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Psicosetta Arkeon: testimonianze

22 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Dopo il rinvio a giudizio di 11 seguaci della psicosetta Arkeon ecco che di nuovo se ne occupa in TV “Striscia la Notizia” facendo ascoltare due testimonianze di truffati. Nel LINK che vi riporta al sito di Striscia potete vedere, se la avete persa, la puntata dove due testimoni truffati da Arkeon raccontano il loro calvario. @)$%ç@# (alias mavaffanCina).

Ci sono comunque 11 persone rinviate a giudizio, al momento, per truffa aggravata etc etc etc ed intanto…

Il Festival di Sanremo è terminato, i riflettori si sono spenti, ma continuano ad imperversare le polemiche attorno alla canzone presentata da Povia durante la kermesse, “Luca era gay”. Questa volta a farsi sentire è il tg satirico di Antonio Ricci “Striscia la notizia”. Nella puntata andata in onda ieri sera il tg satirico ha fatto sapere in che modo Povia è venuto a conoscenza della storia di Luca, da cui si è ispirato per la sua tanto discussa canzone.

Tutto sembra risalitre all’ottobre 2007 quando “Striscia la notizia” si è occupata di Arkeon, un’associazione che si prefigge di aiutare i ragazzi ad uscire dall’omosessualità. All’epoca alcuni ex adepti dell’associazione si erano rivolti al tg satirico denunciando il fatto che i leader del gruppo sostenevano di poter curare gravi malattie, oltre ai metodi coercitivi e violenti adoperati.

Dell’associazione ne ha parlato poi padre Caltalamessa, conduttore del programma “A sua immagine”. Padre Caltalamessa ha intervistato un ragazzo che ha raccontato di essere uscito dalla propria omosessualità grazie ad Arkeon. Il nome del ragazzo era Luca. Secondo “Striscia la notizia” le strofe della canzone di Povia ricalcano proprio le parole di quel Luca.

LINK articolo

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22 thoughts on “Psicosetta Arkeon: testimonianze

  1. Lei è male informata.
    Al momento non vi è alcun rinvio a giudizio ma solo una richiesta del PM, nè i reati sono distribuiti a casaccio come dice ( truffa aggravata ecc ecc).
    Capisco che su Arkeon, su chi è solo indagato e su chi ha avuto una esperienza positiva sembra si possa dire, per sentito dire, qualunque cosa, ma i fatti sono ( ancora ) una cosa seria.

  2. BARI – La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone coinvolte nell’inchiesta sul ‘metodo Arkeon’. Si tratta – secondo gli investigatori – di una sorta di ‘psico-setta’ che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.

    Nell’indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

    Secondo l’accusa, a capo dell’associazione criminale c’era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

    Gazzetta del Mezzogiorno 29/1/2009

    Mi scuso per aver messo “a casccio” la nota. In effetti c’è solo la richiesta di rinvio a giudizio; vedremo cosa accadrà. Mi scuso personalmente con Zadig .

  3. Zadig altro che maleinformata, lo hanno scritto varie testate nazionali e TG ..
    la notizia era un’Ansa, tutto inventato?

  4. Caro Albertone, non è che i fatti cambiano perchè la stampa o i tg raccontano fesserie o fanno con sciatteria il proprio mestiere. Quando si dicono le cose bisognerebbe sapere di cosa si parla.

  5. Cara Mammadolce,
    apprezzo lo sforzo che fa con il suo blog a favore dei bambini. Sono una mamma anch’io e la prego di parlare anche del calvario che passano i bambini, figli delle famiglie di Arkeon, che subiscono questa persecuzione da anni.
    La prego di pubblicare il mio commento con allegato un articolo di una importante studiosa a cui è stato impedito di proseguire il suo studio, che racconta della sofferenza di tante famiglie.
    Grazie di cuore e a presto.
    Fioridiarancio

    Essere o non essere setta?
    Quando l’informazione diventa dogma,
    i comitati diventano tribunali,
    gli esperti diventano guru e le persone rimangono, comunque, vittime.

    Articolo di Raffaella Di Marzio
    Aggiornato al 1 Novembre 2008

    Articolo tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno,

    15 Febbraio 2008, p.2.

    Caso setta, blitz romano della polizia

    Ottanta adepti di “The sacred path” sorpresi in un albergo della capitale: anche un prete L’attività della presunte setta “the Sacred Path”continuerebbe, almeno apparentemente. Lo dimostrerebbe il blitz, compiuto dalla polizia di Roma, in un albergo della capitale. Gli agenti hanno trovato il presunto santone, Vito Carlo Moccia, 55 anni, barese, insieme con un’ottantina di persone, impegnate a partecipare a una riunione più o meno rituale, con tanto di candele. Fra loro, anche un sacerdote e uno psicologo.

    Gli agenti hanno interrotto l’incontro, hanno generalizzato i partecipanti e sequestrato alcuni documenti e le stesse candele utilizzate. L’incartamento investigativo è stato poi trasmesso al pubblico ministero inquirente, il sostituto barese Francesco Bretone. Stando alle indagini sfociate nella notifica di alcune informazioni di garanzia a ottobre scorso, il “gruppo dirigente” della presunta setta avrebbe diffuso – con un certo consenso e una popolarità anche televisiva – il metodo psicologico innovativo “ Arkeon”. La sede di “The Sacred Path” è a Bari.

    Prendendo spunto da questa notizia, vorrei fare alcune riflessioni in merito a quattro questioni che, in questo articolo, vengono affrontate simultaneamente poichè sono strettamente collegate tra loro:

    1) il modo approssimativo e/o aggressivo di fare informazione (di cui l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno è solo un pallido e sbiadito esempio)

    2) il modo in cui alcune agenzie mediatiche, gruppi di professionisti esperti e di cittadini si sono impadroniti e stanno attualmente gestendo il caso ARKEON, nome attribuito ad un percorso sperimentato e ideato da Vito Carlo Moccia

    3) le conseguenze generate da una gestione dei conflitti tra sistemi sociali che mira non alla risoluzione e composizione dei conflitti stessi ma ad una loro estremizzazione, allo scontro tra le diverse parti, che in alcuni casi può arrivare alla organizzazione di gruppi di pressione che si attivano per mettere in atto minacce, intimidazioni, e alimentare, comunque, un clima di tensione sociale

    4) il modo di affrontare lo studio e la ricerca sulle nuove forme di religione, spiritualità e le nuove forme di aggregazione che mirano a potenziare le capacità umane e dare una risposta (religiosa, filosofica, antropologica) alle domande dell’uomo su se stesso, sul senso della vita e della morte. In questo ambito la difficoltà dello studioso sta nel comporre e verificare le diverse narrazioni, quelle di chi è entusiasta e di chi è scontento, di chi ha avuto benefici e di chi si è sentito o è stato realmente abusato

    Per quanto mi riguarda mi trovo coinvolta nel caso Arkeon mio malgrado, poichè, fino a qualche mese fa, non ero a conoscenza neanche dell’esistenza di questo gruppo.

    Qualche tempo fa ho ricevuto una strana email da uno dei maestri di ARKEON, i cui seminari sono stati sospesi dall’ottobre del 2007, dopo circa un anno e mezzo di indagini iniziate il 20 Giugno 2006 e la consegna di alcuni avvisi di garanzia. Erano e sono indagate dalla Procura della Repubblica di Bari sei persone, tra le quali Vito Carlo Moccia.

    Pietro Bono, che si è subito identificato con nome e cognome, mi chiedeva aiuto perchè lui, la sua famiglia e le famiglie di altri aderenti allo stesso gruppo erano state oggetto di alcune trasmissioni televisive, articoli giornalistici e discussioni in Internet nelle quali ARKEON veniva definito “psicosetta” o “psicosetta satanica”, il loro fondatore “guru” o “caposetta” e loro, tutti in blocco, o poveri plagiati oppure (peggio) complici delle malefatte del “capo-setta”.

    Pietro Bono mi ha segnalato alcuni link dai quali si accedeva alle registrazioni delle trasmissioni, ad articoli di giornali e forum di discussione nei quali un certo numero di persone (non si sa mai quante persone dal momento che si usano gli pseudonimi) denunciavano gli abusi subiti nella “psicosetta” ARKEON. Mi aveva, inoltre, chiesto dei chiarimenti su cosa fosse il lavaggio del cervello e il plagio (voleva sapere come funzionasse il processo per cercare di capire se c’era qualcosa in lui che non andava) e io l’ ho invitato a leggere alcuni miei articoli pubblicati su questo portale.

    La cosa che mi lasciò perplessa fu la motivazione con la quale Pietro Bono mi aveva scritto: chiedeva aiuto in quanto, come membro della “setta”, era stato travolto, insieme a decine di altre persone, e intere famiglie, da una ondata mediatica di fronte alla quale si sentiva “indifeso”, “confuso”, “sbigottito”, “smarrito” e “impotente”, poichè, essendo definito membro di una setta, risultava anche, di conseguenza, “plagiato” e quindi qualsiasi cosa dicesse o facesse non sarebbe stata presa in considerazione da nessuno. Chi ascolterebbe un plagiato?

    Non mi era mai capitato di ricevere una richiesta di aiuto simile a questa.

    Le richieste di aiuto che ricevo sono quelle di famigliari di persone che sono entrate a far parte di qualche gruppo e che chiedono aiuto per ritrovare il loro congiunto. Oppure mi scrivono persone che sono uscite da una setta e chiedono come fare per ritornare alla loro vita di prima, recuperando la serenità perduta. Ricevo anche semplici richieste di informazioni su gruppi di vario genere da parte di enti o di privati.

    Mi colpirono due cose: la prima fu che la persona in questione mi diceva che all’interno di ARKEON era iniziato da tempo un processo di riflessione e di autocritica, provocato anche dall’ondata mediatica e dalle accuse a loro carico. Mi diceva anche che probabilmente c’erano stati dei casi di abuso in qualche seminario e che l’aver appreso questa cosa li aveva profondamente segnati e li aveva spinti ad autoesaminarsi e a sottoporsi all’esame di enti esterni a loro. Il loro tentativo era quello di capire dove avevano sbagliato e cosa potevano fare per correggere e, se possibile, migliorare, il percorso ideato dal loro fondatore.

    Il fatto che una “psicosetta” si dimostrasse disponibile a fare autocritica mi colpì perchè, anche quando sono attaccate, le “sette” si difendono chiudendosi e attaccando i critici con le stesse modalità o con maggiore ferocia.

    L’autocritica è l’ultima cosa che fanno i gruppi settari.

    La seconda cosa che mi colpì fu che Pietro Bono, maestro di ARKEON, mi disse di avermi contattato a titolo personale e che il fondatore, il “capo-setta”, non ne sapeva nulla.

    Nelle sette non succede mai che un adepto prenda iniziative del genere (specie durante un attacco proveniente dall’esterno) senza autorizzazione del “ capo”.

    Poichè non si trattava di un fuoriuscito ma di un maestro, vicino e solidale con il fondatore, la cosa mi stupì e cominciai a chiedermi: mi trovo veramente davanti a una setta?

    Era indubbio che all’interno di ARKEON qualcuno aveva sbagliato abusando di alcune persone e c’erano alcune cose poco chiare, ma l’intera organizzazione poteva essere tacciata di essere una “psicosetta”?

    Al di là delle finte e ridicole precisazioni di chi afferma che “setta” non è un termine dispregiativo, sappiamo tutti che, quando si taccia un gruppo di essere una “setta” si intende un sistema pericoloso, dove vengono perpetrati abusi sistematici sulle persone e dove i più deboli vengono indotti a pensare e a compiere azioni che, altrimenti, non avrebbero mai compiuto. La “setta” tende a fagocitare i suoi membri nel sistema separandoli dagli altri sistemi di appartenenza (famiglia, amici ecc.), la setta prosciuga i beni materiali e le risorse mentali delle persone che ne fanno parte, molte delle quali vi entrano con l’inganno, senza rendersi conto di cosa sia veramente il gruppo a cui aderiscono.

    Potrei continuare ancora per molto sulla descrizione di cosa è una “setta”, ma rimando alla lettura di autori come S.Hassan e M. Singer e, per una visione critica della loro teoria, M. Introvigne, M. Aletti e altri. Per ulteriori approfondimenti, anche in questo portale si trovano una serie di articoli sull’argomento.

    Mentre iniziavo a raccogliere informazioni sul caso ARKEON cercavo anche di riflettere e di non lasciarmi influenzare troppo dai media e dalle testimonianze lette, tutte molto critiche.

    Le trasmissioni che avevo visto erano organizzate come dei processi in cui si sa già chi è colpevole. Ai “cattivi” veniva, di fatto, impedito di parlare, tranne che in un caso: una trasmissione di Maurizio Costanzo, in cui due membri di ARKEON sono stati invitati e hanno parlato senza essere interrotti.

    Ho letto anche i messaggi delle persone che in un forum raccontano la loro esperienza “devastante” in ARKEON e, sullo stesso forum, ho letto anche i messaggi dei membri di ARKEON che cercavano di dire la loro e rispondere alle critiche: venivano di volta in volta ridicolizzati, o peggio, tanto che, alla fine, hanno rinunciato.

    In ogni caso, le testimonianze dei critici erano molto pesanti:segnalavano episodi, azioni e pratiche discutibili, riprovevoli e anche penalmente rilevanti.

    Dopo questa prima ricognizione delle informazioni che circolavano sulla rete e di quelle diffuse dalle varie trasmissioni, ho cercato il Sito Web di ARKEON per leggere la loro versione dei fatti o almeno il loro modo di presentarsi, ma i loro siti erano stati oscurati e quindi in rete rimanevano solo le testimonianze dei critici.

    Ho cercato notizie di Arkeon in altri ambiti, in ambienti universitari e centri di studio, ma nessuno sapeva dire nulla in proposito, se non quello che avevano detto i media.

    Preso atto di questa situazione ho ritenuto giusto ascoltare anche l’altra parte in causa, non solo perchè si trattava di una richiesta di aiuto da parte di una persona veramente sofferente (io attribuisco un valore identico alla sofferenza, sia che essa sia sperimentata da una vittima delle “sette” sia che sia sperimentata da una vittima degli “antisette”) ma anche e soprattutto perchè credo che lo studio di un fenomeno sia valido e accurato solo se si ascoltano tutte le parti in causa.

    Dopo qualche tempo ha preso contatto con me il fondatore di ARKEON, Vito Carlo Moccia, il quale mi ha messo a disposizione i risultati di una ricerca (peraltro ancora da completare) fatta su ARKEON da un ente istituzionale riconosciuto a livello internazionale e mi ha detto di aver parlato con alcuni dirigenti del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socioreligiosa) chiedendo anche a loro che il percorso di ARKEON fosse studiato per verificare tutto ciò che di sbagliato c’era stato e c’era ancora e quanto di positivo vi si potesse ritrovare.

    Dopo aver visionato il rapporto del centro di cui ho parlato sopra e aver verificato che il desiderio di autocritica c’era e che il fondatore e gli altri membri più vicini a lui erano disponibili a farsi conoscere, ho accettato l’invito a partecipare ad un incontro informativo con allievi e maestri di ARKEON.

    La motivazione di questo incontro era quella di presentarmi e di farmi conoscere (naturalmente erano sospettosi e non si fidavano più degli “studiosi” o dei giornalisti), e di chiedere la loro collaborazione per portare avanti uno studio su ARKEON. L’incontro sarebbe stato anche il momento adatto per fare alcune interviste e per riflettere su quanto stava avvenendo (campagna mediatica compresa).

    Questo incontro si è svolto il 9 febbraio 2008 a Roma. Erano presenti allievi, coppie, famiglie con figli, genitori di allievi, in totale quasi un centinaio di partecipanti. C’erano professionisti, casalinghe, psicologi, medici ecc. ecc.

    La sala era stata preparata con le sedie in cerchio. Dopo esserci seduti una persona ha messo al centro della sala una bella candela piuttosto grande, che è stata accesa. So che per i membri di Arkeon il fuoco ha un significato simbolico. Per questo motivo non mi sono stupita che quel simbolo fosse presente. Inoltre, mi ricordava le serate estive di diversi anni fa, quando sulla spiaggia, di sera, insieme ad altri giovani ci divertivamo ad accendere il fuoco e a sederci tutti intorno per raccontarci le nostre storie.

    Subito dopo esserci seduti Vito Carlo Moccia mi ha brevemente presentato e mi ha dato la parola. Ho colto l’occasione per risalire agli inizi dei miei studi sul fenomeno settario, per spiegare le ragioni per cui ancora oggi, dopo circa 15 anni, continuo a impegnarmi in questo ambito di studio, ricerca e aiuto, e, in particolare, del mio interesse ad approfondire il caso ARKEON.

    Ho esposto da una prospettiva molto critica le mie considerazioni su come i vari media-associazioni-comitati hanno condotto la feroce campagna contro di loro e ho indicato quelle che potrebbero essere le chiavi di lettura del fenomeno.

    Mentre parlavo osservavo le persone intorno a me: ho visto persone piangere raccontando gli effetti devastanti e le sofferenze che la campagna mediatica ha avuto sulla loro famiglia, sui loro figli, sul loro lavoro. Ho visto persone spaventate e timorose di parlare non perchè avessero fatto qualcosa di male ma perchè traumatizzate da quanto stava loro accadendo.

    Tutte quelle persone non avevano mai, in tanti anni, assistito alle scene descritte nei forum e non sapevano nulla degli abusi di cui parlavano le persone che raccontavano le loro esperienze in televisione. Cadevano letteralmente dalle nuvole.

    Durante la mattinata, mentre ascoltavo e talora intervenivo, osservavo il modo di porsi degli “adepti” di fronte al “guru”. Vito Carlo Moccia è stato, durante l’incontro, salutato da tutti con affetto e gratitudine ma è stato anche criticato con vigore da qualcuno, poi sostenuto da altri, che, pur rinnovandogli stima e gratitudine, non si sono certo mostrati reticenti nel dirgli quello che pensavano di lui, di ARKEON e di quanto stava accadendo, sollecitando l’intero “cerchio” a darsi da fare per chiarire e definire il percorso ARKEON in modo da evitare ulteriori fraintendimenti e, soprattutto, fatti gravi come quelli di cui qualcuno è accusato.

    Mentre avveniva questo osservavo le reazioni: si vedeva chiaramente che in quel “cerchio” e in quel contesto Moccia non era il capo indiscusso. Nessuno gli ha chiesto: cosa dobbiamo fare? Chi voleva prendeva la parola facendo riflessioni personali su quello che sta accadendo ad Arkeon, nessuno è stato censurato e nessuno ha offerto soluzioni preconfezionate.

    Vito Carlo Moccia non ha cercato di rispondere, ma sembrava, piuttosto, ascoltare e riflettere.

    Un altro elemento che, a mio avviso, è significativo è questo: nonostante lo sbigottimento e la sofferenza che si potevano percepire nei presenti, non ho sentito NESSUNO, denigrare, offendere o rivelare segreti di coloro che sono fuoriusciti da ARKEON e che oggi diffondono le loro esperienze e testimonianze sui media.

    La maldicenza verso i fuoriusciti e la rivelazione di segreti per metterli in cattiva luce sono un altro aspetto tipico delle “sette”.

    Parlando dei loro “nemici” i presenti mostravano piuttosto profondo dispiacere per la possibilità che qualcuno avesse subito abusi nei seminari e incredulità di fronte alla ferocia di alcuni di questi fuoriusciti.

    A proposito di questo ho sentito raccontare perfino di violenze fisiche e ho visto con i miei occhi lettere di minaccia, intimidazioni ecc.

    Negli ultimi due anni chiunque è entrato in contatto con Arkeon, ha ospitato (prima della loro sospensione, nell’ottobre 2007) le persone che partecipavano ai seminari, ha intrapreso studi su Arkeon (non finalizzati alla sua denigrazione), ha parlato pubblicamente in termini positivi del percorso ecc. ecc. ha dovuto subire intimidazioni e minacce di vario genere.

    Si è costituto anche un comitato che si firma “I familiari delle tante vittime del demonio Vito Carlo Moccia” il quale dice di essere costretto all’anonimato “per tutelare i loro famigliari dalla ripercussioni negative che verrebbero perpetrate nei loro confronti da parte del Moccia per rappresaglia” e che ha inviato a decine di persone lunghi fax nei quali afferma che “ospitare i seminari di arkeon, equivale ad essere complici delle malefatte del Moccia e probabilmente anche perseguibile sia penalmente sia civilmente”.

    Nella campagna diffamatoria della stampa e della televisione sono finiti anche due sacerdoti attirati con l’inganno da certi giornalisti esperti in questa modalità di fare ”informazione” e ripresi dalle telecamere nonostante le proteste e prima che potessero riprendersi dall’ amara sorpresa.

    Non è necessario sottolineare come questi metodi di pressione vadano a svantaggio di tutti e contribuiscano a fare altre vittime, oltre a quelle che ci sono state.

    Credo che la modalità più correta di affrontare questi conflitti sia quella di lasciar fare a ciascuno il suo “mestiere”.

    Le procure, gli avvocati e le forze dell’ordine hanno dei compiti precisi che stanno già svolgendo da tempo. Le persone indagate dovranno difendersi dalle accuse e, se non ci riusciranno, dovranno pagare per i reati commessi, chi è convinto di essere stato danneggiato ha fatto il suo dovere, che era quello di denunciare.

    Perchè accanirsi, allora?

    Ma torniamo al 9 febbraio e alla mia osservazione.

    Un altro aspetto che mi ha colpito, sapendo che ARKEON nasce all’interno di un percorso REIKI (che oggi è del tutto abbandonato) è che un certo numero di persone presenti, nel momento di condividere la loro esperienza in ARKEON,mi hanno raccontato di essere tornati o di essersi convertiti alla fede cattolica.

    Ho parlato con persone separate da molti anni che si sono sposate in chiesa, con persone che hanno fatto una vita dissoluta e si sono battezzati in età adulta, ho parlato con alcoolisti e tossicodipendenti che hanno superato la loro dipendenza e oggi svolgono un’attività rispettabile, sono sposati secondo il rito cattolico e hanno bambini che hanno scelto di battezzare a loro volta.

    Altre persone, invece, mi hanno detto di essere agnostiche o atee, ma di rispettare la fede degli altri.

    Lo scambio di informazioni, riflessioni e suggerimenti è andato avanti fino alle 15 circa quando si è deciso di fare una pausa per pranzare.

    A quel punto la mia impressione-sensazione non era quella di chi si trova dentro un gruppo settario, non mi sembrava che ne avesse le caratteristiche.

    Certo, si trattava solo di una prima impressione, non era una esperienza di ARKEON durante un seminario o un intensivo, era solo un primo contatto. Anche questo, comunque è un inizio da cui partire, un tassello da cui cominciare a costruire un mosaico suscettibile di approfondimenti, aggiustamenti e verifiche.

    Mi trovavo di fronte a due realtà decisamente opposte l’una all’altra: quella descritta dai media e in Internet, e quella che vedevo con i miei occhi.

    Che la verità come al solito stesse nel mezzo?

    Forse i membri di Arkeon presenti non erano tutti sotto influenza del lavaggio del cervello?

    Oppure fingevano tutti quanti con me in una rappresentazione teatrale ben orchestrata per ingannarmi?

    Se qualcuno è appassionato di complottismo potrebbe abbracciare anche questa ipotesi. Allo stesso modo si potrebbe immaginare un complotto colossale ai danni di Arkeon da parte di qualcuno, ma anche questo è complottismo puro e personalmente non ho interesse a interpretare la realtà in termini di ipotesi e complotti.

    Torno dunque ai fatti e al 9 febbraio scorso.

    Durante la pausa pranzo, abbiamo visto entrare alcune persone che abbiamo subito identificato come agenti della DIGOS. Siamo stati invitati a consegnare i nostri documenti, gli agenti hanno sequestrato la candela, il manifestino di Arkeon appeso fuori dalla porta della sala, un computer, delle videocassette e anche alcuni manifesti del mio sito che avevo portato quella mattina (non c’è problema, sono lieta di farne omaggio alla Digos di Roma).

    Subito dopo ci è stato detto che, poichè eravamo persone informate dei fatti, ad alcuni di noi sarebbe stato chiesto di rispondere ad alcune domande.

    Non so esattamente quante deposizioni siano state firmate, ma tra le altre c’era anche la mia.

    Dopo circa tre ore di formalità ci sono stati restituiti i documenti e ci è stato consentito di ritornare nella sala e riprendere la riunione. Nessuno era andato via, a parte chi doveva partire, e in molti hanno condiviso la loro esperienza. Ho avuto modo di ascoltare alcune testimonianze che mi saranno utili per lo studio che ho intrapreso. L’incontro si è concluso intorno alle ore 20.

    Per quanto mi riguarda vorrei cercare di rimanere fuori dalla baraonda, di avvicinarmi il più possibile alla verità, di osservare un fenomeno sociale per descriverlo.

    ARKEON, come molti altri movimenti e gruppi presenti in Italia e nel mondo, è un percorso nel quale si sono ritrovate persone che, come molte altre che frequentano altri gruppi, cercano risposte su se stessi, sulla vita, sulla morte, il dolore, la sofferenza. E’ un piccolo sistema sociale con tutte le dinamiche tipiche dei sistemi sociali, all’interno dei quali c’è sempre una certa dose di “manipolazione”.

    Tutto sta a comprendere se questa manipolazione supera o no un certo livello di intensità, se le persone vengono rispettate nella loro libertà, nei loro sentimenti, nella loro sensibilità oppure no.

    Per quanto riguarda me ho imparato dai miei errori a non affrettare troppo le conclusioni e a non formulare giudizi sull’onda dell’emotività, del rancore, dell’ indignazione.

    Procedo, dunque, con la mia ricerca su Arkeon e sono disponibile ad accogliere le testimonianze di persone che si sentono danneggiate da questo percorso, che hanno sofferto a causa di ARKEON così come accolgo le testimonianze degli altri.

    Il giorno 17 febbraio 2008 un utente di questo portale ha postato per la prima volta nei Forum invitando a fare qualche riflessione su ARKEON. Chi fosse interessato può leggere i vari interventi che ritengo utili per comprendere le dinamiche interne al gruppo e anche le critiche che provengono dall’esterno. [NDR: Dal 30 Aprile 2008 tutti i Forum di SRS sono stati temporaneamente disattivati]

    Fino ad oggi, oltre alle esperienze ascoltate durante l’incontro (una quindicina), ho ricevuto la disponibilità di altre 30 persone che hanno frequentato seminari e che hanno avuto benefici all’interno di ARKEON e di 3 persone che criticano il percorso e si dichiarano danneggiate da esso.

    Le 30 persone di ARKEON mi hanno fornito il loro nome e cognome, delle tre persone “scontente”, due sono fuoriuscite (di loro conosco nome e cognome), la terza si presenta come madre di una persona che frequenta ARKEON, ma di lei non conosco le generalità.

    Ringrazio tutte queste persone per la loro disponibilità e rimango in attesa di ulteriori contributi, da qualunque “fronte” provengano.

  6. Il programma l’ho visto, allucinante, poi come sempre i tg dicono quello che devono dire.

  7. Purtroppo per gli aderenti ad Arkeon, al di là dei giornali c’è il lavoro di valenti magistrati, che opportunamente si vuole trascurare a favore di articoli deliranti di persone indagate per fatti inerenti ad Arkeon. Si chiama questa mistificazione della realtà? La parola agli esperti.
    Per la corretta cronaca, quindi, non è la stampa che ha chiesto il rinvio a giudizio di 11 soci di arkeon, ma la Magistratura dopo due anni di indagini.

  8. brutti preti di merda bastari froci pedofili avete rotto il cazzo con questo vostro perbenismo di me….

  9. Visto che sul suo sito si occupa di abusi sui bambini, provi per un momento a pensare a quei bambini i cui genitori sono mostrati con violenza in tv, in una trasmissione di massimo ascolto, citati e trattati da criminali senza nemmeno un rinvio a giudizio, o con risatine inserite nella propria testimonianza trasmessa fuori dal contesto e senza autorizzazione, e che poi a scuola si confrontano con insegnanti e compagni vedendo violata, per davvero, la propria innocenza.

  10. Il signor Marco usa a sproposito il termine delirante. Delirante è la spregiudicata campagna condotta con ogni mezzo, lecito e illecito, contro la Dott.ssa Di Marzio, la quale, dopo che sarà definitivamente chiarita la sua posizione, avrà certamente qualche buon argomento in proposito.

  11. La campagna condotta con mezzi mezzucci ed illeciti è quella attuata dai seguaci contro la Psicologa Lorita Tinelli e questo è visibile in tutti i siti e blog (leciti ed illeciti) che avete costruito tassello dopo tassello per screditarla agli occhi di chi vorreste convincere.
    Non siamo fessi!!! Basta leggere con che odio vi esprimete .
    In quanto alla Di Marzio penso che si sia già espressa a sproposito anzichè aspettare buona buona che arrivasse il suo turno.
    Ha mai parlato con i fuoriusciti dalla setta?
    Si è schierata con voi di arkeon già un anno fà e questo è inconfutabile.
    Non si combattono le proprie idee infamando persone o idee diverse dale proprie, queste sono bassezze che s’imparano nelle sette più feroci tipo scientology ed altre..

  12. Zadig, la verità è l’esatto contrario di quanto esprimi.
    Se c’è una campagna diffamatoria condotta con ogni mezzo.. è quella che avete attuato nei confronti della psicologa Lorita Tinelli.

    Il 19 maggio 2009 ci sarà la prima udienza preliminare per gli 11 indagati ai vertici di Arkeon.

    La dott. Di Marzio si è già espressa e schierata ampiamente inmodo pubblico con quelli di Arkeon, che altro avrà da dire?

  13. Intervengo ancora perchè vedo che si parla di blog e tasselli. Ne approfitto per segnalare l’ultimo tassello di Raffaella Di Marzio sull’argomento, disponibile al link:

    http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2009/03/tasselli-di-esperienza-ottavo-tassello.html

    Consiglio di leggerlo a tutti quelli interessati al caso Arkeon.

    Nello stesso tempo mi sembrano anche interessanti le considerazioni dello psicologo Claudio Risè in merito ad Arkeon:

    http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments

    Grazie per l’attenzione.
    Fioridiarancio

  14. Riporto un articolo uscito un paio di mesi fà :

    Setta del sesso, 11 persone verso il processo

    PESCARA. Promettevano guarigioni anche mediante l’imposizione delle mani. Ma quando si sono spinti oltre, e quei contatti «paterni» sono diventati di tipo sessuale, c’è chi ha denunciato le stranezze dei seminari che servivano per ritrovare se stessi e accrescere l’autostima.

    Undici persone, indagate a Bari per una sfilza di reati tra cui l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, rischiano il processo. La testimone-chiave della vicenda è una giovane donna di Pescara che ha partecipato ad alcuni incontri promossi dal gruppo «The sacred path-Arkeon», marchi registrati. Le adunanze finite nel mirino degli inquirenti, infatti, si sono svolte, fino al 2006, anche in città e in alcuni alberghi di Montesilvano. La Procura della Repubblica di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone coinvolte nell’inchiesta sul metodo «Arkeon». Si tratta, secondo gli investigatori, di una sorta di psico-setta che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere qualcosa come diecimila adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da malattie molto gravi oppure da asseriti problemi di natura spirituale. Nell’indagine della Procura della Repubblica di Bari, affidata al sostituto Francesco Bretone , che ha trasmesso gli atti al gup, vengono contestati agli indagati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di «Arkeon» il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15mila euro. Una coppia del Nord Italia, che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale, ha detto alla polizia di avere pagato 100mila euro, così come una donna che credeva di aver subìto violenza sessuale nel passato e per questo veniva sottoposta a una serie di terapie a sfondo esoterico. Il caso è stato affrontato anche nelle trasmissioni televisive «Striscia la notizia» e «Mi manda Raitre». Secondo alcune vittime, il gruppo poteva godere anche dell’appoggio e della considerazione da parte di uomini di Chiesa, suore e religiosi. Tra questi anche un volto noto del piccolo schermo, padre Raniero Cantalamessa . Il predicatore della casa pontificia dedicò un servizio televisivo all’attività di Arkeon relativa alla riconciliazione tra padri e figli. Il frate cappuccino, tuttavia, ha più volte dichiarato la sua totale estraneità rispetto all’attività dell’associazione che lui chiama «gruppo di sostegno». I reati a sfondo sessuale saranno accertati dalla procura della Repubblica di Milano, dove è stata stralciata la posizione di alcuni degli indagati. Le violenze sarebbero avvenute alla presenza di minorenni, i quali sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo. La «setta», organizzata in modo gerarchico, ha agito anche nel Pescarese visto che l’attività veniva pubblicizzata attraverso la distribuzione di locandine e manifesti nei principali locali pubblici, con tanto di indicazioni stradali dettagliate su come raggiungere i luoghi degli incontri. Gli incontri di primo livello riguardavano «il corpo e i suoi significati in una visione psicosomatica, relazioni familiari e archetipiche, condivisione e training sul potere personale». Il secondo livello riguardava «ricerca ed esplorazione su legami energetici, automatismi, incantesimi e archetipi, condivisione e feedback, esperienza e conoscenza dell’energia automatica, sensibile, conscia e creativa, sviluppo della volontà, espansione della coscienza e riconoscimento della propria identità». Dopo le denunce delle presunte vittime il sito Internet del gruppo è stato oscurato e l’attività è stata di fatto bloccata in seguito a sequestri.

    In quattro hanno tentato di toccarmi»

    PESCARA. Tre anni fa segnalò il suo caso in televisione e fece scattare l’inchiesta. Oggi torna a raccontare quello che accadeva nei «seminari per la crescita personale, la consapevolezza e lo sviluppo del potere personale». «Promettono la felicità alle persone e affermano di poter guarire le malattie facendosi pagare profumatamente», dice Anita , nome di fantasia della giovane donna pescarese trascinata agli incontri dal suo ex compagno. «Quello che accadeva lì dentro era terribile. Io sono stata sottoposta a uno strano rito di iniziazione. Il guru diceva che avevo un problema irrisolto sotto l’aspetto relazionale con gli uomini. Ti convincevano di aver subìto abusi in famiglia nel passato, facendoti il lavaggio del cervello e facendoti distaccare completamente dai familiari e dalle amicizie. Per farmi superare il presunto problema, un giorno sono stata aggredita fisicamente da quattro persone. Alcuni mi tenevamo ferma e altri tentavano di toccarmi nelle parti intime. Tutto questo è avvenuto davanti ad altri adepti, tra cui il mio ex convivente. Nessuno mi ha aiutato, nemmeno lui. Io ero incapace di reagire perché, attraverso alcune tecniche abilmente impiegate dai cosiddetti maestri, come l’iperventilazione, che ti portano ad avere stati di allucinazione, ero bloccata. Venti giorni dopo ho trovato la forza di reagire e di denunciare tutto appoggiandomi al Cesap, Centro nazionale di studi sugli abusi psicologici. Abbiamo fatto denunce circostanziate e poi ho deciso di raccontare il mio caso in tv (nella foto Striscia la notizia). Da quel giorno ho ricevuto pacchi di denunce contro di me e richieste di risarcimento danni. Una di queste si è conclusa, di recente, con una sentenza di non luogo a procedere del gup di Ancona. La setta è presente su tutto il territorio e ha ramificazioni a Pescara. C’è altra gente coinvolta ma nessuno parla perché tutti hanno paura». E dietro all’attività dell’associazione girano i soldi. «I seminari intensivi durano quattro giorni e costano molto: 1200 euro ogni fine settimana. In un anno te ne fanno fare parecchi. C’è gente che è arrivata a spendere anche 100mila euro. Nei seminari si usa un linguaggio particolare: il vocabolario è stravolto. Si parla di processo, nuova vita e rinascita. È il codice del gruppo. I maestri ti portano a umiliare il tuo passato. Troncare i legami forti è un passaggio obbligato per il condizionamento psicologico».

    Ecco i nomi dei coinvolti

    PESCARA. Sono undici le

    persone che sono state iscritte sul registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Bari per la vicenda «Arkeon». Secondo l’accusa, a capo dell’associazione c’era Vito Carlo Moccia , di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, il quale si presentava alla gente come psicologo. Le altre persone per le quali il sostituto procuratore della Repubblica Francesco Bretone ha chiesto il rinvio a giudizio sono Antonio Turi , di 52 anni, Francesco Morello , di 59 anni, Gabriella Fabbri di 61 anni, Quirino Salerno di 40 anni, Isa Calabrese di 39 anni, Massimo Vavalle di 40 anni, Francesco Ferrara di 41 anni, Grazia Bozzo di 43 anni, Piero Mazza di 47 anni e Francesco Giuseppe Locatelli di 43 anni. Nell’indagine della Procura della Repubblica di Bari vengono contestati agli indagati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Secondo gli investigatori, tutti gli indagati facevano parte di una sorta di psico-setta che avrebbe operato in tutta Italia.

    Enrico Nardecchia

    Il Centro

  15. Abusi in un setta
    indagato il “maestro”

    Antonio M., 67 anni, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano. È accusato di aver violentato due donne presentandosi come il “maestro” di una “psico-setta”, convincendole di essere state vittime di abusi quando erano bambine.

    29 maggio 2009

  16. Psico-setta truffava adepti, dieci rinvii a giudizio

    (ANSA)- BARI, 29 SET- Il gup di Bari ha rinviato a giudizio 10 degli 11 imputati dell’inchiesta sul ‘metodo Arkeon’, una sorta di psico-setta dedita alla truffa. Utilizzando tecniche vagamente ispirate filosofie orientali, in 10 anni la setta sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti, obbligandoli a partecipare a costosi seminari dopo i quali sarebbero guariti da qualsiasi malattia. Contestati associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza, maltrattamenti di minori. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord che cercava di risolvere una crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, cosi’ come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato. Secondo il pm, Francesco Bretone, a capo dell’associazione criminale c’era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari), residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli. (ANSA)

  17. Grazie a tutti voi per l’aiuto sull’aggiornamento del caso “Arkeon” che naturalmente continueremo a seguire.

  18. http://www.mondoraro.org/2010/01/21/arkeon-processo-rinviato-al-18-marzo/
    Finalmente una persona che ha coraggio di dire come stanno i fatti.
    Che la Di Marzio sia una povera vittima del sistema giudiziario, ne parleremo.
    Finalmente la verità inizia a venir fuori.
    Per gli 11 indagati intanto il processo è cominciato e pian piano i tasselli messi ad arte per colpire persone che hanno lavorato onestamente, cadranno rovinosamente sul capo di chi ha diffamato dietro blog ‘anonimi’.

  19. Il processo è inziato eccome. Ed anche è iniziata una indagine nei confronti di quegli scellerati che hanno denunciato con insussistenza di reato la Tinelli e due ex di Arkeon.
    La Di Marzio continua ad essere indagata con quelli di Arkeon. E questi dicono di essere messi ancora bene? Che tutta la colpa della loro miseria è la Tinelli? Chissà se la correttezza di cui dicono di essere portatori li farà prendere coscienza dei loro errori e magari di loro sponte toglieranno dalla rete il letame che hanno pubblicato. In caso contrario penso che meriteranno tutto quello che riceveranno, giuridicamente parlando.

    • Ciao Curiooso, ho letto nella rete che hanno mantato di curioso la Tinelli ventilando chissà quali crimini. Sono d’accordo con te con lo sdegno provato nel considerare che persone che si ammantano di tanta limpidezza, alla fine sono pronte a sputare fango su chi si permette di criticarli. Se la Tinelli è rea di aver posto male qualche virgola, magari nella fretta come capita a tutte le persone normali, credono davvero di farla passare per incompetente delle persone ree di reati penali gravi? Fanno davvero ridere. Io, come molti altri, credo che abbiamo avuto una grande fortuna che la Tinelli ha squarciato il velo della setta Arkeon. Ha liberato i nostri figli e noi stessi da un sistema in cui siamo caduti senza grandi consapevolezze. Rivedendo i filmati mandati in onda su Chi L’ha visto? sono rabbrividito perchè ho visto razionalmente quello che ci cadeva sulla pelle in maniera emotiva. Spero che la magistratura possa indagare di più. Ce n’è da dire ancora su questa vicenda.
      Condivido con il curiosocaso lo stupore del non fare un passo indietro sulle persone che si dichiaravano nei Cerchi pulite e oneste. Leggere le bugie e lo schifo tirato addosso su altri, senza riflessioni personali e atti di coraggio da veri uomini, fa pensare molto a me e molti altri sulla falsa personalità di molti che decidono ancora di essere adepti di un sistema perverso, e quindi complici.

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