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Elisa Claps: una lunga agonia la fece morire dissanguata!

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Il Giustiziere degli Angeli

Elisa morì per dissanguamento. Si spense lentamente dopo le coltellate inflitte dal suo assassino, almeno quattro in diversi punti del suo giovane corpo. Nonostante la “secretazione” degli atti relativi all’autopsia eseguita da Introna, questo è quanto trapela da alcune indiscrezioni. E credo tutti noi cerchiamo di immaginare il senso di paura e di solitudine patito da Elisa nel buio di quel sottotetto, pensiamo a quell’incredulità di una ragazzina di fronte ad una morte lenta ma imminente, e cerchiamo nei nostri pensieri i suoi pensieri prima della fine! Quattro coltellate non sono un incidente e quindi le parole di quel pentito che raccolse confidenze circa la sorte di Elisa per mano di Restivo non sono attendibili. La morte di Elisa Claps stà dipingendo pian piano un quadro che và ben oltre un tentativo di violenza sessuale ed un’omicidio. La morte di Elisa stà aprendo molte porte su silenzi e complicità che fanno orrore! «Don Mimì Sabia non si è mai degnato di farmi vedere l’interno della chiesa, dove io ero convinta che Elisa fosse rimasta: questo ha lasciato in me il dubbio»  ha detto  Filomena Iemma, madre di Elisa. La donna ha ricordato che, alcuni anni dopo la scomparsa di Elisa (il 12 settembre 1993), in tutte le chiese di Potenza fu posta una cassetta per raccogliere eventuali indicazioni sulla sorte della studentessa, che aveva 16 anni quando scomparve. Ma il parroco della Santissima Trinità, morto circa due anni fa, non diede il permesso di collocare la cassetta nella sua chiesa. Don Mimì ormai non potrà più rispondere ma le domande dovevano essergli poste allora e non oggi.


Quattro coltellate, Elisa morì dissanguata – L’autopsia rivela una lunga agonia –

SALERNO – Elisa morì per dissanguamento. Si spense lentamente dopo le coltellate inflitte dal suo assassino. Almeno quattro. Alla coscia, al bacino, forse anche a una spalla, secondo quello che racconta, oggi, l’unico “alleato” della giustizia: il suo cadavere, in parte mummificato. L’agonia durò alcune ore, ma è difficile quantificare il tempo di una fine disumana.

L’unica certezza, che oggi rappresenta un importante passo giudiziario verso la ricerca del colpevole, è in quest’immagine. Una ragazzina di appena sedici anni si trovò da sola, in cima a una chiesa, sotto la lama del suo carnefice.

Diciassette anni dopo la sua scomparsa, ecco la scena centrale del giallo agghiacciante su Elisa Claps. Un decisivo squarcio arriva nel giorno del deposito degli atti sugli accertamenti autoptici di ciò che resta di Elisa. Una perizia che viene subito secretata dalla Procura generale di Salerno. Nessuno dei legali e dei periti di parte, almeno per i prossimi cinque giorni, potrà accedere a quegli atti. Sono trascorsi 25 giorni dal ritrovamento “ufficiale” di quella salma nel sottotetto del santuario della Trinità, e già tre mesi – invece – da quel disvelamento di gennaio, in cui un parroco e due donne delle pulizie preferirono glissare sulla scoperta di uno scheletro. Accade tutto nella Potenza borghese, nel cuore del centro storico. Quello che, molti anni fa, si è lasciato alle spalle Danilo Restivo, l’unico indagato per l’omicidio e l’occultamento di cadavere di Elisa, un uomo dalla storia inquietante, ormai residente in Inghilterra.

Ma “Elisa ora ci parla”, aveva detto la polizia, poco tempo fa. Dalla consulenza su quei resti, eseguita dal professor Francesco Introna dell’Istituto di medicina legale di Bari, emergono sia le prove delle ferite inferte con una lama, sia l’ipotesi della morte per dissanguamento, fondata su una serie di dettagli su cui si è articolata l’analisi. Ma c’è un altro, importante appuntamento fissato dagli inquirenti per illuminare tutta la scena del delitto e arrivare a incastrare l’assassino.

Domani, al Tribunale di Salerno, comincerà l’incidente probatorio, forse uno dei più complessi che ricordi un processo per omicidio. Si tratterà di esaminare, alla presenza dei periti delle parti, e dei familiari di Elisa, circa cento “reperti”, che hanno richiesto al giudice la nomina dei maggiori esperti di varie discipline (dal settore biologico a quello merceologico) per la comparazione del dna. Sotto la lente degli esperti finiscono i campioni di pietre, di pavimento, anche delle tegole che coprivano il corpo di Elisa. E soprattutto peli, capelli, tracce di sangue e altri frammenti raccolti lungo i tre piani che dalla navata della chiesa portano alla scena del delitto, in ben nove sopralluoghi accuratamente svolti dalla scientifica. Un’inchiesta a cui la Procura generale, guidata da Lucio Di Pietro, ha voluto dare un’agenda serrata. Ieri, altro vertice con i magistrati applicati all’inchiesta, Rosa Volpe e Luigi D’Alessio, coordinati dal procuratore Franco Roberti, e Mariano De Luca, Nelle prossime settimane saranno ascoltati numerosi testimoni. Dai primi frequentatori della chiesa, come il responsabile del Centro Newman, alle amiche di Elisa. Fino ai parroci.

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4 thoughts on “Elisa Claps: una lunga agonia la fece morire dissanguata!

  1. Continuo nel dire che a mio avviso la Chiesa Cattolica è moralmente e legalmente responsabile nella sua interezza, a cominciare dal Papa di allora, per finire a quello di oggi.

    Tutti e due questi Papa-re, si sono resi responsabili, tra le loro opere sicuramente meritevoli, di VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI, stabiliti con la Dichiarazione dei Diritti dell’ Uomo nel 1948, che è stata poi seguita dall’Istituzione della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo, che sta a Strasburgo (Francia), e che consiglio alla mamma ed ai parenti di Elisa di visitare con le fotocopie dei documenti dei fatti avvenuti, per far valere i loro diritti, che in Italia per loro potrebbe essere impossibile far valere, grazie allo strapotere della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

    MI vergogno di essere un Cattolico, e spero al più presto che tutta questa merda venga alla luce.

    • per Romano De Simone – non posso che constatare che la penso come te e come tanti. L’esempio che la chiesa cattolica ha dato di se in tanti anni è tra i peggiori e, con le sue continue esternazioni, non fà altro che perdere il consenso da parte di tanti. Da qualche parte c’è scritto che “la legge è uguale per tutti” e non credo proprio che basti “ridurre allo stato laico” un sacerdote per rendere giustizia alle loro vittime. Tutti quelli che si macchiano di abusi sui bambini, tutti quelli che col loro silenzio coprono delitti di ogni genere devono stare in carcere e messi in condizione di non nuocere mai più! I “sacerdoti predatori di bambini” vengono spostati di diocesi in diocesi… allora ai pedofili comuni facciamo cambiare solo casa e/o città e siamo a posto?? Verogna per tutti coloro che coprono gli uomini e le donne di chiesa.

  2. dire che la vicenda di elisa claps e’ vergognosa e’ dire niente.In questa storia sono coinvolte troppe persone importanti del posto e, credo che la verita’ non verra’ mai a galla.il ruolo comunque piu’ vergognoso e’ quello avuto dalla chiesa,dov’era il parroco mentre quella ragazzina moriva dissanguata?Perche’ ha impedito il sopralluogo dei familiari e degli amici corsi a cercarla?l’avrebbero trovata forse ancora in vita.La vita di una ragazzina non vale dunque niente?e il papa che sembra non conoscere nemmeno questa storia? non mi pare abbia mai fatto un commento sulla fine di questa ragazzina,eppure e’ stata trovata morta proprio in una chiesa ma certamente si deve continuare a coprire tutto il marcio che questa istituzione nasconde.Se esiste un Dio non credo che approvi quello che la chiesa ha fatto e continua a fare.Sapevano che c’era un cadavere in quelle mura ed hanno continuato a celebrare tutti i sacramenti che ignominia!Che venga chiusa e mai piu’ riaperta,che ne facciano appartamenti per famiglie bisognose questo sarebbe fare del bene.

  3. Non e la prima volta che in una chiesa succede un delitto, ancora non si sa chi e’ il colpevole che ha ucciso la guardia svizzera nel vaticano !!! Un mistero ancora da scoprire , e poi la morte di PAPA LUCIANI dopo solo un mese di pontificato !! Leggete questo articolo ma ci sono altri facendo delle ricerche
    http://www.storiain.net/arret/num127/artic2.asp

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