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Elisa Claps: la lettera del fratello Gildo è indirizzata ai troppi silenzi!

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Il Giustiziere degli Angeli

Leggendo la lettera che Gildo Claps scrive a sua sorella Elisa, scomparsa ed uccisa 17 anni fà, non si riesce a non esserne coinvolti. L’ironia del dialogo mista al dolore ed alla rabbia che ne traspare vuole far abbassare molti sguardi sulla morte di Elisa, vuole chiudere per sempre quelle bocche che hanno gettato ombre sulla ragazza ed hanno aperto piste inesistenti e lontane. E vuole soprattutto avere giustizia su una morte che alcuni (quanti?) hanno voluto coprire! Mi domando se in questa Italia piena di lacune ci sia una parte delle istituzioni che vuole arrivare alla verità su questa assurda morte. Mi domando se tutto non è così irrimediabilmente compromesso. Mi domando… ma non trovo risposte!


Claps/ Lettera fratello: Sembra quasi che nessuno volesse trovarti – Gildo scrive alla sorella ritrovata morta dopo 17 anni.

Sai sorellina, sembra quasi che nessuno volesse trovarti ma che tanti sapessero dov’eri“. Scrive così Gildo Claps in una lettera diffusa oggi agli organi di informazione e indirizzata idealmente alla sorella Elisa, scomparsa nel 1993 ed i cui resti sono stati ritrovati lo scorso 17 marzo nel sottotetto della chiesa della Trinità a Potenza. “Stavolta un rimprovero devo proprio fartelo – scrive Gildo – ma come ti è venuto in mente di farti ammazzare proprio in chiesa, e in quella chiesa per giunta; e come se non bastasse te ne sei stata lì per 17 anni invece di prendere le tue poche cose e allontanarti con garbo ed in silenzio fino farti inghiottire per sempre dalle nebbie del tempo. Ti rendi conto che così facendo hai messo in imbarazzo tutti?“. Poi si rivolge agli investigatori e scrive: “Pensa adesso a quel povero magistrato e ai poliziotti che hanno indagato, pensa poverini a quante cose dovranno spiegare; come faranno a far capire alla gente che non sono mai entrati in quella chiesa a cercarti se non dopo tanti anni e peraltro senza trovarti. Hai messo in difficoltà anche noi che dobbiamo chiarire come mai a poche ore dalla tua scomparsa, ci precipitammo in chiesa ma non riuscimmo a salire fin sopra perchè le chiavi di quella porta le aveva solo il parroco che in quel momento non era presente. Capisci, adesso dovremo spiegare come mai due ragazzi e pochi amici avevano avuto l’intuizione di andare a guardare lì, e investigatori di provata esperienza se ne sono semplicemente dimenticati“. Non manca il riferimento a Danilo Restivo, l’ultima persona che avrebbe visto in vita Elisa e l’unico indagato al momento dalla procura di Salerno: “Sorellina mia, dovevi incontrarti proprio con Danilo quel giorno? Hai messo di nuovo in difficoltà quel bravo magistrato e ancora una volta noi stessi. Ti rendi conto che abbiamo dovuto scavare nel passato di quel povero ragazzo, far venir fuori tutta una serie di episodi spiacevoli che lo riguardavano? Ci hai costretto ad accusarlo fin dal primo giorno ma con l’intuizione dei grandi investigatori ci diedero dei pazzi, NOI. E poi era pur sempre il figlio del direttore della Biblioteca Nazionale, un notabile amico di notabili, dico io, non potevi incontrarti con il figlio di un operaio in cassa integrazione?” Gildo Claps elenca anche le “mancanze” degli investigatori dell’epoca che ora “dovranno spiegare il motivo per cui non andarono ad interrogarlo quel giorno stesso, non sequestrarono i suoi vestiti, non acquisirono i tabulati telefonici” e ricorda i “depistaggi” come la segnalazione, fatta da un avvocato di uno degli indagati, che Elisa si trovasse in Albania. Infine Gildo fa riferimento ai sacerdoti della Trinità che sembra sapessero dei resti umani nel sottotetto già dal mese di gennaio: “Il vescovo, il parroco, il vice e giù fino all’ultimo anello della catena sono ora costretti a spiegare come, quando, chi. E già, sarebbe stato tutto così semplice, lineare, se fosse stato vero che un’impresa edile, nell’effettuare lavori di riparazione, avesse casualmente scoperto il tuo corpo. Invece no, tutto complicato in questa maledetta faccenda e ancora una volta tutto così imbarazzante. Il vescovo dice di non sapere, il parroco sfida chiunque a dimostrare che lui sapesse, il vice sapeva ma se n’era dimenticato. Oggi sorellina rischi di mettere in imbarazzo la parte buona di questa città, quella che non si è mai arresa, quella che si è stretta intorno a te e ha pianto con noi, quella che gridava verità e giustizia, quella che ripudia i compromessi, il quieto vivere, le consorterie e gli intrallazzi, quella che ha il coraggio di chiedere conto a tutti, che siano uomini di chiesa o di potere“. E rivolgendosi sempre alla sorella morta all’età di 16 anni, Gildo conclude: “Ti lascio, ma solo per il momento, e stai tranquilla, i tuoi cari non mollano, non temono la verità e se ne fregano di quanti imbarazzi possano ancora creare, la vergogna è solo la loro, noi siamo gente perbene“.

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5 thoughts on “Elisa Claps: la lettera del fratello Gildo è indirizzata ai troppi silenzi!

  1. Signori, la verità non è un elemento importante per la Chiesa Cattolica, la cui religione fu fondata da tale Saulo, che si oreoccupò prima ancora della fondazione, di allontanare il più possibile l’apostolo Barnaba, che aveva conosciuto personalmente Gesù, ed aveva scritto la verità su di lui, e di nascondere il suo vangelo, ossia la sua genuina testimonianza.
    Sulla scia del fondatore Saulo, i preti raccontano una verità, che di volta in volta è quella che piace alla gente.
    Alla gente non piace una verità su Gesù da uomo normale, e quindi loro, che lo sanno bene, propinano una verità ben diversa dal vero : una verità ammaestrata alle loro intenzioni, di piacere alla gente.
    Così fanno tanti soldi, come ben sappiamo.
    Nessuna meraviglia quindi se continuano a nascondere, a proteggersi gli uni con gli altri, a depistare.
    Pensano unicamente al loro particolare tornaconto: un cadavere in più non fa soldi, ma ne fa spendere soltanto . quindi più tardi se ne parla e meglio è – Questa è la loro inguaribile filosofia.

  2. caro romano de simone, sei fuori da ogni logica, non puoi parlare di san paolo che non ha avuto il ruolo che tu descrivi, sono rispettoso delle tue idee di anticlericale, convengo che una parte del clero potentino pur non essendo coinvolta si è incartata in una faccenda tremenda, è propabile che in “illo tempore” qualche suo membro si sia compromesso, ma caro romano la CHIESA Cattolica è un’altra cosa e per capirla devi studiare molto. Comunque io appartengo a quella schiera che difende la libertà di espressione anche se si dicono baggianate.

  3. Mi spiace dirti che, anzitutto, non sono anticlericale, e non lo sono mai stato, ma non sono neppure un conformista, come sono in tanti, e non fai eccezione tu.
    Per conformista intendo un qualsiasi soggetto, che non vuole sapere e non vuole vedere, e si appiattisce su quello che dicono altri.
    E soprattutto, non puoi liquidare facendo cenno a baggianate, con un termine che ha il sapore di un insulto.
    La chiesa Cattolica richiede una fede in verità assolutamente insostenibili, e da sempre.
    Per questo ha fatto guerre, ed ha fatto scorrere tanto sangue, nel nome di Cristo.
    Alla faccia di quel rispetto alla vita, che oggi tanto propugna per avere consensi.
    Chiudo qui la discussione, per rispetto della povera ragazza ritrovata nella chiesa e dei suoi familiari.
    Ma mi vergogno tanto, di essere cattolico.

    E non è un insulto.

  4. Aggiungo solo questo:

    Vatti a leggere cosa dicono gli avvocati del Vaticano, incvece della verità, su casi gravi come questo :

    http://www.essenzialeonline.it/esteri/Oakland-Ratzinger-ha-protetto-pedofili_14191.html

    Ed è solo uno dei tanti.

    Su Saulo di Tarso ho letto e riletto come e perché ha allontanato l’apostolo Barnaba, ed ha nascosto il suo vangelo, per rinforzare la SUA VERITà.

    Ma la verità storica è solo una, e un credo religioso bosato sulle chiacchiere, prima o poi la sconta.
    Rispondi quanto ti pare, ma fammi il piacere di non rispondermi, se non con argomenti storici,e senza parole insultanti.

  5. Dopo il sequestro di 23 milioni di Euro dello IOR, ci deve dire il Papa per quale motivo riceve e protegge con le sue banche, i capitali NERI, li mette a frutto e incassa gli utili, nella sua qualità di sedicente Vicario di Cristo.

    Lui non solo non è vicario di Gesù di Nazareth, detto Il CRISTO, ma è a capo della Chiesa Cattolica Apostolica, fondata da Paolo di Tarso, che non è mai stato apostolo di Gesù.

    Il Vicario di Cristo c’è stato, a suo tempo, ed era suo fratello Giacomo il Giusto, capo della chiesa di Cristo a Gerusalemme.

    Ma mi risulta che Giacomo il Giusto, NON INCASSAVA I SOLDI DALLA MAFIA, E NON FACEVA ACCORDI CON I CRIMINALI, E NON TORMENTAVA E NON PERSEGUITAVA GLI STUDIOSI, E RISPETTAVA I DIRITTI UMANI.

    SPARISCA LA CHIESA CATTOLICA DALL’EUROPA, E DAL MONDO, PER IL SOLO FATTO CHE NON RISPETTA I DIRITTI UMANI E QUINDI NON HA IL DIRITTO DI ESISTERE !!!!

    SPARISCA CON TUTTA LA SUA ORGANIZZAZIONE.

    I PRETI ONESTI CHE RESTANO PRIVI DI UNA GUIDA, LA CERCHINO NEI VERI VALORI DELLA PUREZZA DI CRISTO, RITORNANDO AL VANGELO DI BARNABA, CHE LA CHIESA HA VOLUTO NASCONDERE, ASSIEMA ALLA VERITà.

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