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Pedofilia – Abusi – Violenza –

I giovani di oggi ed il loro mal di vivere: un allarme sociale che gli adulti non ascoltano!

10 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Alcune settimane fa avevo chiesto ad un mio giovane amico, Angelo, di scrivere qualcosa da inserire in questo blog, qualcosa che riguardasse la vita vista dal mondo dei ragazzi…. E lui mi ha inviato un lungo scritto dove, la disamina del mondo giovanile, descrive in modo disarmante una responsabilità degli adulti sordi ad un allarme sempre più presente nella nostra società. Purtroppo nei giorni seguenti sono accaduti due fatti orribili dove due giovani hanno messo in atto la peggiore delle soluzioni a questo malessere. Mi perdoneranno le famiglie di questi ragazzi: il mio non vuole essere un atto di accusa verso di loro ma ne prendo spunto per incoraggiare la società intera a prendere per mano i giovani e portarli verso il futuro. Spesso mi sono imbattuta in alcuni forum del web dove centinaia di ragazzi e ragazze si confrontano sui loro malesseri e, purtroppo, molti di loro superano il dolore dell’anima autolesionandosi fisicamente in modi diversi ma tutti orrendamente reali! Mi inserisco nei loro discorsi, scrivo, cerco di dargli conforto e consigli ma è talmente vasto il turbinio delle loro parole che io divento una gocciolina piccola piccola in un oceano. Non mi arrendo e cerco nel mio piccolo mondo di dare aiuto a quei giovani che incontro giornalmente ma, per guardare al nostro futuro di anziani sereni, abbiamo tutti bisogno degli uomini e delle donne di domani e dobbiamo aiutarli ora.

Messaggio su Facebook, poi si getta nel Piave: annega a 17 anni

VENEZIA (21 maggio) – Il Piave si è preso Luca. Aveva 17 anni, con la maggiore età che si trovava lì a due passi, il 23 giugno. La tragedia nella tarda serata di mercoledì, spinta da un malessere interiore, espressa un paio d’ore prima su Facebook, quando scrive «Basta sono stanco di tutto e tutti, mi fa troppo schifo vivere». I sommozzatori dei vigili del fuoco di Vicenza, dopo 36 ore, hanno trovato il corpo di Luca Furlan. Il ragazzo, avrebbe compiuto 18 anni il 23 giugno prossimo.

SI BURLA DELL’INSEGNANTE SU FACEBOOK, TENTA IL SUICIDIO

Genova, 21 mag. – Un ragazzo di 14 anni versa in condizioni disperate nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Martino di Genova dopo essersi gettato dalla finestra di casa, incapace di sopportare l’onta dei rimproveri del preside e dei genitori che avevano scoperto un video pubblicato su Facebook nel quale si burla di un’insegnante. Il ragazzino ha subito l’asportazione della milza, ha lesioni al fegato ed e’ tenuto in coma farmacologico .

GIOVANI: le amare considerazioni di un ventenne che accusa il mondo adulto.

Tecnicamente, noi, neanche esistiamo, se fate una semplice ricerca, anche su wikipedia e inserite la parola “giovani”, non avrete nessun risultato, se non il suo sostantivo GIOVINEZZA.

La giovinezza rappresenta quella fase, relativamente allo sviluppo umano, compresa tra l’adolescenza e la vita da adulto

SI, HO CAPITO, MA NOI? siamo cosi poco meritevoli da non avere nemmeno una spiegazione e/o definizione come tutti hanno? forse è cosi, o forse no..

Ma in entrambe i casi chi è cosi degno e superiore da poter dire ciò che siamo, che non siamo e che meritiamo??? Solamente DIO, per chi ci crede, non di certo gli adulti, sono cosi elevati, nei nostri confronti, da poterci cosi giudicare……. non mi pare proprio!

Sono del parere che l unica cosa possibile, per giudicare, a parte la via religiosa, sia l’auto confronto, l’autoanalisi, dove all’interno di un gruppo arrivi un momento ove ci si possa auto-identificarsi-valutarsi.

Questo potrebbe anche essere un fatto che determina l’accrescimento del gruppo stesso, un momento in cui ci si comincia a rendere conto di ciò che si è ed a potersi dare una posizione.

Tutto questo inutile monologo, semplicemente per dire, che nessuno può giudicare una persona o una categoria, a meno che non vi appartenga, perchè non potrà mai capire i principi che le appartengono e non ci si può nemmeno nascondere dietro un “ci sono passato anche io”, perchè era comunque un’altra generazione, altri tempi………

Nel mondo in cui viviamo oggi è davvero molto difficile, confrontarsi nella società, anche tra stessi “gruppi”, questo è dato da un fatto di cultura, di interessi, di ideali, modi di vita e punti di vista diversi.

Viviamo in una società stanca, esausta, oberata dal lavoro, dalle responsabilità, dai doveri,…….e ci si ritrova in famiglia, la sera, che il padre torna e il figlioletto, orgoglioso di un suo disegno, corre nel soggiorno a salutare il papà, se ci riesce lo abbraccia, e gli chiede. “vieni papà, guarda cosa ho fatto oggi…..”, ma lui è stanchissimo, il matrimonio che sta andando a rotoli, le lettere dalla banca, le rate del mutuo, lavoro extra, le litigate con il capo, e la macchina che si rompe,……………

C’è inevitabilmente la risposta di un padre stanco, talmente stanco che delle volte sembri addirittura stanco di vivere….”non adesso, dopo, dopo vengo….”… è questa frase ce se la sente dire sera dopo sera, settimane, mesi……e quando, da 12 anni, arrivi che ne hai 17 …..

.” Pà, guarda che so riuscito a fa sul computer, so troppo forte…”………e per l’ennesima volta..”non adesso, dopo, dopo vengo….”, il figlio si sente una vera carica, di rabbia sicuramente, e invece di andarsene a coda bassa come sempre, lo guarda gli s’impunta davanti, e “…..ma vaffanculo….mi dici sempre cosi perchè non te ne frega niente e non perchè non hai tempo, perchè invece di metterti a leggere il corriere dello sport dovresti venire a interessarti di tuo figlio, almeno quando te lo chiede……”…” mamma, stasera vado a dormire da Paolo..perchè mi sono stufato di stare qui in mezzo al nulla….”….mamma “ no, dove vai asp…” “ bam……”……..

Questa, per me, giustificata azione in realtà non fa altro che peggiorare la situazione perchè s’innescano una serie di bombe…….

….il padre si arrabbia ancora di più, perche non capisce “ ma che vuole, è viziato perchè c’ha tutto, che altro gli devo comperare.”. la madre si mette a litigare con lui, “ ecco guarda cosa hai fatto, l hai fatto scappare dalla sua famiglia….ignori tutto e tutti, proprio come fai con me….bla bla…”……………tempeste di chiamate arrivano sul cellulare del figlio, il quale preferirebbe, spaccare il telefono per terra piuttosto che rispondere,in quel momento…. Lo spegne…..e non andrà da paolo, almeno per il momento, ci andrà più tardi dopo aver smaltito……

…è una serata nera, è nuvoloso e sta per piovere, ma per lui è indifferente e vuole raggiungere il suo unico rifugio, mentale, che gli permetterà di rilassarsi, un attimo……….cammina ……a passo lento e senza guardare avanti , ma solo le scarpe, affianca il fiume, lo guarda…..trova una panchina ,ci si siede, e comincerà,a guardare il fiume che scorre,senza neanche dire una parola, il fiume parlerà per lui….., i caratteristici suoni, fluviali, si insinueranno nella sua mente a fargli compagnia e a coccolarlo……milioni di domande, milioni di perche, affioreranno contemporaneamente dalle sue meningi…. Per poi alzarsi, e..”fanculo..” e dopo aver fatto questo reset, andare con un nuovo volto dal suo amico…..

Questo però è un modo, uno dei più sani, che affiora tra pochi ragazzi, ci sono tanti, che non riescono a sopportare un clima del genere in famiglia, e cominciano davvero a rovinare la loro vita, non se ne fanno una ragione, il peso aumenta…di giorno in giorno…finchè non si accorgono (purtroppo) che ci sono dei mezzi, che riescono a fargli scordare tutto, che li fanno stare bene perchè li distaccano dalla realtà, perchè li fanno vivere per poche ore in un mondo loro , fantasioso, senza mamma e papà, senza le litigate, senza brutti ricordi, senza il peso della scuola i commenti dei genitori ecc…..

…e purtroppo cominciamo a parlare di alcool e droghe, fino a 25 anni fa circa, persone davvero disperate che si affidavano, assumendo trattamenti del genere, potevano essere 1000 su un milione, ora, è diventata quasi una routine!!, ora lo fanno, senza neanche sapere il vero perchè, e se gli viene chiesto, cominciano a sparare la prima cosa triste che gli salta in mente……, il cane, il gatto, il topo, casa, scuola, amore…….

Ovvio c’è veramente chi ha seri problemi e che certo non si può dire che quindi sia giustificato,se magari si droga o ubriaca tutte le sere fino a sentirsi male, ma possiamo dire, che è ancora più stupido è chi lo fa,per appunto routine…….. li non ha davvero senso anche perchè lo fanno in assoluto con incoscienza e inconsapevolezza.

Purtroppo, questa è la gioventù, si probabilmente una gioventù buona, per certi aspetti e in rari casi anche nobile , ma bruciata, dai problemi, da problemi che si portano tutti dalla crescita, che qualcuno involontariamente ne è “colpevole”

In tutti noi, c’è una piccola grande forza che ci spinge ad andare avanti,e asseconda di come siamo, questa forza la possiamo , amplificare, far uscire,favorire..o al contrario la possiamo bruciare denigrare,reprimere, odiare, o semplicemente far finta che non ci sia…….

Viviamo in un mondo di illusioni, viviamo in un mondo ,ingiusto in un mondo che non ci piace, ed è per questo, che per molti “serve” creare il loro mondo “a tempo” perfetto…..lasciando quello in cui davvero viviamo, totalmente alla deriva………….

quando ci assentiamo, cosi, e come se lasciamo una nave senza passeggeri…….essa andrà alla deriva, e cosi il nostro mondo…..invece di prenderne il timone in mano, o quanto meno provarci, noi lo lasciamo, e ci piace rinchiuderci in una stanza dove invece di falsi timoni ne possiamo toccare a migliaia…anche se sappiamo che questi però non potrebbero mai portarci da nessuna parte……………….

…” TIMONIERIII, AL LAVORO……….”

Angelo

(Nota di MammaDolce: grazie ad Angelo di cuore!)

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10 thoughts on “I giovani di oggi ed il loro mal di vivere: un allarme sociale che gli adulti non ascoltano!

  1. ….Bè, queste, sembrano descrivere cose che accadono in ogni famiglia, e che probabilmente creano piu problemi di qualunque altra cosa, ai nostri figli…..

  2. Su molte cose sono d’accordo con Angelo, e su molte con MammaDolce. Ma vorrei anche dire, e mi scuso in anticipo se la mia frase possa risultare offensiva (non intendo assolutamente sminuire i problemi di nessuno), che l’adolescenza è sempre stato un periodo difficile, non è una novità. E il mestiere del genitore è sempre stato il più complicato. Detto ciò, è assolutamente vero che la maggior parte de “gli adulti” pensano che “i giovani” non abbiano capito un c…avolo della vita…ed è un peccato, perchè potrebbero imparare tante cose da noi, almeno quante noi ne impariamo da loro. E’ vero, molti ragazzi sono deboli, repressi, sbagliano, ma altrettanti adulti lo fanno. Io ho conosciuto un pari numero di adolescenti e di adulti che sostenevano che usare il preservqativo sia, se non un peccato, quantomeno inutile. Stessa ignoranza da entrambe le parti per quanto riguarda il razzismo, la scuola, la politica…
    Purtroppo stiamo attraversando una crisi (ma non quella che pensiamo tutti, economica. No, si tratta di una crisi sociale.), ed è assolutamente normale, purtroppo, che la nostra civiltà sia in declino. I genitori non sanno fare i genitori, e i figli non sanno fare i figli. La “colpa” è da entrambe le parti.
    Ma io non penso che la causa sia la droga, o l’alcol. Al limite questi sono sintomi. Il problema risiede nei nostri cervelli, nella nostra mentalità. Perdonatemi se ve lo dico, ma se io non avessi mai bevuto una birra nè fumato una canna, sarei ancora un c…retino che non ha capito il beneamato cavolo di cui sopra dalla vita. Io l’ho provata come una cosa positiva per la mia anima e la mia mente. Con questo non voglio fare un’arringa a favore di alcol e droghe leggere, assolutamente no, ma a onor del vero voglio precisare: non creiamo falsi nemici. Essi sono pericolosi solo se noi li rendiamo pericolosi. Per me non lo sono mai stati. Non ho mai preso dipendenza da niente ( a parte le sigarette, ahimè), e il mio cervello funziona, e mi ritengo un essere pensante. D’altro canto, ci sono molti, sia giovani che adulti, che non hanno mai fatto niente di “amorale” come questo e hanno una mentalità assolutamente chiusa. E, credetemi, è da questo che nascono i problemi. Se il padre non ascolta il figlio, non è perché beve, ma perchè non capisce. Non comprendere l’altro, è questo il problema. Ripeto, io non sono assolutamente a favore di niente, ma non tollero l’ipocrisia: è facile fare di alcol e fumo dei nemici, il difficile viene quando si deve mettere in dubbio il nostro modo di essere, il nostro status quo, noi stessi.

  3. Per Walter – Ti ringrazio molto di quanto hai scritto. Devo dire che mi sento onorata e fortunata a leggere qui da me quanto avete da raccontare. Sia te che Angelo dimostrate una intelligenza acuta che avevo paura non vi fosse più instillata in nessun giovane. Mi prenderò però del tempo per rispondere a tutto e magari attendo anche che torniate a scrivere! Buona serata.

  4. 🙂 a presto

  5. Anche io ho avuto modo di parlare con persone un po’ più giovani di me.
    All’inizio ero disarmato e quasi mi sentivo colpevole di non capire più il loro mondo.
    POI però…mi sono accorto che stranamente TUTTI soffrono come i cani di fronte anche al nulla, e danno per scontato che la serenità che le persone un po’ più grandi di loro hanno sia stata servita sul piatto d’argento senza nessun sacrificio.
    purtroppo la nostra società di tenera età tende a dimenticare che nessuno regala niente al mondo.
    Da questo ad arrivare a non sentirsi considerati passa molto poco, essendo stati abituati alla teoria del tutto è dovuto.
    Il mal di vivere inteso come problemi di normale amministrazione tutti l’hanno provato almeno una volta, i giovani non sono certo legittimati al lamento cronico quando se analizziamo bene le varie situazioni ci accorgiamo che il loro unico vero problema in realtà è il non avere nessun problema degno di menzione.

    • @james – Quanto scrivi non è inammisibile ed è stravero che certi giovani pensano che tutto gli sia dovuto. Però stà agli educatori, cioè ai genitori perlopiù, porre dei limiti e chiarire che “non gli è tutto dovuto”! Purtroppo credo (e vedo) che molti adulti danno un cattivo esempio tra quello che è giusto e quello che è sbagliato e, nonostante sia vero che con il sacrificio e l’esperienza si diventa adulti, come fanno loro a trovare la strada giusta? Il giovane che ha scritto parla di un “non dialogo”, di un “non riconoscimento” da parte di un genitore perennemente stanco e preoccupato che lo isola con un . Caro James credo che su questo potremmo allargare il dialogo e che farebbe bene sia a noi adulti che a loro giovani. Ti riporto la frase che scrisse una mia dolce amica, venuta a mancare pochi giorni fa, e che trovo sia la sintesi dei tanti discorsi che qui potremmo fare… se vorrai. Un caro abbraccio a te.
      “Alle nuove generazioni
      vittime della solitudine interiore
      in cui sono abbandonate
      da una società che nell’era del consumismo
      ha dimenticato il prezioso ruolo
      dell’educazione ai valori morali, laici e religiosi
      che sono alla base dell’onestà
      e del rispetto verso se stessi
      e verso il prossimo”

      • Cara mammadolce,
        purtroppo il web mi pone dei limiti che mi sono difficili da superare, un po’ per la mia difficoltà personale nell’affrontare discorsi virtuali un po’ per gli elementi che vengono a mancare rispetto a un dialogo faccia a faccia.
        Questo è un argomento che meriterebbe un’attenzione maggiore a livello di tempo, tuttavia cercherò di replicare nel modo più esaustivo possibile.
        Uno degli elementi che mi ha portato a tale conclusione che può sembrare cinica e sbrigativa è anche la mia esperienza (non in prima persona se la circoscriviamo al mal di vivere) ma di persone più giovani di me che mi sono e mi erano vicine.
        Ho notato anche io in queste persone una mancanza di tanti valori che erano forse più rappresentativi delle generazioni precedenti (anche se qui si dovrebbe aprire una parentesi infinita sulle varianti sociologiche che hanno contribuito a cambiare tante cose negli ultimi anni).
        Mi è parso di capire che alla base del loro mal di vivere ci sia incomunicabilità ma anche mancanza di progettualità, visione distorta di quello che è il mondo del lavoro, dell’istruzione, dei rapporti familiari e di tanto altro.
        Inizialmente tendevo erroneamente a giustificare a spada tratta il loro disagio, che nei casi più tristi è sfociato anche nell’abuso di sostanze stupefacenti e non. Tuttavia dopo aver avuto modo di prendere in considerazione le situazioni in modo più preciso mi sono reso conto che il fenomeno del mal di vivere era di portata abbastanza generale;
        ho provato quindi ad individuare una costante in queste situazioni e sono arrivato alla conclusione che appunto questa potesse essere la “mancanza di un problema di fondo”
        Ci tengo a precisare che questa è una mia considerazione personale e non voglio imporla assolutamente come generale o farla intendere come più giusta di un’altra improvvisandomi sociologo dei giovani.
        Nel concreto non ho conosciuto (salvo le dovute eccezioni) dei ragazzi con la voglia di aspirare a qualche cosa, con il senso del dovere, con la voglia di lavoricchiare durante l’estate anche per potersi comperare qualche cosa (parliamo di piccole cose certo ma che hanno un grande significato)
        questo perché giustamente molti genitori provvedevano già al fornire ai figli tutto ciò.
        Questo è sicuramente imputabile ad un aumento generale del benessere nelle famiglie, senza esagerazioni, che però ha portato i genitori a voler dare ai propri figli quello che loro non hanno avuto. Ragionamento giustissimo se parliamo di cose come il diritto allo studio, molto sbagliato se parliamo di beni non durevoli.
        Mi spiace non poter fare delle considerazioni adeguate del fenomeno in questa sede, risulterei eccessivamente prolisso, preciso però che non sempre i genitori sono responsabili del comportamento dei figli.
        La figura del genitore piuttosto che quella dell’insegnante dovrebbe dare degli strumenti al giovane con cui questo può lavorare per gestirsi nella società e nella vita. Il lavoro duro però spetta al singolo, i giovani affetti dal mal di vivere non stanno facendo lo sforzo di applicare nessuno degli strumenti che viene loro dato.
        Se poi questo è imputabile alle carenze delle figure guida non si può che prenderne atto ad un livello superiore, poiché parliamo di un fenomeno molto più grande e preoccupante.
        Di certo però non è giustificabile il giovane che non fa il minimo sforzo a livello comunicativo e lamenta incomunicabilità.
        Concludo con un saluto e mi auguro di non essere stato troppo prolisso o non chiaro

    • Scusa James…..tu pensi davvero che non ci sia un problema???

      Un padre che non ti sorride mai e una madre che non ti accarezza non sono problemi reali? Non è un bisogno naturale quello di avere un genitore davvero?

      Evidentemente hai avuto una solida famiglia alle spalle e non sai di cosa stai parlando.
      Come quando un ricco parla di povertà riesce a farlo solo con una certa distanza.

      Se Hitler avesse ricevuto qualche carezza in più da bambino, probabilmente il mondo sarebbe molto diverso adesso

      ……ma c’è gente come te…che continua a pensare che non è un problema! Che l’amore è un dettaglio…..!

      Noi non siamo ne vittime ne colpevoli……non abbiamo nessun ruolo,non possiamo ancora averlo….. non viviamo, ci osserviamo vivere.

      Andrea Imperi

      • Grazie Andrea. L’amore no, non è un dettaglio. In questa semplice affermazione trovo ci sia la chiave del tutto e, leggerla con consapevolezza, mi rattrista. Anche io sono stata bambina, adolescente e adulta (ora sono nella via di mezzo tra l’adulta e l’anziana!) e la solitudine del non riconoscimento, del non dialogo, mi hanno portata ad essere una divoratrice di poesie e di libri. Ricordo di aver cercato l’amore ed il dialogo in modo ossessivo e, a volte, anche aggressivo. Ma per non dilungarmi nel raccontarmi posso dire di essere oggi un genitore che ha da sempre insegnato il dialogo ai propri figli, di non aver mai fatto macare coccole e riconoscimenti. Di certo neanche io sarò la perfezione ma mi impegno ogni giorno seminando amore, rispetto, curiosità ed insegnamenti. Ti prego Andrea, torna a scrivermi, e fammi sentire che non è vero che sei solo un osservatore della tua vita: io sarò qui ad accoglierti.
        Un grande abbraccio da MammaDolce

  6. da giovani si hanno i sogni più grandi…ma anche gli incubi peggiori… non bisogna mai sottovalutare questa cosa…noi giovanni dovremmo per prima cosa imparare…ma spesso non c’è nessuno a insegnare, e se c’è qualcuno insegna male…alcune cose sono giuste, come per esempio che non è giustificabile il giovane che non si sforza di comunicare..ma la stessa cosa vale per gli adulti, anzi, di più, visto che avrebbero dovuto imparare a farlo da giovani! la comunicazione è il problema..un esame di coscienza collettivo, indistintamente a giovani e adulti, non sarebbe proprio male…

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