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Luca Delfino: scrive ai giudici ed ottiene lo sconto di pena. ò§@€%???

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Il Giustiziere degli Angeli

Per fare un ripasso su Luca Delfino potrete andare su questo LINK GENERALE per trovare vari articoli di archivio sul caso. Luca Delfino è stato condannato a (soli) 16 anni e otto mesi per aver assassinato brutalmente Antonella Maria Antonietta Multari. A marzo di quest’anno inizierà un nuovo processo contro lo stesso Delfino per l’omicidio di un’altra donna, Luciana Biggi, ritrovata in una pozza di sangue in un vicolo di Genova nell’aprile del 2006: in questo caso si tratta di un processo indiziario.

Intanto in carcere Delfino si è prodigato in almeno tre aggressioni e gli erano stati revocati i benefici di legge previsti per buona condotta. Ma “l’infermo di mente e sano scrittore” Luca Delfino ha inviato ai Giudici una lettera di quattro pagine che li ha convinti a restituire i “90 giorni di sconto l’anno”!

Quando su certi argomenti mi sento rispondere <e che vuoi farci, questa è l’Italia!!” mi viene voglia di trasferirmi in Burundi ad allevare “CAPRE” e raccogliere “BANANE”.

IL KILLER LUCA DELFINO RIOTTIENE BENEFICI BUONA CONDOTTA


(AGI) – Genova, 13 gen. – Il killer di Antonella Multari, Luca Delfino, genovese di Serra Riccò di 32 anni, ha riottenuto i privilegi conseguenti alla buona condotta che gli erano stati revocati in seguito a tre zuffe consumate nel carcere di Sanremo dove sta scontando una pena di 16 anni e 8 mesi definitiva per omicidio volontario. E’ stato il tribunale del Riesame a ripristinare i benefici in seguito al ricorso presentato nei giorni scorsi dall’avvocato difensore Riccardo Lamonaca. Per riottenere lo sconto di pena di 90 giorni all’anno Delfino aveva depositato una memoria scritta di suo pugno, 4 pagine in cui in estrema sintesi chiede di poter scontare la carcerazione in pace e ribadisce di essere stato provocato da altri detenuti mentre si trovava nella sua cella.

Nel primo caso Delfino ha avuto un acceso diverbio con uno “spesino”, ovvero un detenuto che ha il compito di effettuare la spesa nello spaccio interno al carcere per conto dei detenuti che non possono abbandonare la cella. Al momento della consegna della spesa pagata lo “spesino” avrebbe insultato il trentaduenne genovese. Questi si sarebbe infuriato, insultandolo a sua volta e minacciandolo. Il secondo episodio ha visto contrapposti Delfino e un altro killer, l’uxoricida Nicolino Corsaro un quarantottenne di Ventimiglia che nel dicembre del 2007 uccise l’ex moglie. L’ultimo episodio ha visto Delfino contrapposto agli agenti di polizia penitenziaria che lo stavano scortando nell’aula interna al carcere dove era stato convocato proprio per discutere i due precedenti episodi violenti. (AGI) Cli/Ge

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