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Abusi Asilo Rignano Flaminio – Eccezzionale: scompaiono i fatti.

1 Commento

Il Giustiziere degli Angeli

Seconda udienza oggi al Tribunale di Tivoli circa la denuncia di abusi sessuali sui bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio.


Trovare le parole per dire quanto riferiscono i giornali on-line oggi mi riesce molto difficile, senza cadere nell’offesa di quanti ruotano a diverso titolo attorno al processo. Eravamo rimasti alla settimana scorsa dove i difensori degli imputati ripresentavano le “eccezioni” per rendere nullo il procedimento, cioè proprio “questo processo non s’ha da fare“! Invece il processo andrà avanti poichè è stata rigettata “l’eccezione di accuse troppo generiche”. In “atti osceni, maltrattamenti a minori, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale a minorenni, corruzione di minori e atti contrari alla pubblica decenza” non appare a nessuno TROPPO GENERICO. Il collegio dei Giudici ha deciso che tutte le eccezioni sono “respinte”, così come è stato la volta precedente ma hanno deciso inoltre che…

…non faranno parte del processo gli atti relativi a una serie di esami compiuti sui capelli di alcune bambine; esami che avevano segnalato la presenza di tracce di benzodiazepina, un farmaco utilizzato per la cura dell’ansia e dell’insonnia. Non solo: è stato espulso dal fascicolo del dibattimento il verbale nel quale si è dato atto del riconoscimento da parte dei bambini di un casale, in localita’ Mole D’Orciano, come ‘casa degli orrori’. A chiedere che i due atti istruttori non facciano parte del processo sono stati i difensori degli imputati, per i quali non sono state rispettate le garanzie difensive nella materiale effettuazione degli stessi (agli stessi, infatti, non erano presenti tutte le parti processuali).

Ecco, queste sono le cose che mi tirano fuori le viscere e con esse tutta una sequela di parolacce ed offese da scaricatore di porto. Ma come si può, mi chiedo, in un processo del genere, cancellare questi fatti con tecnicismi legulei che sanno tanto di presa per il c…? Se i bambini hanno riconosciuto una “casa” come luogo dove venivano portati, perchè evitare di portare la cosa in dibattimento? non c’erano le circostanze idonee? e cioè? pioveva? nevicava?  faceva troppo caldo quel giorno per poter riconoscere la casa? A chiedere che i due atti istruttori non siano del processo sono stati i difensori degli imputati, per i quali non sono state rispettate le garanzie difensive nella materiale effettuazione degli stessi. Già, cacchio, non ci avevo pensato mica!! Le “garanzie difensive“. Perchè del resto questi bambini sono dei “mostri” (mostruosamente bravi a ricordare le case e le stanze e i giochi!) e loro “non hanno diritto alle garanzie accusatorie“. E poi, se gli stessi raccontano di “punturine” e vengono trovate sostanze farmacologiche per ansia ed insonnia nei capelli, chissenefrega! D’altronde si sà che i giovani che si drogano sono “sempre più giovani”.

A fronte di fatti abbiamo tecnicismi e gli avvocati difensori ad oggi profittano delle bucce di banana che la legge italiana gli confeziona per far scivolare gli “atti” nel NULLA. Infine devo dire (opinione personale) che mi sarebbe piaciuto avere notizie circa un dibattimento ad argomentazioni tra tutti questi “principi del foro” invece che un nascondere le carte nelle maniche.

Comunque il processo andrà avanti e spiacente per Naso, Coppi & Compagnia ma almeno, il tentativo di rendere nullo il rinvio a giudizio, è andato a vuoto. Mi piacerà molto sentire quali saranno i vostri contro-argomenti.

L’ultimo pensiero và naturalmente ai bambini ed alle loro famiglie ai quali dedico questo commento inviatomi da una lettrice del blog:

Sia ringraziato S.Michele Arcangelo di cui oggi ricorre la celebrazione. Mettiamo il bambini di Rignano sotto la sua specialissima protezione e le loro famiglie! Fra pochi giorni ricorre la festa del patrono d’Italia, S. Francesco d’Assisi…. Sotto la protezione del patrono mettiamo l’Italia, affinchè sappia ancora mostrarsi quella nazione capace di ogni bellezza, capace di difendere la sua storia millenaria. Capace di difendere e affermare la giustizia. Che l’Italia rivolga a S. Francesco la preghiera perchè giustizia, quella vera, sia fatta a Rignano. Invito tutte le famiglie a unirsi alla preghiera che verrà dedicata il 4 Ottobre alla basilica della Proziuncola di Assisi ai bambini e le famiglie che hanno dovuto subire un dolore inenarrabile e ancora dovranno tanto patire!
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One thought on “Abusi Asilo Rignano Flaminio – Eccezzionale: scompaiono i fatti.

  1. La verità è in marcia e niente la fermerà

    Che dramma struggente e che superbi personaggi.
    Davanti le narrazioni di questi bambini, di una bellezza così tragica, che la vicenda umana ci porta, il mio cuore di scrittore sussulta di un’ammirazione appassionata. Nulla conosce di più alta solennità!
    La mia intenzione non è di parlare del “caso”, se le circostanze mi hanno permesso di visionarlo e formulare un’opinione personale, non dimentico che un processo è aperto, processo in cui ripongo, voglio riporre, speranza di onestà di rettitudine. Ma i personaggi, i bambini, le famiglie appartengono all’umanità, appartengono a me, io che sono un passante, i cui occhi sono aperti alla vita. E, se i cavilli giudiziari, i verbali e il materiale tutto del processo “a porte chiuse” mi rimangono segreti, e giustamente, i bambini mi rimangono sacri, altrettanto giustamente.
    I figli degli uomini sono sacri e il sacro appartiene agli uomini, a me, uomo della strada e della penna!
    Ho voluto avviare il mio intervento dalle parole di Emile Zola.
    Quel drame poignant, et quels personnages superbe! Introducono la difesa di un ufficiale ebreo ingiustamente degradato e condannato alla deportazione a vita nell’isola del diavolo da un’opinione pubblica travolta da un’ondata di antisemitismo! J’ACCUSE, la parola d’ordine che titola il magnifico intervento di Zola, invero indimenticabile. Indimenticabile ogni parola della pietà, della verità, della giustizia. Beati coloro che ne hanno fame e sete!
    Emile non si offenda, non mi denunci per plagio se raccolgo il suo j’accuse, lo offro a una vicenda che turberebbe lo spirito suo di scrittore e di uomo, vicenda che vede protagonisti dei bambini condannati alla deportazione a vita nell’isola del diavolo.
    Sento che egli mi porge il suo difficile verbo e mi incoraggia ad affrontare la battaglia a “Carte scoperte” con il male, per la salvezza dei bambini, delle loro famiglie, la nostra salvezza, uomini e donne di buona volontà, convocati dalle leggi non scritte, le leggi del sacro, a proclamare il nostro non serviam, quali ne siano le conseguenze. Zola ne dovette pagare assai. Io pagherò le mie! Ognuno pagherà le sue, ma giammai pagare il conto della noncuranza. Del cinismo. O come si diceva in anni ancor vivi che paion remoti, il qualunquismo
    Non servire l’indifferenza.
    Non adorare il vano.
    E’ pur vero, quando l’inutile è teorizzato l’utile rincorrerlo cessa di essere inutile. E d’inutile, gli angeli sterminatori, iniquo il verbo, studiarono arricchire le masse progettate con bell’agio a loro immagine. Vezzeggiate del superfluo vivono oggidì desolate le menti, pura esperienza dell’esserci la materia rapace. Severi, gli angeli della politica le rimandano ai bisogni primari insazie del vano, quando forzandole all’autismo schizoide della sopravvivenza, quando lanciandole all’inseguimento maniacale della “roba” che non conosce il riposo, trionfanti l’Indispensabile e l’Inutile, i custodi carcerieri il tracciato dello spirito dove germoglia l’anelito al senso.
    Che la chiacchiera democratica non può, non deve ridurre alla cifra del tre per cento.
    In altre parole, o in parole povere, dico che ci stanno rincoglionendo ben bene. Ci lavano l’anima costringendola a piangere i 30 euro che al supermercato comprano poco più del nulla! A piangere i mille euro mensili che non bastano nemmeno per le bollette! Non conosciamo ormai il valore delle cose, ma il loro prezzo. La cifra!
    Contestualmente l’induzione alla rincorsa sfrenata dell’inutile griffato, del cellulare d’ultima generazione, la televisione in ogni stanza, gli armadi pieni di stracci inutili, culi e tette tanto rifatti a peso d’oro quanto in offerta speciale al migliore acquirente. Signori, al mercato degli schiavi nessuno trova la forza di piangere l’ingiustizia, la crudeltà, l’insensatezza, a che servirebbe protestare quando in persona ci siamo messi in catene? Il cuore dello schiavo è un cuore che non c’è, non essendo egli persona, ma oggetto!
    Ma noi siamo ancora soggetti, uomini e donne, soggetti al sentimento, ripeschiamolo dentro il senso che ci hanno tolto, il sentimento, l’onore e la pietà. Il valore della vita, della grazia che non si riducano alla cifra. Infine cervello e palle, signori e signore, rimettiamoli in moto!
    Di fronte i minuscoli allievi della scuola materna Olga Rovere, le loro sofferte testimonianze, semplici, piccole, struggenti e maledettamente “vere”, sfido chiunque a rinnegarle, chè non esiste al mondo conoscenza scientifica, valentia interpretativa o qualsiavoglia carismatica lettura dell’anima capace di arrogarsi il diritto di negare l’autenticità delle parole di questi figli della terra.
    Ora si potrebbe ribattere non esista carismatica lettura in grado di affermarne la schiettezza.
    Eccezione tecnicamente corretta, ma bene la correttezza dell’osservazione costringe la ragione a non dare per scontata l’innocenza delle maestrine di Rignano e compagni di merenda. La stringe a non affidare la prima e l’ultima parola alla bagarre di analisti, medici, avvocati periti, più meno valenti, più o meno onesti, chi può dirlo, li conosciamo noi? Ne conosciamo il parterre umano e professionale? La competenza, lo spirito? Son essi dei santi discesi sulla terra in forma di pioggia d’oro, la cui parola sacra e inviolabile porta l’imprimatur celeste?
    Mi azzardo ad asserire, non lo credo affatto. Costoro sono uomini, come tali difettosi, in cammino, “animali non ancora stabilizzati” come insegna Nietzsche. Chi era costui? Un instabile, sufficientemente fuori regime per scorgere da un’altra prospettiva le verità nascoste dai recinti del potere, uno come noi. Un uomo della strada e della penna. Come sono avvocati e analisti, gente come noi! Qualche competenza in più, qualche competenza in meno, per le strade del mondo camminano pur sempre filosofi senza le scarpe firmate, of course, nondimeno in grado di leggere la verità nascoste senza le lenti da miope. Questo per dire che non siamo tutti imbecilli, noi che ci inoltriamo nel caso Rignano e mi permetto di dire qualcuno valente come e più dei prescelti periti.
    L’importante che a “perire” noi sia la verità, la quale mi permetto di anteporre alla giustizia.
    Non mi soffermo sulle testimonianze dei piccoli di cui sopra il link, sono lì, aperte alla lettura. Non necessitano della mia augusta interpretazione, bastano a loro stesse, si spiegano da sole. Mi soffermo sui di noi che leggiamo. Mi soffermo e accuso coloro che le hanno lette e non gridato alla scandalo.
    Accuso gli intellettuali, ce ne sono ancora? Qualcuno in Italia deve pure esserci da qualche parte, ebbene li accuso di non avere levato la loro parola in difesa di questi bambini. Una sola delle loro grandi, splendide, immortali parole!
    Accuso i signori conduttori nazionalpopolari, gli anchormen che traduco gli ancòra, soliti tre o quattro noti, ebbene li accuso di chiacchierare di puttane di regime e di ville a Montecarlo l’irrisione nei becchi di falco e i cuori incatenati alla roccia dell’ipocrisia, prometei di regime essi volutamente ignorano questa vicenda, quando per i “casi” di Cogne e Garlasco hanno battuto la grancassa prima durante dopo i processi all’ossessione, alla nausea!
    Accuso il nostro padre della patria il quale ama pascersi di gioventù e di beltà, lo accuso di non avere tuonato in difesa delle giovani vite la cui dignità lesa in una pubblica scuola materna d’Italia di cui egli è il primo servitore e il primo controllore, non avere incontrato le loro famiglie odiosamente accusate di avere montato il caso con trista arte. Perché, mi domando! Cui prodest? A chi giova?
    Accuso le semisvestite parlatrici televisive, le quali assimilano così bene la loro sapienza alla profondità delle loro scollature che sentono tutta l’impossibilità di svestirsi pubblicamente senza dire la loro! Ebbene le accuso di essersi coperte di silenzio alla bisogna, in quei salotti dove i loro interventi pagati in cifre paiono oggidì indispensabili per rubacchiare a destra e a sinistra manciate di audience.
    Infine accuso tutti noi, di non correre davanti a quel tribunale ad abbracciare le famiglie dei bambini, a offrire loro la solidarietà che meritano, la forza di cui hanno bisogno per affrontare il nuovo dolore che inevitabilmente il processo prepara loro, la pietanza dei controinterrogatori dei collegi di difesa che non esiteranno usare tutti le spezie a disposizione per coprire, inacidire, pungere i sentimenti più sacri! Accuso noi tutti di non fare petizioni, raccogliere firme, comporre striscioni che facciano sentire meno sole quelle famiglie già tanto provate.
    Voglio ricordare il padre di Pia Rontini, solo nella sua disperata ricerca della verità. La figlia massacrata dal mostro di Firenze rimasta per troppo tempo, forse per sempre senza giustizia! Unico, un tenace commissario, al quale la nostra ammirazione, anch’egli solo nel suo cammino, unico quel tenace e coraggioso lottò accanto al papà di Pia. Non bastò a ridargli la vita, l’uomo morì di infarto ancor giovane, mentre giovani signore scrivevano lettere di encomio e di solidarietà al Pacciani! Le quali hanno avuto la fortuna di non incontrare per la loro strada, fortuna a cui Pia non ha avuto diritto!
    E i bambini di Rignano. Le cui maestre, ci auguriamo, non ricevano le medesime lettere di solidarietà e di encomio spedite al Pacciani di cui, mi permetto dire, sono invero ottime allieve!
    Bum! Ma non hanno ammazzato nessuno le povere maestre, mi si potrebbe dire! Davvero? L’anima, lo spirito, la psiche di una persona valgon forse meno del corpo? Ve le siete lette le testimonianze dei piccoli, pensate voi che qualcuno possa risorgere da tanto orrore? Senza una vera e propria sospensione delle leggi naturali, chiamata “miracolo?”
    Non è questo un crimine peggiore della morte?
    A chi hanno immolato le loro piccole vittime le materne signore?
    A chi offrivano i capelli che tagliavano loro e si mangiavano con piacere, (rituale magico per chi ne sia al corrente, per chi non lo sia lo dice la demonologia, basta rivolgersi alle edizioni Adelphi e Mediterranee per scorpirlo da soli e con facilità). A chi offrivano l’incendio delle croci, le frasi Gesù è il vero cattivo.. a chi le offrivano? Naturalmente i bambini di tre o quattro anni hanno inventato tutto di sana pianta, è risaputo che i bambini abbiano confidenza con i rituali della magia nera. Così le loro famiglie, costrette a lavorare dalla mattina alla sera per tenere testa all’euro abbiano trovato il tempo e la fantasia di istruire i loro piccoli su taluni argomenti al fine di infamare le maestre. Per ottenere che? Ci si domanda. Denaro? Fama? Potere? O dolore derisione indifferenza?
    Chi suggeriva l’istigazione all’odio tra bambino e bambino, l’odio verso la famiglia, l’istigazione alla menzogna, al nascondimento, la finzione, l’istigazione dell’odio al bello al pulito al mondo, nei due significati del termine mondo, pianeta e pulizia.
    Infine le azioni sessuali contro i piccoli, tra piccoli e piccoli, mediante i soggetti fisici, oppure oggetti inanimati di varia natura (che schifo!) non sono che il corollario inevitabile e simbolico a quanto detto sopra, nel senso dell’assoggettamento psicofisico, psicospirituale a un potere inarrestabile, da subire senza fiatare, senza discutere, da amare come fonte di bene, bello e di piacere, nonché desiderare via più ardentemente. Fino a non poterne fare a meno. Tant’è i bambini a casa ripetono e ricercano quegli atti, ormai ritradotti dall’inconscio come ricerca del senso!
    Naturalmente sono stati i genitori a comporre il pacchetto regalo ai danni dei figli! Salta agli occhi! Li imbottivano di tranquillanti, li penetravano con le matite, le banane, o porcherie di sorta, li portavano nottetempo nelle case degli orrori a bruciare croci, a godere di infilarli nella spazzatura per ore per poi lavarli nell’acqua sporca in vasche immonde dove non farei lavare il mio cane. E che, n’avevano proprio altro da fare nella vita? E la mattina dopo, freschi come le rose, tutti ripuliti e ben vestiti accompagnavano i loro figli all’asilo, presso le maestre buone che mai si accorsero del dolore, dell’abbruttimento, del “sonno” celato dietro quei volti rosei, sotto le treccine. Competenti, le maestre. Non è che dire. Grazie, ministero della pubblica istruzione, di tale e tanta competenza sparsa a piene mani per le scuole d’Italia. Di che andarne fieri.
    Ma a chi la vogliamo raccontare la storiella dei genitori cattivi? I quali si sono premurati di portare i figli da medici e terapeuti per denunciare i rossori vaginali, gli atteggiamenti incongrui dei loro figli, la spossatezza, gli atti violenti, negatori, di talcuni di essi e tanto altro che inutile ridire per la millesima volta! Ma, per autoaccusarsi, è ovvio! Aggiungiamo che i suddetti medici non hanno capito un cavolo, esperti come e più delle maestre hanno ignorato eventuali cause remote, non si sono curati di indagare a fondo la vicende degli arrossamenti cutanei, dei bruciori, non si sono curati di intervistare i bambini con paterna sollecitudine, chi se ne frega, il medico faccio il medico, butti giù due ricette e avanti il prossimo paziente!
    In che mani siamo signori? Da quali atenei escono questi missionari dell’educazione, del benessere?
    L’ignoranza è sempre la complice della malvagità! La dico la migliore amica. Per non essere a nostra volta dei complici o i buoni amici dell’insensatezza, poniamoci allora la domanda, che senso abbia avuto fare quello che è stato fatto a questi piccoli, che senso abbia avuto infierire su bambini in età prescolare, con il rischio che comportava di essere veduti, “sgamati” come si dice, da qualche persona onesta che doveva pur esserci in quella maledetta scuola materna! Non dico la preside, che DOVEVA sapere e non si scappa! Non provasse a dire “io non so niente” sennò le sputo in faccia mentre le ricordo che un preside è eletto con il proposito di monitorare, dirigere controllare che tutto in una scuola proceda come deve procedere. E se la spettabilissima signora preside dormiva mentre i bambini venivano portati chissà dove per ore e ore, non merita di meglio che un poderoso calcio nel fondoschiena e fuori dall’insegnamento senza liquidazione!
    Siccome neanche un cretino io penso disposto a credere la rispettabile preside ignara di “tutt’cose” ritorna pressante la domanda, quale il senso di coprire durante, infine negare dopo, siffatti crimini?
    A chi offrivano le maestre, le bidelle, la preside l’anima strappata a questi bambini? al non senso? alle pruderie di questa o quella “viziosetta”?
    A chi offriva Pacciani le escissioni?
    Ci sarebbe tanto da ragionare se soltanto ne avessimo il coraggio!
    Termino con le parole di Zola rivolte all’allora presidente della Repubblica, le faccio mie e le rivolgo al capo del governo
    “Cavaliere, ho soltanto una passione, quella della luce. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima”
    Siano le nostre parole
    Qualcuno mi accuserà di follia, a cui rispondo che Dio prenda confidenza con i folli meglio che con i ragionevoli è cosa risaputa.
    Lottiamo per questi piccoli, facciamo sentire la nostra voce! offriamo loro a grandi mazzi il nostro amore, la presenza.
    Alle care maestre non mi resta che offrire una semplice rosa rosso sangue e l’augurio di essere a loro turno deportate nell’isola del diavolo. Senza ritorno!

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