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Omicidio Tommaso Onofri: inizia il processo d’appello.

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Il Giustiziere degli Angeli

Tommy, comincia l’appello – “Conserva non c’entra”

A Bologna il processo di secondo grado per il rapimento e l’uccisione di Tommy. Gli avvocati della moglie di Alessi, condannata a 30 anni, hanno annunciato battaglia.

di Silvio Marvisi

Inizia oggi a Bologna il processo di secondo grado per il rapimento e l’uccisione del piccolo Tommaso Onofri a carico di Mario Alessi e Antonella Conserva. Il primo è stato condannato dalla Corte d’A ssise di Parma in primo grado all’ergastolo mentre la pena inflitta alla donna è stata fissata in trent’anni di prigione. La sentenza arriverà al termine della due giorni di udienze. Il coordinatore del collegio difensivo di Antonella Conserva, il criminologo Carmelo Lavorino, si dice pronto a dimostrare come la Conserva sia estranea al rapimento e alla morte del bambino di 17 mesi. Lo stesso criminologo si dice intenzionato a denunciare in quella sede “errori palesi, sottesi e nascosti sia della sentenza di primo grado che dell’impianto accusatorio”. Secondo Lavorino la tesi della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, che ha coordinato le indagini, sarebbe sconfessata dalla condanna del tribunale di Parma che ammette la presenza di Salvatore Raimondi nel bosco dei Bissi a pochi passi dal greto del torrente Enza dove il piccolo Tommy è stato ucciso e sepolto. Antonella Conserva, secondo i difensori, sarebbe stata incastrata da Raimondi, che insieme ad Alessi costituisce “la punta dell’iceberg di una banda di criminali delinquenti, organizzati e violenti, banda che ha organizzato il rapimento finito male nel tentativo di ottenere benefici economici”. Banda con cui, secondo Lavorino, la Conserva non ha mai avuto nulla a che fare mentre “incute terrore ad Alessi e protegge Raimondi che a sua volta protegge il gruppo criminale”. “ Siamo pronti a demolire qualunque tipo di novità – afferma Lavorino in qualità di coordinatore della difesa – di calunnia, di diffamazione, di congettura, di sordida accusa possano intervenire nel processo di secondo grado. Ci auguriamo un giudizio severo ma sereno, scientifico e analitico”. Anche Mario Alessi, che da Antonella Conserva ha avuto il figlio Giuseppe, è pronto a difendersi dalle accuse e a dimostrare, come ha già tentato in primo grado, di non essere l’uccisore del bimbo. Durante la permanenza nell’isolamento del carcere di Viterbo Alessi ha scritto un suo memoriale in cui ripercorre e ricorda ogni momento del 2 marzo 2006 e delle fasi precedenti. Il memoriale non è però stato depositato fra gli atti del processo perché l’imputato numero uno sarebbe pronto a rilasciare dichiarazioni spontanee con cui, evidentemente, potrebbe scagionarsi dall’aver ucciso Tommy. La Corte d’assise di Parma presieduta dal giudice Eleonora Fiengo ha invece ritenuto che a uccidere il bimbo sia stato proprio lui mentre Raimondi, giudicato a Bologna con rito abbreviato, ha partecipato alle fasi salienti, ha lasciato l’impronta sul nastro adesivo con cui sono stati legati gli Onofri al momento del rapimento, ma non avrebbe vibrato l’ultimo colpo, quello fatale.  (16 settembre 2009) Repubblica.

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