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Elisa Claps: gli ignobili silenzi di tanti indifferenti al cadavere di Elisa.

1 Commento

Il Giustiziere degli Angeli

Mi suscitano un senso di malessere diffuso le notizie circa la morte di Elisa Claps. Sono passati questi 17 anni nel silenzio e nell’indifferenza di molti e purtroppo non mi stupisce più di tanto il silenzio degli uomini di chiesa che hanno taciuto e chissà da quanto. Vero, non vero, vero, non vero…. in questi anni il sottotetto della chiesa è stato “molto” frequentato sia dai ragazzi dell’associazione Newman (che lì si appartavano in intimità..), sia da altri ma, tra feste, festini,  pulizie e lavori di manutenzione nessuno ha mai “visto il corpo di Elisa”. Ed ora ecco schiarirsi una “verità” scomoda e sconcertante…. a gennaio due donne delle pulizie ritrovano il cadavere ma hanno negato, anche in una intervista TV, fino ad ora! Del ritrovamento avvertono il sacerdote Don Vagno e questi sale fino al tetto e vede con i suoi occhi il corpo mummificato di Elisa! e che fà?? raccoglie gli occhiali, li guarda e li ripone vicino al corpo!! poi, a suo dire, cerca di avvertire Monsignor Superbo ma, non trovandolo subito la COSA GLI PASSA DI MENTE! Una cosa così orribile io non l’avevo mai sentita! Succede che uno trova un cadavere in casa e se ne dimentica?? E quelle due donne delle pulizie? ritrovano un cadavere, avvertono il sacerdote e poi se ne lavano le mani? Una ragazza è stata uccisa, una madre ed una famiglia hanno vissuto il male per 17 lunghi anni e tanti hanno continuato a vivere serenamente conoscendo la sorte di Elisa! E’ una vergognosa pagina italiana che macchia l’esistenza del paese intero!

POTENZA – I PM INTERROGANO I RAGAZZI CHE PARTECIPARONO A UNA FESTA DOPO IL DELITTO

«Presi io gli occhiali della Claps» – Il viceparroco ammette di averli riposti accanto al corpo senza avvisare nessuno.


POTENZA — Il vice parroco della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, il brasiliano don Vagno, lo scorso fine gennaio (quindi 40 giorni prima del ritrovamento ufficiale), dopo essere stato informato dalle due donne delle pulizie Margherita Santarsiero e sua figlia Annalisa Lo Vito, della presenza di un cadavere nell’abbaino della chiesa, decise di controllare personalmente quella notizia. Si precipitò sopra e vicino a quei resti scorse un paio di occhiali. Li prese, li guardò e poi li ripose vicino al cadavere. Senza interrogarsi più di tanto. Di quel ritrovamento don Vagno non fece cenno con nessuno. Quando la polizia l’ha interrogato, si affrettò a sostenere che avrebbe voluto informare monsignor Agostino Superbo, vescovo di Potenza, ma dopo qualche tentativo per rintracciarlo, la cosa gli passò di mente. Se l’assassino di Elisa Claps dopo aver ucciso la ragazza, ha nascosto il corpo nell’abbaino della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove è stato scoperto lo scorso 17 marzo, in molti in questi dodici anni avrebbero potuto scorgere quel cadavere. La polizia ipotizza, infatti, anche alla luce dei primi risultati tecnici, che quel luogo è stato a lungo frequentato, anche dopo l’omicidio. Addirittura dopo la scomparsa di Elisa, proprio sul terrazzo che si trova attaccato al luogo dove sono stati trovati i suoi resti, c’è stata una festa. L’avrebbero confermato ai magistrati di Salerno alcuni ragazzi che all’epoca frequentavano il centro Newman.

Alcuni di loro hanno anche dichiarato che la festa era stata organizzata con l’assenso di don Mimì Sabia, il parroco morto due anni fa dopo essere stato per 48 anni l’unico sacerdote a governare la chiesa della Santissima Trinità. I ragazzi erano soliti appartarsi in quei luoghi e avrebbero utilizzato proprio il buio dell’abbaino per qualche momento d’intimità. La scoperta del corpo di Elisa sarebbe, però, potuta avvenire anche molti anni fa. Proprio nel sottotetto, infatti, tra marzo del 1996 e febbraio del 1997, furono eseguiti dei lavori di ristrutturazione. È inspiegabile come nessuno non si sia accorto di nulla. Le indagini per risalire all’autore o agli autori del delitto intanto stanno andando avanti velocemente. Non ci sono al momento certezze su cosa accadde quella mattina del 12 settembre del 1993. La polizia, però, ipotizza che Elisa Claps seguì il suo assassino nell’abbaino della chiesa. Ci sarebbe stato un tentativo di violenza. La ragazza si sarebbe opposta con forza tant’è che l’assassino, forse in preda a un raptus, l’avrebbe soffocata. Gli inquirenti intanto smentiscono la circostanza della coltellata alla schiena, subita dalla giovane. Il particolare è scaturito da una presunta ferita individuata dall’anatomopatologo Francesco Introna, sulla schiena di Elisa. Nei prossimi giorni, intanto, i magistrati procederanno a un nuovo incidente probatorio su altri elementi raccolti dentro la chiesa della Trinità.

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One thought on “Elisa Claps: gli ignobili silenzi di tanti indifferenti al cadavere di Elisa.

  1. La povera Elisa ha tutta la pietà del paese, una fanciulla sedicenne che si affaccia alla vita sorridente come la vediamo nelle foto non può che destare pietà e raccapriccio per la sua fine.
    L’assassino ? spetta solo ai giudici. Invece i vizi, le abitudini,i riti, del sospettato,ecco questo mi fa pensare. In un mondo maschile normale nessuno taglia e conserva i capelli di una donna…e perché poi ?
    Ma sì, il perché lo sappiamo tutti, è una deviazione sessuale che in psicanalisi si chiama feticismo…ma pensa un po’ che razza di soddisfazioni solitarie ! Va bene c’è chi colleziona francobolli e c’è chi…Ma benedetti genitori, mai vi siete accorti ? eh ma fatelo curare !
    E poi, e poi…se una donna non vuole giacere con te…eh beh..ti ritiri un buon ordine. In natura è una prassi classica, anche nel mondo animale.
    Non mi piace il tutto, non mi piace il feticista, il necrofilo, lo zoofilo, l’esibizionista…non mi piacciono nemmeno i preti…quelli poi…la consegna è di tacere..i panni sporchi si lavano in casa…
    Si ma, o citrulli di fedeli baciapile che biascicate giaculatorie nelle chiese, vi accorgete che non è cambiato nulla dai tempi dell’Inquisizione ?
    Peccato povera Elisa, non dovevi fidarti di questi scarti maschili, fanno schifo anche a noi uomini. Ma a sedici anni queste cose non si possono sapere e purtroppo in ossequio all’ipocrisia, al fariseismo,alla bigotteria, non c’è uno straccio di persona o di insegnante che ha il coraggio di parlarvene !
    Un abbraccio da noi tutti Elisa, riposa in pace…

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