Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza –

Rignano Flaminio: la nuova casa degli orrori.

3 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

La villa teatro della nuova indagine sull'asilo Olga Rovere

Come già preannunciato nei precedenti giorni da diversi quotidiani, Panorama ha realizzato un servizio sul nuovo filone di indagine riguardante gli abusi sui minori dell’asilo Olga Rovere. L’indagine su questa abitazione, riconosciuta da alcuni minori, stà procedendo verso più approfondite indagini investigative e, come dichiara l’avvocato Carlo TaorminaIl nuovo fascicolo è importante perché rivela fatti che potrebbero rafforzare le prove a carico degli attuali imputati e permettere di individuare altri personaggi sino a questo momento rimasti ignoti”. In questi giorni si sono susseguite le udienze (le prossime due sono previste per il 30.01 ed il 05.02) e difesa ed accusa si sono accavallate nel botta e risposta. All’eccezione della difesa degli accusati in cui si mette in dubbio l’uscita dei bambini dalla scuola, risponde la responsabile Agerif Arianna Di Biagio, la quale dichiara “l’ingresso posteriore della struttura era isolato e quasi tutte le vittime erano affidate a maestre indagate e quindi presumibilmente complici”. L’ultima difesa avrà modo di parlare il 5 febbraio prossimo ed in quella stessa data il GUP Balestrieri dovrà decidere se gli imputati saranno rinviati a giudizio.


PANORAMA: l’articolo

A Rignano Flaminio spunta un’altra casa dei misteri.

Le indagini sui presunti abusi sessuali subiti dai bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio (Roma) proseguono. E hanno un nuovo filone. La conferma si trova sul cancello di una villa della frazione di Montelarco. Un cartello avverte che la casa è sotto sequestro per “accertamenti urgenti”.

“Quest’autunno sono entrati i carabinieri del Ris e hanno lavorato tre giorni” sostiene un vicino. Ma nessuno conosce il motivo di quelle analisi. A Panorama risulta che il nuovo fascicolo sia un clone di quello approdato all’udienza preliminare per i fatti legati all’asilo: insomma è una specie di “Rignano bis” ed è affidato al pm Maria Domenica Perna. L’inchiesta è contro ignoti e per questo le attività di indagine non sono state integrate nel procedimento principale.

Tutto inizia quando C.V., una delle presunte vittime, riconosce la casa, all’epoca in vendita: “Mamma, io qui ci sono già stata” assicura la piccola. I genitori di C.V. denunciano l’episodio ai carabinieri che entrano nella villa e scattano numerose foto. Dalle immagini alcuni bambini riconoscono quelle stanze. Del resto diversi particolari dell’abitazione erano già entrati nei loro racconti: dalle gabbie per i cani alla mansarda con i grandi abbaini, alla cucina rossa.

Qui sino a tre anni fa abitava con i genitori A. S., classe 1997. La sua amichetta del cuore è stata convocata nelle scorse settimane presso la procura di Tivoli. Il padre, Lucian, cittadino romeno, dice a Panorama: “Le hanno chiesto se quando andava a trovare A. e trascorreva i pomeriggi a bordo piscina arrivavano degli uomini“. Il cugino, Catilin, 23 anni, sostiene che in quella strada c’era un inspiegabile viavai di auto. Nella villa non abita più nessuno. La famiglia che la occupava si è dissolta tre anni fa: la madre, straniera, è scappata con la piccola A. nel paese d’origine, il padre ha iniziato la sua battaglia giudiziaria per riaverla. Nel frattempo su quella villa ormai disabitata è calata la maledizione di Rignano e dei suoi presunti orchi.

Una cinquantina di chilometri più in là, nel tribunale di Tivoli, accusa (il pm Marco Mansi) e difesa dibattono i fatti dell’asilo davanti al giudice per l’udienza preliminare Pierluigi Balestrieri. In aula si incrociano i genitori e i cinque accusati: un autore tv, tre maestre e una bidella. L’avvocato Carlo Taormina rappresenta diverse famiglie e sottolinea: “Il nuovo fascicolo è importante perché rivela fatti che potrebbero rafforzare le prove a carico degli attuali imputati e permettere di individuare altri personaggi sino a questo momento rimasti ignoti”.

Arianna Di Biagio - Avv.Carlo Taormina

L’inchiesta madre è partita nel luglio 2006. Un anno dopo le difese incassarono un importante successo quando il tribunale del riesame e la Corte di cassazione rigettarono gli arresti decisi dal gip Elvira Tamburelli a causa di un quadro indiziario “insufficiente e contraddittorio”. Ma il riesame scrisse anche: “Sulle modificazioni dello stato psicologico dei bambini successivamente alla chiusura dell’anno scolastico 2005-2006 non possono nutrirsi dubbi di sorta, i bambini stanno male“.

Da qui è ripartita l’accusa. E ha lavorato per altri due anni. Nel giugno 2009 il gip Tamburelli, calabrese esperta di ’ndrangheta, ha evidenziato che nel frattempo “il panorama probatorio è evidentemente mutato con l’acquisizione degli esiti della perizia psicologica e l’esame diretto dei minori (nell’incidente probatorio a cui hanno preso parte le difese, ndr) ritenuti idonei a testimoniare”.

Il collegio di esperte guidato dalla neuropsichiatra infantile Angela Giganti e incaricato dal giudice di valutare i minorenni ha escluso che questi possano essere stati suggestionati dai genitori, scandagliati da centinaia di test e colloqui.

A livello investigativo, nel 2008 i bimbi hanno riconosciuto un altro dei luoghi in cui sarebbero stati portati dai loro violentatori: un casale con maneggio a 4 chilometri dalla scuola. Nei sopralluoghi alcuni piccoli hanno mostrato di conoscere il posto, guidando consulenti e carabinieri all’interno della proprietà.

In compenso scarseggiano le testimonianze a supporto delle dichiarazioni dei fanciulli, in particolare sulle uscite fuori orario dall’asilo. “La cosa non deve sorprendere” afferma Arianna Di Biagio, portavoce dell’associazione Genitori di Rignano Flaminio, “l’ingresso posteriore della struttura era isolato e quasi tutte le vittime erano affidate a maestre indagate e quindi presumibilmente complici”.

Di Biagio sottolinea il fatto che non sempre ritirare il figlio fosse un’operazione immediata e che nei registri le presenze in mensa e quelle in classe dei baby alunni che hanno denunciato gli abusi spesso non coincidano: “Per esempio, G.C. ha 20 assenze nei prospetti mensa, registrate come presenze nel registro di classe. Altri 18, 15, 13 e così via”.

Un’accompagnatrice del pullman scolastico ha messo a verbale di avere visto una delle insegnanti indagate accompagnare un bambino in auto alla fermata del bus. La difesa rimarca che nessuno dei genitori avrebbe notato stranezze nei figli prima della fine dell’anno scolastico. “Anche questo è falso. Alcune mamme sono state dalle maestre o dai dottori per segnalare segni e comportamenti anormali” continua Di Biagio. Una versione confermata davanti al gip dalla pediatra del piccolo M.D.B. e anche da due delle insegnanti sotto inchiesta.

Per l’accusa i numerosi riscontri ai racconti delle presunte vittime vanno integrati con gli esami medici che hanno evidenziato i segni cicatriziali nell’imene di una bambina, una lesione anale e una particolare infezione (che ha spesso origine sessuale) in altri due compagni di asilo, diverse irritazioni vaginali, oltre ai sintomi depressivi comuni ai bimbi coinvolti nella vicenda. “È inspiegabile come tutti questi elementi messi insieme per molti non costituiscano indicatore certo di abuso sessuale” lamenta Laura Valentina Mascioli, legale di parte civile e specialista in materia.

Gli innocentisti ribattono che non esiste la “smoking gun”, la prova evidente, e che neppure i Ris hanno trovato tracce degli alunni nelle case delle maestre. L’avvocato Taormina ha una spiegazione: “I rilievi sono stati effettuati quando l’inchiesta era già nota e gli accertamenti hanno fatto emergere la presenza di detersivo sui pupazzi, un lavaggio che certamente ha cancellato eventuali tracce“. A questo punto l’avvocato domanda: “Ma se la difesa è così sicura dell’innocenza dei propri assistiti perché, invece di parlare di psicosi collettiva, non ha chiesto il rito abbreviato? In pochi giorni gli imputati sarebbero usciti dal calvario”.

Taormina in aula sente un’aria nuova: “Nell’ultima udienza, una delle accusate ha detto che nella scuola lei non era la sola ‘maestra Patrizia’. Per la prima volta un’imputata ha ammesso indirettamente che i fatti possano essere veri. Forse hanno capito che è meglio iniziare a difendersi sul serio”.

LE TAPPE DELL’INCHIESTA

Luglio 2006 Partono le indagini, dopo le denunce presentate da tre coppie di genitori: i loro figli avrebbero subito abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio. Altre 20 denunce simili vengono fatte nei mesi successivi.

24 aprile 2007 La procura di Tivoli fa arrestare sei persone: un autore televisivo, un benzinaio cingalese, tre maestre e una bidella dell’asilo.

10 maggio 2007 Il tribunale del riesame decide la scarcerazione degli indagati. La procura ricorre in Cassazione. Ma la Suprema corte conferma le scarcerazioni il 18 ottobre 2007.

28 luglio 2009 Viene chiesto il rinvio a giudizio per cinque dei sei indagati. Sono accusati di atti osceni, maltrattamenti, sottrazione di incapace, sequestro di persona, violenza sessuale, corruzione di minori e atti contrari alla pubblica decenza.


Annunci

3 thoughts on “Rignano Flaminio: la nuova casa degli orrori.

  1. Bè, mi sembra che queste ultime notizie facciano ben sperare per il futuro.Ci sono sempre più elementi a supporto dell’accusa.Sono anche contento che l’avvocato Taormina si dimostri attivo e partecipe della vicenda, in modo un po’ più attento rispetto a quando si occupava di Cogne.In questi giorni ho letto alcuni articoli sul processo cosiddetto “Cogne bis” e, devo dire, che in Italia ci si dimentica di tutto troppo in fretta. Un augurio di cuore ai bambini di Rignano e a tutti coloro che gli sono vicini.

  2. certamente e’ un bene che quei piccoli possano ottenere giustuzia. ma come padre di due figlie e attento osservatore del mondo scolastico posso soltanto dire che a mio modesto parere o in quella scuola tutti e dico TUTTI da inservienti e insegnanti erano d’accordo oppure non puoi fare aventi e indietro per km in luoghi appartati e nessuno vede niente. nell’articolo si citano 18 assenze in mensa di un alunno. e la responsabile mensa?? non si e’ chiesta dov’e il piccolo?? e non ditemi che era in classe e nessuno sapeva niente. inoltre dobbiamo sempre calcolare che i giornali mettono frasi e citazioni che possono alterare il giudizio delle masse. Scusate un altra cosa, ma se sto benedetta mestra patrizia se ne esce dicendo non ero l’unica a fare certe cose, allora li dentro anche altri facevano e altri sapevano. E bisognava aspettare che i piccini fossero visitati perche’ si capisse qualcosa? Perche’ l’operatrice dell’autobus non ha detto nulla quando una maestra portava un alunno in auto?? Se ne ricorda soltanto dopo??? FERRETTIFRANCESCO@HOTMAIL.IT

  3. Avete trovato veramente dei santi ,quelle bidelle e quel povero regista ingiustamente accusato,fosse successo a me ,non di co prima di essere giudicata ma dopo la sentenza che li ha riconosciuti innocenti, vi avrei presi a calci nel culo dalla mattina alla sera per tutto il paesello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...