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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia/Rignano Flaminio: iniziato il dibattimento delle parti davanti al Gup di Tivoli. Vizi di forma nei documenti dell’accusa? Ma la sostanza c’è! Il vizio? La “superbia”.

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Il Giustiziere degli Angeli

Venerdì 30 ottobre è iniziato il dibattimento delle parti, atte a illustrare gli elementi che dovranno far decidere il Gup Balestrieri sulla richiesta di rinvio a giudizio degli accusati di Rignano Flaminio. La storia degli abusi sui bambini dell’asilo Olga Rovere è da quasi tre anni su giornali e TV ed i reati contestati sono di una gravità enorme che nessun processo o condanna può cancellare.

PEDOFILIA un cancro orribilmente doloroso che uccide i bambini dentro e fuori, difficilmente estirpabile da questi poveri angeli calpestati.

SUINORig

Ho letto tutti gli articoli dei giornali on-line e quanto è emerso è che gli avvocati Borgogno e Coppi (difensori della maestra Patrizia Del Meglio e di suo marito Gianfranco Scancarello -autore TV-) hanno eccepito su tutti “vizi di forma” chiedendo la “nullità del rinvio a giudizio per genericità del capo di imputazione”. Chiaramente io non posso permettermi, non essendo addetta ai lavori né come avvocato e né come giudice, di entrare nel merito legale di ciò ma posso solo ragionare da persona semplice e, cercare da parte loro di evitare un processo per un “vizio di forma”, mi sembra dannoso anche per gli imputati di reato. Le parole di un avvocato: carenze del capo di imputazione delle indagini preliminari che dimostrano l´inconsistenza dell´accusa nei confronti degli imputati. Se non ricordo male questa parte è stata ampiamente superata con le ulteriori indagini finite solo a distanza di circa tre anni dal blitz nell’asilo quindi di pagine circostanziate sulle accuse se ne sono aggiunte, molte.


I bambini sono stati periziati in tre diverse occasioni, di cui in ultimo proprio presso il Tribunale di Tivoli in audizione protetta ed alla presenza sia degli avvocati difensori degli accusati sia degli avvocati delle famiglie dei bambini. Di queste ultime audizioni gli avvocati difensori, strano, non ne hanno riferito ai giornali se non per massacrare quell’unica bambina che disse “me lo ha raccontato la mamma!”. Io, sempre povera piccola persona, mi metto nei panni di ognuno di quei bambini e provo ad immaginare quale sia stato (e sia) lo stato d’animo di ognuno in quei momenti in cui hanno ricordato quanto loro accaduto. Quando i bambini hanno raccontato quei particolari, quando hanno descritto i luoghi in cui venivano portati, quando hanno disegnato (penso sia una delle cose normalmente fatte in queste audizioni protette) orrende cose… gli avvocati degli accusati, che erano dietro ad un vetro ad ascoltare e vedere, come si sono sentiti? Hanno visto in quei bambini i loro figli e/o nipoti ed hanno avuto un pugno allo stomaco o hanno sorriso beffardi?

Gli altri punti ribattuti dagli avvocati degli accusati, per non andare a processo, sono stati i seguenti: (1) c’è stata la violazione del diritto della difesa per la non ricezione di copia dei filmati relativi agli incontri tra i bambini, presunte vittime di abusi sessuali, e i periti, nonché l’inutilizzabilità e la nullità di tutti gli atti relativi all’ispezione a quella che è stata definita “la casa degli orrori” perché effettuati, secondo le difese, (2) senza un avvertimento tempestivo dei difensori ed (3) alla presenza di un consulente non psicologo…

In risposta al punto 1 troviamo la risposta in questo vecchio articolo di gennaio 2008…

(AGI) – Roma, 11 gen. – Poco meno di tredicimila euro: e’ quanto la maestra Patrizia Del Meglio e il marito Gianfranco Scancarello, sceneggiatore tv, due delle sette persone coinvolte nell’inchiesta sui presunti abusi compiuti su 19 bimbi della scuola materna ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, dovrebbero pagare per avere copia integrale, su 50 dvd, delle registrazioni relative alle audizioni protette dei bambini e ai loro incontri con il collegio peritale, piu’ le registrazioni dei test eseguiti dal consulente della procura di Tivoli. L’indagine e’ ben lontana dalla sua conclusione, eppure gia’ si sa che costera’ carissimo, economicamente parlando, a chi vuole difendersi con tutti i crismi: e’ per questo motivo che gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno, in un’istanza presentata al gip Elvira Tamburelli, hanno dichiarato di rinunciare alla richiesta di copia degli atti, nonostante i due avessero messo a disposizione a proprie spese ben cinquanta dischetti per accelerare le operazioni di duplicazione. Stando a Coppi e Borgogno, i coniugi Scancarello, “pur non versando in condizioni di indigenza, non sono comunque in condizione, tenendo conto di tutti gli oneri che un processo come quello attuale comporta, di affrontare, per la sola copia di atti processuali (comunque indispensabili per l’esercizio del diritto di difesa) spese dall’ammontare sopra specificato che, per giunta, anche in caso di esito positivo del processo, a norma delle disposizioni vigenti, non verranno loro mai restituite”. In effetti, ai dodicimilanovecento euro (questa la cifra esatta che la Del Meglio e il marito dovrebbero pagare, al pari degli altri indagati) vanno aggiunti altri tremila come spese che la difesa deve sostenere per avere gli atti depositati presso il tribunale del riesame di Roma che ordino’ la scarcerazione degli indagati. Non solo, ma il completamento della fase dell’incidente probatorio, che prevede le audizioni protette di altri quindici bambini e gli incontri con i periti di altri sette (piu’ i genitori), dovrebbe determinare, alla fine, un esborso per la difesa pari a non meno di venticinquemila euro. Da qui la rinuncia ad avere copie degli atti processuali, con contestuale restituzione dei dvd messi a disposizione dalla cancelleria, “con tutte le conseguenze – avvertono Coppi e Borgogno – che tale rinuncia comporta anche sul piano del sacrificio dei diritti della difesa e facendo salva naturalmente ogni deduzione ed eccezione in merito al prosieguo dell’incidente probatorio in evidenti condizioni di minorata difesa”. (AGI)

Quindi sono stati gli avvocati della difesa a rinunciare alla copia dei dischetti perchè “troppo costosa”. Ma gli avvocati dei bambini i DVD li hanno e non mi pare di aver letto che le famiglie sono così ricche. E comunque gli atti sono tutti consultabili sul posto: basta mandare con costanza qualcuno dello studio legale a farlo.

Al punto 2. Di quanto deve essere questo preavviso tempestivo? Strano che mi ritrovo a pensare che avrebbero gradito un preavviso di almeno 6 mesi poichè sono avvocati dai mille impegni improrogabili 😉 Ed i bambini di case ne hanno indicate altre, anche quelle delle maestre!

Al punto 3 si contesta invece (con un altro vizio di forma e non di sostanza) l’ispezione della “casa degli orrori” senza la presenza di un consulente psicologo. A me pare che la cosa importante sia che i bambini hanno guidato gli inquirenti sul luogo, indicandone prima il percorso stradale e poi l’ubicazione delle stanze, il resto è aria fritta.

Insomma leggo da wikipedia: nell’accezione più comune, il vizio è un’abitudine umana negativa, che spinge l’individuo ad un comportamento nocivo normalmente ripetitivo….

Ed infatti trovo negativo e nocivo questa abitudine di certi avvocati che vorrebbero cancellare tutto un percorso (di dolore dei bambini ed investigativo degli inquirenti) con un vizio di forma che ignora la sostanza di racconti e riscontri.

…e poi leggo ancora da wikipedia: i 7 vizi capitali compaiono in Aristotele che li definisce “gli abiti del male”. I sette vizi capitali: ira, accidia, lussuria, avarizia, gola, invidia, superbia.

Di “abiti del male” in certe occasioni se ne vedono moltissimi, primo fra tutti la superbia!! ma girando nel web alla ricerca di forum di discussione sul caso Rignano Flaminio vi imbatterete anche in altri “vizi capitali”. Ci sono in giro nel web persone indegne di essere chiamati “umani” che con i loro commenti deliranti sono una vergogna per una società civile! Ecco da dove arriva la “suina”!!

…ancora da wikipedia: Vizio di forma è il titolo di una raccolta di racconti fantascientifici di Primo Levi, pubblicata per la prima volta nel 1971.

Ecco forse per evitare il processo si può andare sul pianeta più lontano per chiedere ad un alieno di autoaccusarsi di abusi sui bambini della Olga Rovere. Oppure si può inventare che l’acqua dell’acquedotto comunale è piena di allucinogeni. In alternativa si può dire che i servizi segreti hanno organizzato un esperimento scientifico sui bambini di Rignano e le loro famiglie per un nuovo test teso a verificare un vaccino contro la bugia e che si sono dimenticati che non erano dei volontari.

E i genitori di Rignano si costituiscono parte civile

Si è aperto ieri il processo ai presunti pedofili della scuola Olga Rovere. La difesa: “Questo procedimento è nullo”

di Rory Cappelli

Si è aperta ieri a Tivoli con la richiesta di costituzione delle parti civili, 19 in tutto, l´udienza preliminare al processo per presunti abusi sessuali che sarebbero stati commessi ai danni di 21 bambini della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio. Tra interruzioni e pause, i 19 sono stati infine tutti ammessi dal gup di Tivoli, Pierluigi Balestrieri. Che ha quindi ascoltato i difensori delle maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia Del Meglio, del marito di quest´ultima Gianfranco Scancarello e della bidella Cristina Lunerti, per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per reati come atti osceni, maltrattamenti a minori, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale a minorenni, corruzione di minori e atti contrari alla pubblica decenza.

«Abbiamo indicato al giudice una serie di carenze del capo di imputazione delle indagini preliminari che dimostrano l´inconsistenza dell´accusa nei confronti degli imputati», hanno sottolineato gli avvocati Roberto Borgogno e Francesca Coppi, difensori di Patrizia Del Meglio e Gianfranco Scancarello. Chiedendo, per questo, «la nullità della richiesta del rinvio a giudizio per genericità dell´imputazione». Non solo. I legali hanno sollecitato anche la violazione del diritto della difesa per «la non ricezione di copia dei filmati» relativi agli incontri tra i bambini e i periti e altre eccezioni ancora, sulle quali il gup ha deciso di sciogliere la riserva il 14 novembre.

Tra una pausa e l´altra i genitori dei bambini, assistiti tra gli altri dall´avvocato Carlo Taormina, commentavano gli inizi del procedimento e, forse, «la fine di un incubo». «Se siamo qui» ha detto il padre di uno dei bimbi, « è perché i nostri figli sono stati ritenuti credibili. Adesso non chiediamo molto: solo giustizia. La pedofilia è il male del secolo. Va contrastata. E poi, sa che le dico?: speriamo che nessun genitore perda la testa». Cosa significa? «Significa che la rabbia è tanta. Pensi, alcuni di noi sono dovuti andare via da Rignano». Addirittura? «Sì, addirittura» risponde una madre. Le pressioni sono state tante. Persino politiche». «È spaventoso» racconta una altro genitore. «Ci sono stati momenti in cui io stesso, accanto a mio figlio, ho vissuto un incubo. Li farei passare, quei momenti, anche a quanti dicono che siamo stati noi genitori a suggestionare i bambini».

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