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PEDOFILI GIARDINIERI ? A QUESTO PUNTO PERCHE’ NO BIDELLI? Assurda proposta di un carcere salernitano

4 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Ricevo e riporto quanto l’associazione “La Caramella Buona” mi segnala!

Comunicato stampa 8 aprile 2011

PEDOFILI GIARDINIERI ? A QUESTO PUNTO PERCHE’ NO BIDELLI?

Assurda proposta di un carcere salernitano

Da alcuni giorni si parla di un progetto pilota tra il carcere di Vallo della Lucania e il Comune di Castelnuovo Cilento volto al reintegro di detenuti accusati di reati a sfondo sessuale presso gli spazi verdi pubblici. Si tratta quindi di stupratori e pedofili che, a dire della Direttrice del Carcere Maria Rosaria Casaburo e del Sindaco Eros Lamaida necessitano di una possibilità di reinserimento nella società “al di là del crimine commesso “, pertanto si è pensato bene di affidare ad alcuni di loro la manutenzione del verde cittadino e delle strade comunali.

 

“Abbiamo ricevuto proteste da parte di alcune mamme – spiega Roberto Mirabile, presidente de La Caramella Buona Onlus associazione impegnata contro la pedofilia da 14 anni – lamentele che reputiamo assolutamente condivisibili: con i nostri legali assistiamo le vittime di violenza sessuale nei tribunali e conosciamo bene, oltre la gravità del crimine, un aspetto che tutti si ostinano ancora a sottovalutare: la recidiva! Non possiamo e non vogliamo accettare iniziative simili – prosegue Mirabile – che possano favorire anche solo un leggero contatto tra un pedofilo e un bambino o tra un maniaco e una donna. Come tutti i detenuti avranno il loro reinserimento ma che avvenga lontano dai nostri bambini!”

 

La Caramella Buona, prima ed unica Onlus in Italia riconosciuta parte civile e difensiva in importanti processi penali a carico di pedofili seriali, non ci sta; per crimini di questo genere esiste l’interdizione perpetua dai luoghi di lavoro frequentati dai minori e progetti simili oltre a rappresentare un controsenso risuonano come una sorta di beffa in quanto non solo la possibilità del reintegro lascia perplessi ma anche la destinazione pensata: spazi verdi, giardini, strade… ci ritroveremo pedofili e stupratori anche nelle scuole a fare i bidelli?

 

“ Chiederemo spiegazioni e approfondimenti a chi di dovere – conclude Mirabile – nella speranza di scovare in tale progetto una logica e un buon senso al momento assenti.”


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4 thoughts on “PEDOFILI GIARDINIERI ? A QUESTO PUNTO PERCHE’ NO BIDELLI? Assurda proposta di un carcere salernitano

  1. Immagino bidelli all’asilo o alle elementari o al liceo?
    Certo che di gente “ottimista” o stupida o cieca ce n’è ancora molta. È in buona fede o fa parte del gruppo?
    Coi tempi che corrono…

  2. Blog veramente civile, utile, che tratta di argomenti che andrebbero stampati in prima pagina, ogni giorno, su tutti i quotidiani.
    i miei complimenti.

    Mi permetto di segnalarti:
    Simonetta Agnello Hornby e il suo ultimo libro
    “Vento scomposto”.
    Donna eccezionale.

    Ciao
    Zac

  3. GENITORI E ASSOCIAZIONE ANTI-PEDOFILIA CONTRO IL SINDACO
    La protesta: «Pedofili e stupratori non possono lavorare nei giardini pubblici»
    Raccolta di firme contro il progetto del Comune di Castelnuovo Cilento che intende impiegare 40 carcerati di Vallo della Lucania per la pulizia di strade e aree verdi.
    SALERNO – Reintegrare i detenuti nella società dandogli la possibilità di lavorare come giardinieri nelle aree del verde pubblico? No, se stanno scontando una pena per pedofilia o reati di violenza sessuale. La pensa così un nutrito gruppo di cittadini di Castelnuovo Cilento, appoggiato dall’associazione nazionale contro la pedofilia «Caramella Buona», che si è mobilitato dopo aver appreso la notizia, riportata anche in un articolo del Corriere del Mezzogiorno, che il sindaco del loro paese aveva stretto un accordo con il carcere di Vallo della Lucania, rendendosi disponibile a fare lavorare una quarantina di detenuti per la pulizia di strade e giardini. Ma nel penitenziario di Vallo si trovano soprattutto persone condannate per reati sessuali e dunque, sottolinea «Caramella buona», «non possiamo e non vogliamo accettare iniziative simili che possano favorire anche solo un leggero contatto tra un pedofilo e un bambino o tra un maniaco e una donna. Come tutti i detenuti avranno il loro reinserimento, ma che avvenga lontano dai nostri bambini!».

    FIRME CONTRO IL PROGETTO – I genitori di Castelnuovo Cilento, spiega in loro rappresentanza Pierluigi Leoni, hanno già «raccolto in poche ore già 100 firme contro questa iniziativa e contiamo entro pochi giorni di aumentare il numero delle firme». Il Comune, denunciano ancora, avrebbe assunto «l’iniziativa in solitaria», senza aver «coinvolto a nessun livello i cittadini». L’associazione anti-pedofilia aggiunge che «per crimini di questo genere esiste l’interdizione perpetua dai luoghi di lavoro frequentati dai minori e progetti simili oltre a rappresentare un controsenso risuonano come una sorta di beffa in quanto non solo la possibilità del reintegro lascia perplessi ma anche la destinazione pensata: spazi verdi, giardini, strade… ci ritroveremo pedofili e stupratori anche nelle scuole a fare i bidelli?».

    Redazione online
    09 aprile 2011(ultima modifica: 11 aprile 2011)

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/9-aprile-2011/protesta-pedofili-stupratori-non-possono-lavorare-giardini-pubblici-190404712034.shtml

    • http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/cronaca/2011/15-aprile-2011/pedofili-giardinieri-castelnuovoil-sindaco-contestato-cittadini-190441283658.shtml

      «Pedofili giardinieri» a Castelnuovo,
      il sindaco contestato dai cittadini
      Clima rovente per l’assemblea popolare sul progetto di reinserimento di detenuti: “Diamo quel lavoro ai giovani”

      Il carcere di Vallo
      SALERNO — Urla, grida, un clima infuocato, simile più ad un ring che a una pubblica adunanza, ha fatto da contorno all’incontro voluto dal Comune per presentare il progetto per alcuni detenuti del carcere di Vallo della Lucania. Nella sala conferenze di Velina la vera assente è stata proprio la comunicazione. Da una parte il sindaco Eros Lamaida, promotore del progetto, dall’altra una parte della cittadinanza, quella che ha raccolto circa 400 firme contrarie, assistita dagli operatori delle Caramella Buona, la Onlus giunta da Reggio Emilia per seguire il caso e contraria all’iniziativa. dubbio sul reato «sono dei pedofili?», e l’ostilità al programma sono i tratti distintivi in cui la carenza di ascolto — riscontrata anche da Roberto Mirabile, responsabile della onlus — è stata il filo conduttore della serata. Presente anche il parroco, il capogruppo dell’opposizione Leoni e tantissimi cittadini.

      L’ACCUSA: «DIAMO QUEL LAVORO AI GIOVANI» – Accanto al sindaco la direttrice del carcere in cui si sconta la pena per reati sessuali, Maria Rosaria Casaburo, e il direttore della polizia penitenziaria. «Questo progetto è parte integrante del percorso che i detenuti fanno nel periodo di carcerazione assieme allo sport e ad altre attività», ha spiegato la Casaburo, aggiungendo che l’impedimento rappresenta una sconfitta cocente per il recluso che, anche se rifiutato, comunque tornerà libero essendo a fine pena. La solidarietà e l’impegno espressi dal procuratore Alfredo Greco, che accompagnerà carcerati a tagliare le siepi, non è servita a calmare gli animi. «Da qui partono in cerca di lavoro tanti giovani: perché non dare loro un’occupazione?» ha chiesto l’editore Giuseppe Galzerano.

      LA REPLICA: «RECUPERO UMANO» – Gli ha risposto il consigliere provinciale Simone Valiante spiegando che non è prevista alcuna paga e che si tratta di dare una seconda opportunità a chi ha sbagliato: «Ho visitato il carcere di Vallo: lì si fa un’opera eccezionale di recupero umano». Valiante, come vicesindaco di Cuccaro, desidera interessare la sua comunità al progetto già attivo ad Ascea nel 2005, quando i detenuti pulirono la spiaggia. Con la Bibbia in un mano e la Costituzione nell’altra, Lamaida andrà avanti, ha spiegato che carcerati saranno controllati da personale specializzato e la loro opera avverrà in posti sicuri, al costo di un panino.

      Nicola Nicoletti
      15 aprile 2011

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