Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza –

Alessandro, volato in cielo troppo presto per la violenza di adulti sniffatori di cocaina.

6 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

La morte del piccolo Alessandro colpisce allo stomaco con forza man mano che particolari vengono resi noti. Ora veniamo a sapere che è stato morso su un piede, tra le tante torture subite e che il DNA ti tale morso ricondurrebbe al compagno della madre: Giovanni Rasero. E le accuse che i due “sniffatori” si lanciano l’un l’altro cominciano ad avere delle risposte nella scrupolosa autopsia su Alessandro. Ma mi spiace, non posso con questo scagionare nella mia testa la madre del piccolo, ne ora, ne se si dimostrerà la sua assoluta innocenza nell’atto mortale verso Ale. Quando si diventa genitori ma, soprattutto, quando una donna diventa mamma tutto quello che può nuocere al bambino deve essere cancellato. Questa donna ha comunque dimenticato il suo compito principale di madre, ha dimenticato che essere madri è un dono ed un privilegio a cui ci si deve inchinare e vivere in funzione della tua creatura. Davanti alla morte atroce di Alessandro io non posso perdonare nessuno di quelli che non hanno vigilato, e non sono pochi secondo me.

L”articolo seguente? aggiunge particolari sulla morte di Alessandro ed una sequela di vergognosi batti e ribatti che aggiungono solo freddezza, che sembrano quasi sdegnati di fronte a quel corpicino che con i propri segni nella carne di tanta barbarie adulta vorrebbe solo indicare una via verso la mano assassina.

Faccia a faccia Kate-Giovanni – Sul corpo del bimbo il Dna di Rasero

IL PUNTO ALLE 19

Domani mattina Giovanni Antonio Rasero romperà l’isolamento in cui si trova da dieci giorni e potrà incontrare i familiari. Padre, madre e fratello sono stati infatti autorizzati a fare visita al broker marittimo di 29 anni nel carcere di Marassi, dove si trova rinchiuso. Oltre al memoriale di 11 pagine scritto da Rasero e consegnato ieri sera al pm Marco Airoldi, prima che iniziasse il quarto interrogatorio, ci sarebbero dei testimoni pronti a dichiarare che Katerina maltrattava il figlio. I difensori dell’uomo, gli avvocati Giuseppe Nadalini e Romano Raimondo, infatti, hanno fatto sapere che la madre del broker nei giorni scorsi avrebbe ricevuto numerose telefonate da parte di persone pronte a parlare con il magistrato. «Siamo adesso in attesa – ha detto l’avvocato Nadalini – che la madre ci consegni l’elenco e i nomi di queste persone e poi le porteremo al pm».


«Sono seccato con la giustizia. Come fai a dire – ha spiegato poi il legale – che è stato Rasero senza darmi una prova, una ragione per dire questo?». «Ci sono invece elementi – ha concluso Nadalini – che non sono stati presi assolutamente in considerazione dagli investigatori. Quando Alessandro è morto indossava un pigiamino, mentre quando è stato portato in ospedale era vestito. La madre ha cambiato un morto, un cadavere. Come ha fatto a non accorgersene? Perché al pronto soccorso ha detto che il bimbo era caduto?».

IL PUNTO ALLE 18

«La dichiarazione del procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico è intempestiva nella forma e nei tempi e azzardata nel merito». Lo sostengono gli l’avvocati Romano Raimondo e Giuseppe Nadalini che difendono Giovanni Antonio Rasero. «Infatti – hanno spiegato i legali – l’accertamento svolto dal pm sul Dna è avvenuto senza contraddittorio e con modalità che meritano sicuramente approfondimenti tranquillanti essendo notorio che gli accertamenti sul Dna hanno spesso dato luogo a gravissimi errori». «Tant’è – hanno aggiunto – che abbiamo richiesto sul punto una vera e propria perizia da effettuarsi con le forme dell’incidente probatorio». I due legali sostengono altresì che «nel caso presente appare necessaria l’assoluta riservatezza e il rigoroso rispetto delle modalità dell’indagine poiché appare evidente il rischio che le emozioni possano i nfluire negativamente sull’interpretazione delle risultanze probatorie».

IL PUNTO ALLE 16.30

«Sapevo che mia figlia era innocente. Ero certa che non avrebbe mai fatto del male a suo figlio. Ma è stata condannata pubblicamente prima ancora di essere stata giudicata». Questo lo sfogo di Margherita Mathas, la madre di Katerina. La posizione della donna si è alleggerita nelle ultime ore, dopo i confronti avvenuti nella notte in procura, anche con lo stesso Rasero e alla luce dell’acquisizione della prova decisiva per risolvere il caso: sul corpo del bambino, in particolare su un piede dove era stato morsicato, è stato rinvenuto il Dna di Giovanni Antonio Rasero.

IL PUNTO ALLE 15.30

Giovanni Antonio Rasero, accusato in concorso con Katerina Mathas della morte del piccolo Alessandro e detenuto nella casa circondariale di Marassi, è stato sottoposto stamani a stretta sorveglianza con controlli ogni quindici minuti per il timore che tenti il suicidio. Dopo l’interrogatorio e il confronto con la Mathas la scorsa notte in procura, Rasero al ritorno in cella è apparso fortemente scosso e non mostrava più l’apparente distacco dei giorni scorsi. Così stamani è stato visitato da uno psichiatra e gli sono stati somministrati dei tranquillanti. La direzione del carcere ha poi disposto il controllo da parte della polizia penitenziaria ogni quindici minuti per verificare le condizioni del detenuto ed evitare atti di autolesionismo. Rasero è sempre recluso in una cella al piano terra in isolamento totale, senza la possibilità di ricevere posta, né guardare la televisione, né ricevere visite, compresi i familiari.

IL PUNTO ALLE 14.45

«Il Dna rinvenuto nella zona del piede del bimbo dove sono stati trovati i segni di un morso aggrava la posizione di Giovanni Antonio Rasero in considerazione degli ulteriori elementi di accusa già raccolti a suo carico»: lo ha affermato il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico in riferimento al delitto del piccolo Alessandro. «Resta da valutare – ha aggiunto il magistrato – la posizione della donna alla luce di questo nuovo dato che sembrerebbe escludere la sua partecipazione materiale al delitto».

LA RICOSTRUZIONE DELLA NOTTE

Nella notte, in tribunale a Genova, duro faccia a faccia – davanti al pubblico ministero, Marco Airoldi, e agli investigatori della squadra Mobile della polizia, Gaetano Bonaccorso e Alessandra Bucci – tra Katerina Mathas e Giovanni Antonio Rasero, i due giovani di 26 e 29 anni accusati di avere ammazzato Alessandro, il figlio di 8 mesi di lei.

Il faccia a faccia tra Rasero e la Mathas, arrivato al termine di un pomeriggio e di una notte di interrogatori e confronti anche con due testimoni, è durato oltre un’ora e si è concluso poco prima delle 3: secondo quanto spiegato da uno degli investigatori presenti, si è trattato di un faccia a faccia «emotivamente molto duro».

I due hanno continuato a mantenere le rispettive versioni, accusandosi a vicenda dell’orribile delitto. In particolare, la Mathas avrebbe detto a Rasero: «Te la farò pagare. Vedrai che ti faccio prendere 30 anni»; durante il faccia a faccia, la donna avrebbe inveito almeno un paio di volte contro il suo compagno di “sniffate”.

Un confronto «violento», secondo uno dei due avvocati di Rasero, «teso», secondo uno di quelli della donna. Un drammatico faccia a faccia, insomma, il cui contenuto è stato secretato.

Intanto, trovano conferma le notizie anticipate questa mattina dal Secolo XIX, sul fatto che le tracce di Dna relative al morso sul piedino del piccolo Ale, una delle sevizie inferte al piccino in quella notte di follia, coca e morte, apparterrebbero a un uomo (per leggere la notizia in dettaglio, potete cliccare sul link in fondo alla pagina). Su questo punto, gli avvocati di Rasero hanno già fatto richiesta di incidente probatorio. Ed è probabilmente per questo motivo, che non è stato ancora possibile fissare la data per la sepoltura del bimbo.

Inoltre, emerge anche che in carcere Rasero avrebbe scritto un memoriale, che nei giorni scorsi è stato consegnato al Pm, in cui racconterebbe che quella notte si era svegliato «mentre la donna gli metteva le mani in bocca». Tutti elementi, che insieme con quanto emerso dai nuovi interrogatori, e dai drammatici confronti con i testimoni e tra i due, portano a «un progressivo sviluppo delle complesse indagini».

La Mathas – interrogata fra 15 e le 17 e poi messa a confronto con Bruno (I.), l’uomo che la voleva sposare e fare suo il bambino figlio della donna – era assistita dagli avvocati Paolo Costa e Igor Dante; Rasero – interrogato dalle 17 alle 19.30, poi messo a confronto con Haller (M.), l’uomo che lo accusa di avere sottoposto il bimbo a sevizie due settimane prima della tragedia – dai legali Giuseppe Nadalini e Romano Raimondo.

LINK ARTICOLO originale

Annunci

6 thoughts on “Alessandro, volato in cielo troppo presto per la violenza di adulti sniffatori di cocaina.

  1. ma cosa c’è da commentare? La peggiore delle madri e l’aguzzino del suo bambino… Sufficit. 30 anni. A entrambi.

  2. Non importa chi ha sferrato il colpo finale che ha ucciso il piccolo Ale, continuo a pensare che la madre sia comunque colpevole al 100%! Mi fa stare tanto male pensare a quello che un’innocente neonato abbia dovuto subire da quella che gli ha dato la vita e avrebbe dovuto proteggerlo contro qualsiasi cosa…

    • per MammaAngie – doloroso è tutto ciò ma il mio pensiero è così come il tuo. Ancora oggi io mio figlio non lo lascio mai da solo, neanche quando gioca a pallone, e basta uno sguardo di un estraneo che mi si anima la bestia che protegge il proprio cucciolo… Mi viene da piangere pensando ad Alessandro!

  3. Ho 29 anni ed una bimba di 18 mesi che è la cosa più importante del mondo per me, ogni volta che leggo notizie di questo genere, è come se qualcuno mi sferrasse un colpo allo stomaco e mi lasciasse senza fiato, ed il mio pensiero vola subito a mia figlia. Non c’ è perdono, non c’ è giustificazione e spero non ci sia pace, nè per l assassino materiale nè per la mamma che avrebbe dovuto proteggere il suo cucciolo dal mondo. Un fortissimo abbraccio a quell’ angioletto.

  4. rasero non è degno di spreco respiratorio atto ad un su di lui commento .soffra in eterno…kate …!così l ignoranza giornalistica la nomina ,confidenzialmente ,…esistenza inutile , essere ignobile colpevole tanto quanto …stà cercando di darsi una ragione per poter vivere senza rimorsi.cerca la complicita della gente e ,squallore nello squallore ,parla sostituendosi a quella povera creatura la cui vera colpa è stata di avere la sfortuna di nascere da tale madre.,,.è un iter che non riesco a comprendere ‘quì siamo di fronte ad una abberazione uumana senza precedenti.Maledetta tossica ,schiava del vizio e della sua indole assatanata di sesso e trasgressione ,vita senza scopo ,lo s ò, è banale ricoprirti di meritati insulti ,untempo ti avrebbero lapidato ,io ti darei una pistola con una sola pallottola …in una stanza senza finestre e senza cibo , o pensi…!oppure …1

    • Per Annalisa – Ho letto anche io la lettera che tale “persona” ha scritto come se a parlare fosse Alessandro e, d’istinto, brucerei quel foglio! Lamenta gli insulti che le vengono rivolti senza un minimo di vergogna, senza ricordare che la vittima della sua scellerata vita è un angelo ucciso anche dalla sua indifferenza. Io mi toglierei la vita anche se fosse successo di essere scesa un attimo a comperare il latte lasciando il bambino da solo! Su una cosa che ha scritto ha ragione: dimentichiamoci di lei perchè la sua vita non vale la nostra attenzione. Alessandro invece deve insegnare a noi tutti a guardare con attenzione a tutti i bambini in difficoltà affinchè siano salvi da mani assassine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...