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Pedofilia – Abusi – Violenza –

Pedofilia Tradate: un complice nel garage degli orrori.

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Il Giustiziere degli Angeli

Si aggiungono novità nel caso dell’arresto per pedofilia avvenuto a Giugno a Tradate ( LINK sul caso ). L’operaio di 30anni arrestato per violenza sessuale su minori usava il suo garage (insonorizzato per non far udire le grida dei bambini all’esterno), che filmava le sue nefandezze a danno dei bambini, aveva un complice.

Garage degli orrori a Tradate – Spunta il nome di un complice.
Un nuovo imputato per violenza sessuale su minori per la vicenda che, lo scorso giugno ha portato all’arresto di un 30enne – Le violenze nel garage e a casa della nonna.


TRADATE Aveva un complice il 30enne tradatese arrestato lo scorso mese di giugno dalla squadra mobile di Varese per i reati di violenza sessuale su minori e di pedopornografia. Seppure coinvolto in un solo episodio, e in una posizione marginale (tant’è che venne denunciato a piede libero), è però anch’egli imputato di violenza sessuale su minori.
Così ieri il suo nome, P. S., di Tradate, è apparso accanto a quello di F. S., 30 anni, di Tradate – detenuto e principale imputato di questa vicenda incredibile e raccapricciante – nell’udienza preliminare celebratasi in tribunale a Varese, ad appena cinque mesi dall’apertura dell’inchiesta.

Indagini condotte dalla squadra mobile di Varese e coordinate dal pm Massimo Politi a tambur battente, su uno spunto fornito dalla polizia postale: la traccia del computer di casa di F.S. compariva nei tabulati di un provider tra quelli che avrebbero scambiato file di contenuto pedopornografico. Questa pista ha portato alla scoperta di un abisso di orrori e violenze: buona parte dei filmati infatti risulterebbero autoprodotti, testimonianza di abusi e violenze continuate su tre ragazzini, vicini di casa, che da piccoli erano stati affidati alle cure dei genitori dell’imputato. Fatti che sarebbero accertati dal 2000 fino a pochi mesi fa. Le violenze, secondo quanto emerso, sarebbero avvenute nei garage dell’abitazione dell’uomo e in quella della casa della nonna: erano stati opportunamente isolati con materiale fonoassorbente, per impedire che all’esterno si sentissero le urla delle piccole vittime.
venerdì, 17 ottobre 2008 laprovinciadivarese.it

 

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