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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Sarah Scazzi: una sola mano omicida e tanti colpevoli.

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Il Giustiziere degli Angeli


MammaDolce – Mi arrendo subito di fronte all’evidenza dei fatti, mi inchino immediatamente al cospetto di questa bambina e…  chiedo scusa!

Ho espresso una opinione sulla sua vita, ho guardato la sua stanza, i suoi interessi, le sue letture anche se nel suo mondo non ho mai criticato le sue scelte, libere o indotte che siano state. Forse la mia colpa è stata simile a quella di tanti: volevamo sapere dove fosse, tutti uniti in un sentimento di comunità-genitoriale; lei figlia di tutti noi!! Non si può rimanere indifferenti alla scomparsa di alcuno e Sarah aveva solo 15 anni ed una vita intera davanti. Mi lascia una grande amarezza questa sua orrenda fine perché mi sento ora osservata da lei, là sola in quel pozzo che l’ha distrutta in un giorno felice di sole che l’accompagnava nella spensieratezza di una giornata al mare. Ora, rileggendomi addosso il tempo che è passato, vedo i suoi grandi occhi spalancati sulla mia stupidità. Cara Sarah, quanta fallibilità c’è nell’essere umano io stessa contengo e, aver o non aver compreso, ora non ha più senso! Tu sei una delle tante vittime, troppe, che vengono deturpate forse per dirci molto di più di quanto sappiamo, tentiamo di sapere o non conosciamo affatto! Questa nostra società, nonostante i tanti nomi ornati di fiori bianchi sulle lapidi, non ci ha ancora aiutato a capire quanto non ci siamo mai mossi dall’età della pietra! Abbiamo tanta tecnologia, tanta informazione, tante possibili strade di crescita ma riusciamo solo a tradurle e condurle al male! Ci orniamo dalla testa ai piedi di tanti inutili orpelli ma non siamo ancora capaci di renderci puri, leali, belli nell’animo senza quel peccato così grande che calpesta anche i nostri stessi figli. Spargiamo semi di malaerba ovunque, la vediamo crescere, farsi forte, uccidere per un nonnulla eppure non la strappiamo dalle radici. Tu sei stata immolata sull’altare del sacrificio umano da un’unica mano, pensi? No mia dolce figlia, piccola anima bianca di tutti noi… le mani che ti hanno tolto la vita sono quelle di tanti ed io non voglio nascondere le mie. Perdonami Sarah, perdona tutta questa stupida dis-umanità che non ti ha ascoltata e sentita al di là delle parole. Fatti accogliere nel cielo più bello ed accompagnati agli altri Angeli, inviateci ovunque un sorriso di speranza!


Questo è il contributo a Sarah di un’amica di questo blog. Grazie MariaSole

Sarah,

L’orrore è seduto sopra il cuore dell’umanità

E quel profano suo riso sfrontato

Mentre sul trono d’abisso ristà

Soffia tristamente lo zolfo sfrenato

Che rutta, insozza dall’eternità.

A ogni rigurgito sento ogni cuore con voce

dignitosa pregare

“Questo gioco osceno e feroce

Quanto deve durare?”

Perché quello che il membro crudele

Va eiaculando, la morte,

il tuo mostro assassino è tutto il il mio fiele.

La mia carne il mio sangue, la tua sorte!

Sarah, tesoro, non piangere a posteriori la psicoanalisi funesta che osa  giustificare il tuo mostro assassino, le parole dei nuovi mostri saccenti a cui la morte sta a cuore più della vita, pronti a parlare e parlare e parlare del povero lavoratore intanato nei campi… perdona loro.

La bestia ha il suo volto, i suoi occhi di cielo. Ma quegli occhi sono oscuri, furbi, scaltri, impuri, hanno osato piovere lacrime acide, chimiche, infette, hanno osato coprirsi con la mano nera di terra di morte, le unghie a lutto per quanto ti ha fatto. Pianto hanno quegli occhi celesti al comando di un cuore malato? No, di un cuore perduto, corrotto, venduto! Consegnato all’odio dalla tua purezza di cielo. L’impuro non può guardare la purezza senza morire, l’orrore non può guardare la bellezza senza impazzire. Lui è il morto, tu sei la viva. Noi siamo te, e andiamo per le corrotte sponde odoranti lo zolfo, a ripiantare il tuo fiore strappato. Profumato di eterna primavera.

Dolcissima Sarah, dagli occhi di cerbiatto cosa ti abbiamo fatto? Abbiamo aperto il tuo segreto di bimba, l’abbiamo svelato con mani indecenti,  incuranti di tua trepida giovinezza, fragile, adorabile incantevole. Scrivevi di tua mano, dietro i sorrisi quanto addolorato vano. Volevi fuggire dal ristretto, perché non  mi hai scritto: portami via. Ti avrei rapito, principessa, per te avrei costruito il castello di sogno più ardito, trasparente come la tua anima, la tua pelle di giglio gentile. Sarah, amore mio, sono una mamma. La tua. La mia bambina è grande ormai, ma ricordo sotto i capelli biondi come tu biondi avevi, i due occhioni sgranati dell’adolescente. Due occhi nocciola sgomenti, sognanti, immensi di vita. Te li hanno chiusi per sempre. In quel pozzo con te avrei voluto essere anch’io, per non farti avere freddo, amore mio, per non farti tremare di paura. Per non lasciarti sola nella notte dell’orrore, in quell’acqua pietosa e innocente che nulla poteva ormai se non cullarti, dolce bambina, fai la nanna, Sarah, non tremare. Anch’io fui in quell’acqua, anch’io tremai, ma io ne uscii. Io so, e dico, nessuno osi dire, fu mia! Tu sei di Dio.

Lui ti volle inviolata per godere della tua bellezza in  terra rifiutata. Mai violata. Lui, la belva colante sperma d’orrore, lui che si levò di falso amore, alloggi nel sulfureo furore. Tu, alta, abbine pietà. Noi bassi, non ne abbiamo!

Le acque degli oceani, dei mari, dei pozzi non potranno mondarne le mani! Né le omelie dei sapienti, degli insipienti, dei chiacchieroni di regime, dei buonisti di potere, buoni solo perché i loro figli nessuno li tocca, le loro lingue non lavino la colpa storica di una Italia meridionale retrograda, abbandonata alla malavita, alla sacra corona unita, alla mafia, alla camorra. Al maschio predatore, orrore di tutte le culture. La sua scultura di morte, a morte dovrebbe andare, sulla ghigliottina alla garrota, a guardare il boia negli occhi, il crocefisso nei chiodi. Il popolo nello sdegno. Il cielo livido di tale spregio della creazione.

Sarah, porgi il tuo sorriso di nuvola ai suoi occhi putrescenti. Ridai l’azzurro che natura aveva dato loro, meschina, e la maschia  predatoria ha ridotto a due pozze di liquame. Lui è nel pozzo, il beccaio, tu sei in cielo. Addio Sara, a mamma Carmela il mio conforto, il mio pianto di sorella, di donna, di niente della terra. Noi siamo pensate niente, donne, ma siamo l’antimateria del creato. Siamo il niente esplosivo. Siamo la vita. E tu Sarah, purezza violata, hai tante figlie. Siamo noi. Tutte. Che ti amiamo!


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3 thoughts on “Sarah Scazzi: una sola mano omicida e tanti colpevoli.

  1. E’ molto bella ma severa l’ autocritica che fai. Sono certo che Sara di lassù’ ti guarda con la tenerezza dei suoi occhi dolci, sapendo che tu sei una persona speciale, fallibile certo, ma con il cuore gonfio di quei sentimenti che la maggioranza degli esseri umani ormai hanno smarrito. Con affetto. Raf

    • Ti ringrazio Raffaele per le tue parole ma mi sentirei speciale solo se fossi in grado di non far succedere queste tragedie. Bambini e giovani strappati alla vita, stuprati, uccisi, mutilati… ed è questo ciò che non vorrei più raccontare!

  2. e così Sarah, mia piccina, ti ha tradito anche la cugina. I tuoi affetti più cari ti hanno vestita di morte! Non mi stancherò di ricordarti, di offrirti i miei sentimenti per consolarti.

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