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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia e sacerdoti: arrestato don Seppia!

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Il Giustiziere degli Angeli

Don Riccardo Seppia, 51 anni, parroco della chiesa Santo Spirito di Sestri Ponente. L’arresto avviene ieri dopo una serie di intercettazioni telefoniche ritenute dagli inquirenti inequivocaboli: abusi sessuali su minori e cessione di droga! Il Cardinal Bagnasco anticipa l’arresto ed avverte i fedeli di quanto stà per accadere! Non mancano neanche questa volta, da parte di alcune pecorelle, parole di difesa per il sacerdote di turno!

Non fà nessuna differenza se questo tipo di aberranti abusi vengono commessi da sacerdoti o da altri soggetti; non li rende più o meno gravi perchè le vittime sono comunque dei bambini e dei ragazzi a cui noi tutti dobbiamo pensare. Suonano le campane di allarme ormai da tempo e rimbombano continue quando leggiamo che dall’inizio del 2011 i siti pedofili on-line sono 335mila di cui 7304 nel mese di Aprile (LINK). Le notizie di arresti (o denunce) per abusi sessuali sui minori o per detenzione di materiale pedopornografico sono giornaliere, senza nessuna sosta, e passano quasi in sordina se non fosse per i numerosi blogger che si occupano di diffonderli: me compresa! Ma quando qualcuno dalle poltrone della politica si accorge della diffusione di tali notizie e non ha altro da fare, insorge e ci chiama “terroristi” mettendoci alla stregua di chi uccide e non di chi vuole salvare i bambini dalle mani di orchi in giacca e cravatta o abito talare. Va bene lo stesso, chiamateci terroristi! ma noi continueremo a mettere in guardia la società dai pericoli che corrono i bambini.


GENOVA, ARRESTATO PARROCO PER ABUSI E DROGA.

GENOVA – La vicenda di don Riccardo Seppia, parroco di Genova-Sestri Ponente arrestato con un’accusa di pedofilia ai danni di un sedicenne, ma forse anche di altri ragazzi, apparentemente non molto diversa da altre simili emerse negli ultimi anni, ha avuto un lato inedito. L’ arresto improvviso del sacerdote, seguito ad intercettazioni telefoniche secondo gli inquirenti «inequivocabili», ha infatti indotto l’arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiane, cardinale Angelo Bagnasco, ad annullare tutti i suoi impegni, per recarsi presso la comunità, e tamponare immediatamente la ‘ferità con una messa, ribadendo la sua fiducia nella magistratura.

Prima ancora che si diffondesse la notizia, Bagnasco ha deciso di andare di persona a comunicare alla comunità cattolica, e non solo, quanto avvenuto. Secondo quanto raccontano i fedeli, il parroco della chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente era forse troppo allegro e amava divertirsi. Ma anche vederlo in discoteca – come sembra sia accaduto a qualcuno – poteva essere interpretata – osservano altri nella comunità – come una ‘modernà versione dell’ apostolato. Si può stare vicino ai giovani in molti modi, anche condividendo l’ambiente nel quale questi vivono. Ma le accuse di pedofilia ai danni di un sedicenne e di cessione di droga non possono essere equivocate come esperienza spirituale. «Sgomento, vergogna e totale disapprovazione se le accuse dovessero dimostrarsi vere» – ha detto l’arcivescovo nell’omelia di oggi pomeriggio nella chiesa di Santo Spirito. «Non è soltanto questa comunità ad essere ferita ma tutta la chiesa di Genova – ha aggiunto – ribadisco la mia fiducia nella magistratura». «Questa santa messa – ha proseguito – è per voi e per le vostre famiglie e per chi è stato eventualmente colpito, affinch‚ la ferita dello scandalo sia sanata».

Prima della messa delle 18, che ha richiamato tanti fedeli della zona, un altro sacerdote ha letto il messaggio del cardinale, in cui si denunciavano le accuse: «Comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti». E contestualmente si esprimevano – se confermate le accuse – «sgomento, vergogna e totale disapprovazione». A don Riccardo, da oggi chiuso in isolamento nel carcere di Marassi, sono arrivati i carabinieri del Nas di Milano che, nell’ambito di un’altra inchiesta, seguendo un filone su un presunto traffico di cocaina nel capoluogo ligure con minorenni come protagonisti, sono incappati nel sedicenne che il sacerdote frequentava. Quando sono stati sicuri che i rapporti tra i due non potevano essere equivocati – e forse anche del parroco con altri ragazzi – sono intervenuti. Trasmessi gli atti dalla procura milanese a quella di Genova, il Gip Annalisa Giacalone si è affrettata ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare, motivata dal pericolo della reiterazione del reato.

 ARRESTO PARROCO SPACCA COMUNITÀ Il brusio diventa voce alta alla fine della messa officiata dal cardinale Angelo Bagnasco. I fedeli della chiesa Santo Spirito di Sestri Ponente si riuniscono a piccoli gruppi per commentare quanto successo. Le più accese nel difendere il parroco arrestato per abusi su un minore e cessione di stupefacenti sono le donne anziane. «Don Riccardo è un angelo. È una bravissima persona. Quelle accuse non sono vere, non possono essere vere», continuano a ripetere con toni sempre più alti, tanto che il sacrestano è costretto a ricordare al microfono che la «chiesa è un luogo di culto: andate fuori a parlare». La notizia dell’arresto di don Riccardo Seppia, sacerdote di 51 anni finito in manette, ha spaccato la comunità cattolica. Contrapposti agli «innocentisti», sono i fedeli più giovani, che sottolineano di avere da tempo abbandonato la parrocchia di Santo Spirito per quella di San Nicola, proprio perchè «don Riccardo non piaceva come prete, lo sapevano tutti quello che combinava», racconta Antonella. La comunità ha capito che qualcosa stava accadendo quando, come in un film, sono arrivate «macchine dei carabinieri da tutti i lati, sembrava una retata. Hanno circondato la chiesa – ripete Anna, mentre aspetta la madre fuori dalla chiesa – e poi lo hanno arrestato. All’inizio non pensavamo si potesse trattare di don Riccardo. Poi abbiamo ricollegato». Ricollegato quell’ azione alle voci che da tempo circolavano sul prete. «Ogni tanto – spiega un fedele di 45 anni, appoggiato al cofano di auto fuori dalla chiesa – qualcuno mi diceva che don Riccardo era andato in discoteca, che aveva una vita notturna un pò strana. Ma io non l’ho mai visto con i miei occhi. E quindi non ci ho mai creduto. Ho anche chiesto alle mie figlie se avessero sentito o saputo e loro mi hanno detto di no. Quindi per me la vicenda era chiusa». A unire di nuovo i fedeli, anche se solo per qualche ora, sono l’inaspettato arrivo e le parole dell’arcivescovo della città e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che ha sopito i malumori e messo tutti d’accordo sull’importanza della fede, oltre il caso specifico. E più di un pensiero lo ha dedicato alla comunità e, specificamente, alle famiglie delle «eventuali vittime». Il segnale è stato forte, avvertito dai parrocchiani sgomenti e increduli per quanto era successo. Poi, fuori dalla chiesa, di nuovo disaccordo: «Ma che droga e droga – sbotta Isabella Dardano, fedele di vecchia data – don Riccardo è un gioiello. Organizzava sempre qualcosa per noi anziani o per i più giovani. Giovedì siamo andati in gita al Santuario del Gazzo, abbiamo organizzato un pranzo. Era il suo compleanno, gli abbiamo fatto anche un regalino. Non è possibile che sia coinvolto in queste cose». La Curia ha sospeso il parroco, in via cautelativa, in attesa che si accerti la verità. Ma l’attività liturgica sarà garantita e domani saranno regolarmente celebrate tutte le messe in programma: due funzioni in mattinata e un battesimo.

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