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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Luca Delfino: la procura di Genova ordina perquisizioni anche a casa del vice questore di Parma.

4 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

La procura di Parma stà concentrando le proprie forze ed i propri mezzi alla ricerca di chi ha fornito alla giornalista Mediaset, Ilaria Cavo (LINK.ARTICOLO), le intercettazioni telefoniche tra Luca Delfino e la sua vittima MariaAntonietta Multari. Quindi, dopo aver presentato molti uomini delle forze dell’ordine a casa della Cavo ed a Mediaset per cercare le “intercettazioni incriminate”, ha presentato altri uomini anche a casa dell’ex capo della Squadra Mobile di Genova sospettandolo di essere lui la “talpa”. Sinceramente non capisco il perchè di tanto accanimento: tutti sapevamo già come è andata la storiaccia tra Luca Delfino e la povera MariaAntonietta. Anche attraverso la trasmissione “Amore Criminale” abbiamo ascoltato il racconto degli stessi genitori della ragazza che raccontavano l’odissea subita, con minacce ed altro, da MariaAntonietta. Sappiamo che sia lei che la sua stessa famiglia si erano rivolti alla Polizia per farsi proteggere denunciando Delfino a più riprese e che la risposta è stata <tranquilli, lo teniamo sotto controllo!>. Ed infatti MariaAntonietta è stata uccisa da Delfino in mezzo alla strada: questi sono i fatti. Sappiamo che spesso, troppo spesso, queste cose accadono perchè non si fà molto per proteggere queste donne che arrivano spaventate e provate, dopo interi mesi ed anni di minacce e soprusi e violenze, a far denuncia contro chi le atterrisce. A maggior ragione quando, come nel caso di Delfino, c’era già un sospetto omicidio di un’altra sua ex (Luciana Biggi). Credo che la magistratura si debba solo concentrare sul processo a Luca Delfino: a nessuno fà differenza l’aver ascoltato o meno quella telefonata, neanche alla famiglia di MariaAntonietta. Sappiamo come è andata, sappiamo quanto ha sofferto prima e come è morta dopo: dobbiamo solo fare in modo che queste cose non accadano più fermando per tempo la mano dell’assassino!

Maria Antonietta

Maria Antonietta

 

INTERCETTAZIONI: SEQUESTRI IN CASA EX CAPO MOBILE GENOVA
(AGI) – Genova, 24 ott. – Alcuni oggetti sono stati sequestrati all’interno dell’abitazione dell’ex capo della squadra Mobile di Genova Claudio Sanfilippo, attuale vice questore di Parma, per ordine della Procura di Genova. I sequestri sono avvenuti nell’ambito di un’indagine sulla fuga di notizie avvenuta sul caso Delfino coordinata dal pm Francesco Pinto. In particolare Sanfilippo e’ sospettato, secondo quanto rivela stamani il quotidiano “La Repubblica” e confermato in ambiente giudiziario, di avere consegnato alla giornalista di Mediaset Ilaria Cavo le intercettazioni telefoniche tra il killer Luca Delfino e la sua vittima, Maria Atonia Multari, che uccise il 10 agosto del 2007 a Sanremo con 40 coltellate. L’avvocato di Sanfilippo, Stefano Sambugaro del Foro di Genova, conferma che al suo assistito siano stati sequestrati “alcuni oggetti” su mandato della procura genovese. “La notifica degli avvenuti sequestri – dice Sambugaro – mi e’ stata inviata ieri”. Anche l’abitazione della giornalista Cavo e’ stata perquisita, come lei stessa conferma. “Dodici agenti per un’intera giornata, sono stati impegnati nella perquisizione di casa mia – ha detto Cavo – Cercavano le intercettazioni del caso Delfino”. Le intercettazioni furono trasmesse durante il programma “Mattino 5” riaccendendo la polemica tra polizia e procura sull’opportunita’ di arrestare Luca Delfino prima del delitto, in quanto autore di intimidazioni e minacce nei confronti della vittima. Le intercettazioni aprirono una finestra quantomai concreta sulle minacce rivolte alla ragazza poi trucidata. L’ex capo della Mobile genovese entro’ in polemica col pm della procura di Genova Enrico Zucca che non concesse misure restrittive nei confronti di Delfino nonostante questi fosse l’unico indagato per la morte violenta dell’ex fidanzata Luciana Biggi, sgozzata in una notte dell’aprile 2006 in un vicolo del centro storico genovese. (AGI)

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4 thoughts on “Luca Delfino: la procura di Genova ordina perquisizioni anche a casa del vice questore di Parma.

  1. Io non capisco questa pazza Italia, invece di mandare a dx e sx a cercare le prove che inchiodino chi ha passato queste telefonate, non potevano mandare prima gli agenti a bloccare questo pazzo ????
    Secondo se questo tizio HA FATTO QUESTE TELEFONATE, ma perchè non renderle pubbliche (dato che lui ha ucciso e la notizia è stata resa pubblica) forse per invocare clemenza e sconti vari dicendo che le telefonate non erano minacciose (negando quindi come al solito)…………..
    C’è un detto che dice “Chi è morto tace, chi è vivo si da pace”

  2. ciao mammadolce, vorrei segnalarti, se per te non ci sono problemi, un importante iniziativa a favore delle vittime di pino la monica, promossa dalla PROMETEO…se volete dare solidarietà ai bambini e alle loro rispettive famiglie potete far sentire la vostra voce a questo link…grazie!!!

    APPELLO PRO VITTIME DELLA “PEDO-FOLLIA”, dal blog http://www.massimilianofrassi.splinder.com

  3. Friuli V.G./ Polizia postale contro pedopornografia, 98 indagati
    Sito online offriva video di bimbi tra i 2 e gli 8 anni
    postato 38 min fa da APCOM
    Roma, 25 ott. (Apcom) – Operazione contro la pedopornografia in rete: la polizia postale e delle comunicazioni di Udine ha concluso un’importante operazione che ha portato a 98 perquisizioni già eseguite nei confronti di altrettanti indagati in 37 diverse province italiane.

    L’operazione, coordinata dal Centro Nazionale per il Contrasto della Pedofilia online presso il Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni, spiega una nota, è nata dall’attività di “pattuglia in rete”, che gli investigatori della Postale svolgono quotidianamente per controllare la liceità di quanto viene “postato” dagli utenti sui vari spazi web e di quel che avviene sulle varie chat e comunità virtuali. Il costante monitoraggio ha permesso di scoprire un sito dal quale era possibile scaricare video pedopornografici a pagamento.

    E’ stata, quindi, avviata un’indagine in modalità di “sottocopertura” in rete, dalla quale è risultato che il sito offriva video con bambini e bambine di varie etnie, di età compresa tra i 2 e gli otto anni, coinvolti in atti sessuali con adulti.

    La Procura della Repubblica di Trieste ha coordinato le indagini volte a trovare elementi utili sia per identificare chi dall’Italia avesse fatto accesso al sito, sia per localizzare i server, sia chi fossero i beneficiari degli importi pagati dai vari soggetti interessati. I risultati delle investigazioni sono poi confluiti in un’ulteriore indagine sviluppata sulla base di informazioni provenienti dal Dipartimento delle Dogane ed Immigrazione americano, che, a sua volta aveva avviato un’indagine sui medesimi sistemi web.

    Gli indagati sono di età compresa tra i 26 e i 59 anni. Le attività di analisi tecnica dell’ingente materiale sequestrato permetteranno di ricostruire il volume di affari celato dietro le tracce informatiche incriminate.

  4. @spunz – grazie Spunz, sia per gli articoli che per la segnalazione dell’appello pro-vittime di Pino La Monica. Cercherò di postare l’articolo nei prossimi giorni di modo che anche da qui arrivino firme (che spengano le fiaccolate).

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