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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia Rignano Flaminio – “C’era mia figlia in quell’inferno.”

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Il Giustiziere degli Angeli

Articolo sul settimanale GENTE n.9 del 02.marzo.2010


Nuove rivelazioni sui presunti abusi a Rignano.

C’era mia figlia in quell’inferno

<Notai i lividi sulle gambe, poi lei mi confessò ciò che aveva subito a scuola> dice la madre di una bimba che oggi ha 7 anni. A maggio il processo ai cinque imputati.

Da Rignano Flaminio (Roma) Paolo Scarano

<Un primo passo importante è stato fatto per accertare la verità sulle orribili violenze sui minori alle quali pochi credevano. Ma sono convinta che tanti particolari, che non sono stati resi pubblici, verranno fuori e contribuiranno ad aumentare il dolore di tutti noi> dice Roberta Lerici, 46 anni, attrice e sceneggiatrice di teatro, portavoce dei genitori di Rignano Flaminio e responsabile del Movimento dell’infanzia del Lazio, dopo la decisione di aprire il processo sui presunti abusi sessuali della Olga Rovere, la scuola della cittadina alle porte di Roma dove si sarebbe svolto lo scenario pedofilo. <A me stessa, che mandavo i miei tre figli in quell’istituto, fortunatamente non coinvolti in quell’inferno, all’inizio riusciva impossibile gettare sospetti sul personale scolastico. Poi le rivelazioni di tanti bambini, i loro disagi, i loro traumi fisici e psicologici hanno confermato che non si trattava di invenzioni. Quei racconti e le tracce sui loro corpi erano troppo precisi. Non potevano certo essere il frutto di una suggestione colettiva>.


Quei racconti saranno riascoltati nell’aula del Tribunale di Tivoli dove, a partire dal 27 maggio, si celebrerà il processo per i fatti di Rignano. Secondo quanto è stato deciso una settimana fa dall’udienza preliminare nella quale sono stati rinviati a giudizio cinque imputati: Le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Magalotti, la bidella Cristina Lunerti e l’autore televisivo Gianfranco Scancarello (marito della Del Meglio).

<Quando il giudice ha letto la sentenza non abbiamo potuto fare a meno di provare una fortissima emozione>, dice la mamma di una bambina che ora ha 7 anni coinvolta, con altri venti piccoli, nei presunti abusi e rappresentata dall’avvocato Mirko Mariani del Foro di Tivoli. <Nessuno ha esultato. Nessuno ha gridato: “Abbiamo vinto”. Nessuna parola, ma soltanto un insieme di pianti da parte mia e di altri genitori presenti in aula. Questa storia ci ha lasciato una ferita profonda che forse non si rimarginerà mai più. Ma ora vogliamo che la giustizia faccia il suo corso>. Parla con parole misurate e con grande dignità la signora, assistita dall’avvocato Mariani, che ha accettato di rendere pubblica su Gente, in forma anonima, la testimonianza della donna. <Nel gennaio 2005 iscrissi mia figlia alla materna Olga Rovere, nella quale avevo la massima fiducia visto che conoscevo bene un’insegnante. Pochi mesi dopo io e mio marito ci accorgemmo che manifestava evidenti segni di disagio. Dormiva poco, a volte troppo. Manifestava momenti di iperattività e altri di apatia. Rimanemmo alarmati quando notammo alcuni lividi sulle gambe e ne parlammo con le maestre. Fino a quando, alla chiusura dell’anno scolastico, la piccola iniziò a fare le prime terribili rivelazioni su quanto aveva vissuto. E lo faceva con sofferenze enormi, con angoscia e paura.

Sul contenuto di queste e delle altre rivelazioni da parte delle presunte piccole vittime, la magistratura ha imposto il riserbo assoluto. <Si può soltanto dire> spiega l’avvocato Mariani <che tutti i soggetti in questione, secondo le perizie del Tribunale, hanno riportato disturbi post-traumatici da stress, con situazioni emotive tipiche. In alcuni casi sono state riscontrate lesioni nelle parti intime. Le perizie hanno anche confermato i sospetti che alcuni alunni possano essere stati drogati: due bimbe sono risultate positive alle benzodiazepine contenute in potenti ansiolitici con effetto ipnotico e di rilassamento muscolare>.

Dice la mamma di Rignano Flaminio: <Di fronte a quei racconti non ci è rimasto che rivolgerci all’autorità giudiziaria. E non è stato per niente facile affrontare quel percorso, durante il quale di fronte a giudici e consulenti abbiamo rivissuto questo dramma momento per momento. La nostra vita è stata sconvolta e il mondo è sembrato crollarci addosso. Ora dobbiamo pensare a ricostruire tutto. Nella speranza che soprattutto nostra figlia riesca a trovare un equilibrio, crescendo senza paura e senza angoscia. In attesa che la giustizia, nella quale crediamo, accerti tutta la verità>.

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