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Pedofilia – Abusi – Violenza –


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Pedofilia: chiesti 14 anni di carcere per (don) Vito

Pedofilia, violentato per un decennio «Condannate don Vito a 14 anni»
È la richiesta della procura nei confronti di padre Vito Beatrice, 72 anni, in passato ospite anche del convento di Sant’Alessio all’Aventino. Nel 2010 la vittima, dopo aver subito abusi dai nove anni fino alla maggiore età, ha tentato di suicidarsi.La eventuale condanna lo raggiungerà in contumacia, ma è difficile che sulla vicenda cali il silenzio che sembra desiderare la confraternita religiosa alla quale appartiene e che da anni lo nasconde alla procura di Roma. Il 72enne francescano Vito Beatrice rischia 14 anni di carcere per i dieci anni di abusi sessuali compiuti su un ragazzo che gli era stato affidato, fino a spingerlo al suicidio. Continua a leggere

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ANCORA MINACCE AI MAGISTRATI DI ROMA E A LA CARAMELLA BUONA

ANCORA MINACCE AI MAGISTRATI DI ROMA E A LA CARAMELLA BUONA : INDAGA LA DIGOS PER IL DELIRANTE SOSTEGNO A FAVORE DI UN CONDANNATO PER PEDOFILIA

“Vogliamo avvisare tutti che faremo giustizia presto se Caramella Buona non rinuncia al ricorso contro Don Ruggero, unica vera vittima …”

Comincia così la nuova missiva, prontamente sequestrata dalla Digos reggiana, arrivata nei giorni scorsi a Roberto Mirabile, Presidente de La Caramella Buona Onlus associazione impegnata nella lotta alla pedofilia da oltre 14 anni; questa volta però i soliti ignoti hanno osato oltre lasciando la lettera e diverse copie direttamente nella cassetta postale dell’abitazione privata di Mirabile a Reggio Emilia e di altri residenti.

Questo vile gesto non è che l’ennesimo di una lunga serie: proiettili, telefonate, incursioni nella sede della Onlus, ora addirittura a casa. Il contenuto ripetute pesanti minacce di morte, anche al pubblico ministero romano Lombardo Scavo e a Roberto Mirabile e sostegno per i pedofili fino ad ora fatti condannare dall’Associazione, in particolare, una difesa insistente a favore di Ruggero Conti, ex parroco di Roma: nel processo conclusosi in primo appello il 3 marzo scorso con una condanna al carcere a 15 anni e 4 mesi, La Caramella Buona era stata riconosciuta parte civile e difensiva di due delle vittime tramite l’Avv. Nino Marazzita.

Termina così la missiva: “Vogliamo che il morto che cammina rinuncia al processo noi siamo molto vicini e non avremo più pietà. Da Roma a Legnano siamo uniti e forti per sostenere Don Ruggero. Giustizia divina colpirà i bastardi”.

“Mai questi vigliacchi erano arrivati fino a casa – la dichiarazione di Mirabile – quindi questa volta ho chiesto direttamente l’intervento del Questore, che si è attivato immediatamente con gli uomini del dirigente Digos dottor Di Cicco. Niente vittimismo, ma ora ritengo molto grave avvicinarsi a casa e addirittura coinvolgere i vicini”.

Anche noi de La Caramella Buona siamo uniti e forti ma sempre e solo al fianco delle vittime di pedofilia e violenza, dei magistrati e delle forze dell’ordine, la differenza? Noi continuiamo a farlo a viso aperto e soprattutto a testa alta, nelle strade, nei Tribunali e dove occorre verità e giustizia. La Caramella Buona siamo noi tutti, perché nessuno dalla mente sana e dalla coscienza pulita può schierarsi contro l’Infanzia, ad eccezione dei pedofili e dei loro complici.

Immediati i messaggi di solidarietà e soprattutto l’intervento della Questura, tra l’altro nella zona pare fossero istallate delle telecamere.



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Abusa per anni della figlia della convivente: arrestato!

Il Giustiziere degli Angeli

Sono tante le storie che coinvolgono i bambini, anche piccolissimi. Bambini maltrattati, abusati, uccisi… eppure, oltre alla nuda cronaca, sembra che il dolore e l’indignazione durino un attimo come una folata di vento! Se chiudo gli occhi vedo ormai solo angeli che ci osservano, che ci giudicano e che non ci perdonano.


“….i medici verificavano che non si trattava di una banale appendicite ma della lacerazione del tessuto nel retto, generalmente provocato da penetrazioni o comunque introduzioni di corpi estranei spinti con forza all’interno dell’intestino…” Questo bambino ha TRE anni.

“….dapprima l’ha accoltellata un paio di volte, poi l’ha presa in braccio e si è lanciata nel vuoto, dal quarto piano! La piccola è morta per l’impatto al suolo.” Aveva solo OTTO anni.

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Don Ruggero Conti: richiesti 18 anni di reclusione per abusi su minori.

Il Giustiziere degli Angeli

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Pedofilia, il pm chiede 18 anni per don Ruggero Conti. Fu arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni.

Condannare a 18 anni di reclusione e a pagare una multa pari a 50mila euro don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima, arrestato nel giugno 2008 perché accusato di aver abusato di sette minorenni. Lo ha chiesto il pm Francesco Scavo ai giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale davanti ai quali si celebra il processo.

 

Violenza sessuale, atti sessuali con minori, induzione alla prostituzione minorile aggravate sono i reati contestati al sacerdote. Nel corso della requisitoria il pm ha sottolineato come, tenendo ferma la presunzione di innocenza, “ci troviamo di fronte a condotte che se vere sono di una gravità inaudita. Le condotte così come descritte nel capo di imputazione – ha detto – denotano una serialità, una spiccata propensione all’abuso e comportamenti compiuti con dolo”.

Una condotta, ha aggiunto, “insidiosa e insistente” e a chi sostiene che sia tutto un complotto il magistrato ha replicato: “Davvero dobbiamo pensare che persone così diverse tra loro abbiano messo insieme un tale disegno criminoso? Le dichiarazioni dei ragazzi sono precise e riferiscono di abusi compiuti con lo stesso modus. Esaminando i loro racconti dobbiamo ricordarci come si ragiona a dieci-dodici anni: in quei momenti un bambino ha paura e non sa cosa fare”.

La vicenda culminò il 30 giugno 2008 quando il sacerdote fu arrestato mentre stava organizzando con l’oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che si tenne dal 12 al 21 luglio 2008. Secondo l’accusa, il sacerdote negli ultimi dieci anni avrebbe ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi. Nel corso delle indagini successive all’emissione della misura cautelare, sarebbero emersi altri casi di abusi che risalirebbero fino a venticinque anni fa e che si sarebbero svolti a Legnano quando ancora non era stato ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale. Fatti ormai prescritti e per i quali la procura non potrà quindi procedere, ma le presunte vittime saranno comunque citate come testimoni nel caso di un eventuale processo. Il parroco ha sempre respinto le accuse contestategli.Sono sette gli episodi di abuso imputati al sacerdote, tutti coinvolgono minori di sesso maschile; di questi, in due casi il prete avrebbe anche indotto i ragazzi a “compiere e/o subire gli atti sessuali in cambio di denaro e di altra utilità, in genere capi d’abbigliamento”.

Secondo la ricostruzione dell’accusa i fatti si sono svolti tra il 1998 e il maggio del 2008. Il sacerdote, stando al capo d’imputazione, per compiere gli abusi avrebbe approfittato dei situazioni di ‘debolezza’ o di difficoltà familiare in cui si trovavano i piccoli. In un caso un minore era stato affidato al prete dalla madre, in difficoltà economiche, perché si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre. E proprio in questo caso il sacerdote avrebbe abusato del minore per circa quaranta volte in cambio di danaro (dai dieci ai trenta euro per ogni singola prestazione) o di abiti.

Anche nel secondo caso in cui il pm contesta il reato di prostituzione minorile il prete avrebbe indotto un ragazzo a subire atti sessuali in cambio di denaro (dai dieci ai cinquanta euro) per circa quattro o cinque volte al mese, invitandolo anche a fermarsi di notte nella sua abitazione. Secondo l’accusa, inoltre, il prete avrebbe abusato di un altro minore, approfittando dei momenti che passavano da soli con la scusa di impartirgli gratuitamente lezioni private attinenti alla preparazione al primo anno scolastico dell’istituto professionale per geometri. In un altro caso, infine, le violenze sarebbero avvenute dopo che il prete aveva invitato il ragazzino nella sua abitazione, in seguito ad un litigio che il minore aveva avuto con un giovane che frequentava la parrocchia e terminato con lesioni evidenti.

In due episodi le violenze sarebbero avvenute anche durante i campi estivi organizzati dal prete a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) o in Trentino, tra l’altro, mentre gli altri partecipanti al campo erano a fare un’escursione. Il processo, nel corso del quale molti parrocchiani hanno testimoniato a favore del sacerdote, è stato aggiornato al 7 febbraio per la prosecuzione della discussione.

“Da radicale non auguro a nessuno di finire nelle disumane carceri italiane” afferma Mario Staderini, segretario dei Radicali italiani, che rappresenta la parte civile a nome del Comune nel processo che vede imputato il sacerdote.Credo, comunque, che nel processo siano emerse prove molto forti a carico di Don Ruggero. Il 7 febbraio preciseremo con l’avvocato Elisabetta Valeri le conclusioni a nome del Comune”. “Spero che in Vaticano – conclude – abbiano finalmente compreso che ostacolare la giustizia italiana, con un atteggiamento omertoso rispetto ai casi di pedofilia è un grave errore, non solo per le future vittime ma per la chiesa stessa”.

(01 febbraio 2011) LINK ARTICOLO REPUBBLICA.IT

 


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Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti dice che stà male e che i giudici si ostinano a tenerlo in carcere. Cattivi cristiani senza cuore o giudici che applicano le leggi?

Il Giustiziere degli Angeli

Per i vecchi articoli riguardanti il caso segui QUESTO LINK

Don Ruggero contro i giudici: «Malato, ma in carcere»

Udienza movimenta, giovedì pomeriggio, al processo contro don Ruggero Conti. Il parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, finito in carcere il 30 giugno del 2008 con l’accusa di aver abusato sette ragazzini che frequentavano la sua chiesa, si è sentito male in aula, come era accaduto nel corso dell’udienza precedente. Proprio nel giorno in cui il suo legale, Fabio Marini, ha presentato in Procura un esposto in cui il religioso denuncia i giudici che si sono occupati della sua vicenda dal 7 agosto del 2009 sino al 24 novembre del 2009.

Secondo il prete si ostinerebbero a tenerlo in carcere, dove è tornato lo scorso marzo dopo un periodo agli arresti domiciliari per effetto del decreto legge sulla sicurezza, nonostante sia stato dichiarato dai medici del carcere di Regina Coeli «incompatibile con la detenzione» a causa di una grave ipertensione. Anche giovedì, prima che i giudici cominciassero ad ascoltare la testimonianza di due dei giovani che l’accusano, la pressione di don Ruggero è saltata alle stelle, tanto da costringerlo ad abbandonare l’aula. Il processo è andato avanti lo stesso e il giudice ha disposto che il religioso fosse ricoverato in una struttura sanitaria protetta di Viterbo. Le due presunte vittime degli abusi hanno sostanzialmente confermato le accuse.

Nella denuncia il religioso ripercorre la sua «storia carceraria». È luglio scorso quando due periti nominati dal Tribunale lo visitano e stabiliscono che soltanto il suo ritorno ai domiciliari avrebbe scongiurato il rischio di ulteriori complicanze, ecludendo il ricovero presso strutture cliniche penitenziarie. Il 19 agosto, su richiesta del Tribunale, è il carcere stesso a dire che il detenuto non poteva più rimanere in cella. Ciò nononstante i giudici dispongono il ricovero di don Ruggero presso una struttura ospedaliera. Il 22 agosto il prete viene portato all’ospedale Santo Spirito. E anche qui il responso è lo stesso: incompatibilità con l’isolamento e la permanenza in condizioni di restrizione a causa di un persistente stato depressivo. Due giorni più tardi don Ruggero viene trasferito e visitato nel reparto di medicina protetta del Pertini. Nella loro relazione i medici segnalano la necessità che fosse trasferito. Lì rimane fino ad ottobre quando, si legge nella denuncia, senza che il suo quadro clinico fosse migliorato, il religioso torna a Regina Coeli. Nella denuncia il prete chiede l’acquisizione e il sequestro delle cartelle cliniche e di valutare il comportamento dei giudici che hanno trattato il suo caso.

Secondo il pm Francesco Scavo il sacerdote avrebbe abusato tra il ’98 e il 2008 di sette ragazzini che gli erano stati affidati durante i campi scuola o le vacanze.

IlGiornale


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Pedofilia: Don Ruggero Conti si sente male in aula dopo le testimonianze di chi lo accusa.

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi è iniziato, con l’ascolto di alcune testimonianze, il processo contro Don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali su minori. Il caso fà molto discutere sia per quanto riguarda “chi sapeva e taceva” sia per l’interessamento legale a favore delle vittime della Onlus La Caramella Buona. Proprio a seguito di questo caso la associazione ha ricevuto minacce molto pesanti con l’invio di una lettera contenente una pallottola diretta anche a al PM Scavo ad a Staderini (dei radicali) che si è costituito parte civile nel processo. Digitando su questo LINK troverete gli altri articolo sul caso.

Pedofilia, processo a don Ruggero: malore in aula dopo le testimonianze  –  Articolo

L’ex parroco ha avuto una crisi ipertensiva dopo le dichiarazioni di un giovane all’epoca tredicenne

ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma.

Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza delle prime quattro delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.

L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.


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Abusi su minori: due bambini in un cassone della spazzatura. L’immondizzia però era in strada.

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sarebbero molte cose da dire su questo caso di cronaca ma credo che il titolo che ho dato a questo post è già sufficente a dire cosa penso! Solo un fortuito caso ha voluto che si scoprissero i due bambini, uno di 10anni ed uno di appena un mese… solo perchè due polizziotti su un’auto civetta avevano notato due persone che parlottavano vicino al cassonetto e che hanno voluto controllare. Ho naturalmente a cuore anche la grave situazione in cui versa la ragazzina di 16 anni, molto probabilmente costretta dal padre a prostituirsi. Che schifo.

Tor Sapienza, due bimbi trovati in un cassonetto: romeno 52enne denunciato per maltrattamenti.
Ansa – ROMA (27 ottobre) – Per casa avevano un cassonetto in piazza Pascali, quartiere Tor Sapienza, periferia Est di Roma. Si tratta di un neonato di un mese e di un bambino di 10 anni: sono stati trovati ieri sera, intorno alle 19 da un funzionario della polizia giudiziaria. Un romeno 52enne è stato denunciato per maltrattamenti.

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