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Simonetta Cesaroni: il delitto di Via Poma nasconde troppi misteri.

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Il Giustiziere degli Angeli

Era il 7 agosto del 1990 ed in Via Poma, a Roma, Simonetta Cesaroni stava morendo con 29 atroci colpi di tagliacarte. Sono passati quasi vent’anni da questo assurdo omicidio ed ancora non si è arrivati ad un nome certo ed incontrovertibile dell’assassino.

Simonetta Cesaroni uccisa il 7.agosto.1990 in Via Poma - Roma

Domani (3.febbraio LINK ) avrà inizio il processo a carico di Raniero Brusco, fidanzato all’epoca di Simonetta ma i dubbi sulla sorte e sul perchè di questo omicidio, qualunque sia l’esito giudiziario, forse resteranno per sempre! Con il passare degli anni e con le nuove tecniche investigative si è giunti a processare Brusco sulla base di tracce della sua saliva sul reggiseno di lei, sul calco di un morso compatibile con l’arcata dentaria dell’uomo, sulle lettere che Simonetta scriveva sull’amore tormentato che stava vivendo con Brusco!

Pochi giorni fa è giunta alla redazione de “Il Tempo” una lettera anonima di un testimone che avrebbe visto quel giorno allontanarsi una vettura a velocità sostenuta da quel luogo e che, forse, potrebbe aprire scenari diversi sull’assassinio di Simonetta. La lettera è stata letta dallo stesso giornalista che l’ha ricevuta durante la trasmissione “Chi l’ha Visto” dell’11.gennaio scorso. L’anonimo scrive <penso di sapere chi ha veramente ucciso la povera Simonetta Cesaroni… chi all’epoca tra gli indagati era proprietario di un’automobile molto particolare… marca Innocenti.>.

Ci sono quindi ancora tante pagine da scrivere sulla morte di Simonetta? Possibile che nessuno ha visto o sentito niente? E’ possibile che, come ipotizzano dopo vent’anni gli inquirenti, Brusco abbia reagito d’impeto in un attimo di rabbia ed abbia spinto violentemente a terra Simonetta facendola svenire per poi colpirla con 29 fendenti? E l’ha morsa sul seno prima o dopo il delitto? Ma perchè, mi stò chiedendo, dopo avrebbe pulito ossessivamente tutto il sangue di Simonetta dall’appartamento? Per Busco l’assassino è qualcuno che conosceva bene quell’ambiente di via Poma, che sapeva come muoversi e lui neanche sapeva che Simonetta lavorasse in quella via ma sulla Casilina!

Ci sono stati altri fatti inquietanti in quel condominio di Via Poma: il 24 ottobre 1984 fu uccisa, soffocata con un cuscino e colpita ripetutamente, Renata Moscatelli, 68 anni, mai trovato il colpevole; il 14 novembre 2009 si è ucciso con un colpo di pistola Massimo Buffoni, 50 anni, avvocato penalista, nessun motivo poteva far presagire la tragedia.

Roma - Condominio di VIA POMA

Un condominio su cui si addensano immancabilmente molte ombre che sembra “non vogliano” dissiparsi per “scoprirne i segreti”.


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3 thoughts on “Simonetta Cesaroni: il delitto di Via Poma nasconde troppi misteri.

  1. Pingback: Notizie dai blog su Delitto di via Poma, Simonetta forse incinta

  2. Di misteri,nel caso “Via Poma” lo sappiamo ce ne sono tanti: ora se ne aggiunge uno forse con risvolti maggiormente inquietanti: è necessario proteggere l’assassino casualmente – o non casualmente – diventato improvvisamente visibile ed indifeso od indifendibile? Ci vorrebbe una sistena giudiziario marcio, inefficiente ed inconcludente, ci vorrebbe un oscuro giudice – magari femmina che non guasta visto l’affaire – con un’incontinente esigenza di notorietà e una stabile mania di protagonismo, ci vorrebbero della facce toste non comuni scelte tra corpi “speciali” dei carabinieri con raffinati sistemi operativi detti alla “Stagno & Olio”, e forse altro ancora per mandare dritto in galera un esemplare innocente.
    Ma come fa una persona di media intelligenza – ed è solo un esempio- a non prendere in considerazione il fatto che il fidanzato di Simonetta non sia effettivamente entrato nell’ufficio di Lei abbia avuto un petting controverso quanto si voglia interrotto forse da un morso e forse da un ceffone e che lì se ne sia andato riservandole ancora lo scarso interesse che lei stessa denunciava , che mai e poi mai sostiene un omicidio specialmente con connotazioni patologiche ed implicazioni sessuofobe: scenario aperto a qualcuno, lui si ossessionato dall’avvenenza il sex appeal di Simonetta e frustrato forse da quella che lui riteneva essere una riottosità pervicace, qualcuno che assistendo non visto alla scena irrompe e commette il delitto. Tutte le azioni sucessive sono molto più logiche in un contesto del genere: è solo un esempio, se ne possono fare a dozzine. Le “prove” raccolte fino ad oggi in un paese serio farebbero schiantare dal ridere gli avvocati della difesa ne più ne meno delle tavolate in faccia di Stagno & Olio. Fenris

  3. E’ difficile non essere d’accordo sul fatto che la ricerca della certezza sia un “vizio intellettuale” e si potrebbe venire ingannati da qualche profetico giudice borioso, o avvocato o testimone. Perchè no un inquirente capace. Non è colpa dei sistemi operativi se i sistemati piegano il capo al dettato della ricerca della certezza.
    Altro è la ricerca della verità, la quale prevalentemente avviene sul piccolo schermo.
    La verità, per sua incerta natura, non è conducibile in un’aula di giustizia “reale”, dove la certezza soltanto viene accolta e raccolta dallo Spettatore.
    La verità può essere raccolta nell’aula di giustizia rappresentata, già che il Telespettatore deve essere calcolato e mantenuto nell’incertezza (il Pathos). ciò al machiavellico scopo di evitare il cambio del canale per eccesso di scontato, o la noia.
    Osservazione che, in parte, fornisce ragione alle trasmissioni simulatrici il lavoro degli inquirenti.. quali Matrix o Chi l’ha visto o simili.. ove si parla apertamente di dubbio, di incertezza, di verità e di menzogna. Allo scopo di mantenere o accrescere l’adience che la certezza con ogni probabilità farebbe crollare!
    dire a Chi l’ha Visto: l’assassino di Simonetta Cesaroni è il fidanzato appare una bestemmia
    Dirlo in un’aula di tribunale appare un diritto sacrosanto dell’accusa!
    così, se un tribunale deve sentenziare oltre ogni ragionevole dubbio, quando l’inverosimile verità non soddisfa il dubbio, lo soddisfa la verosimiglianza. La quale soltanto risolve il dubbio e offre la certezza.. ponendo il verosimile al posto della verità. La verità può anche essere un approdo del processo, un passaggio del mar Rosso ma non è sempre la Terra promessa. La quale terra promessa è la certezza da offrire ai cives.. si rassicurarli circa la funzione della giustizia e la sua efficienza!
    Un processo irrisolvibile fa esclamare: come al solito in Italia non si approda a una sentenza certa, come le piazze fontana e loggia insegnano.
    Un processo comunque risolto induce a esclamare: finalmente un poco di giustizia!
    Uno stato deve offrire certezze ai cittadini, poco male tali certezze abbisognano dei loro martiri. Così andò il mondo va il mondo e così andrà anche nel secolo vigesimo primo

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