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Ragazza suicida a Viterbo – I genitori “c’è un muro di omertà e paura”…

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Il Giustiziere degli Angeli

Un anonimo interlocutore chiama la famiglia di E.M. (Evelyn Moreiro), la ragazza suicidatasi a Viterbo a Novembre del 2009, e dice di avere il diario della ragazza. E, giustamente, ci si chiede il perchè di tanta attesa nel farsi avanti! Ma c’è anche il dolore ancor più grande dei genitori che, oltre a scoprire che la causa del suicidio della figlia è dovuto ad uno stupro da parte di un ragazzo di Rignano Flaminio (dove gli stessi hanno vissuto per del tempo), si sentono stupiti ed increduli di fronte al muro di omertà che tiene le bocche chiuse a chi potrebbe fornire notizie utili alla scoperta della verità. Una verità ancora più cupa quella che ha avvolto per sempre Evelyn ma che ha forse un sapore meno amaro sotto certi aspetti umani. Forse il gesto di questa ragazza di fronte alla violenza subita sarebbe compreso più profondamente da quanti hanno pensato che il suo gesto fosse dovuto ad una depressione dopo essere stata lasciata dal fidanzato. Un motivo quest’ultimo troppo “frivolo” e liquidato immediatamente. Il dolore degli stupri subiti hanno devastato Evelyn che ha preferito la morte a quel ricordo che non le ha dato respiro, che l’ha fatta sentire sola, impaurita, incapace di affrontare una vita, una qualsiasi come tante. Questo stupratore ignobile ha scolpito con le sue mani la parola “morte” nell’animo di Evelyn ed io lo condanno allo stesso marchio.

Sono vicina alla famiglia di Evelyn e la abbraccio con il cuore pregando affinchè il responsabile paghi a vita le sue colpe.

Suicida a Viterbo dopo stupri, anonimo chiama genitori: ho documenti

ROMA (23 aprile) – «Sono in possesso di tutti i documenti di vostra figlia». È quanto ha detto al telefono una persona anonima, maschio, molto probabilmente giovane, ai genitori di Evelyn Moreiro, la ragazza di 19 anni, sudamericana, residente a Montefiascone, in provincia di Viterbo, che nel novembre 2009 si impiccò in una casa d’accoglienza. I genitori intanto denucniano: sulla tragica storia di nostra figlia c’è un muro di omertà.

I «documenti» di cui l’anonimo interlocutore ha asserito di essere in possesso non può essere altro che il diario di Evelyn, già inviato in copia agli stessi genitori, nel quale la giovane descrive dettagliatamente due stupri subiti e mai denunciati. Stupri che, secondo il padre e la madre, potrebbero averla spinta al suicidio.

Attraverso i tabulati gli investigatori potrebbero dare un nome e un volto all’autore della telefonata e scoprire se si tratti di un mitomane o sia davvero in possesso del diario. In questo caso dovrebbe spiegare come l’ha avuto e perchè ha atteso quattro mesi prima di inviare una copia ai genitori.

I genitori: c’è un muro di omertà e paura. I genitori della ragazza e il loro legale, l’avvocato Angelo Di Silvio hanno lanciato un appello affinchè chiunque sappia qualcosa in merito lo riferisca alle forze dell’ordine. Appello che finora non sarebbe stato raccolto da nessuno. Il padre e la madre di Evelyn hanno chiesto anche alla trasmissione «Chi l’ha visto?» di occuparsi del caso. Una troupe di Rai3 si è recata a Villa Buon Respiro, la struttura sanitaria in cui lavora la psicologa cui la ragazza si sarebbe recata per fare il test di gravidanza dopo il secondo stupro. Ma la dottoressa non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «Le è stato chiesto solamente di confermare o smentire la circostanza riportata nel diario – spiega l’avvocato Di Silvio -, che potrebbe essere fondamentale per fare luce sui fatti. Non si capisce perchè non abbia voluto rispondere».

Dopo aver ricevuto quelle pagine, il padre e la madre della ragazza hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica di Tivoli, competente per territorio su Rignano Flaminio, dove sarebbe avvenuto la prima violenza, e hanno chiesto la riapertura delle indagini. Nella denuncia hanno indicato anche il nome del presunto stupratore. È un giovane di circa 21 anni che Evelyn frequentava prima di trasferirsi con la famiglia da Rignano Flaminio a Montefiascone. All’epoca lei aveva 16 anni, lui 18.

L’inchiesta, a prescindere dalla denuncia dei genitori, procederà d’ufficio. Il secondo episodio annotato dalla ragazza agli inizi del 2006, infatti, si sarebbe verificato in un bagno di Viterbo, quindi in un luogo pubblico. Una circostanza, quest’ultima, che costituisce aggravante e che impone appunto la perseguibilità d’ufficio. «Mi sentivo male e mi sono recata in un bagno pubblico di Viterbo. Ho vomitato. Poi è entrato lui ed è successo come la prima volta – ha scritto la giovane -, ma è stato più brutale e doloroso. Ero terrorizzata al pensiero di essere rimasta incinta di quell’essere e mi sono rivolta all’assistente sociale di Villa Buon Respiro (una casa di cura di Viterbo, ndr), la quale mi ha fatto comprare un test di gravidanza che abbiamo fatto insieme. È comparsa solo una riga rossa. Quindi era negativo. Non le ho detto quanto era accaduto. Non l’ho detto a nessuno. Anche a mia madre ho detto che mi ero sentita male». L’esposto è stato depositato presso la procura della Repubblica di Viterbo che ha subito disposto l’invio per competenza a Tivoli, in quanto il primo stupro sarebbe avvenuto nella casa di un suo amico a Rignano Flaminio.

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2 thoughts on “Ragazza suicida a Viterbo – I genitori “c’è un muro di omertà e paura”…

  1. Sono stato personalmente avvolto dallo stesso muro di omertà, che avvolge oggi questa famiglia, ma molto molto più grande, dovuto alla MAFIA VATICANA, ossia i degni compari dei RENATINO, la cui tomba sta alloggiata nella Basilica di San’Apollinare a Roma.

    Ma il tempo degli sberleffi di questi delinquenti sta volgendo al termine, e quindi invito questa famiglia, se vuole un consiglio su come muoversi, di rivolgersi ad un avvocato penalista, ricordando che, ove la Giustizia Italiana non funzionasse, esiste la Corte Europea dei Diritti Umani a Strasburgo, dove possono rivolgersi direttamente e senza avvocato, per avere giustizia, una volta che non la dovessero avere in Italia.

    L’impero del SATANA IN CHIESA volge alla sua fine, ed è ora che le vittime alzino la testa.

    A mio avviso farebbe bene il Papa a lasciare questi luoghi ed andarsene dai suoi amici in Medio Oriente, evitando di ritornare in questi luoghi, che NON HANNO BISOGNO DI ALTRI CRIMINI.

  2. Io spero solo che questo uomo,anzi questo mostro la paghi cara e soffra il triplo di come ha sofferto lei e la sua famiglia.Ti ucciderei con le mie stesse mani per il male che le hai fatto,BASTARDO!

    Eve,spero che otterrai la giustizia che ti meriti!

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