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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia: 2anni e 4mesi di carcere al pedofilo dei giardinetti.

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Il Giustiziere degli Angeli

Giulio (nome di fantasia), dodici anni appena, ha incontrato l’orco nei giardinetti del parco torinese dove andava a giocare. L’uomo, 31enne che vive e lavora a Torino, ha pian piano conquistato la fiducia del padre del ragazzino che era l’obiettivo a cui mirava. Dalle carezze pagate cinque euro è passato a richiedere un rapporto orale… ora è stato condannato ma con poco!

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Il rito abbreviato grazia l’orco – Fa sesso con un bimbo per 10 euro – Il pedofilo se la cava con due anni

TORINO 22/09/2009 – Cinque euro per essere accarezzati, il doppio per un rapporto orale. «Ma non dire nulla a papà, altrimenti lui si arrabbia e poi non ti fa più giocare con me». Il papà, però, ha saputo. E ha denunciato lo scomodo compagno di giochi del figlio dodicenne. Un compagno di giochi che di anni ne ha 31 e vive e lavora a Torino. Ieri mattina l’uomo è stato condannato dal giudice Chiara Gallo alla pena di 2 anni e quattro mesi di reclusione con le accuse di violenza sessuale nei confronti di minore e induzione alla prostituzione, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. A rappresentare la procura in aula c’era il pubblico ministero Alessandro Sutera Sardo.

La vittima dei ripetuti abusi sessuali è un ragazzino romeno di soli 12 anni, Giulio (nome di fantasia), avvicinato dal suo futuro persecutore mentre si trovava nei giardinetti pubblici di un quartiere periferico della città. Ma prima di allacciare un rapporto con il ragazzino, il pedofilo era riuscito a carpire la fiducia dei suoi genitori.

L’uomo aveva infatti conosciuto il papà di Giulio in quegli stessi giardinetti in cui giocava il bambino, aveva cominciato a frequentarlo, a parlargli. Chiacchierava amabilmente con lui quasi tutti i giorni. L’obiettivo del pedofilo era chiaro: accreditarsi agli occhi del papà di Giulio come una brava persona, una persona per bene di cui potersi fidare ciecamente, senza problemi.

«Giulio è uno splendido bambino. Io purtroppo non ho figli, ma se ne avessi uno vorrei tanto che fosse come Giulio. Bello, simpatico e allegro come lui. Mi piacerebbe frequentarlo, vorrei giocare con lui, se possibile trascorrere del tempo in sua compagnia. Mi piacciono i bambini, mi piace la loro compagnia. Giulio è un ragazzino fantastico». Parole dolci, quelle pronunciate dal pedofilo. Parole al miele che alla fine hanno convinto il padre del ragazzino a fidarsi di quell’estraneo conosciuto al parco.

È così che sono cominciati gli incontri tra Giulio e il pedofilo. Pedofilo che all’inizio è riuscito a convincere il dodicenne ad accarezzarlo nelle parti intime in cambio di 5 euro: «Così potrai comprarti quello che vuoi, l’importante è che tu non dica nulla a mamma e papà. È il nostro segreto». Poi il gioco si è fatto via via più duro, difficile. Complicato e impegnativo. Sempre più a luci rosse. All’uomo le carezze non bastavano più, cercava e voleva qualcosa di diverso. «Ti do 10 euro se in cambio mi dai un bacio dove dico io». Giulio è stato costretto a un rapporto orale, ma non ha retto. Quando è rientrato in casa è scoppiato in lacrime e ha raccontato tutto ai genitori. È scattata la denuncia nei confronti del trentunenne torinese, arrestato poi dagli uomini della squadra mobile, coordinati nell’indagine dal magistrato delle fasce deboli Alessandro Sutera Sardo. Per il piccolo Giulio è stata la fine di un incubo terribile. Ieri mattina, infine, la condanna del pedofilo a 2 anni e quattro mesi di carcere.

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