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Don Riccardo Seppia: pedofilia, droga e bestemmie!

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Il Giustiziere degli Angeli


“Portami un bel moretto, e mi raccomando l’età, lo voglio col collo bello tenero” Il parroco, Don Riccardo Seppia, arrestato venerdì con l’accusa di pedofilia e cessione di droga, ha avuto la responsabilità della parrocchia di Santo Spirito di Sestri Ponente dal 1996 e, negli anni ’80, era vice parroco nella parrocchia di San Giovanni Bono a Recco. Un suo vecchio parroco a Recco, Don Piercarlo Casassa, ha lanciato pesanti accuse: quasi trent’anni fa – ha detto – avevo già messo in allarme la Curia ma non ho mai avuto risposte. «Questa storia è davvero triste – ha detto don Piercarlo – L’incontro con quel giovane prete credo sia stata una delle esperienze peggiori della mia vita: si presentava in parrocchia soltanto al pomeriggio, dopo avere dormito tutta la mattina, poi spariva e trascorreva in giro gran parte della notte». Ed oggi,  sul muro accanto alla chiesa Santo Spirito di Sestri Ponente, in via Calda, sono comparse frasi vergate con una bomboletta spray di colore nero: “Giù le mani dai bambini. Don Riccardo infame pedofilo” e “Don Seppia vile, la tua chiesa il tuo porcile”

Intanto don Riccardo, è in isolamento nel carcere di Marassi, divide la cella con un altro detenuto accusato di reati su minori e, assistito dal suo avvocato Paolo Bonanni, durante l’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma le intercettazioni telefoniche parlano in modo molto esplicito della second-life del sacerdote…..

«È proprio un bel ragazzo. Me lo …» «Mi piacerebbe … ma lui non ci vuole stare» Seguono descrizioni di incontri, con un linguaggio che gli investigatori definiscono «irripetibile». E nell’ordine di custodia cautelare sono elencati anche gli inviti del sacerdote ad alcuni ragazzi: «Vieni, per te c’è il solito regalino». Il regalino era cocaina – secondo l’accusa.  Seppia aveva un ‘adescatore’, un giovane spacciatore di droga che procacciava su ‘ordinazione’ ragazzini al parroco:  “Non li voglio di sedici anni, ma piu’ giovani. Quattordici anni vanno bene e, mi raccomando, che abbiano dei problemi di famiglia” 

IL BACIO IN CANONICA «Ormai è fatta, l’ho baciato in bocca, in canonica». Così don Riccardo informa l’amico riguardo all’unico episodio di violenza sessuale nei confronti di un minore che al momento gli viene contestato. Verso il sedicenne ci sono però altri messaggi inquietanti: «C’è tua madre? Dille che vai a scuola e poi vieni da me che sono solo». Il minore sarà sentito con la formula dell’incidente probatorio dal pm Stefano Puppo la prossima settimana.
CHE SATANA SIA CON TE Nell’ordinanza di custodia cautelare vengono riportati numerosi dialoghi con dei maghrebini maggiorenni che don Riccardo contatta per sesso o droga. Ad uno lo saluta in questo modo: «Ciao come stai? Che Satana sia con te».
L’EX SEMINARISTA Si tratta di uno dei sei indagati dell’inchiesta. Le sue iniziali sono E.A., ha 40 anni, è stato espulso dal seminario ed oggi è un sedicente croupier. Seppia riceve una sua telefonata: «Sono qui a Palermo, in camera in albergo e mi sono appena fatto…». Il prete gli risponde con osservazioni oscene e su quanto anche lui vorrebbe fare le stesse cose.
BESTEMMIE VIA SMS Nelle carte dell’ordinanza firmata dal gip milanese Maria Vicidomini sono riportati una decina di sms che contengono bestemmie scritte secondo lo slang giovanile e sempre abbinate ad argomenti sessuali: «Porko….!!!», «porko….kriminale!!!». Per i giudici sono indicativi di una vera e propria doppia personalità. Sembra proprio che don Riccardo abbini volutamente, come fosse uno sfogo, la sacralità della religione alle oscenità più turpi: «Me lo vorrei…. sull’altare».
IL SESSO IN SAUNA Una lunga sequenza di messaggi irripetibili, segno di una vera e propria ossessione per pratiche erotiche estreme. I carabinieri del Nas hanno ricostruito la sua parabola erotica. Tutto inizia con le sue frequentazioni di saune di Milano dove avvengono incontri tra gay. Sesso spinto durante il quale si fa uso di droghe. Di recente il sacerdote di via Ludovico Calda era un habitué di un circolo Arci di Milano, luogo di incontri sessuali.
UNO DI COLORE Allo spacciatore senegalese di Milano il parroco chiede di trovargli «uno di colore, un negrone».
COCAINA CON L’OMAGGIO «Vengo su, mi prepari un 4×1», così scrive al suo pusher del capoluogo lombardo, anche lui indagato. Il 4×1 significa una promozione speciale, quattro dosi al prezzo di tre. Un tipo di acquisto riservato a clienti affidabili.
SPACCIO AI RAGAZZINI «Ho la neve, vieni da me: basta portare il solito regalino», «vieni che c’è bianca, ho bisogno di compagnia ». Il secondo capo d’imputazione riguarda quattro presunte cessioni di cocaina ad altrettanti ragazzi, un italiano e tre nordafricani, che sarebbero tutti maggiorenni.

 Lui, dalla cella, ha cercato di negare: «Solo parole »

Il teologo Vito Mancuso “È solo la punta dell’iceberg” (LINK)

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3 thoughts on “Don Riccardo Seppia: pedofilia, droga e bestemmie!

  1. «Sono sieropositivo» ha detto don Riccardo Seppia!!
    Ha chiesto al direttore del carcere di Marassi di essere trasferito: «La situazione per me, qui, è insostenibile». Gli altri detenuti giorno e notte lo insultano e minacciano……
    Intanto ha voluto alcuni libri ed una Bibbia: ha ricominciato a pregare!!

  2. Una stretta educazione cattolica predispone la psiche a subire abusi di pedofilia, come la teologia predispone a compierli. La stessa messa ne è intrisa, quando rievoca il sacrificio dell’innocente sull’altare, che per trasposizione si trasforma nel sacrificio del giovane in sagrestia. Stuprare un bambino diviene, per le menti malate da teologie di morte e da ritualismi sanguinari, un atto di purificazione, diviene la metafora della messa. Forse per questo le gerarchie proteggono i loro officianti?
    E tuttavia, il problema è ancor più occulto, più profondo: celando le pulsioni maniacali della pedofilia clericale, la Chiesa non cerca di difendere soltanto la sua eticità internazionale. Essa difende in tal modo il suo più oscuro retaggio, il suo fosco segreto “iniziatico”, consistente nel SACRIFICIO DELL’INNOCENTE, di cui è zeppa la sua tragica leggenda bimillenaria. Chi vorrebbe ascrivere la devianza pederastica clericale del sesso al celibato, individua soltanto la superficie del problema, dimenticando che la mancanza di una compagna, indurrebbe semmai a ricercare un rapporto con altre donne e non con bimbi, la cui età è delicatamente sospesa tra i 6 e i 12 anni.
    Se una setta fanatica di poche centinaia di aderenti si comportasse con le stesse strategie manipolatorie della liturgia cattolica, la reazione giusta ed immediata delle forze dell’ordine (come è accaduto con certi maghi televisivi) consisterebbe in una retata generalizzata per crimini quali: costrizione psicologica, abuso della credulità popolare, abuso fisico, psichico ed ideologico sui minori, falso ideologico, millantato credito, favoreggiamento alle devianze psichiche e sessuali, turbamento delle istituzioni democratiche, razzismo verso le minoranze religiose, contro gli omosessuali, i gay, le coppie di fatto, i divorziati, gli atei, i comunisti, i laici, il relativismo… E, invece, succede proprio il contrario: chi non è disposto ad essere abusato o denuncia il proprio violentatore è espulso dalla comunità, come nelle sette razziste. Quindi non solo non bisogna più cadere nell’inganno delle dissimulazioni clericali, rifiutando sdegnosamente – come palese imbroglio – il tentativo ufficiale di dissociazione del Vaticano dai suoi adepti pedofili. Anzi, dobbiamo altresì ritenere le gerarchie ekklesiastiche responsabili dirette di un sistema ideologico che crea le condizioni logistiche e psicopatologiche affinché il crimine si perpetui. Ed il delitto è alimentato e favorito e non punito, poiché esso costituisce la linfa vitale per riprodursi, ne è il substrato “consustanziale”, l’inconscio socio-simbolico, senza il quale l’istituzione soccomberebbe. Come nei partiti italiani: se non sei un corrotto con una lunga fedina penale di azioni criminose non sarai promosso e non potrai mai essere ammesso nel loro consesso. Ma allora, che cosa bisogna fare per liberarsi da tutto questo devastante plagio mentale e comportamentale?

    DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni)
    517 pagine, 130 immagini, € 25

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    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
    http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
    http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-di_benedetto_alessio_.htm
    http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/fuori-della-chiesa-non-ce-salvezza.htmle

    • Tutto questo sproloquio per pubblicizzare un libriccino da 25 euro? Potevi risparmiartelo! O forse volevi farci sapere che hai letto qualche cosina (tipo il dizionario dei sinonimie dei contrari) anche tu? O scusi lei è il celeberrimo Alessio di Benedetto! Mi perdoni ma non avevo compreso.

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