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Asilo Cip e Ciop di Pistoia: prima udienza del processo a Maggio

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Il Giustiziere degli Angeli

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Cip&Ciop, fissata l’udienza – Una nuova denuncia – Giudizio immediato l’11 maggio. Tre persone avrebbero segnalato i maltrattamenti al Comune: querela a Genova. Quindici giorni di tempo per chiedere riti alternativi. –


Pistoia, 2 marzo 2010 – La procura di Genova ha fissato la data per il giudizio immediato per la drammatica vicenda dei maltrattamenti all’asilo nido privato Cip e Ciop. E’ l’11 maggio prossimo, davanti al giudice monocratico di Genova, dottoressa Pastorini, dove sono chiamate a comparire la titolare della struttura Anna Laura Scuderi e la sua collaboratrice, Elena Pesce. Dovranno rispondere di maltrattamenti continuati nei confronti dei fanciulli, in concorso. La fissazione dell’udienza è lo spartiacque per tutte le parti: per le imputate, per le parti offese, che dovrebbero essere almeno 35, e per coloro, in primis il Comune di Pistoia, che vorranno costituirsi parte civile.

Ma c’è anche un’altra novità sul fronte investigativo, costituita da una nuova querela presentata in questi giorni da un’avvocatessa di Genova, Chiara Antola, per conto della famiglia Sicari, che fin dai primi giorni dopo i clamorosi arresti delle due donne, ha sempre manifestato la propria combattività, anche partecipando a numerosi programmi televisivi. Nella querela si chiede alla procura genovese di indagare su eventuali responsabilità da parte del Comune in questa vicenda in base a tre situazioni di maltrattamenti in periodi precedenti all’esplosione del caso Cip Ciop e che sarebbero stati, tutti e tre, segnalati alla pubblica istruzione.

Si tratta di due mamme e di una terza donna. Gli episodi citati sono riferiti uno al 2005, uno al 2007 e l’ultimo al settembre del 2009. Nella denuncia si chiede agli inquirenti se non si possa ravvisare il reato ai sensi dell’articolo 40 del Codice Penale: “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”. La denuncia è quindi ora al vaglio della magistratura genovese e sapremo poi se e quale nuovo sipario aprirà su questa vicenda che ha sconvolto e ferito l’intera città.

Tornando alla data dell’immediato questa apre, dal decreto, emesso il 26 febbraio, un periodo di quindici giorni in cui gli avvocati delle due imputate potranno proporre riti alternativi. E questa resta infatti l’intenzione sia degli avvocati Alessandro Mencarelli e Stefano Panconesi, che difendono la Scuderi, che dell’avvocato Alberto Rocca che assiste la Pesce. Sono molto alte quindi le probabilità che quella dell’11 maggio resti un’udienza vuota e che la situazione venga definita molto prima.

Abbreviato o patteggiamento? La strada da percorrere sarà decisa in questi giorni, anche in seguito ai prossimi contatti dei difensori con la procura di Genova. In questo caso, non appena i legali avranno formalizzato le loro richieste di rito alternativo, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Genova tratterrà il fascicolo sui maltrattamenti al Cip Ciop e davanti al suo ufficio si celebrerà il processo. I tempi, a questo punto, potrebbero anche essere brevissimi.

Infine la misura cautelare: non decade con il nuovo termine di fase apertosi con la richiesta di giudizio immediato, ma la procura di Genova, come hanno diffuso ieri pomeriggio le agenzie dal capoluogo ligure, non avrebbe espresso parere contrario alla scarcerazione delle due donne che potrebbero, probabilmente in questi giorni, lasciare il carcere per gli arresti domiciliari.

Gli avvocati difensori avrebbero infatti già chiesto l’attenuazione della misura cautelare in carcere. Anna Laura Scuderi ed Elena Pese sono in carcere esattamente da tre mesi, dalla mattina del 2 dicembre scorso, quando furono arrestate dalla Squadra Mobile al termine di un’indagine che aveva preso consistenza nel mese di agosto e visto la svolta grazie alla decisione, da parte del sostituto procuratore Ornella Galeotti, di autorizzare le videoriprese.

I loro avvocati hanno sempre fatto sapere che non si sarebbero sottratte alla loro responsabilità e le due donne, ripetutamente interrogate dagli inquirenti, hanno sempre risposto alle domande dei magistrati e hanno chiesto perdono ai bambini e alle loro famiglie. Il sostituto procuratore di Genova Silvio Franz è stato l’ultimo ad interrogarle, alcune settimane fa, a Sollicciano dove, in questi mesi, non hanno avuto vita facile anche per l’ostilità delle altre detenute.

lucia agati

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6 thoughts on “Asilo Cip e Ciop di Pistoia: prima udienza del processo a Maggio

  1. GIA’ IL RITO ABBREVIATO DIMOSTRA CHE NON HANNO NESSUNA INTENZIONE DI NON SOTTRARSI ALLE PROPRIE RESPONSABILITA’, LO DIMOSTRA IL FATTO CHE ACCETTINO I DOMICILIARI.
    ANDIAMO AVANTI E CONTINUIAMO A NON CAPIRE PERCHè PERSONE COSI’ CATTIVE E CRUDELI (SEMPRE SE DI PERSONE PARLIAMO)ABBIANO LA POSSIBILITA’ DI TORNARE LIBERE LASCIANDO IL LAVORO SPORCO ALLA LORO COSCIENZA, PERCHE’ E’QUELLA DOVREBBE FAR SENTIRE IL PESO DELLE LORO AZIONI, MA ESSERI COSI’E’ POSSIBILE CHE NON SI CAPISCA CHE COSCIENZA NON NE HANNO?

  2. ARRESTI DOMICILIARI…CHIEDONO RIPETUTAMENTE SCUSA AI BAMBINI… MA CHI SE NE FREGA! DONNE E RIPETO DONNE CHE SI DIMOSTRANO COSI’ CRUDELI CON I BAMBINI, E NON IN UN SINGOLO EPISODIO DI FOLLIA, MA CRUDELTA’ RIPETUTE NON HANNO ALCUN DIRITTO SE NON QUELLO DI PAGARE CON L’ERGASTOLO TUTTO IL MALE CHE HANNO FATTO, UN PO’ DI ANNI IN GALERA NON POSSONO CHE DARE LORO TEMPO PER RIFLETTERE, ANCHE SE NON CREDO CHE MOSTRI DEL GENERE POSSANO SENTIRE IL RIMORSO DI COSCIENZA.

  3. io ho lasciato il mio angelo in quell?inferno per due anni e mezzo e pensare che loro non faranno neanche due anni di carcere (tra un c…o e un’altro di cavilli) mi fà riflettere sulla giustizia, se così la vogliamo chiamare,che viene applicata nel nostro paese!!!! e per chi si chiede come ho fatto a non capire la risposta è che hanno saputo manipolare il mio bambino ad arte cioè : la stanza dove lo chiudevano la chiamavano fare la nanna quindi io andavo a riprenderlo e la laura mi diceva che aveva avuto problemi con la pappa e che lo aveva messo a nanna , lui non sapendo parlare non poteva spiegare cosa realmente accadeva e di esempi come questo ne posso fare a decine (capiti con il senno di poi e con il bambino che ora riesce a parlare)!!! non mi perdonerò mai quello che è successo al mio bambino in quanto era mio compito proteggerlo e vegliare su di lui e invece non capivo le sue lacrime e lo lasciavo proprio nelle mani dell’orco!!! ma una cosa è certa se avessi solo avuto il sospetto di quello che succedeva non solo avrei tolto mio figlio e avrei divulgato la notizia a costo di appostarmi davanti a quel maledettissimo cancello giallo a giornate intere ma non sarei andata subito alla polizia prima avrei voluto scambiare qualche parola con la laura!!!!!

    • Per Lalla – l’Italia è un paese garantista solo su persone che per la società sono una “garanzia delinquenziale” e vale poco la pena soffermarcisi sopra per non aggiungere sofferenza a quella già patita. Nessuno ha il diritto di chiederle come ha fatto a non accorgersi di quanto succedeva a suo figlio e neanche lei deve chiederselo. Non deve avere sensi di colpa nei confronti del suo bambino ma deve dargli invece tutto l’amore possibile affinchè ritorni il sorriso e la fiducia nel mondo che lo circonda. Auguro a lei ed a suo figlio tutto il bene possibile!
      PS a quelle “signorine” auguro di vivere nelle stesse condizioni in cui hanno fatto vivere quei bambini, per sempre!

  4. In tanti stiamo chiedendo giustizia vera sin dal primo momento. Vi parrebbe giustizia vera rimandare a casa, sia pure ai domiciliari, mostri come questi due personaggi senza anima nè cuore. Sono delle belve e vanno tenute chiuse in celle oscure ed isolate.

  5. In tanti stiamo chiedendo, sin dal primo mimento, Giustizia Vera. Vi parrebbe giustizia vera rimandare a casa queste due belve? Devono stare chiuse in celle separate ed isolate e sentire addosso tutta la vergogna, la disumanità di cui sono pregne.Tutta l’Italia aspetta con ansia un verdetto adeguato ed intransigente.

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