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Luca Delfino: da assassino a uomo di “fede”.

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Il Giustiziere degli Angeli

Ho già detto tanto su Luca Delfino ed a questa ennesima presa per i fondelli passo la mano!

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Luca Delfino, lettere dal carcere: «Prego e spero»

«Avvocato, io prego sempre, giorno e notte. Sempre». Lo scrive Luca Delfino, l’uomo che l’8 agosto del 2007 nel pieno centro di Sanremo uccise con 40 coltellate la sua ex fidanzata Antonella Multari, 32 anni, e sotto processo per il delitto di un’altra ex, la 36enne Luciana Biggi. I suoi pensieri sono stati affidati a lettere che il 33enne genovese – in carcere a Sanremo dove sconta la pena definitiva di 16 anni e 8 mesi per il delitto Multari – ha inviato, a partire da gennaio e con cadenza mensile al suo legale, l’avvocato genovese Riccardo Lamonaca.

Nelle missive, Delfino spiega di avere ritrovato lucidità di pensiero, fede in Cristo e speranza per il futuro. «Io scrivo!!, o meglio, io sono riuscito finalmente a scrivere!! Per questo grande avvenimento, io devo dire a lei, come sempre, grazie avvocato» scrive Delfino in una lettera datata 4 gennaio. Nelle successive lettere cita per esteso la «Preghiera del carcerato» di papa Paolo VI e una poesia intitolata pace del poeta cinese Li Tien Min che recita così: «Non importa che tu sia uomo o donna, vecchio o fanciullo, operaio o contadino, soldato o studente o commerciante; non importa quale sia il tuo credo politico o quello religioso; se ti chiedono qual è la cosa più importante per l’umanità rispondi prima dopo sempre: la pace!». (Nota MammaDolce: importa a Dio se sei un assassino?)

E citando Paolo VI Luca Delfino scrive: «Siamo tutti umani di questo mondo infelice. Ma siamo, o Signore, tue creature, tuoi simili, tuoi fratelli, o Cristo; abbi pietà di noi» (Nota MammaDolce: tu Delfino hai avuto pietà per MariaAntonietta?). In una delle sue lettere l’assassino di Antonella Multari rivela di nutrire speranze per il futuro. A Genova è sotto processo di fronte alla Corte d’Assise: ha sempre negato di avere ucciso Luciana Biggi. «Io non devo assolutamente perdere il controllo. Speriamo. Io sono in carcere da 2 anni, 6 mesi e 6 giorni, chiuso 24 ore su 24 in cella. Non ho mai smesso di pensare alle Sue parole. Grazie!».

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