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Pedofilia – Abusi – Violenza –


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Rignano Flaminio: il 12 dicembre inizia il processo d’appello.

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La terza Corte d’Appello di Roma prenderà in esame a cominciare dal 12 dicembre prossimo il processo di secondo grado per le presunte violenze sessuali che tra il 2005 e il 2006 avrebbero subito i bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. A rivolgersi ai giudici di secondo grado per contestare l’assoluzione, con formula piena, delle 5 persone processate (le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, Silvana Candida Magalotti nonché la bidella Cristina Lunerti e il marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello, autore di testi televisivi), sono stati il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e l’avvocato Carlo Taormina, per alcune delle parti civili.

 

Il nostro ordinamento giuridico (vale la pena ricordarlo) prevede ben TRE gradi di giudizio e, sino a quando questi non si sono conclusi, si è sia INNOCENTI sia COLPEVOLI almeno per quanto riguarda la legge. Ben altra cosa ovviamente è la convinzione personale delle persone  che ultimamente mi sono permessa di lasciar esprimere liberamente anche qui. Tant’è che troverete due commenti (presumibilmente della stessa persona) a cui però voglio dire una piccola cosa: se si vuole rivolgere a persone adulte come Lei faccia come crede ma non si permetta di offendere dei bambini perché può solo dimostrare il suo livello di povertà morale e sociale e non ci fa una bella figura.

Per quanto attiene ai “calci in culo” che Lei cita Le dedico questa bellissima foto antica che ricorda a tanti la propria infanzia dove si aspettavano i giostrai per fare appunto un giro su queste spettacolari giostre per acchiappare il nastro e farsi ancora un giro gratis.

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Gabriel morì a 17 mesi: condannati madre e convivente.

Da 11 a 16 anni è stata aumentata la condanna nel processo d’appello per la morte del piccolo Gabriel (leggi il LINK).

La madre del piccolo Gabriel, Elizabete Petersone, ed il suo convivente, Paolo Arrigo, sono stati condannati per maltrattamenti continuati aggravati dalla morte del soggetto. Gabriel è morto per un calcio al fegato ma altre lesioni sul piccolo corpo parlarono di violenze reiterate nel tempo:  il corpo del bimbo presentava infatti ben 21 diverse lesioni sparse sul corpo; segni inferti in un medio-lungo lasso di tempo ad eccezione di alcuni lividi recenti, di uno spappolamento della milza e di un colpo fatale ricevuto al fegato che causò un’emorragia interna e un arresto cardiocircolatorio. Un vero e proprio calvario di 20 minuti per questo bambino!

È scoppiata a piangere Elizabete Petersone, lettone di 22 anni, quando il presidente della Corte d’assise d’appello di Genova, Maria Rosaria D’Angelo, ha letto il dispositivo della sentenza che ha condannato lei e l’ex convivente Paolo Arrigo, commerciante imperiese di 25 anni, a 16 anni ciascuno per la morte del piccolo Gabriel, il suo figlioletto di 17 mesi. Ma il pianto del piccolo Gabriel è quello che fà più male, è quello che noi non abbiamo sentito e che lo ha portato via.


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Abusa per anni della figlia della convivente: arrestato!

Il Giustiziere degli Angeli

Sono tante le storie che coinvolgono i bambini, anche piccolissimi. Bambini maltrattati, abusati, uccisi… eppure, oltre alla nuda cronaca, sembra che il dolore e l’indignazione durino un attimo come una folata di vento! Se chiudo gli occhi vedo ormai solo angeli che ci osservano, che ci giudicano e che non ci perdonano.


“….i medici verificavano che non si trattava di una banale appendicite ma della lacerazione del tessuto nel retto, generalmente provocato da penetrazioni o comunque introduzioni di corpi estranei spinti con forza all’interno dell’intestino…” Questo bambino ha TRE anni.

“….dapprima l’ha accoltellata un paio di volte, poi l’ha presa in braccio e si è lanciata nel vuoto, dal quarto piano! La piccola è morta per l’impatto al suolo.” Aveva solo OTTO anni.

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Bambini scomparsi, uccisi, violentati, maltrattati sempre più nella cronaca.

Il Giustiziere degli Angeli

Come un frantoio 24h maciniamo, ci cibiamo e digeriamo notizie in cui bambini e ragazzi sono sempre più, senza colpa, protagonisti della cronaca! La misura di quanto possiamo ascoltare e vedere da tempo ha travalicato i confini eppure andiamo avanti, senza sosta, occupandoci di quanto ci riguarda direttamente nel quotidiano o di manciate di gossip che a tutti noi non dà nessun valore aggiunto. Siamo sempre più uomini e donne fallibili, pieni di errori ed orrori che non arginiamo in nessun modo se non con l’indignazione ed il dolore di un attimo… ed i nostri piccoli sono in pericolo sempre di più. Sappiamo certamente che negli asili nido di mezza Italia i “nostri” bambini sono stati vessati, maltrattati, schiaffeggiati, violentati eppure nessuna voce dai poderosi palazzi della politica ci ha informato su quali provvedimenti verranno presi affinchè nulla di questo accada più. Anzi, un esempio su tutti è la proposta di Alemanno: non costruiremo più asili nido; costano troppo! Un asilo nido comunale – ha spiegato Alemanno – costa 13mila euro l’anno a bambino, esattamente il doppio di quello che costa l’asilo convenzionato, gestito da privato sociale: 7mila euro. Questo significa che noi, anche applicando il principio di sussidiarieta’, non faremo piu’ asili nido comunali se non in situazioni particolari e punteremo tutto nel creare convenzioni con il privato sociale. Questo non per risparmiare ma per abbatter le liste d’attesa: in due anni siamo riusciti ad abbattere le liste d’attesa per 5mila bambini”. Caro Alemanno, e chi lo controlla il personale dell’asilo privato? Lei? Chiunque può aprirlo e senza nessuna competenza, anche un pedofilo in libertà!

Aggiungiamo oggi poi l’ennesimo caso di un omicidio suicidio! Ha ammazzato la ex moglie ed il bambino di due anni, poi si è sparato. Eccolo nella foto sotto, Marcello Pistone! Doveva stare in carcere ma invece era libero di uccidere.

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Morte del piccolo Alessandro: 26 anni per Rasero!

Il Giustiziere degli Angeli

“….. Alessandro, 8 mesi, deve avere gridato forte quando gli hanno spento le sigarette sull’inguine e sulle orecchie, l’hanno pizzicato al collo fino a fargli venire i lividi. E quando è stato sbattuto contro il muro fino a rompergli la testa…..”

Articolo Marzo 2010 – Articolo Blog


GENOVA – Giovanni Antonio Rasero non era solo. Insieme a lui, la notte dell’omicidio di Alessandro Mathas, 8 mesi appena, c’era anche Katerina, la madre del piccolo. Lo ha stabilito la Corte d’Assise di Genova che, stravolgendo l’impianto dell’accusa, ha condannato il broker genovese a 26 anni di reclusione, ma ha anche disposto la trasmissione degli atti processuali alla Procura perché riapra il fascicolo nei confronti della giovane e bella greca.

La sentenza è arrivata dopo oltre otto ore di Camera di consiglio. I giudici della giuria popolare hanno escluso le aggravanti dei futili motivi, delle sevizie e delle crudeltà, mantenendo invece quella della minorata difesa. Niente ergastolo quindi, come invece aveva chiesto il pm. Un motivo tecnico, quello che ha spinto i giudici a non infliggere le aggravanti all’agente marittimo, per ragioni connesse all’imputabilità: quella folle notte dello scorso 15 marzo, Rasero era sotto l’effetto della cocaina. Alla lettura del dispositivo, la madre dell’imputato, Pierina Cossu, ha avuto un malore. «Mio Dio perchè ci hai abbandonati?», ha detto dopo essersi ripresa. «Ha fatto tutto lei, è lei l’unica colpevole. Mio figlio è innocente, la colpa è sua», ha aggiunto accusando dell’omicidio Katerina Mathas. «Mercoledì andrò a trovare mio figlio in carcere. L’unica cosa che gli diremo – ha proseguito – è che siamo disperati». «L’impostazione del pm è stata fatta a pezzi, anche se la sentenza non ci soddisfa», ha detto l’avvocato Andrea Vernazza, uno dei legali della difesa. «Adesso, però, si aprono orizzonti processuali non da poco: sentiamo le motivazioni e vediamo cosa succederà». «È stato stravolto l’impianto del pm, ma soprattutto della squadra mobile di Genova», ha aggiunto l’altro difensore, Romano Raimondo. «I giudici hanno stabilito – ha sottolineato – che la Mathas c’entra con l’omicidio. Le cose adesso sono molto cambiate.

Adesso anche il pm avrà dei problemi». Alla lettura della sentenza, Katerina era fuori dall’aula e, quando i suoi legali le hanno riferito la decisione dei giudici, è scappata via in lacrime, sostenuta da qualche amico. Soddisfatto, invece, Stefano Bigliazzi, uno degli avvocati di parte civile, le cui richieste di risarcimento sono però state respinte dalla Corte d’Assise: «A noi basta la condanna – ha commentato – anche perchè ci interessava più il risarcimento morale che i soldi. Leggeremo le motivazioni per capire le ragioni della Corte». Il piccolo Alessandro era stato ucciso la notte del 15 marzo, in un lussuoso residence di Nervi, dove abitava Rasero. Sul corpicino del bimbo, oltre ai colpi sul cranio, erano stati trovati anche i segni di un morso sul piedino e di alcune bruciature di sigarette. Secondo il pm, quelli erano i segni di torture inflitte al bambino mentre agonizzava. In un primo momento, erano finiti in carcere sia Rasero che la Mathas. Ma dopo 17 giorni, il sostituto procuratore aveva cambiato rotta, scarcerando la ragazza. Per l’accusa, l’unico colpevole era Rasero, che in preda alla rabbia per la mancanza di cocaina si era accanito sul bimbo, mentre la madre era fuori per cercare altra droga. La Mathas era stata scarcerata e indagata per abbandono di minore con morte conseguente. Ma adesso lo scenario nei suoi confronti potrebbe cambiare.

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Prete pedofilo salvato… con la “prescrizione”! La bambina aveva solo tre anni…

Il Giustiziere degli Angeli

Non riuscirò mai a darmi pace su come finiscono certe storie.

Era il 15 luglio di quest’anno quando, attraverso i giornali, ci rendevano noto un processo a carico di un certo sacerdote (solo le iniziali A.G.S.M) di Soverato, in provincia di Catanzaro. Si lesse che il pubblico ministero Carlo Villani chiese SEI anni di reclusione per il “don” per atti di libidine violenta su una minorenne (bambina di tre anni) che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il religioso non avrebbe solo baciato la piccola sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per portarla verso le sue parti intime. In un’altra occasione sempre il prete, essendo la bambina al letto ammalata, ha spostato le coperte e messo una mano sotto il suo pigiamino per toccarle le parti intime.

In questi lunghi anni però il collegio giudicante è cambiato per ben SEI VOLTE e quindi si è arrivati alla sentenza di primo grado di ieri con la “PRESCRZIONE DEL REATO”. Questo la dice lunga su come siamo messi in questa nostra nazione: siamo un paese del QUARTO MONDO.

Catanzaro. Prete accusato di pedofilia: interviene la prescrizione Catanzaro. La lunghezza di un processo, tanto per cambiare, ha dato luogo ad una sentenza di non luogo a procedere. Questa volta non si conoscerà la verità in relazione ad un caso di pedofilia. Sul banco degli imputati il prete 75enne di una parrocchia dell’area periferica di Catanzaro, accusato di aver commesso in tre distinti episodi atti di libidine ai danni di una bimba di tre anni. Una vicenda che risale al periodo a cavallo tra il 1995 ed il 1996 ed il cui processo che ne è seguito, grazie alle continue interruzioni dovute all’avvicendamento dei giudici della Corte, si è protratto per otto anni. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Carlo Villani aveva richiesto una pena pari a 6 anni di carcere. I legali del prete, gli avvocati Rosario Chiariano e Sergio Rotundo, hanno caldeggiato, al contrario la sua assoluta innocenza. Furono i genitori della piccola a presentarsi dai magistrati per denunciare il parroco.

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ORRORI SUI BAMBINI E IMPERIALISMO SATANICO

Il Giustiziere degli Angeli

Riprendo questo articolo dal sito della mia dolce amica Gabriella, da poco venuta a mancare la cui luce su tanti misteri non verrà però mai spenta. LINK

L’articolo è molto lungo ma riassume bene alcune cose che tutti dovremmo sapere: vi prego di leggerlo fino in fondo con molta ATTENZIONE.


Un numero incredibile di persone scompare ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E’ come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell’ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell’Interno nel 1996 sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie.

Al marzo ’98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine. Continua a leggere