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Pedofilia: nuovo processo per Don Marco Baresi

8 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Riporto un ultimo aggiornamento sul caso Don Marco Baresi (ARTICOLI DEL BLOG QUI’)

La Cassazione: per Don Baresi un appello bis, ma parziale

IL PROCESSO. Accolto in parte il ricorso della difesa: nuova discussione ma solo sui fatti dopo il dicembre 2004. Gli abusi ci sono stati e anche la diffusione di files hard ma i giudici devono approfondire un determinato periodo.

Un nuovo processo d’appello per don Marco Baresi, l’ex vicerettore del Seminario diocesano condannato in secondo grado a 7 anni e 6 mesi per violenza sessuale su un ragazzino e per diffusione di materiale pedopornografico. Lo ha disposto la Cassazione che l’altro giorno, dopo una infinta camera di consiglio, ha parzialmente accolto il ricorso delle difese, annullando la sentenza con rinvio a una diversa sezione della corte d’appello, ma solamente per i fatti contestati successivi a dicembre 2004. Un «successo» a metà per la difesa, gli avvocati Stefano Lojacono e Luigi Frattini, che sostengono l’assoluta innocenza del sacerdote: l’annullamento solo per un aspetto è, in sostanza, conferma degli abusi (almeno fino al dicembre 2004) e della diffusione di files pedopornografici.

PER I GIUDICI della Cassazione alcuni aspetti vanno rivisti e proprio su questi si concentreranno i giudici della corte d’appello di Brescia, senza entrare nel merito dei fatti contestati prima del dicembre 2004.

Don Baresi, che sta ancora scontando gli arresti domiciliari nella comunità delle Suore operaie di Botticino, ha saputo ieri mattina della decisione dei giudici romani e l’ha accolta con serenità.

Nel primo processo d’appello, il 16 giugno dello scorso anno, il sacerdote era stato condannato a 7 anni e mezzo. I giudici avevano confermato completamente, senza alcuno sconto, la condanna di primo grado del 20 maggio 2009.

LA VICENDA era iniziata il 27 novembre 2007 creando non poco scalpore: don Marco Baresi era stato prelevato dal Seminario di via Bollani, dove era vicerettore, e portato in isolamento nel carcere di Canton Mombello. Sull’ordinanza di custodia cautelare un’accusa da brivido: violenza sessuale su minore e diffusione di materiale pedopornografico. In cella don Baresi era rimasto solo per una notte, il giorno successivo all’arresto il gip Silvia Milesi aveva accolto la richiesta dei difensori e concesso gli arresti domiciliari. Il sacerdote era tornato a casa dei genitori e aveva atteso il processo con il sostegno dei familiari, ma soprattutto di un gruppo di giovani che aveva creato in Rete il sito «FreeDon» per dimostrare l’innocenza del sacerdote e chiedere la sua assoluzione. Anche ieri il gruppo ha ribadito «Chi condanna don Marco, condanna un innocente».

A inchiodare don Marco c’erano le accuse di un ragazzo che due anni prima dell’arresto, in cura da una psicologa, si era confidato raccontando di aver avuto rapporti sessuali con il sacerdote quando frequentava le medie al Seminario e non aveva ancora compiuto 14 anni. Dalla scuola del Seminario il ragazzino era stato allontanato per una serie di problemi, ma in precedenza non aveva raccontato nulla. La psicologa, ricevuta la confidenza, aveva subito avvisato i genitori del ragazzino che si erano rivolti alla polizia. La credibilità del ragazzino era stata valutata da esperti, le accuse avevano retto e il 27 novembre 2007 erano scattate le manette. Dopo l’arresto l’abitazione del sacerdote in Seminario era stata perquisita dagli investigatori della Mobile.

IL COMPUTER aveva riservato una serie di sorprese. Nell’hard disk del portatile, senza alcuna password d’accesso, in uso al sacerdote – ma utilizzabile anche da altre persone come è stato sostenuto nel corso dei processi dall’imputato e dai difensori – l’esperto aveva trovato traccia di ben seicento files dal contenuto pedopornografico. I files erano stati cancellati, ma in modo non perfetto, nei giorni immediatamente precedenti all’arresto.

NEL PROCESSO d’appello la difesa aveva sostenuto che il giorno in cui vennero scaricati 180 files (l’ordine era partito dal computer alle 12.30 del 28 aprile 2007) don Baresi non era al Seminario, ma era ospite a pranzo. A don Marco non è mancato il sostegno della Diocesi. Il giorno della condanna in appello il vescovo monsignor Luciano Monari si era detto fiducioso che don Marco potesse dimostrare la sua innocenza.

Wilma Petenzi

LINK BresciaOggi

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8 thoughts on “Pedofilia: nuovo processo per Don Marco Baresi

  1. La lettura di questo articolo rende “veramente” perplessi.
    Nell’articolo si legge la parola “inchiodare”. Non mi sembra che possa dare garanzia di colpevolezza.
    E se fosse veramente innocente? Terribile!
    A questo punto posso solo essere contento di non essere il Giudice.

  2. Il Don in questione è ritenuto in tutti i gradi di giudizio “COLPEVOLE” dei fatti antecedenti al 2004. La cassazione dice solo di rivedere alcune cose riguardanti i reati avvenuti dopo quella data… quindi non c’è dubbio sulla colpevolezza del “don”.

  3. Ma se non c’è alcun dubbio perché è agli arresti domiciliari e non in prigione?

  4. I Giudici hanno concesso da subito i domiciliari… che vuoi farci? fino all’ultimo grado di giudizio un “accusato” è innocente e resta libero! In molti casi di violenza su minori però i giudici valutano la possibile “pericolosità” del soggetto che potrebbe reiterare il reato e quindi lo mettono ai domiciliari. Dal 2007 ad oggi il Don ha già scontato quindi tre anni e mezzo che verranno decurtati al momento della pena definitiva! che forse non sconterà neanche in carcere tra sconti e sconticini….

  5. Agli arresti domiciliari ci si può organizzare quasi come se fosse una vacanza…

  6. Che bel mondo si è già scontato più di tre anni, essndo lui un incensurato non si farà neanche un giorno di galera, starà nella casa con parco mega delle suore operaie….. Che bello e intanto la vittima continua a subire “abusi” mentali da un gruppo di paesanotti che affiggono manifesti a favore di DOn marco in giro per il paese.

  7. Spero che il ragazzo, vittima di abusi del Don, sia supportato da tante persone che invece sono a SFAVORE del condannato!

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