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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Don Giorgio Carli: il reato di abusi su minori và in prescrizione e lui torna in parrocchia!

2 commenti

Il Giustiziere degli Angeli


<<Lei era piccola, aveva 9 anni quando ebbe inizio il suo inferno che fini 5 anni dopo. Lei rimosse quel dolore relegandolo nella scatola dei ricordi brutti chiusa con tanti lucchetti con su scritte le parole della paura, della vergogna, del male. Ma il peso di quelle violenze intralciava il seguire sereno della propria vita e la coscienza dolorante le fece fare un sogno, un brutto sogno. Ed allora ne seguì un percorso terapeutico per capire l’origine di quel male per poi combatterlo: in ipnosi ricordò l’inferno degli abusi sessuali subiti e vide il volto dell’orco.>>

Potrebbe avere inizio così un libro di racconti di fantasia ma invece è una storia reale.

Questa storia di abusi su minori riguarda il caso “Don Giorgio Carli”, giovane sacerdote, accusato da una donna che dopo tanti anni ha ricordato. Il processo di secondo grado finì (16 Aprile 2008) con la condanna a 7 anni e mezzo del sacerdote nonostante la difesa si appellò alla teoria dei “falsi ricordi”! Ed è sempre questa la linea difensiva nei tanti casi di abusi sui minori, con piccole varianti quali la “isteria collettiva dei genitori”, “ricordi indotti nei piccoli”, “atteggiamenti innocenti travisati”…

Non c’è mai quindi, secondo certi indagati e difensori, un “vero abuso” né quando vengono raccontati dai bambini e ne quando vengono raccontati dagli adulti. Le prove dell’abuso devono essere lì, incontrovertibili, con la flagranza del reato (ma neanche tanto visto il sacerdote appena beccato in macchina con una minorenne e non arrestato!), con segni fisici di fresco abuso (non devono passare più di 24 ore sennò addio prova) e con foto e filmati con i volti riconoscibili degli abusanti e degli abusati.

Il processo a Don Carli stabilì la sua condanna con queste motivazioni: Ragazza credibile, indizi sufficienti – Ricordi lineari, precisi, mai contradditori – In tutta la vicenda non sono emersi interessi particolari che possano aver indotto la giovane a fornire un racconto non veritiero –

La cassazione , che non entra nel merito della condanna, stabilirà poi che il “reato è caduto in prescrizione” e Don Carli, proclamatosi innocente fin dall’inizio, non rinuncia a tale privilegio. Nel processo in cui fu condannato si è stabilito anche un risarcimento danni (confermato anche dalla Cassazione) nei confronti della vittima e della sua famiglia e chiare sono state le parole dell’ex procuratore capo di Bolzano Cuno Tarfusser: il fatto che la Cassazione abbia confermato il risarcimento in soldi alla parte civile attesta che il reato fu commesso! Nessuno potrebbe essere condannato a risarcire un danno che non ha provocato.

Nonostante tutto questo a cui non c’è null’altro da aggiungere, ieri il Vescovo di Bolzano, Karl Golser, invita ad accogliere “senza riserve” Don Carli quale parroco a Vipiteno ribadendo ”la convinzione gia’ espressa tante volte che il sacerdote non ha assolutamente commesso i fatti a lui contestati”.

Le motivazioni della condanna

La prescrizione del reato

La citazione in giudizio della Curia

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2 thoughts on “Don Giorgio Carli: il reato di abusi su minori và in prescrizione e lui torna in parrocchia!

  1. quello che non capisco come puo’ il procuratore della repubblica di Bolzano permettere
    di dare la possibilita’ al vescovo Golser di ricevere per primo le segnalazioni su abusi sessuali di sacerdoti e’ sbagliatissimo, il vescovo stesso ha pregato la cittadinaza di
    Vipiteno di accoglere e trattare bene Don Carli., nonostante il suo passato.
    Secondo me esiste il sospetto che il vescovo di Bolzano venendo a conoscenza per primo di altri casi di pedofilia da parte di altri preti, vescovi, cardinali possa insabbiare fregandosene di avvisare il procuratore, quindi direi di togliere il sito anonimo su gli abusi
    sessuali al vescovo e responsabilizzare gli assistenti sociali.

  2. Don Carli: la parrocchia chiamata a risarcire
    16 gennaio 2011 — pagina 18 sezione: Cronaca

    BOLZANO. Don Giorgio Carli, il sacerdote riconosciuto responsabile di abusi sessuali in canonica (e salvato dalla prescrizione sotto il profilo della sanzione penale) tornerà tra meno di un mese davanti ai giudici. La giovane donna che denunciò di essere stata più volte violentata dal sacerdote quando era bambina, lo ha citato in giudizio (assieme ai genitori) per ottenere il pagamento del risarcimento disposto dalla corte di Cassazione a conclusione del processo penale. In tutto 760 mila euro che il religioso dovrebbe sborsare. Don Giorgio non sarà solo in questa nuova disavventura giudiziaria. La famiglia della presunta vittima ha infatti provveduto a citare in giudizio civilmente anche la Parrocchia di San Pio X (nella persona dell’attuale parroco) e la Curia (nella persona del vescovo). Si tratta delle strutture ecclesiastiche che possono essere chiamate in causa in quanto il processo penale riconobbe a carico di don Giorgio anche l’aggravante di aver agito come «ministro di culto». Ricordiamo che la sentenza della Cassazione riconobbe don Giorgio responsabile delle presunte violenze sessuali perpetrate per anni ai danni di una parrocchiana, all’epoca dei fatti bambina. Il sacerdote era stato assolto in primo grado e condannato a 7 anni e mezzo in appello. Fu quest’ultima sentenza ad essere confermata dalla Cassazione. La prescrizione del reato salvò il sacerdote dal carcere ma la Suprema Corte confermò l’obbligo del risarcimento già previsto in sede di appello per la parte lesa. La richiesta di pagamento di 760 mila euro è sostenuta giuridicamente dall’articolo 2043 del codice civile che prevede che «qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno». Ma il contenzioso è stato ora allargato alla Parrocchia di San Pio X e alla Curia per effetto dell’articolo 2049 sempre del codice civile riguardante la responsabilità del datore di lavoro in merito ai danni provocati con fatti illeciti da dipendenti diretti. Parrocchia e Curia, dunque, vengono considerate responsabili in solido in quanto gli abusi sarebbero avvenuti nell’espletamento del ruolo di educatore religioso del sacerdote. Alla causa civile si è arrivati dopo le numerose richieste di pagamento avanzate dalla presunta parte lesa e rimaste inevase.
    Gli avvocati di don Giorgio Carli hanno sempre opposto un secco no a qualsiasi ipotesi di transazione. «Non ci sarà alcun risarcimento, la controparte troverà pane per i suoi denti. Un eventuale coinvolgimento della Curia non sarà facile perchè sarebbe necessario dimostrare una sorta di consapevole responsabilità» sottolinea l’avvocato Alberto Valenti. (ma. be.)
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/altoadige/2011/01/16/AZ6PO_AZ604.html

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