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Sarah Scazzi: la scomparsa di una ragazza in un mondo di stregonerie!

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Il Giustiziere degli Angeli

E’ il 26 agosto, sono da poco passate le 14 e fa un caldo afoso in Italia, così come ad Avetrana (TA), in Puglia. Ma lì vicino c’è il mare e Sarah si prepara per andarci con sua cugina! Si mette il costume, indossa pantaloncini e canottiera rosa, ciabattine, zaino e cuffiette del telefonino per ascoltare musica. Esce di casa, tranquilla e felice, e si avvia a piedi per percorrere quei 400 metri per raggiungere sua cugina…! Sono le 14:40 e Sarah scompare, si inabissa in un buio che la travolge, volatilizzata come da una stregoneria che la attendeva in agguato!! In pochi minuti quel pomeriggio viene stravolto da ansia, paura, terrore da parte di chi la cerca ma il “nulla” è passato nel silenzio di quelle stradine ed ha inghiottito Sarah……..

Immediatamente sono state avviate ricerche “a vista” sul territorio di Avetrana e sui luoghi limitrofi, compreso il mare, le masserie, i boschi, i pozzi ma di lei nessuna traccia. Nel corso di questi giorni, lenti ed inesorabili, si è scavato nella vita di Sarah, nella sua stanza, nei suoi diari, nel suo mondo del web e sul suo cellulare. Ora sappiamo che Sarah viveva in bilico tra due fasce di età: una quella della bambina che si circondava di teneri peluche e riempiva i suoi scritti di cuoricini, una quella del mondo più adulto che cercava nella ribellione il diverso e l’ignoto. Un piccolo teschio ossuto attaccato alla collanina, un poster del cantante satanico Manson ed un libro che parla di scomparse e morti misteriose. Io ed una mia cara amica ci stiamo arrovellando attorno a questa scomparsa sin dal primo momento e, aldilà di alcuni argomenti che qui non indicherò per non andare “oltre”, ci siamo confrontate su degli elementi in particolare. Partiamo dal poster che campeggia nella stanza di Sarah e su cui la mia amica mi scrive: il poster di Manson nella camera di una giovanissima del 2010 è fuori luogo, fuori moda. Come tu hai osservato, Manson è superato ormai da un decennio. Per cui il fattore conoscenza del cantante non può venire da un coetaneo o dal contesto scolare ma da chi era adolescente negli anni 90 e ne fece culto, come purtroppo sappiamo! Messi insieme gli elementi mi viene da credere che la piccola Sarah frequentatrice di ragazzi di un decennio maggiori sia stata iniziata a certune oscure tematiche o instradata ad approfondirle. Un’attrazione morbosa di lei? O una sorta di scolarizzazione della piccola messa in opera ai suoi danni da chi sa fare leva sulla giovane età? il senso dell’avventura della ragazzina sognante e scontenta del luogo dove vive, predisposta alla visionarietà è stato terreno fertile?


Detto questo appare inutile soffermarci sugli altri elementi (teschio, Devil e Buffy) poiché portano allo stesso ragionamento, alla stessa voglia della ragazzina di ribellione di cui forse qualcuno ha approfittato! Parliamo invece del libro che nove mesi Sarah si era fatta procurare dalla libreria del paese: Segreti di morte di William le Queux. «La ricordo benissimo, è venuta con un’amica, ho controllato anche le date. Era il 26 novembre dell’anno scorso e ha chiesto un libro, un giallo, dal titolo “Segreti di morte”» Il libro, autore William Le Queux, racconta storie di misteri. In particolare, il primo romanzo, “Orribile segreto”, è una storia di morti, di personaggi scomparsi nel nulla che ricompaiono improvvisamente, depositari di segreti che nessuno deve scoprire.

Ho cercato per giorni interi, insieme alla mia amica, questo libro su internet! Non c’è in giro una recensione, una qualsiasi riga che descriva quanto vi è contenuto. Le Queux è un autore minore della fine del 1800 e non ha avuto un successo planetario, tant’è che è caduto nel dimenticatoio da moltissimo tempo. Mi scrive la mia amica: …a differenza di tanti altri autori del noir che ancora vengono ristampati, come la Christie, Wallace, Simenon e altri.. Detto questo mi lascia stupefatta che la biblioteca di un paesino sepolto nel Salento abbia tra i suoi testi un romanzo di questo autore, fra l’altro un romanzo minore della sua produzione, non risultando in alcun elenco dello stesso, per lo meno in traduzione. E’ strano! Ora la biblioteca è gestita dal Comune, ma vi dev’essere pure qualcuno che si occupa della raccolta dei testi, la scelta degli stessi, la loro catalogazione. Che sappia come i testi arrivino alla biblioteca, chi li acquisti o li doni; detto questo chi è costui o costei investito del tale compito? Ora un amante del “noir” ha un “parterre” immenso, oceanico d’autori celeberrimi, o meno celebri, come mai va a cercare un romanzo oscuro, di un autore dimenticato, guarda caso presente nella biblioteca del paesino, ma assente dalla più parte delle librerie o case editrici anche minori? Di quand’era l’edizione?….

Durante la trasmissione “Chi l’ha Visto” di mercoledì (15-9-2010) la Sciarelli lo ha mostrato per una attimo dicendo che una sua collaboratrice lo aveva letto e che non ci aveva trovato niente di particolare! Nulla di strano direi, è chiaro che non può esserci un indizio che porti alla scoperta del luogo dove si trovi Sarah, ma è indicativo di quanto la ragazzina “fosse indirizzata” verso certe particolari letture. Sarebbe importantissimo cercare di capire CHI si cela dietro certe “indicazioni” ed a quale scopo. Ancora la mia amica scrive: ..la brama di ritagliarsi in qualche modo una personalità al di fuori del comune, dell’età, della prassi adolescenziale. Potrebbe profilarsi così una giovane alla ricerca inconscia dell’appartenenza a un “gruppo di diversi”, i quali praticano ritualmente cose segrete in grado di sedurre la giovane mente di Sarah, catturandone l’immaginario. Ho letto che di Sarah si dice sia introversa, timida. Nonostante la giovanissima età e le frequentazioni giocose, i profili su Fb, la scuola, le amicizie ella viene detta comunque una ragazza non particolarmente estroversa, quindi una psicologia predisposta alla profondità e alla pensosità. Nulla di male in questo, anzi, una prova di maturità. Un’altra prova è data dalla scissione delle amicizie in due soluzioni non comunicanti. Da una parte i giovanissimi, dall’altra i grandi. Uno sdoppiamento della vicenda esistenziale della giovane che potrebbe impalpabilmente insensibilmente provocare uno scissione della personalità. La conduzione di due vite antitetiche e complementari dove l’una non trova rispondenza nell’altra è onerosa. Tuttavia se menare due vite in una è oneroso, al contrario può essere “avventuroso”, entusiasmante, elettrizzante: un mezzo per guardare gli altri dall’alto. E in qualche modo gli adolescenti ci cascano, non tutti, ma troppi. Perché li fa sentire qualcuno, diversi dalla massa di felici di non si sa quale letizia idiota, tant’è il senso di superiorità e la ricerca della diversità è sintomatica degli sbandamenti giovanili, dalla droga alla formazione dei gruppi alternativi, le bande di giovinastri o altro, sono questi fenomeni fisiologici, riconducibili all’età e le sue esigenze di una ricerca della propria diversità! tant’è anche Sarah scrive “essere allegri non vuole dire essere felici”! Distinguersi comporta anche il dolore del distacco. Sia pure l’incontro con l’esistenzialismo e i primi guai d’amore alimentino quello spleen tutto adolescenziale, fatto della ribellione allo stato delle cose, di musi protratti all’odioso, quel giammai esser contenti e soddisfatti. Per cui è difficile estrapolare da una semplice frase l’origine dello stato d’animo malinconico della giovane. Se parte integrante della crescita, di una sofferenza d’amore come racconta la stampa, o determinato da altri fattori sconosciuti a quell’età. O letture e discorsi “Insani”. Nonché amicizie insane.

Avetrana: in 12 minuti Sarah sparisce. La rapidità dell’esecuzione fa pensare ad una metodologia elaborata con precisione e portata alla soluzione: il massimo rendimento con il minimo dispendio di tempo. Io e la mia amica non crediamo alla scomparsa volontaria ma ad un “disegno” ben preciso costruito attorno alla ragazzina che, ingenuamente, ha prestato il fianco a chi ha raccolto le sue confidenze e la sua “voglia di fuga dalla realtà”. Aveva (ma non gestiva totalmente) quattro account FB, possedeva tre schede telefoniche ma… non possiamo sapere se c’è dell’altro. Qualcuno poteva averle regalato anche un’altra scheda e magari anche un altro telefonino, qualcuno di cui lei si fidava ed a cui poteva aver detto che a quell’ora, quel giorno, stava uscendo per andare al mare! Qualcuno che ha tessuto una tela di ragno attirandola poi in un vuoto da cui non può uscire. Io, noi, non siamo nessuno rispetto a quanti stanno indagando sulla scomparsa di Sarah che di certo non lasceranno nessuna pista incalpestata ma possiamo liberamente esprimere una opinione che speriamo possa servire ad guardare anche nell’oltre!


Nota tratta dal web: Sonia Marra, Roberta Martucci, Antonio Loconsole, Giuseppe Arsieni, Mauro Romano, Ciro Merolla. Sono soltanto alcuni degli oltre 1.600 pugliesi scomparsi dal 1974 a oggi e dei quali non si hanno più notizie. L’elenco dei pugliesi scomparsi, dunque, è molto lungo. La Puglia è la sesta regione dopo il Lazio, la Lombardia, la Campania, la Sicilia e il Piemonte. I casi più clamorosi o quelli più recenti: Alessandro Ciavarello, di 16 anni, scomparso l’11 gennaio del 2009 da Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia; Mauro Romano, di 6 anni, scomparso nel 1978 da Racale; Vincenzo Monteleone, di 11 anni, scomparso nel 1979 da Adelfia, in provincia di Bari. Altrettanto fitto il mistero su Roberta Martucci, una bella ragazza di 28 anni di Ugento, scomparsa il 20 agosto del 1999 a Gallipoli, città dove fu ritrovata la sua auto.


Un’ultima cosa la voglio esprimere invece personalmente verso il vice sindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia. Egli, sulle pagine di manduriaoggi.it (LINK ) si è lamentato di come Avetrana sia stata trattata dai media dichiarando che <Non è consentito a nessuno cercare di far apparire Avetrana come l’ultimo dei paesi del Terzo Mondo, dove nulla funziona e nulla si fa per i giovani!> tessendo poi le lodi del suo paese sciorinando tutte le strutture sociali e le iniziative del “paese delle feste”. Caro Scarciglia, ai lettori ed agli spettatori delle TV non interessa tutto questo e se lei si è sentito offeso in prima persona da alcune frasi giornalistiche ne faccia in privato una questione personale. Si stà preoccupando che nessuno “sciupi il trucco” del suo paese quando c’è in ballo la scomparsa di una ragazzina? Al di là della latitudine e della longitudine credo proprio che Sarah riguardi l’Italia intera e gli italiani non ne facciano una questione di territorio! Le scomparse di minori, gli omicidi, gli stupri hanno coperto questo paese dal Trentino alla Sicilia e la preoccupazione maggiore dovrebbe essere quella di proteggere ogni cittadino invece di pensare ad organizzare sagre e tornei di calcetto. Scarciglia ha sbagliato a rispondere a certe insinuazioni: è proprio così che si creano fratture ed omertà tra le popolazioni.

L’importante è scoprire la verità su che fine ha fatto Sarah!

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2 thoughts on “Sarah Scazzi: la scomparsa di una ragazza in un mondo di stregonerie!

  1. Purtroppo la verità era molto più terrena..e in quanto tale..ancora più dolorosa e brutale..questa storia non sembra avere fine..bugie su bugie..spero solo che la piccola Sarah riposi in pace..perché qui, di pace ne è rimasta ben poca..
    Ciao, BB73

  2. la piccolina ancora nn riposa in pace..un mare di bugie ha sommerso la verità,speriamo che al processo si sveli tutto..ma la verità era sotto gli occhi di tutti a volte sono le persone che dovrebbero volerci più bene..ci fanno del male come nel caso della piccola Sarah

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