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Pedofilia: condannato a 7 anni istruttore nelle scuole materne!

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Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia, 7 anni di pena all’istruttore di nuoto

Il 33enne arrestato nell’ottobre 2008 è stato ritenuto colpevole di violenza sessuale ai danni di due bambini di tre e cinque anni. Dovrà risarcire una famiglia con 90mila euro. Annunciato il ricorso in appello. Rimarrà ai domiciliari.

Sette anni di detenzione. Il collegio di giudici presieduto da Eleonora Fiengo ha accolto la richiesta di condanna del pm Adriana Blasco per il giovane istruttore di nuoto accusato di violenza sessuale ai danni di un bimbo di soli tre anni e di abusi su un suo piccolo allievo di 5 anni, oltre che di atti osceni in luogo aperto al pubblico. Le molestie sarebbero avvenute nelle scuole materne private frequentate dai bimbi. Il 33enne, che lavorava come istruttore libero professionista, è stato arrestato nell’ottobre 2008 dopo essere stato sorpreso in atteggiamenti inequivocabili con una delle vittime da una maestra d’asilo. L’imputato, che ha sempre rigettato ogni accusa, si è difeso sostenendo che si sarebbe trattato soltanto di un gioco male interpretato dalla testimone. Attualmente il giovane si trova ancora agli arresti domiciliari e ha il permesso di frequentare un’associazione di volontariato.

L’imputato è stato riconosciuto colpevole di tutte le accuse. Oltre alla pena detentiva, dovrà risarcire la famiglia del bimbo di tre anni, che si è costituita parte civile, con 90mila euro. All’associazione Centro italiano femminile di Parma, che gestisce uno degli asili in cui sono state compiute le violenze, andranno 7.500 euro. L’uomo è stato interdetto in perpetuo dal lavoro nelle scuole di ogni ordine e grado e dalle strutture frequentate in prevalenza da minori, oltre che dagli uffici di tutela e curatela.

L’avvocato difensore Stefano Lojacono ha già annunciato il ricorso in appello. Oggi il legale ha chiesto che venissero ascoltati i due minorenni coinvolti, che non sono mai stati sentiti durante le indagini. La richiesta è stata rigettata dalla corte perché è arrivata in ritardo, a istruttoria ormai chiusa. “Non credo che si possa giudicare un caso del genere senza ascoltare i bambini – ha dichiarato l’avvocato – speriamo molto nell’appello”.

Il giovane istruttore è stato presente a ogni udienza, sorvegliato dalla polizia penitenziaria e sostenuto da amici e parenti. Adesso, tornerà agli arresti domiciliari. Alla fine del processo, che si è svolto a porte chiuse, un suo amico ha pregato la stampa di scrivere che “è una delle persone più belle che abbia mai conosciuto”.

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