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Pedofilia – Abusi – Violenza –


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Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti dice che stà male e che i giudici si ostinano a tenerlo in carcere. Cattivi cristiani senza cuore o giudici che applicano le leggi?

Il Giustiziere degli Angeli

Per i vecchi articoli riguardanti il caso segui QUESTO LINK

Don Ruggero contro i giudici: «Malato, ma in carcere»

Udienza movimenta, giovedì pomeriggio, al processo contro don Ruggero Conti. Il parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, finito in carcere il 30 giugno del 2008 con l’accusa di aver abusato sette ragazzini che frequentavano la sua chiesa, si è sentito male in aula, come era accaduto nel corso dell’udienza precedente. Proprio nel giorno in cui il suo legale, Fabio Marini, ha presentato in Procura un esposto in cui il religioso denuncia i giudici che si sono occupati della sua vicenda dal 7 agosto del 2009 sino al 24 novembre del 2009.

Secondo il prete si ostinerebbero a tenerlo in carcere, dove è tornato lo scorso marzo dopo un periodo agli arresti domiciliari per effetto del decreto legge sulla sicurezza, nonostante sia stato dichiarato dai medici del carcere di Regina Coeli «incompatibile con la detenzione» a causa di una grave ipertensione. Anche giovedì, prima che i giudici cominciassero ad ascoltare la testimonianza di due dei giovani che l’accusano, la pressione di don Ruggero è saltata alle stelle, tanto da costringerlo ad abbandonare l’aula. Il processo è andato avanti lo stesso e il giudice ha disposto che il religioso fosse ricoverato in una struttura sanitaria protetta di Viterbo. Le due presunte vittime degli abusi hanno sostanzialmente confermato le accuse.

Nella denuncia il religioso ripercorre la sua «storia carceraria». È luglio scorso quando due periti nominati dal Tribunale lo visitano e stabiliscono che soltanto il suo ritorno ai domiciliari avrebbe scongiurato il rischio di ulteriori complicanze, ecludendo il ricovero presso strutture cliniche penitenziarie. Il 19 agosto, su richiesta del Tribunale, è il carcere stesso a dire che il detenuto non poteva più rimanere in cella. Ciò nononstante i giudici dispongono il ricovero di don Ruggero presso una struttura ospedaliera. Il 22 agosto il prete viene portato all’ospedale Santo Spirito. E anche qui il responso è lo stesso: incompatibilità con l’isolamento e la permanenza in condizioni di restrizione a causa di un persistente stato depressivo. Due giorni più tardi don Ruggero viene trasferito e visitato nel reparto di medicina protetta del Pertini. Nella loro relazione i medici segnalano la necessità che fosse trasferito. Lì rimane fino ad ottobre quando, si legge nella denuncia, senza che il suo quadro clinico fosse migliorato, il religioso torna a Regina Coeli. Nella denuncia il prete chiede l’acquisizione e il sequestro delle cartelle cliniche e di valutare il comportamento dei giudici che hanno trattato il suo caso.

Secondo il pm Francesco Scavo il sacerdote avrebbe abusato tra il ’98 e il 2008 di sette ragazzini che gli erano stati affidati durante i campi scuola o le vacanze.

IlGiornale


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Don Giacomoni in carcere – condanna a sei anni e otto mesi per pedofilia e violenza sessuale.

Il Giustiziere degli Angeli

E’ UN’INGIUSTIZIA PERO’

PERCHE’ SONO PICCOLO E NERO

LEGGI L’ARCHIVIO


Cesenatico – Don Giacomoni finisce in carcere.

La Cassazione conferma la condanna a sei anni ed 8 mesi. Il sacerdote di Russi, arrestato nel 2006 per una brutta storia di pedofilia, è stato prelevato dalla Polizia questa mattina dal suo seminario di Forlì.

CESENATICO – La Polizia l’ha prelevato ieri pomeriggio dal suo convento forlivese, nel quale viveva dopo la condanna per violenza sessuale e pedofilia. Don Giacomoni, sacerdote di 85 anni originario di Russi, non ha opposto resistenza e si è limitato a dire: “E’ un’ingiustizia”.

Si aprono dunque le porte del carcere per l’ex presidente dell’associazione Arcobaleno, dopo che questa mattina la Cassazione ha confermato la sentenza d’appello, che ha condannato il prete a sei anni ed 8 mesi (pena ridotta di 18 mesi rispetto al primo grado di giudizio).

ARTICOLO Originale



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Pedofilia: avvocato di bolzano condannato per abusi sulla nipote.

Il Giustiziere degli Angeli

Aggiornamento sul caso dell’avvocato di Bolzano accusato di abusi sulla nipote di 8 anni.

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ORIGINALE ARTICOLO

Pedofilia: molestò nipotina, condannato a 5 anni

Condannato a cinque anni un avvocato per molestie ai danni della nipotina di appena otto anni; assolto, invece, dalle stesse accuse nei confronti di altri due minori-

Un avvocato di Bolzano è stato condannato a cinque anni e due mesi di reclusione dal Tribunale di Rovereto per abusi sessuali compiuti sulla nipote di otto anni.

L’episodio è avvenuto nell’Alto Garda circa due anni fa. Il tribunale ha ritenuto credibile il racconto della bambina che, svegliatasi dopo un incubo notturno, aveva raccontato alla madre i presunti abusi compiuti dallo zio. L’accusa aveva chiesto una condanna a 10 anni.

Lo stesso tribunale ha assolto il legale dalle accuse di abuso nei confronti del fratellino della bambina e di un’altra bambina, sulla pista ciclabile di Rovereto, episodio risalente alla fine del 2007. La difesa ha annunciato il ricorso in appello.


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Denise Pipitone – processo rinviato a Dicembre? sono passati 5 anni dalla scomparsa e la Giustizia ancora rinvia?

Il Giustiziere degli Angeli

Non ci sono commenti da fare dietro al rinvio di oggi. Si era all’udienza preliminare contro la “sorellaccia” Jessica Pulizzi accusata di aver rapito e nascosto la piccola Denise. Quanto ancora bisogna aspettare per avere chiarezza sul destino di Denise. Quanto ancora deve soffrire una madre? Cara Piera Maggio, ci sono tante mamme accanto a te e tua figlia, in tante ti siamo vicine e vorremmo abbracciarti. Non ti arrendere, noi non lo faremo!


DENISE: LA MAMMA, 5 ANNI NON SONO BASTATI; JESSICA VIGLIACCA

(AGI) – Trapani, 24 nov. – “Cinque anni purtroppo non sono bastati. Denise sta aspettando troppo e sta trascorrendo purtroppo troppo tempo. Gli indagati hanno scelto di non essere presenti, ma soprattutto Jessica ha dimostrato vigliaccheria in tutti questi anni. Mi aspettavo molto di piu’ oggi, ma spero si inizi al piu’ presto a fare chiarezza”. E’ delusa Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, rapita cinque anni fa a Mazara del Vallo, dopo il rinvio deciso questa mattina a Marsala, in sede di udienza preliminare: Il gup, infatti, ha rinviato al 18 dicembre la decisione sia sull’ammissione delle parti civili – di genitori della piccola, Piera Maggio e Tony Pipitone – sia sulla competenza giurisdizionale, in seguito alla richiesta della difesa della principale indagata Jessica Pulizzi, secondo cui il procedimento deve essere trattato dal Tribunale dei diritti dei minori di Palermo, perche’ la loro assistita era minorenne all’epoca del rapimento. “Jessica si e’ scusata per l’assenza – continua la mamma di Denise – ma la pressione mediatica l’ho avuta pure io e se avesse parlato la pressione per lei sarebbe stata minore; avvalersi della facolta’ di non rispondere, come ha fatto Jessica Pulizzi, e’ un diritto ma non e’ stato di aiuto a Denise. Non dobbiamo dimenticare che la vittima e’ mia figlia che aveva solo quattro anni quando me l’hanno portata via”. (AGI)


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Pedofilia Vallo della Lucania – Il coraggio dei genitori contro la volontà di ridurre al silenzio le vittime!

Il Giustiziere degli Angeli

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Grazie anche alla segnalazione dell’amico SPUNZ ho seguito la puntata di “Mi Manda Rai Tre”  di venerdì scorso che si è occupata del caso di pedofilia nell’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania. A ragione, nell’arco della puntata, si è fatto spesso riferimento al caso di abusi all’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio , ma sono tanti i casi accaduti negli asili italici (vedi anche Asilo Sorelli Brescia) .

A presenziare in studio sono stati i genitori di un piccolo angelo che hanno raccontato, pur tra mille difficoltà emozionali, quanto sarebbe accaduto alla loro bambina nell’asilo del paese. Il numero dei bambini che avrebbero subito tali abusi sono 36 ma anche se fosse uno solo il fatto è di una gravità assoluta che non concepisce il perdono. Quel perdono vergognosamente richiesto dal parroco del paese, intervistato sul caso, che ha definito gli abusi “indelicatezze”…. Non ci dovremmo stupire più di tanto viste le tante inchieste fatte sui “preti pedofili” (vedi categoria Pedofilia e Chiesa sul blog) e sulle reazioni “indelicate” dei loro colleghi sacerdoti e quant’altro, ma, scusate, a me fà sempre schifo sentire uomini e donne che sminuiscono tali nefande azioni e danneggiano ancora una volta i bambini vittime di abusi.

Ma tornando sul caso di abusi su minori di Vallo della Lucania ricordiamo che la principale accusata è una suora peruviana, Suor Soledad, a cui i bambini venivano affidati dai genitori nella scuola stessa. La suora definita dai bambini col viso “color cioccolata”, cattiva con loro costringendoli a fare “brutti giochi che fanno male“, che aveva “un fidanzato cattivo“. I bambini poi parlano anche di fotografie e filmati nella casa vicina all’asilo e tanto altro. Alla suora stessa si sono aggiunti altri quattro imputati: due consorelle, un fotografo ed un altro uomo. Il 22 gennaio prossimo avrà inizio il processo poichè i bambini sono stati ritenuti credibili. Inutile per l’avvocato di Suor Soledad, Guglielmo Gulotta, continuare a parlare di “contagio collettivo”, di “caccia alle streghe”, “bolle di sapone” e “palle di neve”: in altri processi ha perso la sua tesi difensiva ed i suoi clienti sono stati condannati. Ad ognuno il suo mestiere, ovvio, ma Gulotta e gli altri avvocati difensori degli accusati si presentano sempre con quelle facce cariche di odio e rancore che…

…che se ne escono con delle frasi a cui rispondere con calma diventa un’impresa titanica.

Nonostante tutto i genitori sono stati bravissimi nel reggere il confronto e gli và tutta la nostra ammirazione.

Agli avvocati degli imputati, ai paesani di Vallo della Lucania che si foderano gli occhi e dileggiano queste famiglie, al prete perdonista, al Sindaco che non vede come queste famiglie sono ghettizzate, al Dirigente dell’Ufficio Regionale Scolastico disinformato dico…. vergognatevi!

Inchinate la testa di fronte a tanto dolore ed a tanta dignità. Essere genitori non è un mestiere, essere genitori và oltre ogni limite del pensiero e non si inventa. Ogni padre e madre che tale sia sà, capisce, percepisce ogni respiro del proprio figlio e, se guardandolo negli occhi vede il dolore, urla dello stesso male. Nessuno di voi, parlatori di sedi opportune, vive e convive ogni giorno e notte con questi bambini e quindi SEMPLICEMENTE NON SA’ (o non vuol sapere? mavalà che vai a pensare!).

Inutile tentare di “mettere a tacere”, la vergognosa piaga della pedofilia DEVE FINIRE e siamo tantissimi a parlarne ogni giorno affinchè le vittime NON STIANO IN SILENZIO ma denuncino ogni forma di abuso.

Schhhh, in silenzio stateci voi invece di vomitare le vostre stupide e false teorie.


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Pedofilia: abusa di un bambino di TRE ANNI. Io vi odio pedofili di merda!

Il Giustiziere degli Angeli

Oggi non uso francesismi: odio i pedofili di merda, li attaccherei a testa in giù legandoli per le palle e…….. fanculo merde!


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Pedofilia. Baby sitter abusa di bambino di 3 anni che accudisce

19 Novembre 2009

Avrebbe abusato di un bambino di tre anni che gli era stato affidato per accudirlo, provocandogli anche lesioni alle parti intime. Così un peruviano di 47 anni, incensurato, è finito in carcere a Firenze per violenza sessuale su minori.

Le accuse sarebbero confermate da una visita all’ospedale pediatrico Meyer fatta fare dai carabinieri dopo aver ricevuto la denuncia della madre del piccolo, insospettitasi delle escoriazioni trovate sul corpo del figlio. Secondo quanto appreso, il peruviano viveva in una stanza in affitto all’interno dell’appartamento dei genitori del bambino, a Firenze, dove la moglie aveva ottenuto uno sconto offrendosi di fare da baby sitter al piccino.

Da quando però l’immigrata è dovuta rimpatriare, l’aprile scorso, l’uomo le è subentrato in alcuni compiti, tipo andare a prendere il bambino all’asilo alle quattro e mezzo del pomeriggio o accudirlo finchè la madre non rincasava da lavoro, di solito intorno alle 18. Negli ultimi tempi, però, la madre del bimbo è rimasta insospettita da strani episodi. Una volta ha trovato la porta di casa sprangata dall’interno, fatto che il peruviano avrebbe attribuito al bambino. Altre volte ha notato arrossamenti nelle parti intime del piccolo, specie facendogli il bagno. Nutrendo così i primi dubbi, la donna ha cominciato a fare domande al bimbo il quale, pur con una certa difficoltà, ha riferito degli abusi subiti dal baby sitter. Di qui la denuncia della madre ai carabinieri e il fermo, poi convalidato dal gip.


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Dal massacro del Circeo, passando per la mattanza di Ferrazzano si arriva al matrimonio. Angelo Izzo trova la sua anima gemella!!

Il Giustiziere degli Angeli

Ci sono delle giornate in cui già uno si alza col piede sbagliato e che tutto appare stravolto da piccoli contrattempi che ti fanno venire quel bruciore di stomaco che prelude l’ulcera. Poi ti dedichi a leggere un pò di notizie on-line ed all’improvviso ti rendi conto che la giornata ti doveva rivelare qualcosa di ancora più brutto: Angelo Izzo si sposa!  Nel 1975 ero giovane ma il “massacro del Circeo” l’ho vissuto con tutto l’orrore possibile, pensando alle vittime come sorelle, pensando che sarebbe potuto capitare a me! Quel dolore non è mai stato cancellato dalla mente di nessuno di noi ed è tornato ancora con tutta la sua forza quando Angelo Izzo, uno degli assassini all’ergastolo, ha ucciso ancora durante un’uscita dal carcere in semilibertà dopo trent’anni. Nel ’75, in concorso con altre due bestie,  seviziò ed uccise Rosaria e ridusse in fin di vita Donatella. Nel 2005 uccise MariaCarmela e violentò ed uccise anche la figlia di lei: aveva solo 14 anni. Ora lui si sposa? Ho cercato in rete un giornale che parlasse un pò più come me, con la pancia direi, e l’ho trovato sulla Stampa, per darvi conto di quanto leggo:

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Una giornalista romana: “Sposerò Angelo Izzo”

E’ l’ergastolano che uccise tre donne «Tra noi affinità elettive»

Angelo Izzo & Donatella Papi

BIANCA SABATINI

MILANO

«Abbiamo scoperto tante affinità elettive»: così Angelo Izzo spiega l’idea di sposarsi. Lui con le donne, finora, le «affinità elettive» le aveva trovate ammazzandole: tre ne ha fatte fuori e una quarta si salvò per caso. Aveva cominciato nel ‘75 con la strage del Circeo: assieme ad altri due neofascisti seviziò e uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti. Trent’anni dopo – uscito dall’ergastolo in semilibertà – a Ferrazzano (Campobasso) fece fuori Maria Carmela Linciano e la figlia Valentina Majorano che aveva 14 anni e che violentò prima di ucciderla.

Quale donna avrà mai «affinità elettive» con simile personaggio? Esiste, si chiama Donatella Papi, ha 53 anni (tre meno del futuro sposo) ed è tutt’altro che una sprovveduta: fa la giornalista e la scrittrice. Nella biografia racconta di aver lavorato per Il Giornale all’epoca di Montanelli e poi con Vittorio Feltri al settimanale Gioia, di essere stata «responsabile Comunicazione del ministro delle Comunicazioni del governo D’Alema e dell’agenzia Ansa». Ha pure pubblicato due libri: «Avere un figlio» e «Come avere un figlio con la fecondazione artificiale». E un figlio ce l’ha, «ha 16 anni, si chiama Jacopo»: lo scrive nel giornale online che ha fondato e dirige, Comincialitalia.net.

«Citizenjournal», lo definisce, che ha «come guida la fede, per fare un “giornale come Dio comanda”». Ma che negli ultimi tempi sembra aver trascurato: l’ultimo suo articolo risale all’8 ottobre. Da allora più nulla, forse perchè il «rapporto epistolare» con Izzo ha travolto tutto. Al 30 ottobre data infatti la missiva che lei ha scritto al direttore del carcere di Velletri dove l’amato sta scontando il secondo ergastolo: chiede d’incontrare Izzo «per concordare le modalità e le autorizzazioni necessarie al fine di contrarre matrimonio». «Ambedue abbiamo un gran desiderio di coltivare i valori della bellezza, degli ideali e della compassione», dice Izzo della loro unione. Tre donne uccise sono solo «reati di un passato lontano».