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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia e chiesa: interrogato il superiore di Don Ruggero Conti.

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Il Giustiziere degli Angeli

Il caso di Don Ruggero Conti, parroco di Selva Candida a Roma accusato di aver abusato di una decina di minori, si è nel tempo allargato con l’accusa verso un altro parroco operante fino al 2005 ad Aranova. Il sostituto procuratore Scavo, che si stà occupando dell’inchiesta, prima di chiudere le indagini ha interrogato il superiore dei due parroci, monsignor Gino Reali, come persona informata dei fatti. Dopo aver seguito per anni i casi di abusi perpetrati dal clero ai danni di minori, dopo che gli Usa hanno citato in giudizio direttamente il Vaticano per gli abusi dei preti d’oltreoceano, dopo esserci immersi fino alla testa dell’omertà della chiesa… leggiamo la domanda rivolta a Reali: «Perché non ha ascoltato le testimonianze dei ragazzi che raccontavano di aver subito violenza da don Ruggero. E perché quel sacerdote venne lasciato in contatto con altri minori?». La risposta è ovvia: in chiesa si coprono sempre le malefatte dei sacerdoti.

PS per leggere tutti gli articoli sul caso tra le categori di questo blog digitate su “Don Ruggero Conti”.

Repubblica.it Preti pedofili, interrogato il vescovo
Monsignor Reali dal pm. Trasferimenti, ma niente denunce
di Marino Bisso
«Perché non ha ascoltato le testimonianze dei ragazzi che raccontavano di aver subito violenza da don Ruggero. E perché quel sacerdote venne lasciato in contatto con altri minori?». Per due ore, monsignor Gino Reali ha risposto alle domande del sostituto procuratore Francesco Scavo che coordina l´inchiesta su due sacerdoti accusati di pedofilia e che ora si accinge a chiudere le indagini e chiedere il rinvio a giudizio di don Ruggero Conti.

Il vescovo della diocesi di Santa Rufina, è stato sentito dal magistrato, come persona informata sui fatti, per capire perché non prese provvedimenti nei confronti dei due religiosi accusati di abusi su una decina di bambini. Episodi gravi che lo scorso il 30 giugno hanno portato in carcere don Ruggero Conti parroco della Natività di Santa Maria Santissima in via Selva Candida . I carabinieri hanno poi raccolto altre testimonianze contro un altro sacerdote: don José, parroco spagnolo fino al 2005 della parrocchia di Nostra Signora di Fatima ad Aranova. Anche lui è sospettato di aver abusato di sei bambini. Entrambi i religiosi per anni hanno vissuto nella stessa diocesi amministrata da monsignor Reali. Il pm ha convocato il vescovo per capire come mai non avesse dato importanza alle parole dei parrocchiani.

In particolare lo scorso giugno una vittima degli abusi ha raccontato ai carabinieri di aver denunciato tutto in una lettera consegnata al vescovo. «Quando mi ha ricevuto, mi ha detto che erano accuse pesanti e mi ha chiesto “sei sicuro di quello che hai scritto?” – aveva dichiarato il giovane – Gli ho risposto sono sicuro sì. E il vescovo mi ha detto “Va bene, poi ti faremo sapere”». Monsignor Reali ha risposto al pm che non poteva verificare quelle voci. Non era in grado di fare indagini approfondite per comprendere se le accuse fossero attendibili. Gli accertamenti non avevano dato risultati significativi anche per la vicenda di don José dopo che alcuni genitori della parrocchia di Aranova inviarono una lettera che denunciava «scorrettezze» sui minori. «Non emerse nulla – ha spiegato monsignor Reali – e quindi non ravvisai fatti da denunciare». Agli atti dell´inchiesta è finita anche la lettera che “assolve” don José. Lo scorso 20 ottobre, il vescovo ha comunicato l´esito delle indagini al sacerdote spagnolo. «Nel 2007 sono stato autorizzato a procedere alla valutazione delle prove con l´aiuto di due esperti.

La conclusione del procedimento è che non si configura delitto e non vi è conseguente necessità di procedere con sanzioni penali nei tuoi confronti – scrive il vescovo a don José – Più volte ho avuto modo di dirti che il tuo comportamento nei confronti dei ragazzi è quello che un buon sacerdote: ti sei imposto non per il buon esempio e gli insegnamenti del Vangelo ma per il ricorso a piccoli doni, eccessive affettuosità, parole volgari ed espressioni inaccettabili». E ancora: «Desidero che tu faccia il possibile per ricostruire una chiara identità umana e sacerdotale attraverso un adeguato percorso spirituale e psicologico. Perciò ti prego di seguire un corso di esercizi spirituali e a una costante frequenza al sacramento della Penitenza, della consulenza di un bravo psicologo che sia in grado di aiutarti». Il vescovo comunica anche la decisione di trasferire don Josè in Spagna. «La triste vicenda di cui sei stato protagonista non sembra aver suscitato un eccessivo clamore e tuttavia un tuo rientro in diocesi non appare opportuno».
Per l´avvocato Federico Lucarelli, difensore di don José, la comunicazione di monsignor Reali chiarirebbe l´innocenza di don José dalle accuse di pedofilia. «Sono accuse infondate derivare da una condotta ispirata al cameratismo – ribadisce l´avvocato Lucarelli – Ma don José non ha mai abusato di alcun bambino». Differente la posizione della procure che è intenzionata invece a proseguire nelle indagini.
(04 dicembre 2008)

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