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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti e Monsignor Gino Reali ed i loro complici silenzi.

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Il Giustiziere degli Angeli


Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

Scandalo pedofilia, il vescovo di Tarquinia nella bufera.

Scandalo pedofilia nella chiesa, l’avvocato Marazzita si scaglia contro il vescovo reggente della curia di Civitavecchia e Tarquinia Gino Reali.

“Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del vescovo Gino Reali per aver coperto gli abusi di don Ruggero Conti. Quando monsignor Reali verrà in aula per testimoniare nel processo per pedofilia che vede imputato don Ruggero”. L’avvocato Nino Marazzita, che segue due delle sette presunte vittime dell’ex parroco del quartiere romano di Selva Candida sotto processo a Roma per pedofilia, non ha dubbi su ciò che va fatto.

“Il vescovo Reali, responsabile della diocesi di Porto di Santa Rufina, nel suo interrogatorio in fase istruttoria davanti al pm Francesco Scavo Lombardo è stato imbarazzante nelle risposte – sottolinea l’avvocato -.

Prima ha detto di non sapere nulla di quanto accadeva a Selva Candida, poi li ha definiti “pettegolezzi”. Ma la cosa più grave è che è arrivato ad allontanare dalla sua parrocchia un altro prete che si era lamentato di don Conti. Entro qualche settimana, Reali dovrà essere interrogato in aula e io ne chiederò l’incriminazione per favoreggiamento. La pedofilia all’interno della Chiesa è un tabù. Quando i vescovi tacciono, il prete pedofilo continua a commettere crimini e il silenzio diventa una forma molto grave di complicità”.

Ma quello di don Ruggero Conti non è l’unico caso di pedofilia nell’ambito del quale compare il nome del vescovo di Tarquinia. Reali, secondo quanto riportato dal giornale spagnolo El Pais, avrebbe raccomandato con una lettera un prete accusato di abuso su quattro minori, definendolo in una lettera di accompagnamento una “brava persona”.  Secondo El Pais, il vescovo avrebbe scritto una lettera di raccomandazione per il sacerdote spagnolo José Poveda Sanchez, che è stato incriminato nel 2005 per aver abusato sessualmente di quattro bambini sotto gli 11 anni nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima Aranova (Roma).

Il sacerdote, si legge sulle colonne di El Pais, “è stato protetto e mandato in Spagna dal vescovo Gino Reali, a capo della diocesi di Porto Santa Ruffina. Reali ha dato al sacerdote una lettera di raccomandazione per il vescovo di Getafe (Madrid), nella quale definisce il prete accusato di pedofilia come una “brava persona” che voleva tornare in Spagna “per curare la madre malata””. Secondo il vescovado di Getafe in Spagna il sacerdote accusato di pedofilia non avrebbe dato vita ad episodi di abusi: “Grazie a Dio nulla è successo”. José Poveda Sanchez, che ora ha 50 anni, è stato parroco della chiesa di Nostra Signora di Fatima in Aranova per tre anni. Prima era stato a Cerveteri e Maccarese. “Nel 2005, alcune famiglie di Aranova – ricorda El Pais – hanno detto al sindaco che aveva abusato dei loro figli.  Il sindaco lo ha riferito al vescovo, e questo lo mandò a Getafe. Le dichiarazioni delle vittime di Sánchez Poveda alla polizia sono agghiaccianti. Uno di loro ha detto: “Durante la visione di un film, Jose ha cominciato a toccare le mie parti intime, mi ha fatto abbassare i pantaloni, mi ha afferrato il pene e mi ha masturbato”.

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2 thoughts on “Pedofilia e Chiesa: Don Ruggero Conti e Monsignor Gino Reali ed i loro complici silenzi.

  1. Se il vescovo ha solo obbedito ai suoi superiori, come è d’uso nella Chiesa Cattolica, colpire lui serve a poco, e niente.

    Va colpita al cuore la mano del criminale senza scupoli, che comanda tutta la tresca, e non solo quella del timoroso soldato che lo aiuta, in omaggio all’obbedienza, che è il vescovo.

    Dunque va colpito il Vaticano, nella sua interezza.

    Sono Cattolico, e lo dico in quanto tale, sentendomi vittima di tutta questa montagna di merda, di cui mi vergogno come un verme.

  2. Pedofilia, Monsignor Reali: “Storie vecchie”
    di Redazione
    venerdì 16 aprile 2010 17:14
    “Storie vecchie”. Monsignor Gino Reali, vescovo reggente della curia di Civitavecchia e Tarquinia, si limita a questo in merito ai due casi di pedofilia che vedono coinvolti due parroci che facevano parte della sua diocesi.
    Nessun commento dunque né in merito al caso di don Ruggero Conti, di cui si è ampiamente occupata la stampa nazionale, con articoli comparsi sui maggiori quotidiani nazionali e lunedì scorso anche in tv, nella trasmissione “L’Infedele”, su La 7, condotta da Gad Lerner, né sul caso di don Jose Poveda Sanchez, il parroco spagnolo trasferito in Spagna, a Getafe, cittadina vicino Madrid, di cui invece ha scritto anche il quotidiano iberico “El Pais”. Monsignor Reali, entra in queste due storie di presunti abusi sessuali dei due preti nei confronti di minori, nel primo caso, in quanto non avrebbe rivelato di essere a conoscenza delle presunte attenzioni sessuali di don Ruggero Conti nei confronti di sette minorenni. Il vescovo è stato sentito anche da pm Francesco Scavo Lombardo, che ha condotto l’indagine. Adesso dovrà essere sentito al processo, in qualità di testimone. Secondo l’avvocato Nino Marazzita, che assiste legalmente due dei sette ragazzini, l’alto prelato dovrebbe essere indagato per favoreggiamento, “perché sapeva degli abusi e non ha fatto niente”.
    Lo stesso legale ha detto che ha intenzione di chiederne l’incriminazione quando si siederà in aula per essere ascoltato dai giudici. Nell’altro caso invece, Monsignor Reali avrebbe scritto una lettera di raccomandazione al vescovo di Getafe, per far trasferire don Sanchez, indagato per aver abusato di quattro minori, senza rivelargli però questa situazione, anzi definendo il prete “una brava persona che aveva bisogno di tornare a casa per assistere la madre malata”.
    http://www.trcgiornale.it/news/content/view/34701/1/

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