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Pedofilia: Don Marco Baresi condannato anche in appello. FreeDON delusi!!

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Il Giustiziere degli Angeli

Don Marco Baresi è stato condannato anche in appello: SETTE anni e SEI mesi per abusi sessuali su un ragazzino e detenzione di materiale pedopornografico (180 file scaricati da e-mule). I suoi “amici” erano in aula ad ascoltare la sentenza (lui no) abbigliati da quella maglietta gadget con su scritto FreeDON. Sono rimasti delusi, si aspettavano una assoluzione, ed hanno espresso parole schifate verso la “giustizia italiana”. La Curia diocesana apprende la notizia con “tristezza” e pensa che Don Baresi potrà ancora dimostrare la propria innocenza!  Nel contempo, il vescovo Luciano Monari, prepara una lettera indirizzata ai sacerdoti bresciani affinchè superino questa prova con la “fede”! Insomma niente cambia sotto il sole! l’abitino nero col colletto bianco è sostenuto da mani amorevoli e sempre presenti… le vittime diventano sempre più trasparenti, invisibili, senza voce! A me fà schifo questa società che nega a priori la presenza di un orco al loro fianco per mantenere se stessa candida!

La delusione degli amici all’uscita dal Tribunale

Abusi e file hard al Seminario – Condannato l’ex vicerettore

IL PROCESSO DI SECONDO GRADO. Nessuno sconto in appello per don Marco Baresi accusato da un ragazzo. Confermata la sentenza dei giudici di primo grado: 7 anni e 6 mesi. Per i giudici il prete ha avuto rapporti sessuali con un 14enne.

Brescia. Don Marco Baresi ha abusato di un ragazzino che frequentava la scuola media del Seminario diocesano di via Bollani e nel suo computer portatile ha scaricato centinaia di files dall’inequivocabile contenuto pedopornografico.

È LA CONVINZIONE dei giudici della corte d’appello (Daniela Genalizzi, presidente, in collegio Enzo Rosina e Umberto Russo) che ieri hanno confermato la condanna inflitta in primo grado al sacerdote, ex vicerettore del seminario diocesano di via Bollani, accogliendo completamente la richiesta del sostituto procuratore generale Domenico Chiaro. La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio poco prima delle 15, dopo due ore abbondanti di camera di consiglio. In aula gli avvocati difensori, Luigi Frattini e Stefano Lojacono, l’avvocato di parte civile Pieranna Civera, a tutelare il ragazzino ormai maggiorenne, e i sostenitori del sacerdote, i «FreeDON» che non hanno mai abbandonato don Baresi e gli sono stati vicini in questi anni, dal giorno dell’arresto il 27 novembre del 2007, al giorno successivo quando il gip Silvia Milesi concesse gli arersti domiciliari che il sacerdote sta ancora scontando.

Non era presente don Marco. Il sacerdote ha assistito ad ogni udienza e anche ieri mattina era in aula per le repliche di accusa e difesa, ma ha preferito non essere presente alla lettura del verdetto. I suoi sostenitori hanno atteso la lettura della sentenza fiduciosi in un colpo di scena, confidando in un ribaltone, nell’assoluzione chiesta dai difensori perchè secondo loro nulla di quanto contestato al sacerdote è stato commesso, non gli abusi, non la diffusione di materiale pedopornografico, dato che il pc portatile era accessibile anche a altre persone e non solo a don Baresi. Ma le attese degli amici di don Marco sono state deluse: i giudici non solo non hanno ribaltato il giudizio di primo grado, ma non hanno concesso nemmeno uno sconto di pena.

SOLO POCHI ISTANTI per leggere il dispositivo e il pubblico si fa sentire. «Che schifo» commenta uno dei ragazzi con l’immancabile maglietta «FreeDON». Gli fa eco una ragazza: «È questa la giustizia italiana!». Commenti colti al volo in aula, ma nessuno dei giovani sostenitori ha voluto commentare apertamente: per loro don Baresi è innocente e nulla può fargli cambiare idea, nemmeno due sentenze di condanna. I difensori, ovviamente, aspettano di leggere le motivazioni per preparare il ricorso in Cassazione.

A far finire davanti ai giudici don Marco Baresi sono state le accuse di un ragazzo che nel 2007, poco prima dell’arresto del sacerdote, aveva raccontato di aver avuto rapporti sessuali con l’ex vicerettore del seminario diocesano qualche anno prima, quando aveva all’incirca quattordici anni e frequentava la scuola media di via Bollani. Dalla scuola il ragazzino era stato allontanato per una serie di problemi, senza raccontare nulla nè ai genitori nè agli amici, ma aveva affidato le sue confidenze a una psicologa. L’attendibilità e la credibilità del ragazzino erano state valutate da esperti e il 27 novembre per il sacerdote erano scattate le manette. Le verifiche sul pc avevano riservato una sorpresa: il 28 aprile 2007 alle 12.30 erano stati ordinati 180 files pedopornografici da e-Mule, caricati su una memoria esterna erano stati cancellati prima dell’arresto.

La Curia diocesana ha commentato la condanna: «Il reato per cui è stato condannato è tra i più odiosi e come Chiesa bresciana viviamo con tristezza il momento. Riteniamo che in queste situazioni siano sempre doverosi il rispetto e la cautela. Mentre intendiamo esprimere solidarietà alle vittime di ogni abuso, sappiamo che un accusato ha diritto a essere pensato innocente fino a che intervenga una sentenza definitiva. Il vescovo di Brescia Luciano Monari ha ancora fiducia che don Marco possa dimostrare la sua innocenza e sta predisponendo una lettera per i sacerdoti della diocesi di Brescia affinché questa dolorosa prova possa essere vissuta da tutti con spirito di fede». La lettera sarà diffusa oggi.

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15 thoughts on “Pedofilia: Don Marco Baresi condannato anche in appello. FreeDON delusi!!

  1. Sulla Bibbia queste persone sono chiamate SEPOLCRI IMBIANCATI puliti fuori ma marci dentro!!!
    Che Dio abbia pietà di loro, ma soprattutto spero che tolga il prociutto che hanno sugli occhi i FreeDON.

  2. angela.. tu vai avanti a mangiare il prosciutto che ai nostri occhi ci pensiamo noi. Prima di parlare conosci… dopo aver conosciuto abbassa gli occhi e taci. Ovviamente per conoscere non ti puoi limitare a leggere ciò che è scritto sui giornali.

    • Simona – Anche conoscere una persona personalmente non è una “certezza” sulla sua integrità. Non credi? Basti pensare a quanti amici ed a quanti amori nella vita ci deludono tradendoci! Quando ci mostrano poi la vera natura e ci voltano le spalle pensiamo che “non era così che lo conoscevo!”. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!

      • Io ho imparato a mie spese a non fidarmi di nessuno. Provo veramente una profonda rabbia contro chi, credendo di conoscere una persona, da per scontata la sua innocenza. Nessuno è mai come sembra, tutti in fondo nascondiamo un lato di noi, è la natura umana.

    • Non capisco, intendi dire che appoggi i FreeDON. Cosa devo conoscere! Io mi attengo ai fatti. Io sarò sempre dalla parte di chi è abusato, e chi difende “L’ORCO” non solo ha il prociutto sugli occhi ma anche due belle fette di pane. Quindi non ho nessuna intenzione di tacere! I FreeDON sono degli ipocriti! Spero che loro non debbano mai affrontare quello che stanno affrontando le vittime, le famiglie delle vittime.

  3. COLPEVOLE
    ragazzi stiamo parlando di prove schiaccianti trovate su un computer portatile….
    Io conosco don Marco… il computer fisso dell’ufficio del seminario, dove vivevano i seminaristi era si pubblico ma quello portatile era privato…
    Si parla poi di 700 files presunti pedopornografici 180 accertati comunque per scaricare questo materiale da EMULE… il programma usato qualcuno doveva stare davanti al computer per oltre un mese…
    Alquanto discutibile come versione che don Marco non sapesse nulla o almeno non si fosse accorto di nulla…
    E come mai appena prima dell’arresto ha cancellato tutto?

  4. Sono persone come Don Marco che rovinano la chiesa…
    L’abusato ha già pagato fin troppo Don Marco non ha ancora pagato….
    E’ agli arresti domiciliari…..praticamente in vacanza….
    Anche la diocesi dovrebbe vergognarsi

    • Giovanni XXIII diceva: “Bisogna saper parlare e bisogna saper tacere”…tacete quando non conoscete e soprattutto risparmiatevi delle infondate prese di posizioni contro don Marco e a favore di un “ragazzino” che nemmeno conoscete…(io ho vissuto con entrambi)
      Sono convinto dell’innocenza di don Marco semplicemente perchè tutto il processo è frutto di una mente malata…

      • per Matteo Grazioli – la differenza non la facciamo noi e non credo che i Giudici che hanno emesso la sentenza contro Baresi debbono tacere in quanto “non conoscono”! evidentemente hanno saputo valutare al di là della semplice “conoscenza diretta delle persone in causa”. Anche le sue sono prese di posizione infondate quando definisce Baresi innocente e il “ragazzino” malato… non crede?

  5. sono d’accordo con te le persone come Don Marco dovrebbero vergognarsi.
    Dobbiamo pregare per l’abusato e sperare che un giorno dimentichi il male subito.
    Il gruppo freedon dovrebbe aprire gli occhi e vergognarsi del male che fanno…
    Per me si meriterebbero una bella denuncia per danni morali nei confronti dell’abusato.

  6. E’ vero bisognerebbe fare delle magliettine con Scritto “pedofilo” al prossimo processo così capirebbero che male fanno alla famiglia e all’accusato

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