Mamma Dolce BLOG

Pedofilia – Abusi – Violenza –

Denise Pipitone: oggi potrebbe essere così. Intanto la mamma sfiducia il nuovo procuratore di Marsala.

3 commenti

Il Giustiziere degli Angeli

Anche questa battaglia l’ha vinta Piera Maggio. La ricostruzione di come potrebbe essere oggi Denise a 4 anni dalla sua scomparsa sono state richieste proprio da Piera a Luglio di quest’anno. Le foto ricostruite le ha potute vedere solo mercoledì scorso ma il nuovo procuratore di Marsala le ha negato la possibilità di divulgarle subito. E per la prima volta nasce la polemica tra Piera e la procura che si occupa della scomparsa della bambina.

Oggi Denise potrebbe essere così

Denise ora ha 8anni e potrebbe essere così

Denise ora ha 8anni e potrebbe essere così

Palermo, 22:39 larepubblica.it

DENISE: MAMMA, NON HO FIDUCIA NUOVO PROCURATORE MARSALA
“Non ho piu’ fiducia nella procura di Marsala. Sono molto delusa dal nuovo procuratore e questo mi dispiace molto”. E’ lo sfogo manifestato questa sera davanti alle telecamere di “Chi l’ha visto?” da Piera Maggio, mamma di Denise Pipitone, la bimba di quasi 8 anni rapita nel 2004 a Mazara del Vallo (Trapani). Accanto a lei i carabinieri del Ris di Roma che hanno elaborato due immagini del volto che oggi potrebbe avere la piccola e che sono state diffuse in queste ore. La signora ha spiegato di avere sperimentato un atteggiamento di “totale chiusura” da parte di Alberto Di Pisa, insediatosi a settembre a capo della procura marsalese. Spiega di avere chiesto lei stessa ai magistrati, sin da luglio, di elaborare quelle foto. Aveva poi avanzato la richiesta di vederle, “ma il procuratore mi ha inspiegabilmente detto di no, con un atteggiamento che mi ha offeso e deluso, cosi’ come mi hanno reso perplessa altri aspetti. Altre volte in passato – aggiunge – ho manifestato dubbi sulla linea investigativa della procura, ma ne ho parlato solo all’interno degli uffici giudiziari. Adesso, pero’, valutando questo comportamento e come stanno procedendo le cose, devo dire davanti a tutti che non mi fido piu'”.

ANSA.it
ROMA – Il volto di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004, a soli 4 anni, è stato ricostruito dai carabinieri del Ris di Roma, che su disposizione della procura di Marsala hanno elaborato due immagini della bambina come potrebbe apparire oggi.

“Le immagini sono state elaborate con la tecnica dell’ ‘Age progression’, che riproducono, attualizzandole, le verosimili sembianze di Denise”, spiega il tenente colonnello Luigi Ripani, che stasera ne parlerà a Chi l’ha visto, che tornerà ad occuparsi del caso.

Le due immagini sono molti simili tra loro: in una la bambina ha la frangetta e nell’altra la fronte scoperta, i tratti del naso sono leggermente diversi, ma nell’insieme il volto è lo stesso.

“Non c’è naturalmente la certezza che Denise, oggi, sarebbe proprio così”, afferma il tenente colonnello Ripani, il quale spiega che “é molto più facile ricostruire i processi di invecchiamento in una persona adulta, il cui volto resta sostanzialmente lo stesso, che quelli di crescita in un bambino”.

Tuttavia, aggiunge, partendo dalle foto di Denise e dalle sembianze di alcune sue parenti e incrociando tutti i dati a disposizione grazie a un software particolare, “siamo riusciti a ottenere un’immagine – spiega l’ufficiale – che riteniamo possa essere molto simile al volto attuale della piccola Denise”.

 

Annunci

3 thoughts on “Denise Pipitone: oggi potrebbe essere così. Intanto la mamma sfiducia il nuovo procuratore di Marsala.

  1. ciao ti segnalo questa notizia:
    fonte: il SECOLO XIX.IT

    Violenza alla figlia, lo inchioda una lettera
    14 ottobre 2008

    Due fogli formato A4 piegati in una busta bianca, sopra un’indicazione generica e scritta da una ragazzina: «Questo non è un regalo». È l’indizio-chiave dell’inchiesta condotta negli ultimi mesi dalla procura di Genova su Marco B., 46 anni, ex manovale finito in carcere per aver abusato della figlia minorenne. Arrestato all’inizio di aprile, è stato rinviato a giudizio con addebiti pesantissimi, un capo d’imputazione che quasi ricalca lo scritto con cui sua figlia l’ha incastrato, un documento tanto agghiacciante quanto lucido come mai probabilmente se n’erano visti nelle inchieste sulla pedofilia in ambito familiare.

    Francesca (nome di fantasia) ha subito le morbose attenzioni del padre fra il 2004 e la primavera scorsa. «Ho sempre pensato – erano state le prime parole pronunciate dall’uomo davanti ai poliziotti della squadra mobile che dovevano ammanettarlo – a stabilire un rapporto fisico con lei e non credevo che potesse esserci un reato se certe cose accadevano fra padre e figlia, non immaginavo di farle qualcosa di male». Parole che contrastano, clamorosamente, con quanto la giovane ribadisce nella propria lettera, indirizzata alla zia con cui trascorreva parecchio tempo dopo la separazione dai genitori. In quell’incartamento, l’indizio più pesante allegato agli atti dell’inchiesta, inizia con una serie di considerazioni sul perché di un allarme lanciato in modo apparentemente tardivo: «Quando ero ancora bambina – è il concetto sintetizzato con frasi più articolate – non mi rendevo conto delle cose che ero costretta a fare. Ma con il trascorrere degli anni ho iniziato a stare sempre peggio e non posso più stare zitta».

    Il prosieguo è una scansione di soprusi da far accapponare la pelle. Francesca, nell’estremo tentativo di difendere se stessa, accetta l’ultima forzatura ripercorrendo dettagliatamente i gesti aberranti ai quali lui l’ha obbligata per quasi quattro anni.

    «Sempre a casa di papà, nei giorni in cui poteva vedermi», ovvero i due appuntamenti settimanali fissati dal giudice dopo lo sfaldamento della famiglia. Aggiunge quindi un particolare, importantissimo nella contestazione delle aggravanti che fra un mese potrebbero costare a Marco B. una condanna fino a otto anni, nonostante abbia scelto il rito abbreviato, ovvero la forma di giudizio che consente di accelerare i tempi (senza l’ascolto “classico” dei testimoni in udienza come accade per il processo classico) ma include l’automatico sconto d’un terzo della pena. Francesca lo scrive con tratto incerto e però le sensazioni sono inequivocabili: «Mi diceva che dovevo comportarmi in quel modo perché sono sua figlia, perché gli era dovuto». Ancora: per delineare in modo più o meno attendibile i tempi si rifà ad altri episodi, meno drammatici, altre tappe della sua esistenza cui abbina i soprusi.

    «Questo non è un regalo» si è ritrovata fra le mani la zia che riga dopo riga ha sgranato gli occhi, rimuginando per qualche ora sul da farsi e capendo presto che quello era il riepilogo definitivo dell’inferno custodito troppo a lungo dalla nipote, sebbene il muro di silenzio nel quale l’aveva imprigionato avesse cominciato sgretolarsi. Perché la studentessa si era (timidamente) aperta con due amiche del cuore, facendo intuire che qualcosa la flagellava da sempre.

    Marco B., inchiodato dalla lettera di sua figlia, dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata per tre motivi: perché gli abusi si sono protratti per tempo immemorabile, perché lei è sempre stata minorenne durante il calvario e perché, in alcune occasioni, lui l’ha costretta ad assistere a qualcosa d’irripetibile.

    La madre si costituirà parte civile (assistita in tutta la vicenda dal legale Andrea Ciurlo) in una delle inchieste più drammatiche condotte negli ultimi anni dalla procura di Genova (del caso, nella fattispecie, si è occupato il pubblico ministero Sabrina Monteverde, ndr).

    Marco B. al momento si trova invece agli arresti domiciliari, Francesca vive ben lontana e ha avuto la forza, nelle scorse settimane, di confermare tutto quello che aveva scritto nel corso dell’incidente probatorio. «Questo non è un regalo», aveva premesso la vittima: l’unico glielo faranno, probabilmente, quando sarà pronunciata la sentenza e potrà tentare di lasciarsi qualcosa alle spalle.

  2. Pingback: SuccedeOggi » Blog Archive » Il volto di Denise Pipitone elaborato dal Ris, la madre: "Non ho più fiducia nella procura"

  3. Pingback: Kataweb.it - Blog - latavolarotonda » Blog Archive » Denise Pipitone,come potrebbe essere oggi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...