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Don Pierino Gelmini a processo il 29 marzo 2011.

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Il Giustiziere degli Angeli

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DON GELMINI A PROCESSO, CENTRODESTRA LO DIFENDE.

Don Pierino Gelmini sarà processato per avere molestato sessualmente 12 giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro, ad Amelia. Episodi avvenuti, ritiene l’accusa, per circa dieci anni all’interno delle strutture di Mulino Silla, come la stanza del silenzio dove vengono accolti i tossicodipendenti che cominciano il percorso di recupero, o nella casetta nel bosco. Lui, il sacerdote che ha chiesto e ottenuto due anni fa di essere ridotto allo stato laicale per difendersi al meglio, ha sempre respinto le accuse ma oggi il gup di Terni lo ha rinviato a giudizio.

Fissando per il 29 marzo 2011 l’inizio del processo. Una decisione maturata al termine di una camera di consiglio durata circa un’ora e accolta senza fare commenti da don Gelmini che sta visitando i centri comunitari della Sicilia.

Di «cronaca annunciata» ha parlato uno dei suoi difensori, l’avvocato Filippo Dinacci, il quale si è detto certo che l’innocenza del suo assistito sarà dimostrata in dibattimento. Intanto oggi il gup Pierluigi Panariello ha assolto «per non avere commesso il fatto», al termine del processo con il rito abbreviato, Giampaolo Nicolasi, uno dei più stretti collaboratori del fondatore della Comunità Incontro, dalle accuse di favoreggiamento e intralcio alla giustizia. Gli stessi reati contestati a Pierluigi La Rocca, morto nel frattempo. Rinviata invece a giudizio per favoreggiamento e per rivelazione di segreti inerenti un procedimento penale Patrizia Guarino, madre di uno degli accusatori di don Gelmini. In sostanza l’accusa nei confronti dei tre è di avere cercato di aiutare quest’ultimo a eludere l’indagine. L’inchiesta nei confronti del sacerdote venne avviata dalla procura di Terni nel 2005 in seguito a una denuncia di un ex ospite della Comunità, Michele Iacobbe che già cinque anni prima si era rivolto alla magistratura (ma in quel caso il fascicolo venne archiviato). Agli atti delle indagini condotte dalla squadra mobile ternana erano quindi finiti altri casi di quelli che il codice penale qualifica come violenze sessuali. avvenuti tra il 1997 e l’ottobre 2007. Dodici alla fine gli episodi contestati a don Gelmini. A subire le molestie – secondo la versione accusatoria – sono stati ex ospiti della Comunità. Tossicodipendenti in recupero, alcuni agli arresti domiciliari o sottoposti all’affidamento in prova. Due minorenni all’epoca dei fatti. Don Gelmini li avrebbe costretti a «soddisfare le sue richieste sessuali» – è detto nei capi d’imputazione – minacciando di avvalersi della sua autorità e della conoscenza di politici influenti, in qualche caso promettendo favori tramite loro. Accuse che il pm ha ritenuto di avere riscontrato incrociando le dichiarazioni dei giovani (una decina sono stati ascoltati in udienza preliminare con la formula dell’incidente probatorio, ribadendo le loro accuse), ma anche sentendo numerosi testimoni e ricorrendo a intercettazioni telefoniche. Addebiti che però don Gelmini, 85 anni già compiuti, ha sempre respinto. «In questi anni – ha sottolineato nei giorni scorsi il sacerdote – ho preferito tacere, nella certezza che il giudizio sul mio operato e sulla mia vita avrebbero potuto esprimerlo appieno le diverse migliaia di ragazzi e ragazze che ho salvato dalla droga e dall’alcol». Nella stessa occasione don Gelmini ha parlato anche di «nefandezze logiche, irriguardose del minimo di verosimiglianza». «Io ad 80 anni – ha sottolineato – sarei stato in grado di intrattenere rapporti sessuali non condivisi, tutte le sere con dei ragazzi, relazioni dalla durata di 20 minuti cadauna, per una attività sessuale complessiva di circa sei ore quotidiane (sic!)». «L’unica fonte di prova dell’accusa – ha detto ancora oggi l’avvocato Dinacci – è costituita dalle dichiarazioni delle persone offese. Ricostruzioni che però si caratterizzano per una enorme serie di contraddizioni ma anche e soprattutto per continue ritrattazioni. Circostanza, questa, che non può che condurre in dibattimento ad un’assoluzione piena». A decidere sarà ora il tribunale di Terni.

GASPARRI: “ACCUSE CADRANNO TUTTE” «Nel prendere atto che nel corso dell’attività giudiziaria parte importante delle accuse nei confronti di esponenti della Comunità Incontro sono cadute, resto convinto che il giudizio confermerà che don Gelmini ha agito e agisce per difendere la vita di migliaia e migliaia di persone strappate alla droga e all’emarginazione in ogni parte del mondo. È una verità conosciuta da tanti e che alla fine troverà ulteriori conferme». Ne è convinto il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

GIOVANARDI: “USCIRA’ A TESTA ALTA” «Sono vicino all’amico Don Gelmini in questo difficile momento e gli auguro forze e salute per continuare nella sua preziosa azione nella Comunità Incontro e per poter uscire a testa alta da questo processo». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi. «La testimonianza di decine di migliaia di giovani e delle loro famiglie e una vita spesa per salvare migliaia di ragazzi dall’incubo della droga non sono stati sufficienti per la giustizia italiana di fronte ad accuse di molestie sessuali mosse a Don Gelmini, che la stessa Procura di Perugia aveva, a suo tempo, archiviate», ha concluso Giovanardi.

LEGALE ACCUSATORE: “SIAMO SODDISFATTI” «Per noi è più che un rinvio a giudizio, vista l’anticipazione dell’esame dei testimoni»: così l’avvocato Gaetano Pinto, legale di Michele Iacobbe, uno dei principali accusatori di don Pierino Gelmini, ha commentato il rinvio a giudizio del fondatore della Comunità Incontro. «Siamo soddisfatti» ha sottolineato il legale. «Attraverso l’incidente probatorio (nel quale sono stati ascoltati la gran parte degli accusatori di don Gelmini – ndr) si è rafforzato – ha sostenuto l’avvocato Pinto – il quadro indiziario già ben solido durante le indagini preliminari».

LEGALE COLLABORATORE: SODDISFATTO PER ASSOLUZIONE «Soddisfazione piena» per l’assoluzione di Gianpaolo Nicolasi dall’accusa di favoreggiamento, disposta dal gup di Terni nell’ambito dell’udienza preliminare a carico di don Pierino Gelmini, è stata espressa dal suo difensore, l’avvocato Manlio Morcella. «È la prova – ha detto il legale – che il bagaglio probatorio nei confronti del mio assistito era pari a zero. Oltretutto anche le contestazioni mosse erano mal formulate, sia per quanto riguarda il favoreggiamento che per l’ipotesi di intralcio alla giustizia». «Non possiamo non essere soddisfatti per la decisione del gup – ha sottolineato Morcella – anche per il fatto che Nicolasi è uno dei punti di riferimento più forti per tutti quelli che si ritrovano all’interno della Comunità. Quest’ultima può dunque contare su gente capace ed eticamente corretta».

GUP: “PROCEDIMENTO COME GLI ALTRI” «Per me è stato un procedimento come tutti gli altri»: così il gup di Terni Pierluigi Panariello dopo l’udienza preliminare al termine della quale ha rinviato a giudizio don Pierino Gelmini per molestie sessuali. Il giudice non ha voluto fare altri commenti con i giornalisti che lo attendevano. Nessun commento anche da parte del procuratore di Terni Fausto Cardella. Non era invece in aula il sostituto Barbara Mazzullo che ha coordinato le indagini su don Gelmini svolte dalla squadra mobile di Terni. A sostituirla l’altro magistrato Lucia Guaraldi.

IL LEGALE: “NON CI SONO PROVE” «Non ci sono elementi probatori sufficienti che giustifichino il rinvio a giudizio – dice all’ADNKRONOS il legale di Don Gelmini, avvocato Lanfranco Frezza – anche perchè si basa solo su dichiarazioni delle parti offese che poi si sono costituite parti civili con richiesta di risarcimento del danno. Quelle dichiarazioni avrebbero dovuto avere riscontri obiettivi esterni che potessero in qualche modo confermare le dichiarazioni accusatorie. Questa è un’istruttoria zoppa che si basa su dichiarazioni di parti civili prive di riscontro».

ASSOLTO UN COLLABORATORE È stato assolto «per non avere commesso il fatto» Gianpaolo Nicolasi, uno dei collaboratori di di don Pierino Gelmini processato con il rito abbreviato, per le accuse di favoreggiamento e subornazione, nell’ambito dell’udienza preliminare nella quale il fondatore della Comunità Incontro è stato rinviato a giudizio per molestie sessuali. Per Pierluigi La Rocca era stata invece già stata dichiarata l’estinzione del reato in seguito alla sua morte. Il gup ha inoltre oggi rinviato a giudizio Patrizia Guarino, la madre di uno degli accusatori di don Gelmini, accusata di favoreggiamento e di rivelazione di segreti inerenti un procedimento penale. Anche per lei il processo comincerà il 29 marzo del 2011.

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One thought on “Don Pierino Gelmini a processo il 29 marzo 2011.

  1. Buongiorno

    Quando verranno VERAMENTE giudicato per i fatti compiti questi PEDOFILI, TRUFFATORI E SCHIAVAGISTI?

    Tutti questi “Don” (anche i mafiosi portano questo titolo!) con la coscienza soprafatta dalla soddisfazione di se stesso, che negano ad i altri anche il diritto di ESISTERE!

    Fina quando la Giustizia si lascerà manipolare dalla politica e gente come questi?

    Fina quando la Giustizia si lascere manipolare dalla politica e gente come questi?

    Come fa chi è stato distrutto – anche la famiglia – condanni irreparabili alla reputazione, salute, perdità di lavoro e di tutti mezzi finanziari, ecc… da uno di loro per trovare un Avvocato degno di questo titolo se non ha i SOLDI ne anche per sopravivere?
    CHI mi dara una soluzione per quest’ultima questione?
    E non parlarmi di avvocato a spese dello stato…. quando vedono il problema, spariscono tutti senza nemeno avere la coretezza di dare un perché

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