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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Don Luciano Massaferro: il suo PC era in custodia ai ragazzi di Azione Cattolica.

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Il Giustiziere degli Angeli

Don Luciano Massaferro è stato arrestato la scorsa settimana con l’accusa di abusi sessuali su una bambina di 11 anni. In carcere è stato sottoposto ad un interrogatorio durato ore dove il sacerdote ha negato con forza ogni addebito. Alcuni suoi fedeli sono già insorti in difesa di don Luciano, come già in altri casi simili era accaduto e molti hanno dimostrato la solidarietà al sacerdote senza porre nessun condizionale (che sarebbe veramente d’obbligo). Al solito l’accusato diviene la unica vittima da difendere ed a pochi interessa se la verità è quella della bambina. Ieri l’Azione Cattolica della diocesi di don Luciano interviene in difesa del sacerdote e  dichiarano che “sono sicuri che al sacerdote non si possa attribuire un reato simile”. Ed ecco oggi un’altra notizia. Proprio i Giovani di Azione Cattolica che ieri intervenivano in sua difesa avevano ricevuto da don Luciano in custodia il suo vecchio computer. Gli inquirenti sono venuti a conoscenza di questo computer ed ora il suo contenuto è al vaglio degli specialisti. Mah, bah, boh!

Articolo arresto Don Luciano

Don uciano Massaferro

Il don arrestato per pedofilia: il mistero del Pc “nascosto”

06 gennaio 2010 Il Secoo XIX

Era stato affidato ad alcuni educatori dell’Azione Cattolica della parrocchia di San Vincenzo e San Giovanni, il computer di don Luciano Massaferro, il sacerdote di 44 anni arrestato la scorsa settimana con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni. Lo hanno ritrovato l’altro ieri gli uomini della squadra Mobile a conclusione di una serie di perquisizioni disposte dalla Procura ed effettuate ad Alassio in contemporanea all’interrogatorio fiume dell’indagato. E si spiegano, così, anche le lunghe attese del pomeriggio.

Ieri, in questura a Savona sono poi sfilate decine di persone – educatori, parrocchiani, ma anche semplici conoscenti – per essere ascoltati dal sostituto procuratore, Giovanni Battista Ferro. Il ritrovamento del vecchio Pc (ieri è stato affidato l’incarico peritale per un supplemento di indagine) ha rappresentato la prima, clamorosa novità dell’inchiesta dopo l’arresto e soprattutto ha messo fuori gioco il sacerdote, che sinora aveva sempre negato di aver avuto un computer precedentemente a quello trovato in casa sua.

Gli inquirenti hanno voluto capire dai diretti interessati (gli educatori) i particolari di quella consegna e soprattutto dei rapporti che avevano con don Luciano. Ovvio che di fronte a quella bugia gli investigatori ora sospettano sul possibile contenuto dell’hard disk, ma soprattutto vogliono vederci chiaro.

Sempre ieri pomeriggio, infine, al sesto piano del palazzo di giustizia sono arrivati i genitori della presunta vittima delle attenzioni morbose di don Luciano, che hanno ribadito la loro intenzione di non costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento ai danni del sacerdote.

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