Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza –

Ragazza suicida a Viterbo – Il padre: sò chi ha ucciso mia figlia Evelyn.

5 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

La ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre scorso ha un nome: Evelyn Moreiro. E grazie ai genitori ora abbiamo anche una foto del dolce viso di questa ragazza che, anche io, spero aiuti chi la conosceva e/o chi ricorda qualcosa su di lei, a farsi avanti con la famiglia e gli inquirenti per arrivare alla verità sul suo suicidio. Dal suo diario, recapitato su un cd alla famiglia, ci sono i racconti degli stupri subiti da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio e c’è anche il suo nome. Lei aveva avuto la forza di sopravvivere alle violenze solo per poco tempo… poi la morte. Aiutare Evelyn e la sua famiglia ad avere giustizia è un atto dovuto da una società civile… avrebbe potuto essere vostra figlia, vostra sorella! Ha ragione il papà quando dice NON PUO’ ESSERCI UN’ALTRA EVELYN.

19enne suicida – Parla il padre della ragazza che si è impiccata lo scorso 27 novembre dopo essere stata violentata due volte

“So chi ha ucciso mia figlia Evelyn”

“Non vogliamo che ci sia un’altra Evelyn”.

Daniel Moreiro rompe il silenzio sulla morte della figlia di 19 anni che si è impiccata lo scorso novembre in una casa di accoglienza a Viterbo. E’ amareggiato. Ha la rabbia di chi si trova un giorno ad aprire la porta a un agente di polizia che gli dice che la figlia è stata trovata morta e non può fare niente per cambiare le cose.

Nel suo racconto traspare, infatti, tanta angoscia per non aver percepito la sofferenza di quella figlia che ora non c’è più. E per l’impotenza che gli ha impedito di intervenire prima che si verificasse la tragedia in cui l’ha persa.

Moreiro ha deciso di parlare perché, anche se niente e nessuno gli restituirà la sua Evelyn, vuole giustizia per la sua morte. Vuole soprattutto che chi abusò di lei per ben due volte non resti libero. Il volto del presunto stupratore, infatti, ha preso forma dalle pagine del diario della ragazza, misteriosamente recapitato per posta ai suoi genitori. 

Che effetto vi ha fatto vedere quei fogli con la scrittura di vostra figlia? “Devastante – afferma con voce tremante e dopo una lunga pausa, il padre della ragazza -. Un effetto più che devastante. Soprattutto perché abbiamo ricevuto il diario il 27 febbraio e cioè il giorno dopo il compleanno di Evelyn. Per noi è come se fosse stata uccisa di nuovo”.

Secondo lei chi ha in mano il diario? “Non saprei fare un nome, ma sicuramente è qualcuno che lei frequentava. Nel diario ci sono foto del compleanno dei suoi diciotto anni e quelle della festa di Halloween. Probabilmente è una persona che lei conosceva bene”.

E che può dire invece del ragazzo che sua figlia descrive come l’autore delle violenze di cui è stata vittima? “Posso dire che purtroppo lo conosciamo e siamo in grado di identificarlo. E’ un ragazzo che aveva conosciuto negli anni in cui abbiamo vissuto a Rignano Flaminio, prima di trasferirci a Montefiascone. L’unica cosa che speriamo è che non resti libero. Non vogliamo un’altra Evelyn.  Crediamo a quello che ha detto nostra figlia in quel diario, anche perché non avrebbe avuto motivo di mentire su una cosa così intima”. 

Perché, secondo voi, non ne ha mai parlato? “Credo per paura, o forse per vergogna. Evelyn mi aveva solo raccontato di ricevere delle telefonate frequenti e continue. Io le avevo consigliato di denunciare il fatto ai carabinieri o, al limite, di cambiare il numero del cellulare”.

Come avete appreso la notizia della sua morte?  “Ricordare quel momento è come mettere il sale su una ferita che non si è mai chiusa. Comunque quel giorno alla nostra porta ha bussato un agente di polizia che ci ha comunicato ciò che era accaduto”.

Vi rimproverate qualcosa in tutta questa vicenda? “Il fatto di non aver capito la sua sofferenza, perché lei non la lasciava mai trasparire. Anche se ci dicono che non potevamo prevedere un tale gesto, la cosa non ci fa stare meglio. Non abbiamo capito che stava male. Ci spiegavamo il cambiamento di umore con il fatto che stava crescendo e con i trasferimenti che ci hanno portato da Rignano a Montefiascone. Dopo i traslochi, infatti, Evelyn ha dovuto rinunciare ad alcuni dei suoi amici. Abbiamo pensato fosse triste per questo”. 

Come era vostra figlia? “Era una figlia allegra e solare. Ha sempre cercato di dare una mano agli altri. Studiava e aveva una grande passione per la lettura. Era una ragazza come tante. Stava finendo l’istituto chimico biologico e voleva iscriversi a medicina. Le sarebbe piaciuto diventare una ricercatrice”.

Perché avete deciso di rendere pubblica la vicenda a distanza di tempo? Il fatto che ora se ne parli tanto, non riporta a galla pensieri tristi e dolorosi… “Tanto qualsiasi cosa ce la ricorda. Noi vogliamo solo fare chiarezza e soprattutto fermare questa persona. Non vogliamo certo farci pubblicità con un fatto di cronaca, ma se con la nostra storia riusciremo ad aiutare qualcuno, allora ben venga.

Tutta questa situazione potrebbe servire a chiarire i diversi punti della vicenda che sono ancora oscuri. Non c’è al momento una versione ufficiale dei fatti. Inoltre vogliamo spronare chiunque si trovi nella stessa situazione di nostra figlia a non avere paura di parlarne. Ripeto non può esserci un’altra Evelyn”.

LINK ARTICOLO originale

Annunci

5 thoughts on “Ragazza suicida a Viterbo – Il padre: sò chi ha ucciso mia figlia Evelyn.

  1. Egregio signor padre, di questa povera giovane, che mi stringe il cuore pensare.

    NON SCRIVA A NON DICA CIò CHE SA, SE NON AD UN AVVOCATO O A UN GIUDICE, DEPOSITANDO UNA RELAZIONE SCRITTA, SECONDO LE REGOLE DEL CODICE PENALE.

    Si ricordi che molti che sapevano sono stati assassinati.

    Pensi all’ing. Antonio Ferrigno, ammazzato con modalità sataniche in Olanda a Natale 2009, PERCHè SAPEVA TROPPO SU CERTI ITALIANI MOLTO IN ALTO….

    La denuncia deve contenere non solo quello che lei sa, ma le circostanze di come ha saputo.

    La denuncia deve contenere alla fine le tre frasi di rito :

    1) Per quanto sopra querelo e denuncio tuti i responsabili, che la Giustizia andrà a Ravvisare.

    2) Con riserva di costituirmi parte civile nel procendimento penale, che si andrà ad instaurare.

    3) Con esplicita richiesta di essere avvisato nel caso di proposta di archiviazione da parte del PM.

  2. …….Ero un suo particolare e molto vicino amico….
    Per molti, io ero un suo semplice amico o addirittura un conoscente. Non era cosi, solo noi 2 in fondo sapevamo davvero, come ci comportavamo, ciò che ci dicevamo e come lo facevamo…..nel nostro rapporto di intensa amicizia non si è mai rivelata la necessità di mettervi del falso, ciò di cui si parlava era tutto vero e sincero, …..per lei era molto di più, e per 3 lunghi anni ne soffrivo, ma mi bastava ed ero soddisfatto del nostro intenso rapporto, nel quale lei dimostrava di potersi fidare di me, e si esprimeva liberamente……….. In questo periodo come non mai, mi ritrovo sotto pressione, perché diversi pareri, tra i miei genitori, amici, parenti e il mio legale, mi consigliano di fare cose e altri di non farle, ma so che la risposta può essere soltanto dentro di me.
    Io, sono già stato interrogato dagli inquirenti e ho detto tutto quello che sapevo, e la stessa cosa ho fatto con i cari genitori…..ciò che rimane da decidere, è se esporre degli ultimi particolari da me scoperti non molto recentemente, se esporli, alla giustizia, o alla gente! Nel mio interrogatorio, avevo parlato, anche se superficialmente, delle violenze da lei subite e che lei raccontava nel suo diario. La cosa non è stata assolutamente considerata e il caso è stato addirittura chiuso, questo non va bene, non esiste,non è giusto.
    ……Il problema e che se mi riferirò ad enti pubblici, sarò sicuramente coinvolto ancor di più nelle indagini, come se fosse un’ omissione di prove………. prove gli sono stati fornite, il caso è stato riaperto, io ho detto tutto quello che dovevo dire, e non voglio continuare a soffrire, per delle probabili inique e inutili indagini, non voglio essere ulteriormente coinvolto…………………..se farò di testa mia, so che passerò ulteriori giorni di pressione, che comunque non porterebbero a nessun esito positivo, ma forse mi sentirei meglio……e facendo cosi, allo stesso tempo avrei la mia stessa famiglia contro di me, in quanto giustamente vorrebbero semplicemente tirarmi fuori da una situazione in cui non c’entro e della quale non ho nascosto nulla……..è questione di ore, e prenderò una decisione……sto in un perfetto limbo….che convoglia ad un pesante e intenso vortice, di dolore, e di coraggio……..fra alcune ore deciderò, se mettermi la mia famiglia contro e rimanere solo, e non concludere nulla, per le indagini……..o dire una parola in meno, del resto inutile…..e non aggravare la mia impossibile situazione……………chiedo comunque scusa ai genitori di lei………….

    • Per Alessandro – Caro Alessandro, non puoi e non devi voltarti dall’altra parte proprio in virtù della stima e fiducia che Evelyn ha riposto in te. Per quanto la tua testimonianza dell’epoca possa essere stata presa sotto gamba, oggi ancor più devi raccontare quanto tu sai per rendere giustizia alla tua amica. Lei non si è uccisa per una “frivolezza”! lei non ha saputo resistere al dolore datole dalle violenze subite ed ha cancellato il ricordo cancellando se stessa. Tu eri un suo ottimo amico? continua ad esserlo e racconta agli inquirenti quanto hai scoperto e saputo. Se questo potrà o non potrà far luce sulla causa morale della morte di Evelyn lo stabiliranno gli inquirenti e tu sarai sollevato dal pesante vortice che ti stà logorando. Capisco la posizione della tua famiglia, sono genitore e potrei essere tua madre, ma veder crescere i figli significa anche renderli liberi di decidere pur rimanendogli vicino e proteggendoli. Tu non hai motivo di aver paura e vedrai che anche la tua famiglia capirà. Perdonami ma te lo devo dire… il silenzio rende complici ed Evelyn ha bisogno ancora di te.

  3. difatti, è quello che ho deciso, ma volevo precisare che propio per una mia, ehm prova, sono state riaperte le indagini……lunedi sera guardi rai tre….!!!

    • Per Alessandro – Grazie per quanto fai e farai per Evelyn. Queste battaglie servono anche alle tante altre vittime della violenza che devono sapere di non essere sole, che bisogna denunciare e non rimanere in silenzio affinchè certi “soggetti” vengano assicurati alla giustizia per non fare mai più del male a nessun’altra. Sicuramente Evelyn ti stà regalando dal cielo il suo sorriso più bello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...