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Scomparsa di Mauro Romano: la verità nella coscienza di uno e tanti!

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Il Giustiziere degli Angeli

Ieri sera la trasmissione Quarto Grado si è occupata del caso di scomparsa di Mauro Romano da Racale, entroterra di Puglia. Mauro era un bimbetto vivace dagli occhi vispi ed i capelli biondi. Era un bambino abituato a giocare per strada ma solo a pochi metri dalla sua casa, con i suoi amichetti sotto l’occhio comunque vigile della sua famiglia. Ma in una manciata di minuti, come nell’attuale caso di Sarah Scazzi scomparsa ad Avetrana, Mauro scompare, diventa un suono lontano di palla calciata tra i piedi. Mauro, così come è stato raccontato ieri sera in trasmissione, era andato con la cugina più grande ad annaffiare le piante in una casa e, dopo essere tornato, ha deciso che gli stivali erano troppo pesanti e caldi per poter continuare a giocare. Si allontana solo di pochi metri per andare a mettere i sandali, più consoni ai suoi piedini in quella calda giornata di Giugno a Racale. In quei pochi metri, in quei pochi minuti, Mauro viene risucchiato nel vuoto, senza poter calzare quei sandali, e di lui non vi è più traccia da ormai 33 anni. Questo mio blog si associa al desiderio della famiglia di trovare la verità e, seppure elementi danno delle indicazioni precise, qui non si vuole lanciare nessun atto di accusa contro alcuno.

Chiaramente ci si deve rifare a quanto la madre Bianca, insieme al marito Natale, ha raccontato di confessioni che gli sarebbero state fatte da un allora compagno di giochi di Mauro circa la presenza di uomini che portarono via il bambino. Questi, ormai uomo fatto con famiglia e bambini, nega di aver mai detto certe cose alla signora, in fondo riguardano anche suo padre! Un uomo che, facente parte della stessa congregazione di Testimoni di Geova, frequentava assiduamente la casa dei Romano e che “faceva fare un giretto sulla sua Vespa” a Mauro abbastanza spesso. Il racconto del figlio di quest’uomo “ricorda”, dopo quasi 20anni, che suo padre portò (in Vespa) Mauro a giocare con lui, lontano da casa, e che poco dopo arrivò un uomo. Quest’ultimo prese Mauro di forza, mettendoselo sotto braccio, e lo portò verso una macchina “bianca” dove un altro li attendeva! Mauro scalciava e gridava “mamma, mamma!” e, quell’amico scappò per paura che portassero via anche lui, tra le gonne di sua madre! Oggi, quest’uomo padre di “famiglia”, nega di aver MAI fatto questo racconto e lamenta il fatto di aver “dovuto lasciare” la sua religione a causa dei sospetto su suo padre e su se stesso.

Nessuna religione e nessun intimo amore verso la famiglia potrebbe MAI fermare la mia coscienza di essere umano prima e di genitore poi. Se poi, come sembra accadere nel caso della scomparsa di Mauro, il mio credo religioso mi impedisse di cercare la verità su mio figlio, ne brucerei l’identità di appartenenza. Con questo vorrei rispondere anche a Marco e Salvatore (che scrivono sul post precedente su Mauro LINK QUI ) che chiarisce che “non è assolutamente vero che un “fratello” non possa denunciare un altro “fratello” se ci sono prove che consentano di farlo, specie in questi casi”. Io voglio credere che sia così, cari Marco e Salvatore, ma più spesso penso che ogni “credo religioso”, “associazione”, “società” siano fatte da uomini che a volte (o spesso!) dettano nuove “regole” a favore di alcuni ed a danno degli altri. Avete ragione infine nel dire che “se gli anziani hanno sbagliato pagheranno” ed aggiungerei che questo avverrà anche per chi ha mentito o ha nascosto. Un figlio scomparso non si dimentica e non vi è differenza nella sofferenza se sono passati tre o trentatre anni.

A me comunque, credo come a molti altri, non interessa poi molto l’aspetto religioso di tale vicenda! Quello che conta è sapere la sorte di Mauro, se è caduto in un pozzo, se è caduto in una trappola di un orco travestito da amico, se è stato “sacrificato” nel nome di un Dio innominato… quale che sia stato il suo destino NESSUNO ha il diritto di mettere sul suo nome la pietra dell’omertà e del silenzio!

MAURO ROMANO, MAURO ROMANO, MAURO ROMANO, MAURO ROMANO, MAURO ROMANO…..….. che questo nome rimbombi nel cuore nero di chi conosce la verità. Questo bambino è stato strappato dalla sua famiglia, dal suo presente e dal suo futuro e tutti noi abbiamo il dovere di riconoscere la sua VITA e di diventare un unico nucleo insieme alla sua famiglia.

A mamma Bianca, a papà Natale, al fratello Antonio (che qui mi scrive) ed agli altri fratelli di Mauro dico: non mollate, non lasciate che alcunché lasci sfuggire il/i responsabile/i dalla giustizia. Ci sono tante persone che vi sono vicine col cuore e che, di ogni credo, pregano affinchè la verità sia svelata.

Allo stesso Mauro dico che mi dispiace di non essere una fata dai magici poteri che riporti indietro l’orologio del tempo: ti infilerei quei piccoli sandali e ti accompagnerei a giocare ancora sotto il sole di quel 20 giugno 1977.


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3 thoughts on “Scomparsa di Mauro Romano: la verità nella coscienza di uno e tanti!

  1. Bimbo scomparso nel ’77/ Un testimone conferma: ero con lui quel pomeriggio
    RACALE (14 novembre) – L’autore del misterioso messaggio su Mauro Romano si è fatto avanti. Ieri pomeriggio ha incontrato i genitori del bambino scomparso 33 anni fa a Racale. E, prima che gli accertamenti avviati dalla polizia postale lo individuassero, ha preferito uscire dall’anonimato e raccontare a Gianni Natale Romano e Bianca Colaianni quanto accaduto il pomeriggio del 21 giugno del 1977 quando Mauro scomparve.

    Fabrizio è entrato nella vicenda per via di un commento inserito sul sito del quotidiano online “La voce di Manduria.it”. Commentando la notizia della riapertura delle indagini sulla scomparsa di Mauro Romano aveva scritto: «Quel tragico pomeriggio io, Mauro e due altri amichetti abbiamo giocato con una carrozzina per neonati, poi io e uno dei due siamo tornati a casa. La sera ho saputo della scomparsa».

    Il messaggio di Fabrizio risale al primo ottobre scorso. Non appena i genitori e il fratello di Mauro sono venuti a conoscenza dell’esistenza di quel commento hanno informato i carabinieri. E la Procura, nei giorni scorsi, ha affidato alla polizia postale l’incarico di acquisire i file di log (indirizzo Ip che è il numero identificativo di ogni collegamento Internet ed ora effettiva dell’inserimento del messaggio) per risalire all’identità di Fabrizio.

    Senza attendere di essere convocato dagli agenti, Fabrizio (oggi poco più che quarantenne, residente a Racale) ha voluto incontrare i coniugi Romano che sono impegnati nella ricerca della verità sulla scomparsa del figlio.

    L’incontro è avvenuto ieri sera. Fabrizio ha detto ai genitori di essere pronto a testimoniare e a raccontare quel che è accaduto quel pomeriggio. Le sue dichiarazioni sono importanti per ricostruire i minuti che hanno preceduto l’uscita di scena di Mauro. Fabrizio ha raccontato ai genitori di aver giocato con Mauro e altri due bambini fino alle 17.30, quando, poi, è arrivato il papà che lo ha portato via insieme con un altro ragazzo del gruppetto. Mauro, invece, è rimasto a giocare con l’altro bambino di pochi anni più grande di lui.

    Fabrizio ha indicato nomi e cognomi di coloro che, quel pomeriggio, giocavano in quella zona del paese, non lontano dall’abitazione dei nonni di Mauro, vicino a rottami di ferro.

    La scomparsa del bambino è avvenuta intorno alle 17.45. Il ragazzo che è rimasto con Mauro ha visto qualcuno?
    I genitori di Mauro, assistiti dall’avvocato Ezio Garzia, nutrono più di un sospetto sul presunto responsabile della scomparsa e del rapimento del loro bambino. Lo hanno scritto anche nella lettera trasmessa in Procura che ha permesso di riaprire le indagini. Si tratta di un uomo di Racale che, come i genitori di Mauro, in passato era stato testimone di Geova. Secondo la coppia sarebbe stato lui a portare via Mauro a bordo di una Vespa bianca.

  2. Il fratello invita gli investigatori ad accelerare sulle indagini.
    RACALE (15 novembre) – Antonio Romano è il fratello maggiore di Mauro. Vive in Svizzera, a Ginevra, e segue con attenzione l’inchiesta sulla scomparsa dal fratello da quando il fascicolo è stato riaperto dopo la denuncia presentata nel maggio scorso dai genitori. La madre lo tiene al corrente sulle novità. E lo ha informato anche sui nuovi sviluppi e sulla comparsa dei testimoni.

    «La testimonianza di Fabrizio è molto importante per il seguito delle indagini. Potrebbe rappresentare la svolta. Dopo tanti anni, forse, la verità è più vicina. Infatti – racconta Antonio – è molto probabile che quando il testimone Fabrizio è andato via con il secondo amichetto, Mauro sia rimasto ancora qualche minuto con l’altro componente del gruppetto, che è un vicino di casa che noi conoscevamo benissimo. Questo testimone potrà confermare alle autorità cosa è successo a mio fratello Mauro».

    Come mai, secondo lei, finora nessuno di questi ragazzi, oggi tutti quarantenni, si è fatto avanti per parlare? A sua madre Fabrizio ha detto che non ci aveva mai pensato.
    «Alcuni di questi nuovi testimoni erano anche miei compagni di classe. È incredibile che nessuno di loro mi abbia mai accennato che quel maledetto giorno Mauro aveva giocato in loro compagnia. Mi domando perché le autorità non fanno il necessario per sentire questi altri testimoni? Cosa aspettano?».

    I nuovi testimoni sono stati scoperti sulla scorta di un messaggio pubblicato sul sito online di un quotidiano locale di cui lei ha scoperto l’esistenza. Sullo stesso sito è comparsa anche una poesia che sembra richiamare la tragica fine di Mauro. Cosa ne pensa?
    «Non si dovrebbe prendere in considerazione quella poesia pubblicata su “La voce di Manduria.it” che lascia tristemente pensare ad una disgrazia: il semplice fatto che i cani poliziotto hanno confermato la presenza di Mauro in zona Castelforte, lascia supporre che mio fratello sia stato portato in quel luogo da una persona».

    Lei sta dedicando un racconto al fratello scomparso, “Le foglie cadono in autunno”. È la storia della sua famiglia. Ma manca ancora il finale.
    «Certo, attendo che questa vicenda si concluda per poter mettere la parola fine anche nel mio racconto. Una sola cosa posso confermare, questa nuova testimonianza porta la prova evidente che nessun membro della famiglia può essere sospettato, contrariamente a quanto è stato fatto dagli investigatori dell’epoca».

    Nella vicenda un ruolo importante lo ha avuto anche la religione dei suoi genitori. All’epoca erano Testimoni di Geova. E, pur avendo raccolto elementi e dichiarazioni sul conto di un confratello che avrebbe avuto a che fare con la scomparsa di Mauro, non l’hanno denunciato per non violare la norma che non consente di portare in giudizio un altro fratello della stessa religione.
    «Da dove dovrei incominciare? È difficile. Ecco come siamo stati trattati da un Testimone di Geova: “Il fratello carnale del piccolo scomparso, se ha le prove del coinvolgimento dei Testimoni di Geova, faccia nomi e cognomi e presenti le prove; se non lo fa, allora è semplicemente uno che dovrebbe vergognarsi di sporcare la memoria di suo fratello».

  3. Pingback: Mauro Romano: dopo 33 anni dalla sua scomparsa un testimone di quel giorno! « -Il Giustiziere degli Angeli-

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