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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Elisa Claps: soncertanti rivelazioni sull’effettivo giorno del ritrovamento.

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Il Giustiziere degli Angeli

Era il 12.settembre.1993 quando Elisa Claps scomparve nel nulla. Sono passati 16 anni e 6 mesi, 6026 giorni. Tanti, tantissimi, troppi per una madre che con la forza della disperazione ha sperato, ha pregato che sua figlia fosse ritrovata. Oltre seimila giorni, uno dietro l’altro, in cui ha chiesto alla sua fede di poter riabbracciare sua figlia Elisa  o di poterla piangere su una tomba. Oltre seimila giorni di fredda sepoltura invece per Elisa, rimasta rannicchiata nella morte nel sottotetto di quella chiesa col suo carico di dolore e sgomento. Forse Elisa prima di morire ha subito la violenza dell’uomo-bestia, lì in quel luogo consacrato dove ha avuto accesso anche un animo orribile di assassino. Sono tanti seimila giorni ma pochi se si pensa che negli ultimi trenta anni il mondo si è evoluto e che, il silenzio complice e l’omertà, l’individualismo e la faciloneria, il “morte tua, vita mia”… non dovrebbero più far parte della nostra società. Eppure nel caso di Elisa (come di tanti altri delitti e scomparse) il menefreghismo la fà da padrone ed il “non dire” omertoso ha lasciato che il dolore di questa ragazza, figlia di tutti noi, urlasse nel silenzio di una chiesa. Vorrei svegliarmi in un tempo diverso in una società in cui le mani si stringano tutte con solidità l’uno verso gli altri… ma continuo a svegliarmi nell’incubo di un silenzio assordante.


Due addette alle pulizie avrebbero trovato il corpo mesi fa e lo avrebbero detto al sacerdote

Le donne, però, smentiscono: “Mai visto il cadavere. Don Vagno non dice la verità”

Caso Claps, il viceparroco sapeva – “I resti furono scoperti a gennaio”

Il parrogo don Ambroise Apakta: “Non ne ero a conoscenza. Sfido chiunque a dire il contrario”

Intanto il suo vice è chiuso in seminario e non vuole parlare. L’arcivescovo di Potenza: silenzio stampa.


POTENZA – “Sfido chiunque a dimostrare che sapevo della presenza del cadavere di Elisa Claps prima del 17 marzo scorso: inoltre, non ho mai messo piede nel sottotetto della canonica, mai da quando sono stato nominato parroco”: lo ha detto all’Ansa il parroco della Santissima Trinità di Potenza, Ambroise Apakta, conosciuto dai fedeli come don Ambrogio. A quanto si apprende da fonti investigative, fu il viceparroco don Vagno – e non don Ambrogio, come si era appreso in precedenza – a sapere nello scorso gennaio del ritrovamento di alcuni resti umani nel sottotetto della chiesa. Alla Procura di Salerno non risultano però elementi per stabilire se il viceparroco avesse collegato quei resti ad Elisa. Fatto sta che don Vagno – se sapeva – non chiamò la polizia, che fu invece avvisata dall’arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, dopo la macabra scoperta fatta dai muratori il 17 marzo.

Le dichiarazioni del parroco. Alla domanda se il suo viceparroco, don Vagno, gli abbia mai riferito qualcosa su ciò che vi era nel sottotetto della canonica, il sacerdote ha risposto: “Non mi ha mai riferito nulla e anche le donne delle pulizie non mi hanno mai detto nulla”. Confermando di aver detto tutto agli investigatori, don Ambroise ha aggiunto: “I lavori per riparare i danni provocati dalle infiltrazioni d’acqua li ho voluti io, ma non sono mai salito nel sottotetto”. “Non so spiegare a che gioco si vuole giocare”, ha aggiunto il sacerdote commentando il susseguirsi delle notizie.

E’ stata, in effetti, una giornata densa di rivelazioni, smentite e accuse. E’ di stamattina la notizia, data dall’Agenzia dei giornali locali del Gruppo Espresso, che il cadavere della ragazza venne scoperto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza a gennaio, un paio di mesi prima del ritrovamento ufficiale avvenuto il 17 marzo. Secondo una prima versione (fornita, a quanto pare, dal viceparroco don Vagno), a trovare il corpo sarebbero state due addette alle pulizie, madre e figlia, che comunicarono la notizia ai sacerdoti. Sul posto sarebbe stato notato un teschio. Le due donne, però, hanno negato e accusato il religioso di aver mentito. E don Vagno, nel mentre, si è chiuso in seminario da dove ha fatto sapere ai giornalisti che non vuole parlare.

Il ritrovamento a gennaio. Secondo una ricostruzione iniziale dei fatti, Annalisa Lo Vito e la madre, Margherita Santarsiero, una volta scoperti i resti avvisarono immediatamente sia il parroco don Ambrogio che il suo vice, don Vagno. Sul perché del silenzio del sacerdote sta indagando la procura generale di Salerno. Sia lui che il parroco sono stati ascoltati a lungo in Questura: sarebbero state proprio le contraddizioni emerse durante i loro interrogatori a far nascere i sospetti negli investigatori.

La smentita delle addette alle pulizie. Oggi, però, Annalisa Lo Vito ha smentito la ricostruzione dei sacerdoti: “Il viceparroco della Santissima Trinità, don Vagno ha mentito. Né io né mia madre abbiamo mai trovato quel cadavere. Il sacerdote – ha aggiunto – ha detto agli investigatori che il cadavere di Elisa Claps è stato trovato a gennaio e che quella scoperta l’avremmo fatta mia madre ed io. Su questo siamo state interrogate per ore sabato dai magistrati di Salerno: a loro abbiamo detto di non aver mai ritrovato i resti di Elisa. La prima volta che siamo salite su quel terrazzo è stata il 10 marzo”, sette giorni prima del ritrovamento del cadavere.

Don Vagno non vuole parlare. E il religioso accusato di aver mentito, don Vagno, 33 anni, sacerdote da circa un anno, non rilascia nessuna dichiarazione: è nel suo alloggio, nel seminario maggiore del capoluogo lucano, e ha detto ai giornalisti di non voler parlare. L’arcivescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, ha fatto sapere che “è molto scosso ed è preferibile che, in questo momento, sia riservato”. “E’ comprensibile – ha aggiunto monsignor Superbo – che non voglia rilasciare dichiarazioni”.

Monsignor Superbo: “Vicenda da approfondire”. Secondo le ultime notizie, sembra che sia stato proprio l’arcivescovo di Potenza a denunciare la data del vero ritrovamento alla polizia, dopo esserne stato informato dal parroco don Ambrogio. “Ho saputo del ritrovamento del cadavere di Elisa solo mercoledì mattina”, ha detto Superbo all’ANSA. “Di tale tempistica – ha spiegato – ho parlato sabato mattina con il questore di Potenza, Romolo Panico, al quale ho indicato di parlare con il viceparroco della Santissima Trinità, don Vagno, perché ho avuto l’impressione che qualche aspetto della vicenda dovesse essere approfondito”. In una nota pubblicata ieri dalla stampa locale, l’arcivescovo aveva chiesto “perdono al Signore per quanto non abbiamo fatto per la famiglia di Elisa e per la ricerca della verità”. L’arcivescovo ha ritenuto “opportuno” annullare una conferenza stampa fissata per questo pomeriggio, dato “il rincorrersi incontrollato di notizie sulla tragica vicenda”.

Manganelli: “Presto avremo delle novità”. Intanto, a margine di una conferenza stampa al Viminale, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha parlato di “prossime novità” sul caso Claps. “Un’indagine così complessa – ha aggiunto – merita rispetto e silenzio sulle dinamiche di ciò che è accaduto e di ciò che avverrà. C’è una procura che sta ricostruendo i fatti e credo che presto avremo novità che possano rispondere a tante domande”.

Riscontri scientifici: persone nel sottotetto mesi fa. Ci sarebbero anche dei riscontri scientifici a confermare che qualcuno, a gennaio, entrò nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, gli esami effettuati dagli uomini della polizia scientifica avrebbero infatti rilevato la presenza di ‘tracce’ di passaggi avvenuti precedentemente al 17 marzo.

Lo sdegno della famiglia. “Quanto sta accadendo in queste ore non fa che confermare i nostri sospetti all’indomani della scomparsa: oltre al colpevole o i colpevoli materiali dell’assassinio di Elisa, tanti dovranno spiegare il loro ruolo in questa vicenda”. Lo ha dichiarato la famiglia Claps in una nota inviata alla redazione del programma di Raitre Chi l’ha visto?, che da sempre si è occupata della vicenda della ragazza potentina. Se le rivelazioni di oggi dovessero “essere confermate dagli organi investigativi – prosegue la nota – un altro insulto sarà consumato alla memoria di Elisa e alla sua famiglia. Ci chiediamo con sdegno: è possibile che il parroco non abbia riferito immediatamente del ritrovamento? Se invece lo ha fatto, a chi ha riferito? Al suo vescovo o a più alte autorità ecclesiastiche? Diciassette anni di dolore non hanno impedito ancora una volta che il silenzio, l’omertà, la tutela di interessi che nulla hanno a che vedere con i valori cristiani prevalessero sulla pietà che si doveva a un corpo straziato. Questo scempio crediamo metta definitivamente in ginocchio una intera comunità che solo sabato scorso si era stretta intorno alla nostra famiglia chiedendo verità e giustizia”.

LINK ARTICOLO originale

Elisa Claps: ombre sull’omicidio

Elisa Claps: il ritrovamento

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One thought on “Elisa Claps: soncertanti rivelazioni sull’effettivo giorno del ritrovamento.

  1. niente di nuovo sono tante le ragazzine scomparse, e non è finita qui.
    sono legole di chi ha il potere successoo soldi, sesso viaggiano insieme l’ultimo quando non si può conquistare si compra, la storia e piena delle donne usa e getta, se poi per nascondere costa una vita paziena è consider<to un danno collaterale,non riesco a far parte di questa italia
    io mi dimetto dalla cittadinanza, es: a roma sono tante la ragazze scomparse uccise e poi gettate
    nel cemento o sotterrate e la chiesa spesso coinvoltaa tutti i livelli, ai preti che hanno fatto carrieraovvero il successo poi gestiscono le grandi finanze, cosa mancano le donne, loro non foglionole vecchie baldracche e no, vogliono la carne giovane, ecco che arriva a fiumi la pedofilia ovvero la pretesa del rapporto senza limite di età, che vergogna, cosa c'è da imparare da questi avvoltoi modermi, tanto le vittime sono parte della plebe, la morte non è un problema, se assunta come continuazione della vita, quanto siamo ipocriti e falsi.
    un giorno quancuno ci presenterà il conto, personalmente penso di avere davanti in coda tante persone vestite di nero con scontrini lunghi dei metri. la società cristiana deve a mio avviso rivedersi mi dispice non è la chiesa il riferimento per imparare la vita civile ,
    qunte altre ragazze uccise dovremo trovare per capire.
    solo a roma sono sparite molteragazzine in modo misterioso? ora basta.

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