale condanna lo raggiungerà in contumacia, ma è difficile che sulla vicenda cali il silenzio che sembra desiderare la confraternita religiosa alla quale appartiene e che da anni lo nasconde alla procura di Roma. Il 72enne francescano Vito Beatrice rischia 14 anni di carcere per i dieci anni di abusi sessuali compiuti su un ragazzo che gli era stato affidato, fino a spingerlo al suicidio. Continua a leggere

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Pedofilo si suicida nel carcere di Mammagialla.

Viterbo – Ha indossato uno scaldacollo, ha agganciato un’estremità alle sbarre della finestra della cella e si è lasciato cadere sul pavimento. Così, ieri pomeriggio, tra le 17 e le 18, si è suicidato Roberto Patassini, detto “la nana”. Romano, 49 anni, detenuto nel carcere viterbese di Mammagialla, dove stava scontando una condanna per pedofilia e sfruttamento della prostituzione minorile. Sarebbe tornato in libertà nel 2022. Continua a leggere


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Asilo Cip e Ciop: la Scuderi capace di intendere e volere.

(AGI) – Genova, 23 feb. – Secondo il perito Gianluigi Rocco, nominato dal gup Roberto Fucigna per effettuare una valutazione sullo stato di Anna Laura Scuderi, una delle due maestre dell’asilo ‘Cip e Ciop’ di Pistoia che sottopose i bimbi a maltrattamenti e che fu arrestata, la donna all’epoca dei fatti “presentava – si legge nella perizia depositata in tribunale a Genova – un disturbo dell’adattamento con un’alterazione mista dell’emotivita’ e della condotta cronico caratterizzata oltre che da uno stato di ansia da atti di violenza nei confronti dei bambini che ella stessa doveva accudire. Queste alterazioni comportamentali sono state commesse in un periodo di stress causato principalmente da gravi difficolta’ economiche e molto confuse”. Secondo Rocco le risposte agli stimoli di stress della Scuderi erano tali da determinare “una violazione dei diritti degli altri o delle norme o delle regole della societa’ appropriata per l’eta’ adulta”. Tuttavia “non e’ rilevabile un vizio di mente – scrive Rocco – e la signora Scuderi e’ pienamente imputabile”. E conclude: “La signora Scuderi al momento dei fatti presentava un disadattamento cronico con alterazioni miste dell’emotivita’ e della condotta, una condizione psichiatrica che non riduceva grandemente le sue capacita’ di intendere e di volere per cui non e’ applicabile un vizio di mente”


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Abusi sessuali in asilo del Comune Aperta inchiesta su una dipendente

MILANO – Abusi sessuali in una scuola materna comunale. Il Tribunale di Milano ha aperto un’inchiesta che vede come vittime due minori, una bimba e un maschietto e che ha come indagata una donna, all’epoca dei fatti dipendente della scuola stessa. Il 31 gennaio scorso si è svolto l’incidente probatorio sotto la guida del pm Luca Gaglio e del gip Chiara Valori, durante il quale sono state confermate le circostanze degli abusi e sono emersi ulteriori particolari agghiaccianti. La prima denuncia è del 2 agosto. Una coppia di genitori milanesi si presenta nella caserma di carabinieri più vicina a casa, allarmata dalle confidenze che la loro figlia, di soli quattro anni, ha appena fatto, due giorni dopo che si è concluso il centro estivo organizzato dalla scuola materna frequentata. Carezze molto spinte, minacce, abusi che si svolgono nelle aule della scuola, dove ogni mamma è convinta che il proprio piccolo sia al sicuro. Un racconto tristissimo e terrificante nel suo squallore, che i genitori mettono nero su bianco davanti ai carabinieri per proteggere la propria figlia e tutelare anche gli altri piccoli iscritti alla materna. Continua a leggere


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Denise Pipitone: interrogata Anna Corona

“Il cellulare era con me, non l’ho dato a nessuno, e non mi sono spostata da Mazara del Vallo”. é stata la risposta secca di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, la venticinquenne accusata di avere avuto un ruolo nel sequestro della piccola Denise Pipitone (sua sorella per parte di padre), avvenuto il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo.

La teste, deponendo dinanzi al Tribunale di Marsala, è stata ascoltata in merito a presunti spostamenti effettuati in diverse zone delle provincie di Trapani e Palermo, proprio il giorno che seguì la scomparsa della bambina. Continua a leggere


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ANCORA MINACCE AI MAGISTRATI DI ROMA E A LA CARAMELLA BUONA

ANCORA MINACCE AI MAGISTRATI DI ROMA E A LA CARAMELLA BUONA : INDAGA LA DIGOS PER IL DELIRANTE SOSTEGNO A FAVORE DI UN CONDANNATO PER PEDOFILIA

“Vogliamo avvisare tutti che faremo giustizia presto se Caramella Buona non rinuncia al ricorso contro Don Ruggero, unica vera vittima …”

Comincia così la nuova missiva, prontamente sequestrata dalla Digos reggiana, arrivata nei giorni scorsi a Roberto Mirabile, Presidente de La Caramella Buona Onlus associazione impegnata nella lotta alla pedofilia da oltre 14 anni; questa volta però i soliti ignoti hanno osato oltre lasciando la lettera e diverse copie direttamente nella cassetta postale dell’abitazione privata di Mirabile a Reggio Emilia e di altri residenti.

Questo vile gesto non è che l’ennesimo di una lunga serie: proiettili, telefonate, incursioni nella sede della Onlus, ora addirittura a casa. Il contenuto ripetute pesanti minacce di morte, anche al pubblico ministero romano Lombardo Scavo e a Roberto Mirabile e sostegno per i pedofili fino ad ora fatti condannare dall’Associazione, in particolare, una difesa insistente a favore di Ruggero Conti, ex parroco di Roma: nel processo conclusosi in primo appello il 3 marzo scorso con una condanna al carcere a 15 anni e 4 mesi, La Caramella Buona era stata riconosciuta parte civile e difensiva di due delle vittime tramite l’Avv. Nino Marazzita.

Termina così la missiva: “Vogliamo che il morto che cammina rinuncia al processo noi siamo molto vicini e non avremo più pietà. Da Roma a Legnano siamo uniti e forti per sostenere Don Ruggero. Giustizia divina colpirà i bastardi”.

“Mai questi vigliacchi erano arrivati fino a casa – la dichiarazione di Mirabile – quindi questa volta ho chiesto direttamente l’intervento del Questore, che si è attivato immediatamente con gli uomini del dirigente Digos dottor Di Cicco. Niente vittimismo, ma ora ritengo molto grave avvicinarsi a casa e addirittura coinvolgere i vicini”.

Anche noi de La Caramella Buona siamo uniti e forti ma sempre e solo al fianco delle vittime di pedofilia e violenza, dei magistrati e delle forze dell’ordine, la differenza? Noi continuiamo a farlo a viso aperto e soprattutto a testa alta, nelle strade, nei Tribunali e dove occorre verità e giustizia. La Caramella Buona siamo noi tutti, perché nessuno dalla mente sana e dalla coscienza pulita può schierarsi contro l’Infanzia, ad eccezione dei pedofili e dei loro complici.

Immediati i messaggi di solidarietà e soprattutto l’intervento della Questura, tra l’altro nella zona pare fossero istallate delle telecamere.



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Don Seppia: richiesti 11 anni di carcere

Don Riccardo Seppia. Tentata violenza sessuale su minore pluriaggravata, plurima offerta di droga anche a minorenni, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico: questi sono i capi di accusa a cui il parroco di Sestri Ponente, arrestato lo scorso maggio, dovrà rispondere nel processo con rito abbreviato come da lui stesso richiesto. Undici anni e otto mesi di carcere è stata la richiesta del pm Stefano Puppo, che martedì 14 febbraio ha pronunciato la sua requisitoria davanti al gup Roberta Bossi al processo con rito abbreviato di don Riccardo Seppia, il parroco genovese in carcere dal maggio scorso.

A raccontare delle singolari “attenzioni” del parroco di Sestri fu un chierichetto di 15 anni, una delle presunte vittime, durante l’incidente probatorio. Due gli episodi: il primo in sacrestia, con un energico abbraccio da dietro; il secondo in parrocchia, mentre il giovane si stava confessando, con una carezza sulla gamba. Anche un altro ragazzino, un albanese di 16 anni, era stato sentito dai carabinieri del Nas di Milano, coordinati dal pm Stefano Puppo. “Avevamo deciso di vederci, per avere un rapporto sessuale.

Ma per tre volte don Seppia ha disdetto gli incontri. Mi aveva offerto i soldi e poi la cocaina. Ma io volevo solo i soldi. Poi però, ogni volta che dovevamo vederci, mi diceva che aveva troppi impegni e così l’incontro è saltato”. Ad inchiodare don Seppia erano state, oltre alle testimonianze, anche le intercettazioni. Telefonate a spacciatori a cui chiedeva “ragazzini dal collo tenero”, e poi gli sms e le chiamate con l’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano, in cui l’ex sacerdote raccontava le sue fantasie sessuali con i ragazzini. L’inchiesta era partita da Milano. I militari avevano iniziato a indagare su un giro di droga spacciata nelle palestre e saune frequentate soprattutto dagli omosessuali. E nella rete degli investigatori era finito anche don Seppia, frequentatore di quei luoghi e consumatore di cocaina.