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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia: quando i padri sono solo bestie.

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Il Giustiziere degli Angeli

Pedofilia: padre recidivo abusò della figlioletta, condannato a 7 anni – PESCARA – Sette anni di reclusione per aver abusato della figlioletta di 3. Un 38enne di Pescara è stato condannato dal gup di Perugia anche all’interdizione dai pubblici uffici e al risarcimento di 80 mila euro, nei confronti della parte civile. I fatti risalirebbero a un periodo compreso tra il settembre del 2007 e l’inizio del 2008. L’uomo, che ha beneficiato del rito abbreviato e quindi della riduzione di un terzo della pena, aveva già alle spalle due condanne per simili violenze ai danni di altri due suoi figli. (Agr)

Pedofilia – L’operaio dovrà pagare 80mila euro di risarcimento. E adesso la procura vuole procedere anche contro la madre – Abusi sulla figlia, condannato a 7 anni.
Il padre accusato di violenza era stato arrestato lo scorso febbraio PENNE. Avrebbe abusato della figlia di appena tre anni. Un’accusa agghiacciante che ieri mattina è costata a un 38enne operaio di un paese della Val Tavo una pena molto pesante. L’uomo, del quale omettiamo le generalità solo per non identificare la bimba, è stato condannato ieri mattina dal gup del tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, a sette anni di reclusione per avere compiuto atti sessuali nei confronti della piccola nel periodo compreso tra settembre del 2007 e i primi giorni di quest’anno.
Il pm Giampiero Di Florio aveva chiesto per l’operaio, che è stato già condannato per violenza nei confronti di un altro figlio, nove anni di reclusione. La pena è stata ridotta di un terzo perché l’imputato ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. L’uomo è stato condannato anche a risarcire la parte civile, assistita dall’avvocato Gabriele Pietrolungo, con 80mila euro ed è stato interdetto dai pubblici uffici.
La vicenda di abusi nei confronti della bimba è venuta alla luce in seguito a comportamenti particolari mostrati dalla piccola. Ma il caso potrebbe non fermarsi qui. Il magistrato ha, infatti, chiesto che gli atti vengano trasmessi alla procura per poter procedere anche contro la madre della piccola.
L’operaio era stato arrestato alla fine dello scorso febbraio su disposizione del gip Guido Campli, che aveva accolto la richiesta del pm Gennaro Varone. A eseguire l’arresto, erano stati i carabinieri della compagnia di Penne guidati dal capitano Massimiliano Di Pietro. La «spia» delle violenze era negli strani comportamenti della piccola.
Le indagini hanno preso le mosse da una segnalazione arrivata ai servizi sociali territoriali, nella quale venivano evidenziati ripetuti atteggiamenti definiti «sessualizzati» sia nell’ambiente scolastico (la bambina frequentava l’asilo) sia nell’ambiente familiare. Immediatamente, è scattato l’allarme e la bambina è stata allontanata dal nucleo familiare e affidata a un centro di accoglienza in provincia di Pescara dove vive protetta e dove operatori specializzati stanno tentando di farle superare i traumi subìti. Anche un’équipe di esperti nominati dal magistrato ha confermato che la piccola ha subìto abusi. Espresso.Repubblica.it

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