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Luca Delfino: ammissibile il ricorso contro la (mite) sentenza.

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Il Giustiziere degli Angeli

Distrattamente avevo saltato le novità riguardanti il caso Luca Delfino ma le vostre continue ricerche sul mio blog mi hanno riportato a questo orrendo caso di cronaca. La novità è che è stato dichiarato ammissibile il ricorso contro la sentenza e le motivazioni e quindi, se il ricorso sarà accettato, si rifarà il processo a delfino sperando nel carcere a vita!

Ammissibile il ricorso contro sentenza Delfino»
28 marzo 2009| paolo isaia
La Corte di Cassazione, prima sezione, ha ritenuto ammissibile il ricorso presentato dal pm titolare dell’inchiesta, Vittore Ferraro, e dal procuratore Roberto Cavallone, sulla sentenza emessa lo scorso 9 gennaio dal gup del Tribunale di Sanremo Eduardo Bracco nei confronti di Luca Delfino, condannato a 16 anni e otto mesi di reclusione per l’omicidio di Maria Antonietta Multari, uccisa il 10 agosto 2007 con quaranta coltellate. La Corte ha fissato la discussione il prossimo 8 maggio

La procura della Repubblica della città dei fiori aveva impugnato in Cassazione le motivazioni della sentenza, in particolare sulla presunta carenza e contraddittorietà delle stesse e sull’erronea applicazione della legge penale. Le argomentazioni, peraltro molto tecniche, riguardano il mancato riconoscimento, da parte del giudice, dell’aggravante della minorata difesa (il fatto di aver colpito la vittima alle spalle senza darle l’opportunità di tentare di sottrarsi all’aggressione); il bilanciamento tra l’aggravante della premeditazione e la diminuente del parziale vizio di mente; e infine il vincolo della continuazione tra il reato di omicidio e quello del furto dello scooter con il quale Delfino aveva seguito gli ultimi spostamenti di Antonietta. L’obiettivo che si è proposto la procura è di rompere l’equilibrio tra aggravanti e attenuanti e di vedere quindi riconosciuta la prevalenza della premeditazione, con la prospettiva di riaprire il dibattimento e arrivare ad ottenere una condanna molto più pesante a carico del killer.

Se la Cassazione avesse giudicato inammissibile il ricorso, la sentenza emessa dal gup Bracco diventerebbe definitiva e quindi inappellabile. Se il ricorso, dopo la discussione, verrà invece accolto, la sentenza verrebbe annullata e gli atti rinviati al tribunale di Sanremo. In questo caso Luca Delfino sarebbe nuovamente processato, comparendo però davanti ad un altro giudice, il quale sarebbe chiamato a uniformarsi al pronunciamento della Suprema Corte. Non è automatico che il killer venga condannato a una pena superiore, tuttavia la possibilità di arrivare ad un verdetto più severo sarebbero concrete.

L’entità della condanna – 16 anni e 8 mesi – inflitta all’assassino di Maria Antonietta aveva suscitato molte polemiche e soprattutto una dura reazione dei genitori della vittima, che l’avevano ritenuta eccessivamente mite. Il pubblico ministero Ferraro, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto per l’imputato la pena dell’ergastolo. Determinante, ai fini della sentenza, la perizia che aveva ritenuto Delfino seminfermo di mente. IlSecoloXIX

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