Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza –

Don Luciano Massaferro: gli amici e i suoi computer, i suoi parrocchiani in preghiera, amica investigatrice sulla bambina!

Lascia un commento

Il Giustiziere degli Angeli

In procura si sono svolti altri cinque interrogatori protetti su altrettante bambine ma non si hanno notizie su quale siano state le risposte. Intanto Don Massaferro resta in carcere per la possibile “reiterazione del reato e per evitare l’occultamento di prove” ed i SUOI fedi-fedeli si sono riuniti di nuovo in “veglia di preghiera pro-sacerdote”. Non ci sono notizie circa la risposta del tecnico che stà scandagliando il QUARTO computer che il Don aveva affidato ad un amico e di cui aveva fortemente negato l’esistenza. Ma, oltre ad essere un Don tecnologicamente molto avanzato (anche con un account personale su Facebook), il sacerdote si sarebbe servito anche di un appoggio “umano” per avere notizie fresche su quanto già prima del suo arresto circolava in paese: insomma una sorta di “spia”. E questa era una donna, dipendente del Comune di Alassio. Ecco quanto spunta quindi oggi, ecco l’ennesima dimostrazione di quanto gli adulti hanno le gambe corte come le bugie, ecco come dietro le quinte agiscono…. e qui mi fermo! Intanto gli avvocati difensori del sacerdote hanno richiesto la copia del cd contenente la testimonianza della bambina: vogliamo scommettere che proveranno ad invalidare la perizia con qualche “super-tecnicismo”? Accetto solo dai 10euro in su!

Dipendente del Comune interrogata dagli inquirenti

28 gennaio 2010

Una dipendente del comune di Alassio è diventata una testimone importante nell’inchiesta che ha portato don Luciano Massaferro, 45 anni, parroco delle chiese di San Vincenzo e San Giovanni, in carcere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della giovane parrocchiana.


A settembre aveva invitato la ragazzina di undici anni per sapere, per conoscere quello che stava accadendo e poi informare don Luciano della situazione soprattutto dei termini in cui era la vicenda che nella città del Muretto aveva ormai varcato le mura della chiesa.

Una dipendente del comune di Alassio è diventata quindi una testimone importante nell’inchiesta che ha portato don Luciano Massaferro, 45 anni, parroco delle chiese di San Vincenzo e San Giovanni, in carcere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della giovane parrocchiana. La donna è stata identificata. Ovviamente la sua posizione è stata al vaglio degli investigatori nel lungo e difficile interrogatorio a cui è stata sottoposta. La donna avrebbe infatti ammesso di aver accettato l’invito del sacerdote a sondare il terreno, a cercare di capire la posizione della bimba e della sua famiglia, ribadendo anche come «la ragazzina le abbia raccontato gli episodi di cui sarebbe rimasta vittima».

«Quella ragazzina non è attendibile», ribadisce il professor Mauro Ronco che con Alessandro Chirivì assiste il prete in carcere ormai da quasi un mese. Ed a proposito di difesa ieri mattina il legale della curia ingauna si è presentato al sesto piano del palazzo di giustizia per acquisire alcuni atti dell’inchiesta di cui non è ancora in possesso.

In particolare il collegio difensivo di don Luciano ha chiesto la possibilità di entrare in possesso del cd dell’audizione protetta della presunta vittima e quindi ascoltare con le proprie orecchie la deposizione dell’undicenne. Il tono dell’audizione effettuata dalla psicologa Moretuzzo e il suo svolgimento potrebbero finire sotto la lente di ingrandimento dei periti del professor Ronco per valutarne l’eventuale attendibilità e le presunte ipotesi di nullità.

A piccoli passi, l’inchiesta, quindi, sembra andare avanti con l’intento di sistemare anche il più piccolo tassello di una vicenda estremamente delicata e spiacevole per tutte le parti in causa.

Al punto che ieri mattina i sostituti procuratori Alessandra Coccoli e Giovanni Battista Ferro hanno affidato l’ennesima perizia ad uno psicologo probabilmente per ascoltare nuovamente alcuni giovani compagni della presunta vittima. Il condizionale però è d’obbligo perché sul tema sia la difesa sia l’accusa hanno alzato un muro di stretto riserbo, nonostante l’esperto hanno preso contatti con il collega della difesa. Solo nelle prossime settimane sarà possibile capire l’evolversi di questo rivolo d’inchiesta. Resta invece ancora misterioso l’esito della perizia tecnica sul quarto computer sequestrato ad un’amico del parroco al quale lo aveva affidato.

Il tecnico savonese dopo aver doppiato tutti i contenuti, starebbe ora lavorando per verificare l’esistenza o meno di files cancellati e in caso di risposta positiva verificarne il contenuto. Al momento, da un esame superficiale dell’apparecchio non sarebbero venuti alla luce elementi in grado di assumere una rilevanza nell’inchiesta. Nessun contenuto compromettente per don Luciano, anche se è necessario ancora qualche tempo per avere un’idea complessiva della situazione.

Per l’accusa, comunque, l’importanza del ritrovamento del pc di don Lu stava proprio nel fatto di smentire la tesi del sacerdote che invece ha sempre sostenuto di non saperne nulla. Insomma una prova sulla credibilità dell’indagato, più che sui suoi eventuali e presunti istinti deviati.

Il tutto in attesa dell’incidente probatorio che dovrebbe essere fissato per la fine di febbraio. Il gip Fois si è preso tutto il tempo necessario per fare le cose a posto ed evitare poi problemi al momento dell’udienza, figli della fretta. «Passaggio non determinante» puntualizza il professor Ronco, mentre l’accusa ritiene si tratti del clou di tutta l’inchiesta. L’interrogatorio protetto effettuato dal consulente tecnico d’ufficio nominato dal gip Fois sarà inserito nel dibattimento al quale non dovrà più partecipare la ragazzina.

Ieri sera infine, nella parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Andora Marina, si è svolta l’ennesima veglia di preghiera alla presenza di alcune centinaia di fedeli convinti dell’innocenza di don Luciano. I presenti hanno pregato per il loro parroco, invocando l’aiuto del Signore al fine di arrivare presto alla verità dell’inchiesta e alla scarcerazione del prete.

Una posizione ormai decisa anche da parte del gruppo «Don Luciano Libero» aperto su Facebook. Molti dei sostenitori della pagina su internet non hanno voluto mancare all’appuntamento in chiesa.

LINK ARTICOLO originale

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...