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Don Luciano Massaferro: il quarto computer è stato ritrovato!

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Il Giustiziere degli Angeli

Don Luciano Massaferro è ancora in carcere, anzi è stato trasferito da Chiavari a Sanremo: l’accusa è, e resta, abusi sessuali su una bambina undicenne. Le  tante polemiche sul caso hanno in fondo ottenuto il contrario di quanto volevano gli innocentisti: spegnere i riflettori e far uscire Massaferro dal carcere. Il sacerdote si è sempre proclamato innocente negando ogni morbosa attenzione sulla ragazzina che è stata dipinta, dai compaesani, una disturbata mentale escludendola anche dalla vita parrocchiale (leggere sotto quanto racconta la madre della piccola). Inoltre da un solo computer in uso al sacerdote, si era già arrivati a TRE e si ipotizzava l’esistenza di un quarto computer a seguito del ritrovamento della custodia. Il sacerdote ne ha negata l’esistenza, un QUARTO computer sembrava un fantasma nella fantasia degli inquirenti. Invece, grazie ad un lavoro di infiltrazione di un agente presso gli amici di Massaferro, ha fatto si che il “fantasma tecnologico” si materializzasse.


Trovato il Pc del prete: era in casa di un amico

23 gennaio 2010 LINK


La polizia ha trovato il famoso quarto computer di don Luciano Massaferro. C’è voluta l’infiltrazione di un agente nel gruppo dei numerosi amici del sacerdote di Alassio, arrestato per presunte molestie sessuali a una ragazzina. La macchina era custodita in casa da uno di loro. Il parroco ha sempre negato l’esistenza del computer, di cui invece gli inquirenti erano certi. Di qui il sospetto che le memorie possano contenere elementi utili all’inchiesta.

Ora la parola passa ai tecnici informatici, che già da tempo stanno lavorando sugli altri tre computer del prete. La ragazzina al centro del caso,come ha raccontato la madre al SecoloXIX, è stata esclusa dalla comunità parrocchiale.

«Nessuna chiusura – spiega il vicario della diocesi di Albenga, monsignor Giorgio Brancaleoni – ma una decisione dettata da buon senso: preservare la ragazzina ed evitare disagi a lei, agli educatori, agli altri bimbi». Il sacerdote trasferito dal carcere di Chiavari a quello di Sanremo.

«Mia figlia esclusa dalla chiesa di don Luciano»

22 gennaio 2010  LINK

«Silenzio, adesso. Ve lo chiedo per lei, per la mia bambina che continua a voler bene a don Luciano: era il suo migliore amico». Eccola qui la mamma di Alassio, la poco di buono, la giocatrice di poker. Ora che le gerarchie ecclesiastiche si sono fatte prudenti e il fronte dei fedeli non è più così compatto, perché si mormora di altri episodi poco chiari, potrebbe chiedere conto delle calunnie e non lo fa. Ma pretende rispetto.

«Quello che è successo ha travolto una famiglia e sta facendo del male a una bambina che ne ha già subito troppo, e adesso ha ricevuto anche l’ultimo affronto. Mamma, ha chiesto, posso tornare a giocare con gli amici della parrocchia? No, le è stato risposto. Come se fosse lei la colpevole. Come se dovesse imparare a comportarsi, a stare zitta se succede qualcosa che non va. Bell’insegnamento, bell’esempio di carità cristiana».

Tornando all’inchiesta giudiziaria, stamane il sito Savonanews.it riporta la voce secondo la quale sarebbe stato ritrovato il cosiddetto quarto computer, quello di cui don Luciano negava l’esistenza. La voce, tuttavia, non è ancora stata confermata da fonti giudiziarie.

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