Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza –


2 commenti

Abusi all’Asilo di Rignano Flaminio: chiesti 12 anni di reclusione per ogni imputato!!

Dodici anni di reclusione per ciascuno dei cinque imputati nel processo per i presunti abusi su almeno 21 bambini della scuola ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio. È la richiesta del pm Marco Mansi nella requisitoria del processo che vede imputati le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l’autore tv Gianfranco Scancarello (marito della Del meglio) e la bidella Cristina Lunerti.

A vario titolo e a seconda delle posizioni, gli imputati sono accusati di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Il pm Mansi, nel sollecitare la condanna dei cinque imputati, ha chiesto anche la trasmissione degli atti per procedere contro altre due maestre, contro un testimone e anche contro Kelum De Silva Weramuni, il benzinaio cingalese la cui posizione era stata archiviata nel corso delle indagini. Il rappresentante della pubblica accusa ha ricostruito tutti i passaggi dell’inchiesta che ha portato all’odierno processo, focalizzando anche e soprattutto la sua attenzione sui contenuti dell’attività tecnica che i medici hanno compiuto su alcuni dei bambini nel corso del lungo incidente probatorio per acquisire agli atti processuali le testimonianze dei piccoli. Continua a leggere


4 commenti

Pedofili in libertà e pedofili in carcere.

Il Giustiziere degli Angeli

Il caso di (don) Riccardo Seppia riempie in questi giorni le cronache di giornali e TV ora arricchendosi di novità sul caso, ora con l’arresto dei suoi fornitori di droghe! A fornire droga a don Seppia sarebbero stati uno spacciatore e un militare della Guardia di Finanza. I due “fornitori” sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri dei Nas su esecuzione di provvedimenti emessi dal gip del tribunale di Milano. Secondo gli inquirenti don Seppia avrebbe acquistato droga, non solo per uso personale, ma anche per utilizzarla come merce di scambio per “comprarsi” rapporti sessuali.

Ma, in questi stessi giorni ci sono state anche tante condanne:

 4 (quattro) anni per un allenatore di calcio per abusi sessuali su 5 minorenni  (LEGGI QUI)

11 (undici) anni e 6 (sei) mesi  per un educatore in “case famiglia” per abusi sessuali ed altro su tre ragazzini (LEGGI QUI

10 (dieci) anni ad un maestro di arti marziali per abusi su 8 minorenni (LEGGI QUI)

4 (quattro) anni ad un orco che violentò un minore nel lontano 1997 (LEGGI QUI)

5 (cinque) anni ad un pedofilo che aveva appena finito di scontare una condanna per lo stesso reato (LEGGI QUI)

Questa cronaca sulle varie condanne piovute in questi giorni sui pedofili, anche se dimostra che in parte la nostra giustizia funziona, non ci deve far sentire tranquilli sui pericoli che ogni giorno corrono i nostri figli. Ed infatti è proprio di ieri la notizia dell’arresto in flagranza di reato di un altro pedofilo…. RECIDIVO! Questo deve far riflettere!

FIRENZE, 37ENNE TENTA DI STUPRARE UN BIMBO DI 5 ANNI.

FIRENZE – Lo ha attirato nel garage sotto casa con la promessa di un gioco divertente da fare insieme. E il piccolo, cinque anni appena compiuti, ha ubbidito. Ma una volta soli, quel vicino di casa dall’aria amichevole ha gettato la maschera. Prima ha cercato di violentarlo, poi gli ha praticato una iniezione. Il bambino ha capito che qualcosa non andava, si è spaventato e ha cominciato a urlare. Quelle grida sono state la sua salvezza. I vicini le hanno sentite e hanno immediatamente dato l’allarme. È un episodio inquietante quello capitato sabato in un paese dell’hinterland fiorentino: ora un 37enne si trova in stato di fermo con un’accusa pesante: tentata violenza sessuale su minore, lesioni e sequestro. La piccola vittima, invece, è ricoverata per accertamenti al Meyer. I medici lo hanno sottoposto a esami tossicologici approfonditi per capire quale sostanza il 37enne voleva iniettargli.

Il sospetto, terribile, è che si trattasse di un sonnifero o di uno stupefacente per ridurne la capacità di reazione e poterne approfittare liberamente. Per fortuna, almeno per il momento, il bambino non ha manifestato alcuna alterazione, ma solo i valori degli esami potranno fornire le certezze di cui sono in cerca ora gli inquirenti.

I medici che lo stanno seguendo spiegano che fisicamente sta bene, ma la violenza che ha subito potrebbe avere pesanti ricadute psicologiche. Per questo viene seguito da un pool di esperti. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri – gli accertamenti sono ancora in corso – sabato sera il trentasettenne ha attirato il bambino in un garage, in un caseggiato di alloggi popolari, dopo che si era per un momento allontanato dai nonni, che abitano nello stesso edificio e che avevano il compito di accudire il bimbo per qualche ora. A un certo punto, quelle urla disperate. Molti vicini sono intervenuti verso il garage da cui provenivano le grida e hanno liberato il bimbo, altri hanno avvisato i genitori, che erano in casa, e i nonni, oltre al 118 e alle forze dell’ordine. Ci sarebbe stato un parapiglia: i familiari della vittima hanno cominciato a inveire contro il vicino, che si è chiuso nell’appartamento dove vive con i genitori e dove i militari lo hanno rintracciato, sembra in condizioni psichiche alterate, e arrestato. Ora è nel carcere di Sollicciano. In passato era già stato accusato di violenza sessuale su minori.

(LINK ARTICOLO)


4 commenti

Don Cantini: i suoi abusi vanno in prescrizione! Il dolore delle vittime resta dietro le sbarre!

Il Giustiziere degli Angeli

A questo LINK  potrete trovare gli altri articoli riguardanti gli abusi di Cantini. Dietro questa ennesima sconfitta io non ho parole da scrivere!

Don Cantini, violenze provate ma tutti prescritti i reati di pedofilia

Le vittime erano giovanissime fra i 10 e i 17 anni. Vent’anni di abusi

 Le violenze sessuali del parroco sono provate, ma i reati sono prescritti. E’ l’ultimo triste capitolo della vicenda che ha avuto come protagonista il sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, parroco della chiesa della Regina della Pace di Rifredi. Vittime di quelle violenze sono state bambine e adolescenti fra i 10 e i 17 anni: si è trattato di “abusi sessuali gravi” “protrattisi per circa 20 anni”, fino ai primi anni ’90. Lo scrive il pm fiorentino Paolo Canessa nella richiesta di archiviazione dell’inchiesta, poi accolta dal gip. I reati sono prescritti o mancano le querele.

 Canessa ricorda le “denunce fatte nel tempo” – anche all’ allora cardinale di Firenze Silvano Piovanelli – ma sostiene che da parte delle autorità religiose ci sono stati “comportamento apparentemente omissivo” e “una lunga inerzia”, che hanno provocato “il perpetuarsi delle condotte” di don Cantini e “il mancato tempestivo intervento della autorità giudiziaria”.

LINK REPUBBLICA


3 commenti

Sarah Scazzi: una sola mano omicida e tanti colpevoli.

Il Giustiziere degli Angeli


MammaDolce – Mi arrendo subito di fronte all’evidenza dei fatti, mi inchino immediatamente al cospetto di questa bambina e…  chiedo scusa!

Continua a leggere


2 commenti

Don Giorgio Carli: il reato di abusi su minori và in prescrizione e lui torna in parrocchia!

Il Giustiziere degli Angeli


<<Lei era piccola, aveva 9 anni quando ebbe inizio il suo inferno che fini 5 anni dopo. Lei rimosse quel dolore relegandolo nella scatola dei ricordi brutti chiusa con tanti lucchetti con su scritte le parole della paura, della vergogna, del male. Ma il peso di quelle violenze intralciava il seguire sereno della propria vita e la coscienza dolorante le fece fare un sogno, un brutto sogno. Ed allora ne seguì un percorso terapeutico per capire l’origine di quel male per poi combatterlo: in ipnosi ricordò l’inferno degli abusi sessuali subiti e vide il volto dell’orco.>>

Potrebbe avere inizio così un libro di racconti di fantasia ma invece è una storia reale.

Questa storia di abusi su minori riguarda il caso “Don Giorgio Carli”, giovane sacerdote, accusato da una donna che dopo tanti anni ha ricordato. Il processo di secondo grado finì (16 Aprile 2008) con la condanna a 7 anni e mezzo del sacerdote nonostante la difesa si appellò alla teoria dei “falsi ricordi”! Ed è sempre questa la linea difensiva nei tanti casi di abusi sui minori, con piccole varianti quali la “isteria collettiva dei genitori”, “ricordi indotti nei piccoli”, “atteggiamenti innocenti travisati”…

Non c’è mai quindi, secondo certi indagati e difensori, un “vero abuso” né quando vengono raccontati dai bambini e ne quando vengono raccontati dagli adulti. Le prove dell’abuso devono essere lì, incontrovertibili, con la flagranza del reato (ma neanche tanto visto il sacerdote appena beccato in macchina con una minorenne e non arrestato!), con segni fisici di fresco abuso (non devono passare più di 24 ore sennò addio prova) e con foto e filmati con i volti riconoscibili degli abusanti e degli abusati.

Il processo a Don Carli stabilì la sua condanna con queste motivazioni: Ragazza credibile, indizi sufficienti – Ricordi lineari, precisi, mai contradditori – In tutta la vicenda non sono emersi interessi particolari che possano aver indotto la giovane a fornire un racconto non veritiero –

La cassazione , che non entra nel merito della condanna, stabilirà poi che il “reato è caduto in prescrizione” e Don Carli, proclamatosi innocente fin dall’inizio, non rinuncia a tale privilegio. Nel processo in cui fu condannato si è stabilito anche un risarcimento danni (confermato anche dalla Cassazione) nei confronti della vittima e della sua famiglia e chiare sono state le parole dell’ex procuratore capo di Bolzano Cuno Tarfusser: il fatto che la Cassazione abbia confermato il risarcimento in soldi alla parte civile attesta che il reato fu commesso! Nessuno potrebbe essere condannato a risarcire un danno che non ha provocato.

Nonostante tutto questo a cui non c’è null’altro da aggiungere, ieri il Vescovo di Bolzano, Karl Golser, invita ad accogliere “senza riserve” Don Carli quale parroco a Vipiteno ribadendo ”la convinzione gia’ espressa tante volte che il sacerdote non ha assolutamente commesso i fatti a lui contestati”.

Le motivazioni della condanna

La prescrizione del reato

La citazione in giudizio della Curia


Lascia un commento

Don Luciano Massaferro: in moto con la ragazzina a dare benedizioni.

Il Giustiziere degli Angeli


«Don Lu e lei, in moto, a benedir case»

Quattro amichette della dodicenne raccontano. La difesa: solo fantasie, lo dimostreremo

A maggio dell’anno scorso, quando ci furono le presunte violenze, erano andati insieme in scooter a benedire le case dei parrocchiani sulle alture di Alassio, in frazione Moglio. Don Luciano Massaferro -accusato di violenza sessuale, in carcere da più di sei mesi- e la sua chierichetta dodicenne presunta vittima, erano insieme, solo loro due. Ma sarebbero stati visti. «È falso, lei non c’era, e lo dimostreremo, era un’altra bambina», la tesi degli avvocati difensori.

Ieri mattina in Tribunale al processo per violenza sessuale sono state ascoltate come testimoni non soltanto due donne, che avevano ricevuto la visita del sacerdote, ma anche quattro coetanee della presunta vittima. Le amichette del catechismo, della parrocchia, dei campi solari. Maglietta e coda di cavallo. Ragazzine dodicenni depositarie delle confidenze e dei racconti sulle violenze riferite. Hanno parlato per mezz’ora ciascuna. E poi invece dopo di loro, ma soltanto per pochi minuti, alcune residenti della frazione L.D.M. e G.S. e un altro prete, G.C., di Vigevano, a cui don Massaferro avrebbe promesso di regalare il pc, poi ritrovato dalla polizia. Accompagnate dai loro familiari ieri mattina le quattro ragazzine sono state riprese e ascoltate dai giudici in un’audizione protetta, in una saletta appartata del tribunale. Dove di solito si tiene la camera di consiglio, al secondo piano. La stanza in cui si trovavano, era collegata tramite video con l’aula in cui c’era il pubblico ministero e gli avvocati. Un’aula con finestre e porte sigillate da cartoni per celare all’esterno le immagini proiettate in diretta, e dove i microfoni, i banchi e le gabbie avrebbero potuto turbare il loro equilibrio. Il capo d’imputazione è infatti «atti sessuali con minorenne» (articolo 609 del codice penale). La pena va dai 5 ai 10 anni di reclusione. Le quattro ragazzine hanno ripetuto gli abusi riferiti dalla chierichetta. «Giochi» a cui era costretta sullo scooter, in biblioteca, nel capanno di campagna. Le domande del pm Giovanni Battista Ferro, e degli avvocati Alessandro Chirivì e Mauro Ronco (Massaferro) e Mauro Vannucci (parte civile), sono state filtrate e poste con estrema delicatezza dal presidente del collegio giudicante Giovanni Zerilli (a latere i giudici Marco Rossi e Laura De Dominicis).

«Racconti riferiti, ma basati su fantasie e lo dimostreremo in base alle nostre indagini difensive» è la convinzione dei legali del sacerdote che ieri non era in aula, scegliendo di rimanere in carcere a Sanremo.

«Con noi don Lu non si comportava così» hanno spiegato le piccole ai giudici.

LINK ARTICOLO originale


Lascia un commento

Pedofilia e chiesa: don Cantini un uomo misterioso? NO è solo un abusatore di bambini!

Il Giustiziere degli Angeli

Sempre per rinfrescare la memoria vi rimando ai LINK DI ARCHIVIO

Le vittime di don Cantini a Maniago  – “Ha ostacolato l’emergere della verità”

Il vescovo ausiliario sabato in un’intervista a Toscanaoggi aveva detto di non essersi accorto di nulla di non aver insabbiato.

Don Cantini

Continua a leggere