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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedopornografia: arrestato uno psicologo romano! migliaia le foto che catalogava e….

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Il Giustiziere degli Angeli

Questa storia fà paura: come tutte le altre? Più delle altre! Arrestato a Roma uno psicologo di 33anni, Z.G., terapista dell’età evolutiva: cioè a contatto con molti bambini. Dai sui indirizzo IP la polizia è risalita al suo studio al centro di Roma ed alla sua abitazione a “nord di Roma” ed in questi luoghi sono stati trovati migliaia di filmati e foto con bambini dai TRE ai 15 anni circa; filmati inequivocabilmente pedopornografici e tante altre cose da bambini come mutandine, calze, colori. Una cura “maniacale” nel catalogare il tutto tanto da essersi aggiudicato l’appellativo di “COLLEZZIONISTA DI BAMBINI“! Ora si dovrà accertare anche che in questa “collezione dell’orrore” non ci sia anche qualche piccolo paziente affidato, da genitori ignari delle perversioni dello psicologo, a questo essere! Lui ha da subito dichiarato di essere il possessore di tutto quel materiale e che stava cercando di curarsi, poi il silenzio. Ma la sua famiglia è rimasta “incredula” ed il padre ha dichiarato: “Mio figlio non è un mostro, non è un pedofilo. Non è mai entrato in contatto con bambini a lavoro nè li ha fatti salire in casa. Lo posso garantire perchè abitiamo nella stessa villetta. La sua unica colpa è quella di aver scaricato quel materiale da Internet. Spero solo  che questa vicenda venga chiarita al più presto perché per una ragazzata rischia di rovinarsi la vita. I giochi per bambini e l’altro materiale trovato a studio è di una collega che si appoggia da noi ogni tanto per fare le visite”.(link dichiarazioni)

<Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un pò ma siccome sei molto lontano più forte ti scriverò…> iniziava così una bellissima canzone di Lucio Dalla e la riprendo per dire a questo papà: mi scusi, capisco il suo stupore, capisco il suo dolore ma non posso condividere quanto lei dice. Chi scarica materiale pedopornografico da Internet “è un mostro” ed “è un pedofilo” e farlo non è una “ragazzata” ma un’azione cosciente che alimenta ulteriormente un mercato che si nutre della carne di bambini piccoli. Chi scarica materiale pedopornografico ha una “COLPA” enorme, al pari di chi abusa sessualmente dei bambini, perchè aumentando la richiesta aumenta l’offerta e verranno uccisi nell’animo altri bambini. Essere genitore non significa essere anche ciechi davanti a così tanta “collezione di orrori”.

QUESTA VOLTA CHIUDERE GLI OCCHI NON VI SERVIRA’ A NIENTE.

Pedopornografia, arrestato psicologo. Collezionava foto e video di minori. In una mansarda anche calze per bimbe strappate e giochi. Operazione internazionale contro traffici web: due arresti e otto denunce della polizia postale.

ROMA – Arrestato un giovane psicologo romano, Z.G. di 33 anni, con studio a Roma Nord e una mansarda-covo in pieno centro storico. Il professionista che ha in cura molti bambini e intere famiglie, oltre ad adulti, è accusato di essere un pericoloso pedofilo. Arrestato nella stessa operazione anche un altro pedofilo, C.M. di 41 anni, e denunciati a piede libero altri otto romani. Ma è lo psicologo dei bimbi a destare orrore con tutto il materiale che gli è stato sequestrato.

LA MANSARDA DEGLI ORRORI – Fanno impressione sulla scrivania del dirigente della Polizia Postale del Lazio Andrea Rossi, che ha coordinato l’operazione ordinata dal Pm Nicola Maiorano, i giochi “psicologici” interattivi che sono stati trovati in studio e a casa del professionista, insieme alle mutandine da bimbi ancora nel sacchetto dei negozi, ai pennarelli, ai pelouches, album fotografici riempiti con ritagli di giornali, alle riviste con articoli sulla pedopornografia, alle storie confezionate con fotografie e forbici incollando su carta scenari malati. Quando è stato arrestato l’uomo ha ammesso il possesso di questo materiale, che era inventariato in un ordine maniacale, si è dimostrato consapevole della situazione e poi si è chiuso nel silenzio. Ora è ristretto a Regina Coeli.

L’INDAGINE – A tradire lo psicologo sono stati i suoi Internet Protocol. L’indagine è nata infatti dalla polizia postale del Lussemburgo che aveva individuato passaggio di materiale pedopornografico in due server, //olchan.org e 02ch.su, ora finalmente disattivati. La segnalazione ai colleghi italiani degli Ip individuati ha portato a rintracciare la rete romana. In una mansarda al centro di Roma poi la scoperta della tana dello psicologo «collezionista» di bambini, il luogo di un’ossessione che dura da molti anni vista l’ingente quantità di materiale che riempiva l’appartamento: quaderni, schedari, giochi infantili, pastelli e pennarelli, album fotografici riempiti con ritagli di giornali, migliaia di foto e video pedopornografici che ritraevano minori dai 3 ai 15 anni circa, oltre a riviste specialistiche sugli abusi sessuali. per piccoli ancora confezionati, ma anche pelouches, slip, mutandine e calze per bimbe strappate nelle zone intime. Tutto era catalogato in maniera maniacale e conservato in file sul pc (suddivisi in base all’etá dei bambini) e in una grande libreria nel suo appartamento. Insomma una sorta di museo pedopornografico con ben sette grossi libri-album di fotografie catalogate, con immagini prese perlopiù dalle riviste di moda. I genitori dello psicologo che vivono al piano di sotto hanno dichiarato di non essere a conoscenza di queste attività del figlio. «Mio figlio non è un mostro, non è un pedofilo. Non è mai entrato in contatto con bambini a lavoro né li ha fatti salire a casa. Posso garantirlo perché abitiamo nella stessa villetta» ha dichiarato il padre dello psicologo.

SEQUESTRATO HARD DISK – Le ricerche scattate poi nello studio hanno portato al rinvenimento di altro materiale che ora è al vaglio degli inquirenti. Molto interessanti sono le numerose schede e gli appunti che il professionista aveva steso sui casi che seguiva. Un accertamento sui rapporti con i suoi piccoli pazienti dovrà essere fatto ora, con l’ausilio del Tribunale dei minori e dei suoi psicologi. L’uomo esercitava la professione da 7 anni, non è sposato, non ha figli. La polizia postale ha sequestrato gli hard disk dei suoi computer insieme a quelli degli altri nove denunciati. Migliaia e migliaia di orribili file che ora dovranno essere analizzati con attenzione. Paolo Brogi 16 luglio 2010



 


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