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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia: Alessandro Riva brucia Cicciobello! e la chiama arte!

34 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Alessandro Riva lavora ed organizza mostre artistiche a Milano. Alessandro Riva, condannato in secondo grado a 6 anni e mezzo per abusi sessuali su cinque bambine, conduce una vita normale e non ci fà mancare un suo atto di sfida e cattivo gusto. E si è scelto anche uno pseudonimo…. Felice Cardena!  Ma, oltre alla ilarità nel nome scelto, ha anche avuto la faccia di rappresentare questa mostra con un “pollo alto tre metri con in mano un televisore all’interno del quale un filmato mostra un bambolotto in fiamme”. Mi aiuti il mio angelo custode a tenere a freno le mani per non scrivere quello che penso di lui, della sua mostra e di chi gli ha dato la possibilità di organizzarla: si vergogni il Comune di Milano!

Cicciobello brucia nella mostra del condannato per pedofilia.

Milano È arte contemporanea. Un’installazione. Il pupazzo di un pollo alto tre metri. Tra le mani, un televisore. Sul video, il filmato di un bambolotto in fiamme. Un neonato che brucia. Firmato dall’artista «Desiderio». Curatore della mostra, Alessandro Riva. Già condannato in primo e secondo grado per violenza sessuale su minori. Provocatorio? Più probabilmente, inopportuno. Incluso il fatto, a pensarci, che quell’opera – come del resto l’intera esposizione – abbia il patrocinio del Comune di Milano. Per il quale, per altro, Riva aveva già lavorato.


Quando lo arrestarono, nel giugno di tre anni fa, il critico d’arte disse che si trattava di un equivoco. Poi, a distanza di due anni, assicurò che «nel mio rapporto coi bambini peccavo solo di infantilismo», però «non li ho mai toccati». Una versione che non convinse i giudici. Così Riva, già braccio destro dell’allora assessore alla Cultura di Milano Vittorio Sgarbi, venne condannato. A nove anni in primo grado, e a sei e mezzo in secondo. Un’accusa odiosa. Violenza sessuale su minori. Da un po’ di tempo a questa parte, Riva è di nuovo al lavoro. Come artista, sotto lo pseudonimo di Felice Cardeña, e come curatore di mostre. Così, a Milano, torna a circolare il suo nome. In questi giorni, in occasione di «(Con)temporaryArt», un circuito di eventi sulla nuovelle vague della creatività, a cui Riva ha dato il suo contributo.

La mostra, «Cross paintig», raccoglie opere di Alessandro Busci, Luca Conca, Desiderio, Daniele Girardi, Svitlana Grebenyuk, Cristiano Tassinari, Andrea Zucchi. C’è un po’ di tutto. Incluso quel pollo, e quella bambola tipo Cicciobello che brucia. Ovvio che il curatore – sul quale ancora non si è ancora pronunciata la Corte di Cassazione – cerchi di riprendersi la propria vita dopo due sentenze che lo accusano di essere un pedofilo. Ma il confine tra la sfida dell’artista e l’opportunità di mettere in scena i fantasmi della propria storia rischia di essere superato. Anche perché in quella storia, oltre al presunto carnefice, ci sono anche le vittime. E in questo caso sarebbero cinque bambine di 10 anni.

Secondo le indagini del pubblico ministero Laura Amato e della sezione reati contro i minori della squadra Mobile di Milano, Riva sarebbe stato responsabile di abusi sessuali – quindi di palpeggiamenti e sfregamenti, escludendo violenze più profonde – sul alcune compagne di classe della figlia che tra il 2002 e il 2007 avevano frequentato la casa del critico d’arte per feste e pomeriggi di gioco. Quelle stesse bambine, sentite dalla polizia in un ambiente protetto e alla presenza di psicologi, hanno raccontato dei presunti abusi. Insomma, Riva avrebbe approfittato del suo ruolo di adulto e della possibilità di restare solo con loro, senza destare sospetti.

«Nel mio rapporto coi bambini – disse il critico d’arte in occasione della sentenza di primo grado – peccavo solo di infantilismo. Questa invece è una condanna frutto di una clima allucinante, perché io non li ho mai toccati». «Avremo modo – aveva aggiunto il suo legale – di chiarire e dimostrare che la realtà dei fatti è completamente diversa rispetto a quella ipotizzata dagli inquirenti». Per ora non è andata così. Sarà la suprema Corte a mettere la parola fine sull’intera vicenda. Intanto, Cicciobello brucia.

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34 thoughts on “Pedofilia: Alessandro Riva brucia Cicciobello! e la chiama arte!

  1. Ho appena lasciato un commento su il giornale e inviato un’email al sindaco Moratti! Su il giornale di oggi se date un occhi agli esteri c’é un articolo sulla chiesa cattolica… tale reverendo Lawrence C. Murphy si macchiò di abusi su 200 bambini!!!! Che orrore, io sono cattolica e continuo a credere ma a volte giuro la fede vacilla!

    • Pensate che orrore quando il Signor Riva dovrà girare con la scorta pagata dai contribuenti perchè ci sarà qualche anima cattiva che gli vorrà fare del male fisico… milano è anche questo, combattiamo civilmente e testimoniamo la nostra rabbia nelle forme più severe e soprattutto non dimentichiamo….

      • Per Stefano – a Milano qualcuno ha già dimenticato chi è e per cosa è stato condannato Alessandro Riva! ma anche se fosse stato a Roma credo sarebbe stato lo stesso ma… anche qui le persone non dimenticano…

    • Per non dimenticare: Oggi sul corriere della sera (a pagina 11 delle pagine milanesi) c’è scritto che la cassazione ha confermato il giudizio di 2° grado del processo riva. Se tale notizia è confermata, la sentenza è definitiva.

  2. Ma a Milano forse invece sanno bene chi è il Signor Riva e cosa rappresenta. Fa parte del gioco ignobile di questa amministrazione, di queste persone che sorridono e danno l’autorizzazione a fare eventi per rendere piene di nullità e di violenza le serene serate di persone che si autoqualificano ‘artisti’, ‘critici’ e ‘curatori’ e il bel mondo che li circonda: oltre al caso Riva ricordate anche i bambini impiccati ad un albero secolare in piazza xxiv maggio a milano?-

  3. Che il Comune di Milano patrocinii una mostra d’arte curata da un pedofilo conclamato è vergognoso (la Cassazione entra nel merito di errori procedurali e non del reato: comunque vada Alessandro Riva a questo punto, dopo due processi, è e rimane un pedofilo). Ma è altrettanto scandaloso e vergognoso che vi sia un intero sistema privato, commerciale per lo più, che continui a sostenerlo, affidandogli progetti e iniziative. Riva ha goduto e evidentemente gode dell’ombra lunga del suo illustre zio, il compianto Valerio Riva, e questo non fa che aggravare la situazione, manifestando una morale a due velocità. Ma che messaggio passa da tutto questo? Che un pedofilo, se ricco di buoni contatti e con un cognome illustre, può impunemente ad operare nell’indifferenza generale? No, questo proprio no. Occorrerebbe una mobilitazione esemplare, un boicottaggio durissimo di ogni iniziativa legata a questo mostro. Come associazione in difesa dei minori ci muoveremo in questa direzione, denunciando i suoi complici indiretti e tutti coloro che stanno operando per cancellare un’infamia vergognosa.

  4. Non sono artisti !!! I veri artisti non sono mai invitati a queste mostre.
    Si reputano artisti ma quello che fanno viene considerata arte da chi e’abituato a speculare su tutto e questa e’ una speculazione.
    Non vi conviene parlare di scorta perche’parlandone gliela state dando..dopo non vi lamentate….

  5. Ciao mammadolce,
    che dire, hai fatto bene a a pubblicare l’articolo senza ritegno. Non aggiungiamo altro.
    Ciao e a presto,
    staffpopact

  6. Alessandro Riva è stato condannato a 9 anni di reclusione in primo grado e 6 anni e mezzo in secondo grado. Ora è ricorso in Cassazione che, come si sa, può entrare nel merito SOLO di eventuali ERRORI PROCEDURALI e non del REATO, che in ogni caso rimane conclamato.

  7. Caro Leo sono tristemente daccordo con te…che amarezza!!! E magari un bravo artista di “sani principi” che ha fatto la scelta di lasciare un lavoro fisso per vivere di IDEALI non può permettersi neanche lontanamente un pò di riconoscimento.. ma del resto questa è l’Italia !!! E dire che siamo la patria di geni dell’arte.
    Ma lo sai che nel liceo a cui accederà mia figlia a settembre l’insegnamento della stori<a dell'arte è stato soppresso??? Un saluto

  8. Ecco la prossima manifestazione che vedrà come protagonista il pedofilo Alessandro Riva, addirittura coinvolto come giudice in un premio! Bel giudice e bell’esempio!
    Ecco qualche link:
    http://www.leonardobasile.it/Wannabee%20Prize.htm
    http://www.wannabee.it/

    Che vergogna!

  9. E adesso farà anche il curatore per il Comune di Cento di Ferrara. Dovrebbero vergognarsi tutti questi amministratori! Ma possibile che possa accadere tutto ciò nell’indifferenza dei più?

    • Caro Leo, il termine “vergogna” non è proprio mai entrato nella testa di certe persone e mai vi entrerà… purtroppo! L’unica via per arrivare a far si che molti siano a conoscenza di questi fatti è l’informazione e spero che a Cento siano informate più persone possibile e boicottino questa spregevole iniziativa.

  10. E’ confermato: l’11 luglio si inaugurerà una mostra curata dal pedofilo Riva a Cento di Ferrara.
    Mandiamo email di protesta al sindaco Flavio Tuzet (sindaco@comune.cento.fe.it) ed alla giunta (giunta@comune.cento.fe.it) urlando il nostro sdegno!

  11. Com’era auspicabile il Comune di Cento ha provveduto a diramare una comunicazione con la quale asserisce di non avere nulla a che fare col soggetto indicato. Peccato che precedentemente sia stato diramato un bollettino stampa nel quale lo si indicava chiaramente, vedasi questa segnalazione:
    http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=92745

    In compenso ho ricevuto oggi una sintetica email dall’assessore alla Cultura del Comune di Cento, tal Daniele Biancardi (biancardi.d@comune.cento.fe.it), che letteralmente recita: “Fatti i cazzi tuoi”. Email che ho immediatamente provveduto ad inviare, completa di report che ne certifica la provenienza, la data e l’ora dell’invio, a chi di dovere.

    Questa sintetica email, più stupida e inopportuna che volgare o maleducata, sta a rappresentare che evidentemente le nostre proteste al Sindaco di Cento ed alla sua Giunta, formata evidentemente anche da persone dotate di buon senso e morale, ha infastidito e rotto le uova nel paniere di qualcuno che pensava, nel silenzio più totale e mosso certamente da interessi che vanno oltre l’arte e la Cultura, di riuscire a far finta di nulla davanti ad un pedofilo condannato.

    Dobbiamo continuare uniti e determinati a denunciare qualunque situazione tipo quella oggetto di questi ultimi post: il silenzio alimenta l’omertà e il perverso sistema d’interessi, collusioni, coperture e quant’altro che protegge ed anzi rafforza criminali conclamati

  12. Pingback: Condannato per pedofilia: Alessandro Riva lavora ancora nell’arte?? e c’è chi risponde “fatti i cazzi tuoi!”. « -Il Giustiziere degli Angeli-

  13. Pingback: Linkdomain per www.leonardobasile.it

  14. Condanna definitiva per il critico Riva.

    È passata in giudicato la condanna a 6 anni e mezzo di reclusione per Alessandro Riva, il critico d’arte accusato di aver molestato cinque bambine minori di 10 anni. La pena era stata stabilita il 20 ottobre 2009 dai giudici della prima corte d’appello, che avevano ridotto la condanna a 9 anni inflitta in primo grado. Ora la Cassazione ha rigettato il ricorso contro la sentenza, rendendola definitiva.

    http://www.ilgiornale.it/milano/brevi/04-12-2010/articolo-id=491393-page=0-comments=1

  15. Ho appreso della sua condanna tramite i giornali, sono molto dispiaciuto dell’accaduto.
    mi chiedo però qual è la funzione di un sito come questo, sotto la pubblicazione dell’articolo, con la foto del pupazzo che ringhia, leggo reply di gente che sostiene che Riva non deve lavorare, non deve uscire di casa (cosa che non fa da tre anni fra l’altro) si invoca la mobilitazione popolare e altre iniziative di gruppo… Riva ha commesso un crimine, la magistratura ha emesso la condanna e Riva ora finirà i suoi 6 anni agli arresti.
    Io, che mi ritengo amico di Alessandro e cittadino di Milano, mi auguro che possa continuare a lavorare nonostante gli arresti, riabilitarsi e gradualmente reinserirsi nella società. Da parte mia il massimo che posso fare è star vicino ad Alessandro e alla sua famiglia, senza sentimentalismi inutili, parlando della sua condanna e affrontando la cosa nel pieno delle nostre possibilità. Parliamoci chiaro, l’alternativa è eliminare il soggetto condannato, ovvero pena di morte.
    Io sono contrario. Lo sono come sono contrario alla pedofilia e a questi siti inutili.

    Fra l’altro, siti come questo mettono nella posizione le persone che lavorano come me nel mondo dell’arte, di cui fa parte anche Alessandro, di dover esprimere le proprie opinioni nell’anonimato. qualunque sia la posizione che venga presa, il più delle volte viene interpretata come una mossa politica per guadagnare chissà quale vantaggio lavorativo, allo stesso tempo, colui che espone la propria opinione sembra avvalersi dell’anonimato per non doversi sputtanare. È una situazione stupida e complessa allo stesso tempo. Io scelgo l’anonimato ma se ci tenete posso darvi le mie generalità in privato così possiamo evitare in partenza una polemica inutile su questo punto.

    Riva ha subito un processo (cosa che in Italia ci hanno insegnato essere un operazione sempre più rara), è stato condannato e ora è agli arresti.
    La notizia è di pubblico dominio.
    Ora ditemi a cosa servono pagine come queste piene di commenti…

    • @Fernandez – Scelgo di pubblicare il suo commento poiché dal tono pacato e distinto di quanto mi scrive penso che lei sia una persona con cui poter avviare un dialogo. Spero tornerà a visitare il mio blog affinchè mi dia delle risposte alle domande che mi accingo a porgerle.
      1) ha speso tante parole a difesa della sua annale amicizia con Alessandro Riva! Mi spiega come lei si pone davanti al dramma delle vittime di Riva? Sono (o meglio erano) delle bambine piccolissime su cui, stabilito anche dai tre gradi di giudizio, Alessandro Riva ha usato violenza sessuale! Lei pensa che queste bambine dimenticheranno l’abuso subito?
      2) non so se lei sia già padre o lo diventerà in futuro. Quando il suo amico avrà scontato la sua pena detentiva, sarà tranquillo nell’affidargli i suoi figli anche sono per un giorno?
      Non mi preme assolutamente discutere sulla utilità o inutilità di questo mio blog poiché qui, come anche sulle testate giornalistiche, si fa informazione e stà al pubblico decidere se leggere o rimanere nell’ignoranza (nel senso del non voler “sapere”). Invece posso rispondere che così come lei ha scritto la sua opinione gli altri hanno lo stesso stato di “libertà e democrazia” per potersi esprimere. Ci sono persone che vogliono rimanere anonime per i più disparati motivi ma anche qui vige la “libertà” : io ho la mia e lei la sua e queste pagine piene di commenti servono… servono moltissimo!
      Finisco dicendole che il “silenzio” non solo aiuta il delinquente a delinquere ancora ma non aiuta le vittime ad uscire allo scoperto e ad ottenere giustizia!

      • Mi fa piacere abbiate pubblicato la lettera e le rispondo subito.
        primo, nei confronti delle vittime mi pongo con la stessa apprensione e preoccupazione con la quale ci si pone di fronte a chi ha subito un torto incalcolabile. Allo stesso tempo, e spero si sia capito, non mi metto a sindacare sulla condanna che Alesandro dovrà scontare. La sconterà. Oltre alle parti in causa tengo a sottolineare la presenza di soggetti terzi, coinvolti indirettamente e vittime della stessa violenza, i suoi parenti più stetti e i suoi famigliari. Dunque, come alle vittime la magistratura garantisce un periodo di reclusione al condannato così ai famigliari dello stesso si deve garantire che quest’ultimo possa avere l’opportunità di riabilitarsi nella società. Di conseguenza lei, io, e gli utenti di questo sito, dovremmo astenerci dal commentare di stomaco questi episodi con frasi tipo “il comune dovrà pagargli la scorta” o collegamenti al limite della ragionevolezza con le installazioni di Cattelan in Piazza 24 Maggio . l’alternativa non è il silenzio ne tantomeno l’omertà di fronte a gesti simili, ma la capacità da parte nostra di accettare che c’è un istituzione, la magistratura, che si occupa di condannare o meno atti del genere. Il nostro compito è sicuramente quello di collaborare con le istituzioni in un primo momento, ma successivamente occuparci del reintegro del soggetto condannato. Che lo vogliate o no questo reintegro passa attraverso il lavoro.

        Punto secondo, no, non ho figli e no, non affiderei mio figlio a una persona indagata per pedofilia. Mi sembra logico.

        Ora le faccio io una domanda. Se le persone seguissero realmente quello che viene scritto sui commenti di questo sito, le mostre dove collabora Riva verrebbero boicottate in blocco finendo per privarlo del diritto sacrosanto che ogni persona ha in un paese civile, ovvero difendersi a un processo.
        Le pare giusto? A me no.
        A presto

        F.

  16. @Fernandez – E’ indubbio infatti che i famigliari di Riva sono vittime dello stesso scellerato atto che lui, solo lui, ha deciso di fare! e ci sono anche le famiglie delle bambine che spenderanno le loro vite per far si che queste innocenti riescano a vivere una vita normale. E ci sono loro, questi piccoli angeli che hanno avuto la sfortuna di incontrarlo sulla loro strada. Riva ha avuto la possibilità, come è giusto che sia, di difendersi al processo… le bambine non hanno avuto modo di difendersi dalle sue mortali attenzioni. Mi creda, mi occupo di bambini anche fuori da questo blog ed incontro sia loro che le loro famiglie! questi bambini abusati sono devastati nell’animo… una parte di loro è morta e quasi sempre in modo definitivo. Quale è stata la loro colpa per meritare l’ergastolo dell’anima? Come si relazioneranno in futuro con un mondo che li ha traditi così nel momento più bello e gioioso della loro vita? La rabbia di “stomaco” di alcune persone è una conseguenza naturale di quanto apprendono. Si mettono nei panni del bambino abusato, terrorizzato e si mettono nei panni di un genitore che con fiducia aveva affidato il proprio figlio all’orco! Può veramente dargli torto? Provi a partecipare a qualche convegno e ad avvicinare le vittime e mi saprà dire solo allora cosa si prova se riuscirà ad entrare nel loro dolore! Qualche tempo fà ho incontrato una bambina di soli 13anni ed un bambino di 5. Non potrò farle mai capire qui cosa si prova e quanto si vorrebbe avere per le mani chi gli ha fatto del male! Sono contro la pena di morte, sono contro la violenza e sono CONTRO CHI VIOLENTA I BAMBINI. Se Riva tornerà a lavorare nell’arte non lo possiamo sapere ma posso dirle che, per me, la bellezza dell’arte non potrà mai essere rappresentata da una persona che ha in se il dottor jekyll e mister hyde, qualunque riabilitazione faccia! questo è il MIO pensiero ed espresso in libertà!
    PS per quanto riguarda Cattelan le posso rispondere che sia i bambini impiccati all’albero che il dito medio sono opere che di artistico non hanno niente e che ho trovato e trovo veramente partorite da una mente molto disturbata e disturbante.

  17. La polemica che pretende l’opera dell’arte ulteriore all’artista, è annosa e noiosa. Se all’artista tutto è concesso per il fatto di esserlo allora inchiniamoci al marchese de Sade, il quale non scriveva poi così male, certamente non aveva la penna di Baudelaire! Se oggidì l’arte perde il compito di elevare il sociale, ma si ritaglia la funzione di interpretarlo, allora posso dire che questo tale Riva è un artista. Se al contrario, e come penso, l’arte assolve il compito di aprirci all’ulteriore, assegnando il linguaggio della poesia alla prosa del quotidiano, allora mi permetto di dubitare il Riva un artista. Che un cicciobello bruciato dentro una televisione tenuta da un pollo declami il linguaggio dell’arte è semplicemente ridicolo. A comporre un pollo di plastica e mettergli in mano gli attrezzi di cui sopra sono capaci anche i decerebrati. Se poi vogliamo parlare di linguaggio simbolico.. il pollo che tiene la televisione, quel gran pollaio che l’accende tutti i giorni, e se ne pasce, pedofili compresi che divorano con occhi brucianti le giovani carni virtuali.. dico che può centrare l’obiettivo di convocare alcuni e tristi aspetti dei nostri barbari costumi, certamente non convoca il linguaggio dell’arte. Così non ha senso parlare della biografia Riva e dell’opera Riva, mancando l’opera. Rimane la biografia. Della quale sappiamo. Ahinoi! probabilmente anche Moratti, l’ineffabile première dame. Di una città morta. Al rispetto delle persone. Le vittime nel caso in questione. Oggetto delle tenere cure di questo gentleman le sue figlie, Moratti, mi domando pollo e bambolotto dove troverebbero spazio! un cupo recesso di provincia, ma a pensarci, la città di Milano è bene quel buco, ridotta a un borgo di becera provincia maleodorante Lega e Berlusconismo..e doveroso clientelismo.. che quasi mi viene di cantarle la marcia funebre. E cantare alla Moratti il mio più intonato vaffanculo insieme al suo pedartista da tre soldi

  18. Mariasole che dire… hai tutto il mio appoggio!

  19. Curioso questo Fernandez, che stigmatizza chi utilizza pseudonimi e poi ne usa uno a sua volta. Nessuno può impedire ad Alessandro Riva di rifarsi una vita una volta scontata la sua pena. Quello che ha scandalizzato tutti è l’atteggiamento sprezzante e provocatorio che ha condotto in questi anni, sfidando la comune moralità e sfidando con arroganza il comune senso del pudore, quello stesso sentimento che gli avrebbe imposto un dignitoso silenzio in attesa delle sentenze. Ed invece Riva ha continuato ad operare come se nulla fosse, con la complicità certamente interessata di quel sistema che lui stesso ha contribuito ad ingrassare. Arrivando perfino a provocare con l’esposizione di un suo video nel quale brucia una bambola nuda, l’immagine infantile di una bambina, di una figlia-giocattolo, come ogni bambola è considerata da ogni bambina. E poi l’aberrante rubrica su un portale d’arte chiamato Exibart, battezzato dallo stesso Riva “Alcatraz”. Cattivo gusto, arroganza, immoralità, spregio di qualunque buon senso e del rispetto che prima di tutto si avrebbe dovuto avere per tutte le piccole vittime delle sua violenze e per le loro famiglie. Ed anche per la sua stessa famiglia, certamente altrettanto idelebilmente segnata da questa mostruosa vicenda. Questo è l’oggetto della nostra indignazione, che come tale rappresenta la reazione di persone che hanno ancora ben chiaro cosa significhi moralità, buon gusto e buon senso. Altro che complotto! Tentare di ribaltare la situazione e cercare di trasformare in criminali chi li denuncia e s’indigna e non chi realmente ha commesso il reato è, di contro, il segnale di valori allo sbando. Qui si parla di moralità, non di un singolo caso, del quale, per altro, nessun organo di stampa si è interessato: segnale inequivocabile di un trattamento di favore che non viene riservato a chiunque. Riva dunque deve solo ringraziare le sue amicizie altolocate e tutti coloro che contro ogni evidenza lo hanno coperto, difeso e finanziato, consigliandolo male e permettendogli atteggiamenti e comportamenti che hanno raddoppiato il delitto compiuto, umiliando ulteriormente le sue vittime. Non esiste più difesa. E una volta scontata la pena rimarrà comunque il marchio d’infamia di un crimine mostruoso. Riva dovrà rifarsi certamente una vita, ne ha pieno diritto. Ma alla larga da giovani, da bambine e da ribalte che dovrebbero educare, non rappresentare orrendi esempi d’impunità, arroganza e violenza.

  20. Un’ultimo particolare. L’indomani dell’incarcerazione preventiva di Riva i suoi legali diramarono un comunicato stampa nel quale si legge testualmente: “Il signor Riva, da oltre sei mesi ingiustamente detenuto con il divieto a conferire con chiunque, compresi i propri figli anche telefonicamente”. Per fortuna vien da dire! Tutto questo, evidentemente non rispondente a verità e smentito dai fatti, non ha impedito al signor Riva di farsi notare, curando mostre, creando istallazioni e, addirittura, dipingendo (con lo pseudonimo di “Felice Carena”), vendendo le sue opere attraverso la sua solita struttura commerciale. Alla faccia della reclusione domiciliare. Se non è arroganza ed impunità fattuale questa che cos’è?

  21. Ma vi rendete conto? C’è chi chiede e offre solidarietà ad un condannato per abusi su 5 bambine di 8 anni! Incredibile ma vero, guardate qui: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_131312223598225

    Ma in che razza di mondo viviamo?

  22. @leo74 – lascia stare Leo, ho letto anche io le farneticazioni scritte dal difensore di Riva. Così è il mondo e così sarà. Un giorno ognuno si troverà al cospetto della propria vita, da solo, e dovrà guardare fino in fondo!

  23. Era un pò che non visitavo il sito. Ho letto con interesse gli utlimi scambi dell’anno scorso dopo la conferma della Cassazione. Fernandez – se davvero è amico del riva – saprà bene che gli amici che lo hanno appoggiato e difeso durante l’iter processuale, non lo conoscevano nella sua di lui veste domestica, dove sono avvenuti i fatti oggetto del processo e della sentenza.
    L’importanza di questo sito è quello di potere dire delle cose che solo il diretto interessato sa se sono vere oppure no. Le altre persone che leggono questo blog o altri simili, si faranno le loro idee in modo del tutto libero. Il diretto interessato deve sapere che oltre alle menzogne e alle violenze dette ed impartite da lui a minori ed adulti, ci sono persone che conoscono da vicino i fatti e faranno di tutto perchè la verità ora e in futuro non sia mascherata ad arte.

  24. Alessandro Riva pagherà, se non sta già pagando (visto che la sentenza di condanna è passata in giudicato), il crimine commesso.
    Tuttavia, il fatto che egli abbia potuto organizzare mostre e, quindi, continuare a lavorare nelle more del giudizio, non deve affatto scandalizzare, anzi è prova di altra civilità giuridica, essendo l’applicazione concreta del principio di non colpevolezza fino al terzo grado di giudizio e, quanto alle amicizie altolocate di cui ha goduto, è naturale che, avendo la fortuna di goderne, se ne sia fatto scudo.

  25. voglio vedere una foto di alessandro riva.

  26. il mondo dell’arte fa schifo. L’arte è morta come affermava Argan. Verissimo.

  27. certo il mondo dell’arte premia solo personaggi del tipo Vanessa Beecroft (il bordello di fine secolo dentro un museo…con la complicità della Lia Rumma…aha ah ah…vediamo 10 o ventii fighette nude…i maschietti e le lesbicucce si eccitano..eh e…ed uan foto via dai 20 ai 50 mila euro) e i gran pedofili ….è ovvio che l’arte è morta. Questa che ci propongono non è arte ma aberrazione. Deviazione mentale. Schifo,peccato che nei musei non ci sia spazio per bambine e bambini che sorridono in braccia alle loro madri, non c’è spazio per visioni di gioia ma i musei lasciano solo spazio ad uno stupore perverso figlio di una società malata senza più alcun valore etico e morale se non la perversione…chedobbiamo aspettarci da una cultura che non riconosce valore se non nella perversione?

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